giovedì 31 dicembre 2009

Oro non Oro

Diversi siti specializzati in materia finanziaria hanno riportato una notizia che mette in dubbio persino l’ultima delle certezze mai esistite al mondo: l’oro. Il più antico dei simboli di ricchezza, la più classica metafora dello splendore, il parametro universale più diffuso per gli scambi commerciali, sembra aver perduto di colpo la sua capacità di garantire nel tempo il proprio valore, superando indenne le intemperie della storia.
Chiunque ne possieda un solo lingotto oggi rischia infatti di avere in casa del “comunissimo” tungsteno, che vale ovviamente molto di meno.
Non è solo dai “Rolex” taroccati che bisogna guardarsi, a quanto pare.
Grazie al suo peso specifico identico a quello dell’oro, è impossibile distinguere visivamente un lingotto di tungsteno laminato in oro da uno in oro puro, e diventa necessario praticare un piccolo “carotaggio” per accertarsi della sua reale composizione.
Questa curiosa caratteristica deve aver scatenato la fantasia di alcuni “operatori del settore”, visto che sembrano esserci oggi in circolazione tonnellate di lingotti d’oro che valgono poco più del semplice tungsteno. L’idea di falsificare l’oro non è nata certo ieri, ma è anche grazie alla difficoltà di imitarlo che l’oro ha sempre conservato il posto d’onore fra i metalli pregiati.
Il modo più semplice per falsificare un lingotto d’oro è quello di laminare in oro un volume equivalente di acciaio. Ma l’acciaio pesa decisamente meno dell’oro, e chiunque sia avvezzo a maneggiare lingotti si accorge subito della differenza. Invece di pesare le classiche 400 once, che costituiscono lo standard degli scambi interbancari, un lingotto in acciaio pesa solo 162 once, cioè il 60% dell’originale. Anche il piombo, divenuto proverbiale per la sua pesantezza, pesa solo il 60% dell’oro, e pone quindi gli stessi problemi a chi volesse utilizzarlo come sostituto.
Vi sono solo due materiali con un peso specifico simile a quello dell’oro, l’uranio e il tungsteno. Il primo però non si compra certo al supermercato, e ben pochi avrebbero comunque voglia di maneggiare materiale radioattivo per riuscire a truffare i loro simili. Sarebbe come lanciarsi a testa in giù dal picco di una montagna per riuscire a sfondare una cassaforte rubata.
A sua volta il tungsteno è un metallo estremamente rigido e fragile, molto difficile da trattare, avendo un punto di fusione fra i più alti in assoluto: oltre 3400 gradi C°.
Esiste difatti un sito cinese che offre apertamente al compratore “tungsteno laminato in oro” come perfetto sostituto del materiale più pregiato. "La sua densità di 19,25 g/cm3 – dice il sito - è praticamente la stessa dell’oro (19,3g/cm3), e ciò rende il tungsteno il sostituto ideale per i più costosi metalli come oro e platino. Una moneta fatta di tungsteno ricoperto d’oro non può essere riconosciuta come falsa con la semplice pesatura. Siamo esperti nel trarre i massimi vantaggi dalle recenti tecnologie di lavorazione del tungsteno ricoperto in oro, che costituisce uno dei nostri prodotti principali”.
Naturalmente i responsabili del sito si premurano di sottolineare che l’utilizzo del tungsteno ricoperto d’oro è limitato a gioielli e monete da collezione, ed invita gli acquirenti ad “astenersi da un uso illegale dei loro prodotti”. Un pò come dire “facciamo bombe atomiche da decorazione, ma siete diffidati dall’usarle contro i vicini di casa”.
La presenza di questo sito dimostra che oggi debbano esistere tecnologie che permettono di trattare il tungsteno a costi contenuti, e questo impone di domandarsi quanti possano essere i lingotti in tungsteno ricoperto d'oro che riposano oggi nei caveau delle varie banche mondiali.
Secondo questo sito specializzato in finanza internazionale, sarebbero comparsi di recente dei lingotti di tungsteno ricoperto proprio nei caveau della sede LBMA di Hong-Kong. (London Bullion Market Association, che si occupa di allocare virtualmente la proprietà dei lingotti d’oro, senza doverli trasferire fisicamente). Una volta scoppiato lo scandalo, i cinesi avrebbero accusato la vecchia amministrazione Clinton – Alan Greenspan, sempre lui - di aver orchestrato la produzione segreta di oltre un milione di lingotti di tungsteno ricoperto, dei quali circa 600.000 riposano oggi nei caveaux di Fort Knox. Se questo fosse vero, gli altri 400.000 chi li ha?
Naturalmente, non è possibile verificare l’accuratezza di tutte queste informazioni, ma bisogna dire che il traffico di tungsteno laminato non è certo un’idea di oggi: già nel 1983 la polizia austriaca aveva arrestato una banda di falsari – quattro italiani e un austriaco, per la cronaca – che cercavano di piazzare lingotti d’oro ripieni di tungsteno.
Ad un livello diverso, questo genere di notizia offre anche una lettura fortemente simbolica della attuale situazione: in un mondo dove tutte le certezze sembrano crollare, e dove le apparenze cominciano a mostrare finalmente la cruda realtà che nascondono, anche il più pregiato dei metalli, e l’unico in grado di garantire “ricchezza” a chi lo possiede, rischia di rivelarsi solo un tragico velo dietro al quale si nasconde la più assoluta insignificanza di qualunque bene materiale.

mercoledì 30 dicembre 2009

IL Risiko chiamato Iran

L'Iran è risultato il vincitore nelle operazioni di guerra segrete che simulavano un attacco israeliano alle sue centrali nucleari.
In questo scenario, l'amministrazione Obama ha deciso di perseguire un approccio diplomatico con Teheran, lasciando nei guai il più stretto alleato militare dell'America nella regione. L'esercitazione, organizzata dal Tel Aviv University’s Institute for National Security Studies il mese scorso, ha dimostrato che nemmeno un raid di un commando israeliano sul più grande stabilimento iraniano di produzione d'acqua pesante ad Arak porterebbe gli USA ad un conflitto militare con l'Iran.
"La nostra influenza sugli Americani, sulla possibilità di allontanarli dagli Iraniani, dagli Europei e dagli altri, è risultata molto limitata", ha affermato Giora Eiland, un ex consulente della sicurezza nazionale israeliana che ha ricoperto il ruolo del primo ministro, Binyamin Netanyahu, nella simulazione. "Più o meno l'unica carta che avevamo da giocare era quella dell'azione militare. Ed era una carta fallimentare."
"Gli Iraniani hanno cominciato a sentirsi meglio degli Americani perchè sono stati semplicemente più determinati nel perseguire i propri obiettivi", ha aggiunto Mr Eiland. Mr Netanyahu aveva già capito che le sue relazioni con la Casa Bianca sono tese, ingorando le richieste degli USA di bloccare l'insediamento di nuove strutture in Cisgiordania, prima di acconsentire con riluttanza ad una interruzione temporanea che non include Gerusalemme Est. Le simulazioni di guerra hanno dimostrato che il suo appoggio a Washington continuerebbe a diminuire, se non si mettesse in riga sull'Iran, che Mr Netanyahu considera come la principale minaccia per lo stato ebraico, dopo che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha dichiarato che dovrebbe "essere cancellato dalla cartina geografica".
Mr Eiland - “Netanyahu” è riuscito ad avere soltanto brevi e inconcludenti incontri preliminari con il presidente degli USA, interpretato da un ex diplomatico israeliano. Gli analisti della sicurezza in Israele e in America hanno messo in guardia riguardo alla possibilità di un costo molto elevato da pagare se Israele attaccasse l'Iran e sostenesse che un tale attacco potrebbe cancellarre del tutto, piuttoso che attenuare, il programma nucleare iraniano. Il costo sarebbe elevato non solo per Israele, le cui città sono nel raggio dei missili iraniani, e che potrebbe facilmente essere colpita dai militanti di Hezbollah e Hamas presenti in Libano e a Gaza, ma anche per gli Stati Uniti. Gli analisti prospettano che l'Iran scenderebbe in campo per supportare i militanti anti-americani nel Golfo, come ha fatto con le milizie che combattevano contro le forze statunitensi in Iraq e in Afghanistan. Le simulazioni hanno inoltre dimostrato che, mentre Israele zoppicherebbe sia dal punto di vista diplomatico che da quello militare, l'Iran continuerebbe molto probabilmente ad arricchire l'uranio.
Ieri Ahmadinejad ha ignorato la scadenza di fine anno posta da Washington a Tehran per accettare le condizioni proposte dalle Nazioni Unite per sostituire l'uranio arricchito con il materiale fissile.
Aharon Zeevi-Farkash, un ex ufficiale dell'intelligence militare che nelle simulazioni rivestiva il ruolo della guida suprema dell'Iran, l' Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che Tehran non sarà ostacolato nella corsa all'acquisizione di armi nucleari a meno che il suo regime non verrà minacciato fino al collasso. Egli ritiene che gli americani hanno bisogno di rivedere la loro linea diplomatica verso lo schieramento navale nel golfo o di persuadere l'India, chiave del commercio iraniano, ad allentare i suoi legami con Tehran. Mr Eiland ha affermato che l'obiettivo a lungo termine degli USA sarà probabilmente il contenimento dell'Iran nel caso dovesse ottenere lo status di potenza nucleare e che Israele non ha altra scelta che seguire il suo principale alleato. "Israele non può agire da sola qui. Un accordo tra l'America e l'Iran priverebbe Israele della possibilità di attaccare l'Iran", ha dichiarato.

lunedì 28 dicembre 2009

Il Vero Volto

Non c’è voluto molto per la Lobby di Israele a mettere in ginocchio il Presidente Obama per il suo divieto di costruire nuovi insediamenti illegali Israeliani nei territori Palestinesi occupati. Obama ha scoperto che un semplice presidente Americano è impotente quando viene affrontato dalla Lobby di Israele, e che agli Stati Uniti semplicemente non viene permesso di avere una politica in Medio Oriente diversa da quella di Israele. Obama ha anche scoperto che non può cambiare niente, sempre che ne avesse mai avuto l’intenzione. Nell’agenda della lobby militare e della difesa c’è la guerra e uno stato di polizia interno, e un semplice presidente Americano non può farci niente. Il Presidente Obama può ordinare che vengano chiuse le camere della tortura di Guantanamo, e che i sequestri di persona e le torture vengano fermati, ma nessuno esegue i suoi ordini.
In pratica, Obama è irrilevante.
Il Presidente Obama può promettere che porterà a casa le truppe, e la lobby militare dice, “No, invece li manderai in Afghanistan, e nel frattempo inizierai una guerra in Pakistan e costringerai l’Iran in una posizione che ci darà un pretesto per fare una guerra anche lì. Le guerre sono troppo lucrose per noi perchè tu possa fermarle”. E il piccolo presidente dirà, “Sissignore!”. Obama può promettere l’assistenza sanitaria a 50 milioni di Americani che non ce l’hanno, ma non può sconfiggere il veto della lobby della guerra e della lobby delle assicurazioni. La lobby della guerra dice che i profitti di guerra sono più importanti dell’assistenza sanitaria e che il paese non si può permettere sia la “guerra al terrore” che la “medicina socializzata”. La lobby delle assicurazioni dice che l’assistenza sanitaria deve venir data dalle assicurazioni sanitarie private; altrimenti non possiamo permettercela. Le lobbies della guerra e delle assicurazioni hanno sventolato le loro agende con i contributi versati in campagna [elettorale] e molto velocemente hanno convinto il Congresso e la Casa Bianca che lo scopo reale del progetto di legge sull’assistenza sanitaria è di salvare soldi tagliando i benefici a Medicare e Medicaid, e quindi “mettere gli entitlements [Ndr. diritti acquisiti] sotto controllo”.
Entitlements è una parola usata dalla destra per denigrare le poche cose che, in un lontano passato, il governo faceva per i suoi cittadini. La Social Security e Medicare, ad esempio, vengono denigrati come “entitlements”. La destra continua senza sosta a parlare della Social Security e di Medicare come se fossero regali dati a persone incapaci che rifiutano di prendersi cura di se stesse, quando in realtà i cittadini vengono di gran lunga sovratassati con un’imposta del 15% nelle loro paghe per avere in cambio dei magri benefici. Infatti per decenni ormai il governo federale ha finanziato le sue guerre e i budget militari con le entrate in surplus raccolte dalla tassa sul lavoro della Social Security. Sostenere, come fa la destra, che non possiamo permetterci l’unica cosa nell’intero budget che ha in modo consistente prodotto delle entrate in eccesso sta ad indicare che lo scopo reale è di portare il cittadino medio ad uno stato di indigenza. I veri entitlements non vengono mai menzionati. Il budget della “difesa” è un entitlement per il complesso militare e della difesa, sul quale il Presidente Eisenhower ci mise in guardia 50 anni fa. Una persona dev’essere folle per credere che gli Stati Uniti, “l’unica superpotenza del mondo”, protetta da oceani ad Est e a Ovest e da stati fantoccio a Nord e a Sud, abbia bisogno di un budget della “difesa” superiore all’intera spesa militare del resto mondo messo insieme. Il budget militare è nient’altro che un entitlement per il complesso militare e della sicurezza. Per nascondere questo fatto, l’entitlement viene mascherato come una protezione contro i “nemici” e fatto passare attraverso il Pentagono.
Io dico, eliminiamo l’intermediario e distribuiamo semplicemente una percentuale del budget federale al complesso militare e della sicurezza. In questo modo non avremo bisogno di inventare scuse per invadere altri paesi e andare a fare la guerra con il solo scopo di dare al complesso militare e della difesa il suo entitlement. Sarebbe molto più economico dargli i soldi direttamente, e salverebbe anche un sacco di vite umane e sofferenze in patria e all’estero. L’invasione Statunitense dell’Iraq non aveva proprio niente a che fare con gli interessi nazionali Americani. Aveva a che fare con i profitti sugli armamenti e con l’eliminazione di un ostacolo all’espansione territoriale Israeliana. Il costo della guerra, oltre i 3 trilioni di dollari, è stato di 4,000 Americani morti, oltre 30,000 feriti e mutilati, decine di migliaia di matrimoni Americani distrutti e carriere perdute, un milione di Irackeni morti, quattro milioni di Irackeni dislocati e un paese ridotto in macerie. Tutto questo è stato fatto per i profitti del complesso militare e della sicurezza e anche affinchè la paranoide Israele, armata con 200 bombe nucleari, potesse sentirsi “sicura”.
La mia proposta renderebbe il complesso militare e della difesa ancora più ricco dato che le compagnie riceverebbero i soldi senza aver bisogno di costruire le armi. Piuttosto, tutti i soldi potrebbero venir usati per bonus multimilionari e dividendi distribuiti agli azionisti. Nessuno, in patria o all’estero, dovrebbe venir ucciso, e il contribuente sarebbe ben più felice. Non c’è alcun interesse nazionale Americano nella guerra in Afghanistan. Come rivelato dall’ex Ambasciatore Britannico Craig Murray, lo scopo della guerra è di proteggere gli interessi della Unocal per un oleodotto che passa attraverso l’Afghanistan. Il costo della guerra è di gran lunga superiore all’investimento dell’Unocal nell’oleodotto. L’ovvia soluzione è di comprare l’Unocal e dare l’oleodotto agli Afghani come parziale risarcimento per la distruzione che abbiamo inflitto a quel paese e alla sua popolazione, e di portare le truppe a casa. Il motivo per cui le mie ragionevoli soluzioni non verranno attuate è che le lobbies pensano che i loro entitlements non potrebbero sopravvivere se diventassero evidenti a tutti. Loro pensano che se il popolo Americano sapesse che le guerre stanno venendo combattute per arricchire le industrie degli armamenti e del petrolio, la gente fermerebbe le guerre.
In realtà, il popolo Americano non ha diritto di opinione su ciò che il “suo” governo fa. I sondaggi mostrano che metà o più della metà del popolo Americano non sostiene le guerre in Iraq e Afghanistan e non sostiene l’escalation del Presidente Obama per quanto riguarda la guerra in Afghanistan. Nonostante ciò, le occupazioni e le guerre continuano. Secondo il Generale Stanley McChrystal, le 40,000 truppe aggiuntive sono sufficienti per mettere in stallo la guerra, cioè, per farla continuare all’infinito, una situazione ideale per la lobby degli armamenti.
Il popolo vuole l’assistenza sanitaria, ma il governo non lo ascolta.
Il popolo vuole un lavoro, ma Wall Street vuole azioni più costose e costringe le aziende Americane a trasferire i posti di lavoro in paesi dove la manodopera è più economica.
Il popolo Americano non ha il controllo su niente. Non può influire su niente. E’ diventato irrilevante come Obama. E continuerà ad essere irrilevante fino a quando gruppi di interesse organizzati potranno comprare il governo USA.
L’incapacità della democrazia Americana di produrre un qualsivoglia risultato che gli elettori vogliono è un fatto dimostrato. La completa assenza di reazione del governo al popolo è il contributo che il conservatorismo ha dato alla democrazia Americana. Qualche anno fa ci fu un tentativo di rimettere il governo nelle mani del popolo mettendo un freno alla capacità dei gruppi d’interesse organizzati di versare enormi somme di denaro nelle campagne politiche e, quindi, obbligare gli ufficiali eletti ad essere dipendenti a coloro che avevano versato i soldi. I conservatori dissero che ogni restrizione sarebbe stata una violazione del Primo Amendamento che garantisce la libertà di parola.
Gli stessi “protettori” della “libertà di parola” non ebbero alcuna obiezione però quando la Lobby di Israele fece passare il disegno di legge sull’ “hate speech”, che ha criminalizzato le critiche al trattamento genocida che Israele riserva ai Palestinesi e al costante furto della loro terra. In meno di un anno, il Presidente Obama ha tradito tutti i suoi sostenitori e rotto tutte le sue promesse. Obama è il prigioniero dell’oligarchia degli imperanti gruppi d’interesse. A meno che venga salvato da un evento orchestrato tipo l’11 Settembre, la presidenza Obama non durerà più di un termine. In realtà, l’economia al collasso lo dannerà indipendentemente da un “attacco terrorista”.
I Repubblicani stanno preparando la Palin. La nostra prima presidentessa femmina, dopo il nostro primo presidente nero, completerà la transizione ad uno stato di polizia Americano arrestando i critici e i contestatori dell’immorale politica estera e domestica di Washington, e la Palin completerà così la distruzione della reputazione Americana all’estero. La Russia di Putin ha già paragonato gli USA alla Germania Nazista, e il premier Cinese ha paragonato gli USA ad un debitore irresponsabile e immorale. In modo sempre più crescente il resto del mondo vede gli USA come l’unica fonte di tutti i suoi problemi. La Germania ha perso il capo delle sue forze armate e il suo ministro della difesa, perchè gli USA convinsero o premettero, in un modo o nell’altro, il governo Tedesco a violare la propria Costituzione e mandare truppe a combattere per gli interessi della Unocal in Afghanistan. I Tedeschi hanno fatto finta che le loro truppe non stavano davvero combattendo, ma che fossero impegnati in una “operazione di peace-keeping”. Questo ha funzionato più o meno finchè i Tedeschi hanno ordinato un’attacco aereo che ha ucciso oltre 100 donne e bambini che aspettavano in fila per un pò di carburante.
Gli Inglesi stanno indagando sul loro capo criminale, l’ex primo ministro Tony Blair, e l’inganno che mise in piedi contro il suo stesso consiglio dei ministri per fornire una scusa a Bush per la sua invasione illegale dell’Iraq. Agli investigatori Inglesi è stata negata l’abilità di presentare accuse penali, ma la questione della guerra basata interamente su una macchinazione di bugie e inganni sta venendo ben diffusa. Riecheggierà per tutto il pianeta, e il mondo vedrà che non esiste un’indagine simile negli USA, il paese da dove ebbe origine la Guerra Falsa.
Nel frattempo, le banche d’investimento USA, che hanno distrutto la stabilità finanziaria di molti governi, incluso quello degli USA, continuano a controllare, come hanno sempre fatto fin dall’amministrazione Clinton, la politica economica e finanziaria degli USA. Il mondo ha sofferto in modo terribile per i gangsters di Wall Street, e adesso guarda all’America con un occhio critico.
Gli Stati Uniti non suscitano più il rispetto che suscitavano sotto il Presidente Ronald Reagan o il Presidente George Herbert Walker Bush. I sondaggi nel mondo mostrano che gli USA e il suo capo-fantoccio vengono visti come le due più grandi minacce per la pace. Washington e Israele superano nella lista dei più pericolosi il regime pazzoide della Nord Korea.
Il mondo sta iniziando a vedere l’America come un paese che deve andarsene via. Quando il dollaro sarà sovra-inflazionato da una Washington incapace di pagare i suoi conti, il mondo sarà motivato dall’avidità e cercherà di salvarci per salvare i suoi investimenti, oppure dirà, grazie a Dio, che liberazione.

sabato 26 dicembre 2009

Riciclaggio Lecito

Preliminari: Secondo Debka , la banca mondiale (paradossalmente anglofila ed europea) con sede a Dubai, si dedica(va), anima e corpo, a riciclare allegramente i capitali di Al-Qaeda (che si presume sia un’entità terroristica islamica, combattuta militarmente dal doppio fronte anglosassone ed ONU). Non è nemmeno una novità l’attività di riciclaggio di denaro, svolta da parte di giganti come Citigroup (fonte BBC), HSBC e Santander ( Fonte The Independent).
Come sarà finita la questione di quella che fu la banca messicana, dopo gli scottanti fatti venuti alla luce, dopo l’Operazione Casablanca?
La fraudolenta banca Stanford, con sede nel paradiso fiscale caraibico di Antigua, riciclava i soldi illeciti del cartello di Juárez ( tra le altre cosucce), secondo Houston Chronicle. L’ ex cancelliere foxiano Jorge Castañeda Gutman facente parte del consiglio d’amministrazione criminale di Stanford che mandò in fumo i risparmi degli accademici dell’ università Flacso-Mexico. Non sono noti i criteri finanziari a beneficio della suddetta banca, adottati dal direttore generale della Flacso-Mexico, l’insegnante Giovanna Valenti Nigrini, nota per le sue relazioni con l’Istituto Truman, dell’ Università Ebraica di Gerusalemme, dove è stata invitata in qualità di professoressa. Fino ad oggi, grazie alla silenziosa complicità della poco funzionante Camera dei deputati, la PGR panista, non ha osato citare la dichiarazione di Castañeda Gutman, presunto complice di reato di riciclaggio di denaro; fatto che trasforma in un gioco di parole la lotta al narcotraffico in tutte le sue manifestazioni, sia nella forma che nel contenuto. La pista Castañeda Gutman è più che interessante, giacché porta alla luce l’ Operazione Iran-Contras, in Messico.
Comunque ecco i fatti:
Rajeev Syal, del The Observer/The Guardian (13.12.09), riferisce che l’italiano Antonio Maria Costa, capo dell’ Ufficio Droghe e Crimini dell'ONU (UNODC, nella sigla dall’inglese), rivelò che 352 miliardi di dollari di proventi criminali, furono effettivamente (sic) riciclati per mano di istituti bancari, permettendo così al sistema finanziario di rimanere a galla, nel culmine della crisi mondiale. A quale cartello di narcotraffico in voga, verrà offerto il prossimo Premio Nobel per l'Economia, ringraziandolo così, per la loro filantropica efficienza nella fiscalità mondiale? Maria Costa ribadì altresì, di poter evidenziare (sic) il fatto che i soldi della criminalità organizzata furono l’unico investimento di capitale volto a salvare, l’anno scorso, certe banche sull’orlo del crollo; fu così, che la maggior parte dei guadagni del narcotraffico, somma che risale a 352 miliardi di dollari, furono immessi nel sistema economico. Perché Maria Costa sminuisce e disprezza così tanto i guadagni del narcotraffico mondiale, quando il Times conferma che tre anni fa aumentarono di oltre 2 mila miliardi di dollari ? Sempre secondo Syal, le esplosive dichiarazioni di Maria Costa incoraggeranno l’intervento (sic) della criminalità nel sistema economico nei periodi di crisi. Ma, soltanto durante le crisi? Non è che influiscono anche prima e dopo? Le banche sane, non aderiscono al riciclaggio di capitali?
Il riciclaggio di capitali è o non è, il maggiore business bancario, come ci ha insegnato la banca anglosassone già dal XIX secolo, nelle due guerre dell’oppio contro la Cina ?
Le rivelazioni dello zar mondiale dei narcotici dell’ONU a un giornale britannico, molto vicino a Gordon Brown, hanno luogo soltanto quando l’ impudenza e la crisi dei banchieri oltrepassano i limiti tollerati nei due lati dell’ Atlantico e quando i riscatti verso i contribuenti, servono soltanto a proseguire l’incurabile dipendenza alla speculazione, sfidando oltremodo i loro salvatori: la massa senza forma di cittadini pronti alla ribellione. Le pressioni politiche su entrambi i lati dell’Atlantico, esigono maggiore controllo sui banchieri inutili, protetti dalla criminalità e dalle istituzioni giudiziarie, che godono dei poteri per attentare contro la civiltà, contro i basilari diritti di libertà e contro le istituzioni democratiche, essendo diventati in modo tirannico, gli uomini più potenti del pianeta e i nemici numero uno del genere umano.
Maria Costa sostiene di essere venuto a conoscenza della dimensione del riciclaggio bancario soltanto 18 mesi fa (sic), dopo la segnalazione dei servizi segreti di spionaggio e dei pubblici ministeri: nel secondo semestre del 2008 la liquidità disponibile del sistema bancario, fu il maggior problema, e ciò diventò un fattore degno di nota, quando i soldi della malavita (sic) furono adoperati per il salvataggio di qualche (doppio sic) banca sull’orlo del collasso.
Chi saranno più fuorilegge: i banchieri o i trafficanti di stupefacenti? Quale banca, ancora nazionale, è stata salvata dal redentore Chapo Guzmán Loera? Syal lascia intendere l’ovvietà (sic) che i soldi del narcotraffico furono indirizzati alle banche vicine a certi funzionari della Gran Bretagna, Svizzera, Italia e EU. Banxico, la Segreteria del Fisco e la PGR, apporteranno dati all’ufficio dell’ONU specializzato sulla questione del lavaggio di soldi provenienti dal narcotraffico?
Maria Costa insiste sulla necessità di non rivelare l’identità (come se non fosse nota) delle banche che effettuavano prestiti su fondi comuni di investimento finanziati col denaro proveniente dal traffico di droghe ed altre attività illegali. Ci sono segnali (sic) su alcune (sic) banche che sono state salvate in questo modo. Quali saranno le altre attività illegali a cui fa riferimento l’italiano?
Dove andrà a finire il colossale ricavo di soldi della tratta di bianche, gialle, nere e marroni, così come quelli del terrorismo, qualsiasi esso sia (es: rapimenti)?
Ne consegue che in una democrazia pulita, senza chiaroscuri, tutti i conti bancari, senza eccezioni, dovrebbero essere di dominio pubblico, dato che il segreto bancario, così tanto sbandierato, è un incitamento alla escalation criminale che tanto danneggia il buon andazzo della società. Lo zar mondiale della droga, trova molto comodo criticare i peccati del crimine organizzato, nascondendo, però, l’identità dei peccatori.
Secondo Syal, “i malviventi hanno tradizionalmente, nascosto i loro redditi in denaro o nei paradisi fiscali, per nasconderli alle autorità”. Non sarebbe, quindi, più salutare, abolire i paradisi fiscali (off-shore) e i loro conti fuori bilancio (off-balance sheet) di proprietà soprattutto di banche anglosassoni e del G-7 ? Potrebbe essere che il neoliberismo mondiale si nutra con voracità dal riciclaggio di capitali illeciti, compresa la criminalità bancaria ? E’ la deregolamentazione globale il modello di neoliberismo per eccellenza ?

giovedì 24 dicembre 2009

La NSA su Windows 7

[La sede della NSA a Fort Meade nel Maryland]
La National Security Agency (NSA) ha annunciato di aver partecipato allo sviluppo di Windows 7, nuovo software della Microsoft.
Richard Schaeffer, il direttore aggiunto dell'agenzia incaricato della sicurezza dei sistemi informatici, ha rilasciato dichiarazioni il 17 novembre 2009 davanti alla sottocommissione Terrorismo e Sicurezza della Commissione delle Leggi del Senato degli Stati Uniti.
La collaborazione tra NSA e Microsoft è un segreto di Pulcinella sin dai tempi dall'accordo giudiziario stabilitosi tra il governo degli Stati Uniti e il gigante informatico. Nonostante ciò, questa è la prima volta in cui se ne sia parlato ufficialmente.
In materia di sicurezza informatica, la questione non è sapere se si sia o meno protetti dagli intrusi esterni, ma chi ha le chiavi. In altre parole, il dipartimento di sicurezza dei sistemi d'informazione della NSA adempie ai suoi doveri fintanto che si dimostri in grado di vegliare colui che detiene le chiavi di sicurezza dei software più utilizzati negli Stati Uniti. Eppure, Window 7 è sul commercio mondiale, e questo apre delle prospettive formidabili allo spionaggio made in USA.
Dal canto suo Microsoft smentisce il fatto che la NSA abbia la possibilità di entrare nel Software Windows 7, ma l'azienda non ha alcun mezzo per garantirlo.
Ad oggi, nessuno Stato ha vietato il software Windows 7 per proteggere i suoi cittadini dallo spionaggio statunitense.
Insomma belle notizie sotto l'albero di Natale.
Ed in tal senso Auguro a tutti un Felice Natale, almeno quello non ce lo toglieranno facilmente.

mercoledì 23 dicembre 2009

Banche ed altro

Da Giulietto Chiesa riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Lettera di un lettore a Giulietto Chiesa.
Caro Giulietto,
ti seguo da anni con ammirazione e affetto (ti ho anche incontrato di persona a Canegrate, ad una serata organizzata da Rapetti) e non so se sia il momento opportuno per sottoporti questa questione che mi tormenta da tempo, in un momento di crisi democratica come questo, ma forse sì, perché cambiare punto di vista a volte può essere molto più costruttivo che dispersivo.
Parto da fatti recentissimi, come una segnalazione su Megachip così commentata dalla redazione:
«Molti siti e operatori indipendenti dell'informazione - tutti di ambiti ben lontani dal Kombinat politico-mediatico berlusconiano - hanno rilanciato questa misteriosa mosca bianca, un insolito articolo redazionale di critica ai meccanismi segreti della Moneta e della sovranità, pubblicato nientemeno che su "Il Giornale" dell'11 dicembre 2009. Una critica simile la pronunciò il politico austriaco di destra Jörg Haider nel 2008. Non gli portò fortuna.»
Ancor più recente, 18 dicembre, il brevissimo articolo di Pino Cabras "Il tramonto del dollaro, all'ALBA". Non mi stupisce l'attenzione diffusa alla questione monetaria-finanziaria in un periodo eccezionale come questo, di crisi economica travolgente, spero però che almeno da Voi si apra uno spiraglio di luce sulla truffa monetaria-finanziaria, paradossalmente evidenziata finora (con tutti i limiti possibili e immaginabili) da ambienti di estrema destra, quanto ignorata da tutta l'altra intellighenzia, comprensibilissima in quanto "casta-oriented", molto meno quando rappresenta vera opposizione residua al sistema. Marx aveva già intuito i prodromi della questione (es. Banca d'Inghilterra), ma non poteva certo immaginare il contenuto dirompente degli accordi di Bretton Woods ed il loro stesso tradimento nel 1971, solo 27 anni dopo, seguito a ruota da un reaganismo e thatcherismo che oggi ci presentano il conto di tanta follia, della quale siamo diventati interpreti con l'Europa dei banchieri.
La realtà ha veramente superato la fantasia nella nostra generazione, come ben sai e predichi per quanto concerne il risvolto "culturale" in quest'epoca della massificazione. Io mi sono laureato in fisica nel lontano 1975, mosso da autentica passione per la scienza, e con quella formazione "galileiana" non posso ignorare lo spirito profondo e perciò testardo sintetizzato nel detto, non importa se romanzato, "eppur si muove" . Mi riferisco ovviamente all'appropriazione indebita del valore nominale e/o di altri benefici finanziari dall'emissione della moneta-convenzione da parte di soggetti privati, un fenomeno stupidamente battezzato "signoraggio", visti i fraintendimenti che lo hanno poi relegato tra le "bufale da complottisti" del variegato popolo della rete, limitandone oltretutto la vera portata ed invasività economica attraverso l'esplosione del mondo della finanza "creativa".
Dopo alcuni anni di studio e riflessione mi rendo conto che anche il più elementare dei principi può essere manipolato all'infinito, rendendo complessa e astrusa la sua comprensione in una materia, l'economia, già di per sé ostica ai più e feudo della cultura dominante. Eppure: alla luce dei principali meccanismi esemplificati proprio dall'economia reale (ad es. il privatizzare i guadagni contabili e socializzare i costi reali di un evento economico) il cerchio si chiude perfettamente attorno al paradigma vigente della moneta, che più diventa chiaro più mostra tutto l'inganno su cui si fonda, che è in ultima analisi la realizzazione dell'ideologia del privilegio nel connubio tra potere pubblico e interesse privato, trasversale nel tempo e nello spazio, in barba ai progressi civili e morali sui quali dovrebbe basarsi quello stesso diritto giuridico così ampiamente abusato. Per farla breve il mio appello esplicito è: possiamo finalmente parlarne apertamente, dimenticando le allusioni ad una controparte ideologica, ad una contrapposizione intellettuale ormai grottesca vista la situazione? Il tempo è quasi scaduto per comprendere le cause dello sfascio fisico e spirituale che ci inghiotte, e quindi porvi rimedio, a tutti i livelli. Ma al tempo stesso vedo la convergenza di più prospettive, tra cui questa che risulta a mio avviso ineludibile. Che ne pensi? Si può ancora parlare serenamente anche delle banche, senza peli sulla lingua, come sai fare tu? Un caro saluto e sinceri auguri, ne abbiamo proprio bisogno
Alberto Conti

Caro Conti,
certo che ne parliamo! Se c'è un momento in cui la grande truffa bancaria è disvelata al colto (non all'inclita, che rappresenta il 99,99% del pubblico), è questo. L'azzardo privato, costruito fin dall'inizio truffaldinamente, è stato fatto pagare al pubblico. La carenza di liquidità è stata coperta, malamente, con una ulteriore immissione di liquidità, altrettanto fasulla quanto lo era la prima, solo che è stata firmata dalle banche centrali di tutto l'Occidente. E adesso l'economia della truffa procede, non so per quanto tempo, con le banche che ricominciano a fare esattamente quello che fecero negli ultimi dieci anni (anzi da molto tempo prima). I truffatori, salvo Madoff, che doveva essere gettato in pasto al pubblico, sono tutti ai loro posti di comando. Dunque parlare di "banchismo" si può e si deve, solo che non possiamo farlo, come tu scrivi, "serenamente". Perchè questo è il vero e unico centro del potere mondiale e loro non sono niente affatto sereni quando qualcuno prova a mettere il naso nei loro affari. Io sono sempre più convinto che la sovranità monetaria è la base di ogni altra sovranità. Non solo statale ma anche popolare. Il problema è quello di sfondare la barriera del silenzio. Io ho fatto il piccolo esperimento dell'11 settembre, e ho potuto misurare l'enormità del compito. Puoi immaginare che il compito che tu indichi è mille volte più grande? Eppure deve essere affrontato. Come? Occorre promuovere una ricerca approfondita, basata su dati irrefutabili. Questo, in parte, ma solo in parte, è già stato fatto, ma mescolato con troppe ingenuità, che offuscano l'effetto. Basta una caccola, come dicono i cinesi, per rovinare il brodo.
Noi dobbiamo presentare a una discussione qualsiasi - in primo luogo in ambito accademico, il più ostile, il più corrotto e pagato - un consommé ineccepibile. Il luogo di questa battaglia non è la stampa, dove abbondano i cialtroni, anch'essi stipendiati dai banchieri, ma è l'università. E' là che bisogna concentrare il dibattito, stanare gli economisti, metterli alla berlina, stanare i sindacalisti, che non ne sanno nulla, produrre libri che siano pubblicati da case editrici sufficientemente autorevoli. E' una battaglia per tappe, per gradi, che richiederebbe uno stato maggiore all'altezza. Ci vuole una strategia e una tattica, che preveda gradi e terreni di scontro e perfino soluzioni intermedie. Ovvio che non ha senso, perchè puro slogan, la richiesta "via il signoraggio".
Ci vorrebbe un partito politico nuovo, capace di portare questi temi alla discussione in un parlamento decente. Anche in questo caso, come in molti altri, non conta la giustezza delle analisi la diagnosi dei mali. Conta invece la capacità di comunicarli. Dunque non basta parlarne, è giunto il momento di organizzarsi. Io darei una mano volentieri, ma ho bisogno di una pattuglia di veri esperti che lavorino con me. Vuoi farne parte? Io sto lavorando per costruire le premesse per una "Alternativa". Solo una "Alternativa" organizzata a questo sistema può porsi l'obiettivo di demolire la sua colonna portante.
Cordiali saluti

Giulietto Chiesa

martedì 22 dicembre 2009

Contro il Potere

Il crollo finanziario totale, un tempo problema solamente dei paesi in via di sviluppo, è giunto ora in Europa. Il Fondo Monetario Internazionale sta imponendo le proprie “misure di austerità” al cerchio più esterno dell’Unione Europea, con Grecia, Islanda e Lettonia come i paesi più colpiti. Ma questi non sono i normali mendicanti del terzo mondo. Storicamente, i vichinghi islandesi respinsero in numerose occasioni gli invasori britannici, le tribù lettoni allontanarono persino i vichinghi e i greci conquistarono l’intero impero persiano. Se c’è qualcuno che può opporsi al FMI, sicuramente sono questi valorosi guerrieri europei. Decine di paesi sono risultati inadempienti sul proprio debito negli ultimi decenni, e il caso più recente è stato Dubai che ha dichiarato una moratoria sui debiti il 26 novembre 2009. Se l’ex ricchissimo emirato arabo può risultare inadempiente, possono esserlo anche i paesi disperati. E se l’alternativa è quella di distruggere l’economia locale, è difficile sostenere che non dovrebbero farlo. Questo è particolarmente vero quando i creditori sono in buona parte responsabili dei problemi del debitore, e ci sono buone ragioni per sostenere che i debiti non devono essere ripagati. I problemi in Grecia ebbero origine quando furono mantenuti bassi i tassi di interesse, inadeguati per la Grecia, per salvare la Germania da un tracollo economico. Mentre ad Islanda e Lettonia è stata accollata la responsabilità delle obbligazioni private verso cui loro non erano parti in causa.
L’UE che non funziona: quando una moneta comune non ha successo. La Grecia potrebbe essere il primo paese del cerchio più esterno dell’UE a ribellarsi. Secondo Ambrose Evans-Pritchard sul Daily Telegraph di domenica: “La Grecia è diventata il primo paese delle sofferenti zone periferiche dell’unione monetaria europea a sfidare Bruxelles e rifiutare la cura medievale da sanguisughe di una deflazione dei salari”. Il Primo ministro George Papandreu ha detto venerdì:
“I lavoratori stipendiati non pagheranno per questa situazione: non procederemo al congelamento o al taglio dei salari. Non siamo saliti al potere per distruggere lo stato sociale”. Rileva Evans-Pritchard: "Papandreu ha dei buoni motivi per lanciare il guanto di sfida ai piedi dell’Europa. Alla Grecia è stato detto di adottare un pacchetto di austerità in stile FMI, senza applicare la svalutazione così importante per i piani del FMI. La ricetta è disastrosa ed è chiaramente controproducente."
La moneta non può essere svalutata perché si tratta dello stesso euro utilizzato da tutti. Ciò significa che mentre la possibilità del paese di ripagare il debito viene compromessa dalle misure di austerità, non vi è modo di diminuire il costo del debito. Evans-Pritchard conclude: "La verità è che pochi in Eurolandia sono disposti a mettere in dubbio il fatto che l’Unione Monetaria sia intrinsecamente inadeguata – per la Grecia, per la Germania, per chiunque". Ed è la ragione per la quale l’Islanda, che non fa ancora parte dell’UE, potrebbe rivedere la propria posizione. All’Islanda viene richiesta l’appartenza all’unione per sottoscrivere un accordo nel quale verrebbero risarciti i depositanti olandesi e britannici che hanno perso i loro soldi nel crollo di IceSave, una divisione off-shore della più importante banca privata islandese. Eva Joly, un magistrato franco-norvegese assunta per indagare sul crollo bancario islandese, lo definisce un ricatto e avverte che cedere alle richieste dell’UE prosciugherebbe l’Islanda delle sue risorse e della sua popolazione, che sarebbe costretta ad emigrare per trovare lavoro. La Lettonia è un membro dell’UE e si crede che adotterà l’euro, ma non ha ancora raggiunto questa fase. Nel frattempo, l’UE e il FMI hanno detto al governo di prendere a prestito valuta straniera per stabilizzare il tasso di cambio della valuta locale, allo scopo di aiutare i mutuatari a pagare i mutui contratti in valuta straniera dalle banche straniere. Come condizione ai finanziamenti del FMI, vengono richiesti anche i soliti tagli governativi. In novembre il governo lettone ha adottato il bilancio più pesante degli ultimi anni, con tagli di quasi l’11%. Il governo ha già aumentato le tasse, ridotto la spesa pubblica e gli stipendi governativi e chiuso decine di scuole e ospedali. Come risultato, la banca nazionale prevede per quest’anno una diminuzione dell’economia del 17,5%, proprio quando c’è bisogno di un’economia produttiva per rimettersi in piedi. In Islanda l’economia si è contratta del 7,2% nel corso del terzo trimestre, il calo più forte mai registrato prima. Come negli altri paesi stretti dai lacci neo-liberisti sulla produttività, l’occupazione e la produzione industriale sono state danneggiate, mettendo in ginocchio le economie. Una considerazione cinica è che questo sia stato fatto di proposito. Invece di aiutare le nazioni post-sovietiche a sviluppare economie autosufficienti, scrive Marshall Auerback, “l’Occidente le ha viste come delle ostriche economiche da frantumare riempiendole di debiti allo scopo di ricavarne interessi e guadagni in conto capitale, lasciandole poi solo delle conchiglie vuote”.
Ma la gente non si sta sottomettendo in silenzio. La scorsa settimana in Lettonia, mentre il Parlamento discuteva che cosa fare del debito nazionale, migliaia di studenti e insegnanti hanno riempito le strate protestando contro la chiusura di centinaia di scuole e la riduzione fino al 60% degli stipendi dei docenti. I dimostranti portavano striscioni con scritto “Hanno venduto l’anima al diavolo” e “Siamo contro la povertà”. Al parlamento islandese, secondo le ultime notizie la discussione su IceSave è andata avanti per 140 ore, un nuovo primato, e una parte sempre più in crescita della popolazione si oppone al finanziamento di un debito che credono che il governo non debba restituire.
Il 3 dicembre in un articolo sul Daily Mail intitolato “Quello che l’Islanda può insegnare ai Tory”, Mary Ellen Synon scrive che da quando l’economia islandese è crollata lo scorso anno, “i costruttori dell’impero di Bruxelles erano sicuri che i terrorizzati islandesi ormai sull’orlo della bancarotta fossero finalmente pronti per scambiare la propria indipendenza con la ‘stabilità’ dell’adesione all’UE”. Ma il mese scorso, un sondaggio ha mostrato che il 54 per cento degli islandesi si oppone all’adesione, con solamente il 29 di cittadini favorevoli. Lo scorso anno gli islandesi potrebbero essersi spaventati a morte ma stanno ora uscendo dalle rovine del loro benessere e hanno deciso che la cosa più preziosa rimasta è la loro indipendenza. Non sono disposti a metterla in vendita, nemmeno per l’eventualità di un salvataggio da parte della Banca Centrale Europea.
Islanda, Lettonia e Grecia sono tutte in grado di mettere alla prova il bluff del FMI e dell’UE.
Evans-Pritchard ha suggerito un rimedio analogo per la Grecia la quale, dice, potrebbe liberarsi dal suo cappio mortale seguendo l’esempio dell’Argentina. Potrebbe “reintrodurre la propria valuta, svalutarla, approvare una legge che trasformi il debito interno in euro in valuta locale, e ‘ristrutturare’ i contratti con l’estero”.Opporsi al FMI non è una strada molto praticata ma l’Argentina ha tracciato il cammino. Di fronte alle tremende previsioni secondo cui l’economia crollerebbe senza crediti con l’estero, nel 2001 sfidò i propri creditori e si staccò semplicemente dai propri debiti. Nell’autunno del 2004, tre anni dopo un’inadempienza record su un debito di oltre 100 miliardi di dollari, il paese era sulla strada della ripresa e aveva raggiunto questo risultato senza aiuti dall’estero. L’economia era aumentata dell’8 per cento per due anni consecutivi. Le esportazioni erano cresciute, la moneta era rimasta stabile, gli investitori ritornavano e la disoccupazione era diminuita. “Si tratta di un importante evento storico, che mette alla prova 25 anni di politiche sbagliate”, diceva l’economista Mark Weisbrot in un’intervista del 2004 riportata dal New York Times. “Mentre altri paesi stanno zoppicando, l’Argentina sta avendo una crescita molto forte senza alcun segno di insostenibilità, ed è stato fatto senza alcuna concessione per ottenere afflussi di denaro straniero.” Weisbrot è condirettore di un centro studi con sede a Washington chiamato “Centro per la ricerca economica e politica”, che nell’ottobre 2009 ha presentato uno studio su 41 paesi debitori del FMI. Lo studio ha scoperto che le politiche di austerità imposte dal FMI, tra cui i tagli alle spese e la rigida politica monetaria, avevano maggiori probabilità di fare più male che bene a quelle economie. Questa è stata anche la conclusione di uno studio pubblicato nel febbraio scorso da Yonca Özdemir dell’Università Tecnica del Medioriente di Ankara, mettendo a confronto gli aiuti del FMI in Argentina e in Turchia. Entrambi i mercati emergenti hanno affrontato delle gravi crisi economiche nel 2001, ma se l’Argentina si è ribellata al FMI, la Turchia ha seguito ogni volta i suoi consigli. Il risultato è stato che l’Argentina si è ripresa mentre la Turchia si trova ancora in una crisi finanziaria. L’Argentina ha scelto di dirigere le proprie risorse verso l’interno, sviluppando la propria economia nazionale. Per trovare i soldi per questo sviluppo, l’Argentina non ha avuto bisogno di investitori stranieri. Ha emesso il proprio denaro e credito attraverso la propria banca centrale. In precedenza, quando la valuta nazionale è crollata completamente nel 1995 e di nuovo dopo il 2000, i governi locali argentini avevano emesso obbligazioni locali che venivano negoziate come valuta. Le province pagavano i propri dipendenti con ricevute cartacee chiamate “Obbligazioni cancella-debito” che erano espresse in unità valutarie equivalenti al peso argentino. Le obbligazioni cancellavano il debito delle province verso i loro dipendenti e potevano essere spese nella comunità. Le province in realtà avevano “monetizzato” i loro debiti, trasformando le loro obbligazioni in valuta a corso legale.
L’emissione e il prestito della valuta sono diritti sovrani del governo, e sono diritti che i piccoli paesi europei perdono quando aderiscono all’UE. L’Argentina è un paese grande che ha maggiori risorse rispetto ad Islanda, Lettonia o Grecia, ma ora le nuove tecnologie disponibili potrebbero addirittura rendere autosufficienti i piccoli paesi. Vedi l’articolo di David Blume “Alcohol can be a gas”.

venerdì 18 dicembre 2009

Chiasso Bonds

Vi ricordate la vicenda dei 138 miliardi di dollari di Bonds USA sequestrati a Giugno dalla Guardia di finanza di Chiasso?
Se vi ricordate vi erano due fonti che erano apparse, fin dall'inizio, bene informate; Asia News, diretta da padre Cervellera e il blog di un losco individuo, Hal Turner, un suprematista bianco titolare anche di una web-radio e non nuovo ad indiscrezioni clamorose, da insider, sulla tenuta del sistema finanziario americano. Negli ultimi mesi, dopo un caso apparentemente analogo di sequestro, verificatosi all'aeroporto di Malpensa con i bond prontamente (e semplicisticamente, come vedremo) riconosciuti come falsi, era stata messa la sordina a tutta la vicenda.
Silenzio e buio totali.
Anzi, da parte americana avevano fatto qualcosa di più che mettere la sordina al misterioso Hal Turner: l'avevano arrestato, con accuse alquanto capziose, tanto che lo stesso Hal in questo accorato appello, risalente al giorno dell'arresto, avanzava l'ipotesi che fosse tutto un pretesto e che volessero fermarlo per le sue rivelazioni sul dollaro e sui bonds di Chiasso. Farneticazioni di un fanatico? Mica tanto.
Nei mesi successivi, tramite il blog di famiglia era riuscito a raccogliere poche misere decine di dollari di donazioni per la sua liberazione, ma improvvisamente, circa due mesi fa, è riuscito a trovare 500.000 dollari (in bonds !!) per il suo rilascio su cauzione (con lo strano diveto di usare internet o qualunqe altro mezzo di comunicazione). Da dove siano arrivati non è difficile capirlo. Si tratta di un bell'aiutino dalla stessa FBI, di cui in effetti era, provatamente, un informatore. Il motivo è presto detto: il suo diretto superiore è nel frattempo diventato il Governatore del New Jersey ed aver finanziato con cifre intorno ai 100.000 dollari/anno un tipo come Hal è in effetti il primo serio scandalo politico in cui è coinvolto.
Ricapitolo: Esplode lo scandalo dei bonds di Chiasso anche sui media americani, uno strano soggetto, sicuramente ben informato e/o con ottime entrature ad alto livello, pubblica riservatissime foto dei bonds e dei passaporti dei due giapponesi fermati ( e rilasciati!!) dalla nostra guardia di finanza, foto che potevano essere a disposizione solo dell'US Secret Service, incaricato dell'indagine, e viene immediatamente arrestato con accuse del tutto capziose. In seguito, grazie alle indagini, si scopre che il tipo è un informatore storico della FBI, con ottime entrature in strani circoli antisemiti e suprematisti, oltre che con notevoli accessi a fonti superiservate, tra cui l'attuale governatore del New Jersey. Nel tentativo di tacitarlo lo si rilascia su cauzione, con l'espresso e pubblico, stranissimo, vincolo al silenzio, ma "purtroppo" la cosa è ormai scappata di mano e va ingigantendosi di ora in ora.
E l'altra beninformata fonte, Asia News?
Beh, a quanto pare si è deciso di usare i grossi calibri, da questo lato, un segno che si vuole dare autorevolezza al lavoro svolto sottotraccia, attingendo a fonti chiaramente ben informate. E' infatti intervenuto, con un articolo ricco di informazioni, L'Avvenire, il quotidiano cattolico per eccellenza, insieme al cattedratico "L'Osservatore Romano". Si parla di "intrigo mondiale" e giustamente. Nonostante le buone premesse, nell'articolo si ricostruisce, a partire da buone informazioni, una storiella che non sta in piedi nemmeno con le stampelle. Sarebbero, i Bonds, dei "falsi autentici", ovvero veri bonds, fraudolentemente realizzati da funzionari infedeli della Federal Reserve o del Governo Americano. Questo per cercare, in qualche disperato modo, di trovare una spiegazione al fatto, ormai evidente, che non si tratta di falsi.
Giova qui ricordare che, da un lato l'Italia ha un disperato bisogno dei 38 miliardi di euro di penale che potrebbe legittimamente esigere sui bonds sequestrati e dall'altro, anche prendendo per buona la stiracchiatissima ipotesi formulata, pare evidente che vi sia in circolazione una enorme quantità di denaro e/o titoli "autentici", stampati senza controllo (poco importa se da funzionari "deviati" o scrupolosi), circolanti per vie traverse e segrete, in cambio di servigi altrettanto trasversali e misteriosi ed in barba a qualunque garanzia. E pensare che c'è chi insiste a ritenere che tenere segreto il totale del circolante in dollari, come fa la Federal da qualche anno, non sia poi così importante.
Invece pare che tutto si leghi. E'in atto una massiccia quanto sotterranea fuga dal dollaro, che richiede mesi, se non anni di tempo per essere effettuata senza sconquassi e che porterà ad un rovinoso collasso del valore del biglietto verde, quando diventerà evidente che la bilancia dei pagamenti USA è completamente e definitivamente sballata, con i risparmiatori cinesi stufi di rischiare i loro sudati risparmi in pezzi di carta verdolini senza valore.
Questa storia ci conferma che:
1) si stanno attivamente riversando in Svizzera enormi capitali in dollari espressi come titoli al portatore, a livelli e per importi mai raggiunti prima ( altrimenti questi sequestri costituirebbero una regola e non un unicum).
2) che "bond" di queste dimensioni enormi del valore di 500 milioni o un miliardo di dollari ciascuno esistono davvero, dal momento che, se non esistessero nessuno si prenderebbe la briga di farne così dettagliati, filigranati e certificati, esattamente come nessuno si prenderebbe mai la briga di realizzare una perfetta banconota da 300 euro.
3) che, per lo stesso motivo, chi li deteneva, ragionevolmente Istituti di Credito di primaria importanza o addirittura Banche Nazionali, sta cercando di liberarsene in fretta ed in silenzio, cosi come in un complice silenzio li deteneva, visto non se ne conosceva nemmeno l'esistenza prima di questa vicenda.
4) che questo è ben a conoscenza della Federal Reserve, come del Governo Americano, insieme alla consapevolezza che la massa monetaria in dollari è in rapido e silenzioso aumento, le due cose costituendo, insieme al progressivo collasso del castello di debiti costruito nell'ultimo decennio per tenere su il sogno americano, una tempesta perfetta in grado di mettere in gioco non tanto il ruolo internazionale ma addirittura la stessa sopravvivenza degli USA.
Due curiosità che confermano questo scenario.
L'US Secret Service è il più antico in assoluto ed è stato fondato addirittura nel 1865, da McKinley, il successore del povero Lincoln, con il compito espresso di combattere i falsari. Perchè dovesse essere segreto non è dato sapere, anche se immagino che durante la guerra di Secessione le sedi della Federal Reserve rimaste negli Stati Confederati si dessero da fare per produrre tanti dollari più veri del vero e che qualcuno possa averci preso gusto ed aver continuato anche in seguito. In ogni caso l'US Secret Service è rimasto, come è logico, sotto la dipendenza del Ministero del Tesoro Americano. Fino al 2003, per poi passare alle dipendenze del Dipartimento della Sicurezza Nazionale.
Un'altra curiosità è che, un paio di anni dopo, nel 2006, la Federal Reserve, in modo altamente sospetto, abbia cessato di fornire dati sul misterioso parametro M3, ovvero sulla massa circolante dei dollari, così aprendo la strada ad una crescita incontrollata ( in senso stretto) della medesima, con i risultati che vediamo. Il fantasma che si aggira nelle felpatissime cancellerie e nei disturbatissimi sogni dei governatori ha quindi un nome, sia pure poco attraente. Si chiama M3.
E si traduce con una vigliaccata, ovvero con l'illusione che ci sia una ripresa. Una illusione che pagheremo duramente.

mercoledì 16 dicembre 2009

Yugoslavia, Italia

In un paese normale, certe cose non si sarebbero mai fatte. Nello stesso giorno in cui il governo Berlusconi ha scippato parte del TFR ai lavoratori, il PD invece che fare barricate e difendere i soldi dei lavoratori, ha ritenuto “gravissimo” il rinvio della discussione sulla cittadinanza breve per immigrati. Da pura fucilazione al muro. Nel frattempo Pierferdinando Casini, minaccia di creare un fronte antiberlusconiano nella caso si vada ad elezioni politiche anticipate. Comunicato sicuramente inatteso ma coerente. Il mondo politico, maggiordomo dei banchieri usurai, è sicuramente in fermento, dopo il fallimento del No B day, altra rivoluzione "colorata" guidata dalla CIA che ha considerato l'italia alla stessa stregua del Kirghizistan (naturalmente anche e sopratutto grazie a Berlusconi), senza sapere che, in ogni caso, abbiamo almeno un paio di migliaia di anni di storia alle spalle.
Incassata la sconfitta, i “poteri forti” stanno già aizzando i loro pupazzi per ottenere lo scopo: fronte unito per la cacciata di Berlusconi e Lega, anche se i leghisti sono stati supini nel piegarsi al diktat Americano sull'accesso "illegale" ai dati interbancari della rete SWIFT.
L’intenzione sarebbe di preparare un ribaltone con un’alleanza che vada da Casini a Ferrero con un governo “tecnico” magari presieduto dalla terza carica dello stato, il “predestinato” Gianfranco Fini, un uomo che si è venduto l'anima per il potere. Un clone di ciò che avvenne col quasi omonimo Dini che seguì il ribaltone del ‘94 e prima ancora con il governo Amato. Il compito di siffatto governo è “fare le riforme”. In primo luogo modificare la legge elettorale in senso ultramaggioritario. Ai “democratici”, infastiditi dal flop del referendum di giugno, puntano a un sistema elettorale che permetta l’esistenza di fatto di soli due partiti come in America (così si controllano meglio). E come laggiù la conseguenza sarebbe almeno il 50% di astensionismo perché tale percentuale non si riconoscerebbe nelle due sole entità consentite. Per secondo dare il voto agli immigrati nel tentativo di compensare l'inevitabile avanzata del Carroccio salvaguardando lo status quo di Roma capitale. La Lega è sempre stato il "sintomo febbrile" del male italiano mai la soluzione. Pertanto gonfierà le proprie file se non si riesce a trovare la quadra per ristrutturare lo stato italiano e riformarlo a fondo con fatti e non a parole. E le gonfierà fino a quando avrà la forza per separarsi dal resto del paese. In terzo luogo ammorbare la democrazia partecipativa eliminado piccoli comuni e province. Con il pretesto solito della “razionalizzazione” e dell’efficienza. Per lo stesso motivo, limitare o addirittura abolire lo strumento referendario sia a livello locale che “nazionale”. Naturalmente poca attenzione sarebbe posta alla disoccupazione dilagante e al disagio dei cittadini poiché in stridente contraddizione con la menzogna che “c’è bisogno di immigrati”.
Lo scopo sarebbe salvare il paese dall'implosione stile balcani, perchè bisogna avere il coraggio di dire che il paese sarà frantumato proprio così. I nodi irrisolti del "abbiamo fatto l'Italia, facciamo gli Italiani" di Cavouriana memoria, stanno venendo al pettine della storia: la mancata partecipazione del sud all'unità del paese, e da quì lo scambio del sud colonizzato e sfruttato in cambio di assistenza, l'imposizione di un modello di stato massonico-liberale che non teneva conto dell'esigenza di uno stato veramente federale, la generale percezione comune di dire "lo stato è di tutti e quindi di nessuno e faccio quello che voglio" che nasce da tali nodi risolti, comporterà inevitabilmente una rottura di una diga sempre più fragile da parte di una pressione sempre crescente, come un fiume in piena, di problemi che non hanno mai trovato soluzioni stabili e durature . Ce la stanno mettendo tutta. Dalla magistratura golpista, ai poteri forti del Britannia incarnati dai noti “papelli” Economist e Financial Times. In italia il gruppo Repubblica-Espresso che fa riferimento all'ebreo De Benedetti sobilla il popolo fino all'isteria collettiva, con l'appoggio di ambienti radical-dissolutivi di Micromega e Limes che fanno diretto riferimento a Washington e al Think Tank del CFR. Ad appoggiare il colpo di stato anche tutta la bolgia cattolica “progressista” asservita al NWO (new World Order, nuovo ordine mondiale di impronta satanica) quali Caritas e Famiglia Cristiana, assieme ad alcuni importanti prelati che si stanno esponendo, come Tettamanzi. Le conseguenze economiche saranno una somma catastrofica moltiplicatrice dell' effetto Argentina e Grecia messi insieme. Uno scenario di tutti contro tutti.
Spietate privatizzazioni e taglio feroce allo stato sociale con abolizione delle pensioni di anzianità (quelle dei veri lavoratori che hanno versato veri contributi). Scomparsa integrale del TFR per i dipendenti privati. La svendita delle ultime aziende di stato (FinMeccanica), e a disgregazione e spolpamento dell'ENI, che ancora ci garantisce una minima indipendenza energetica. Le Banche che sbarcheranno sulla penisola poi saccheggeranno quanto rimane delle aziende del paese che si possano definire tali con asset concreti e lucrosi. Abbattimento progressivo, fino al livello USA, delle prestazioni pubbliche sociali. Naturalmente a livello internazionale il coinvolgimento completo nelle guerre americane, fino al sacrificio di centinaia di soldati italiani uccisi in combattimento, e l’impegno per acquistare 131 esemplari di JSF-F35 ( al costo ciascuno pari a tre Sukhoy 27 più economici e affidabili di quelli americani) da impiegarsi per bombardare civili inermi in Afghanistan e Pakistan. Il tutto corroborato dalle burocrazie inadempienti il cui afflato “unionista” (di coalizione e di stato) è solo incidentale alla loro necessita si mantenere le garanzie da “grand commis”, di una casta inamovibile che mantiene i suoi privilegi indebiti. La “difesa della costituzione”, per allontanare il Cavaliere Blu, è pretestuosa. Niente è più offensivo per una carta costituzionale che i più alti magistrati siano i primi a ignorarne i dettami. Difatti nella corte costituzionale esistono giudici iscritti a società segrete in palese e grave incompatibilità con la legge Anselmi (n. 17 del 1982) che fa divieto ai pubblici ufficiali di aderire alla massoneria. Un “vulnus” spaventoso dell'istituzione repubblicana considerato che i poteri occulti sono anche depositari di riti esoterici indicibili (pedofilia, incesto, assassinio). Luigi de Magistris prima di essere costretto a lasciare la toga e “accontentato” con un seggio da europarlamentare, ha preferito piegarsi anziché essere spezzato facendo la fine di Falcone e Borsellino. E’ tutto un teatrino di ombre cinesi, di immagini per la distrazione di massa. La storia dell’”antipolitica” iniziata col famoso libro “la casta” di Rizzo&Stella fu costruita per delegittimare la sovranità popolare a vendere la panzana che solo i “governi tecnici” (strettamente filo Wall Street e filo City londinese) potessero costituire la “salvezza nazionale”.
Anche la questione della “mafia” è un mero paravento. La “mafia” sta semplicemente nella struttura mentale meridionale. Certo non tutti i meridionali sono mafiosi ma la mentalità generale è quella. Non è che uno si alza un mattino e decide di diventare “camorrista” ma un sistema socio-culturale diffuso che rifiuta l’etica statuale accettata in altre regioni, l'eterno dilemma dell'unità mai risolto. Immaginate solo le gigantesche distorsioni ai conti pubblici e il danno incalcolabile per l’erario causati dal fatto che mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita “fatturano” per centinaia di miliardi di euro complessivi di imponibile che sfugge ad ogni obbligo fiscale. Di ciò raramente sentite parlare nelle discussioni sulla “fiscalità” o sulla “riforma tributaria”. Guarda caso.
Hanno deciso di forzare la mano agli eventi i poteri occulti; per dare il voto agli immigrati sono decisi anche a far rinviare le votazioni regionali previste per fine marzo. Un golpe in piena regola. Chi ne pagherà le conseguenze di tale scelleratezza?
Noi poveri Italiani.
L’anno che verrà sarà foriero di enormi e irreversibili, quanto prodigiosi cambiamenti in italia. Assisteremo al tracollo definitivo della PMI (Piccola e Media Impresa) del Centro Nord dove la tassazione oppressiva , unita alla forza dell’euro, sta definitivamente “staccando la spina” a questo modello di economia già in declino. Emblematico che l’IRAP non è stata abolita ne tantomeno ridotta, e la Lega ne ha la maggior responsabilità. La maggior parte delle ore di cassa integrazione, ordinaria o speciale, non sarà riassorbita perché le aziende chiuderanno o saranno inglobate in altre più grandi, per razionalizzazione del personale. Ma specialmente molte industrie trasferiranno la produzione direttamente in Cina o Romania in cui il fisco e il costo della manodopera sono un decimo dell'Italia. Nessuno ne parla.
Purtroppo per il 70-80% degli attuali cassaintegrati le cose non ritorneranno come prima. Nel senso che dovranno imboccare percorsi in “uscita” (mobilità-prepensionamenti) oppure affrontare dislocazioni della sede di lavoro o cambiamento di azienda. E poichè, anche in presenza di cospicuo aumento della disoccupazione, verrà sempre di più pungolato l’ingresso di extracomunitari, la situazione lavorativa precipiterà a livelli della Spagna (20% di disoccupati). Il precariato come regola, non eccezione. Incrementeranno senza sosta i prezzi degli immobili a causa della pressione immigratoria e le case popolari saranno riservate agli immigrati grazie a qualche legge tesa a evitare ogni “discriminazione”. Gli italiani senza casa dovranno arrangiarsi. L’immigrazione selvaggia voluta e pianificata ad alti livelli massonici per cancellare le differenze etniche tra le varie popolazioni italiche e generare un popolo italiano omologato e succube, sta in realtà accelerando la disintegrazione dello stato, insieme alla mancanza di una soluzione di problemi complessi presenti da troppo tempo. In una situazione economica di piena crisi, occupazione a picco, con il debito pubblico fuori controllo si continuano ad importare milioni di diseredati. E' troppo per qualsiasi paese, figuriamoci per il nostro.
Ci sono infine alcune curiose somiglianze tra la Madonna apparsa a Medjugorje nel 1981, con la Madonna piangente sangue a Civitavecchia nel 1994. Come finì poi nell’ex Jugoslavia lo sapete. Per ora la “Madonnina” ci ha salvato frapponendosi tra il grugno di Berlusconi e la follia di Massimo Tartaglia, l’uomo che aveva con sé una lama di plexiglass lunga 20 centimetri, un crocefisso di gesso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo. Se l’attentatore avesse ammazzato Berlusconi, ora noi staremmo forse cominciando a contare i morti di una cruenta guerra civile, ed avremo la nostra Sarajevo. Non so per quanto riuscirà la provvidenza a fare da scudo. Ma di sicuro le analogie con il nostro ex vicino sono estremamente preoccupanti.

domenica 13 dicembre 2009

Arma Letale


Forse le date - 26 Dicembre 2002 (Ciclone Zoe in Polinesia), 26 Dicembre 2003 (terremoto in Iran), 26 Dicembre 2004, onda tsunami nelll'Oceano Indiano - sono solo una coincidenza. Forse non è vero - al di là delle date - che lo tsunami del Dicembre 2004, come suggeriscono alcuni siti di "cospirazionismo", è stato provocato da un esperimento tecnologico segreto (altri dicono addirittura "voluto"), ma questo non basta certo a scartare del tutto l'idea che con il controllo dell'atmosfera gli uomini non abbiano mai pensato di giocare. Anzi. Gli stessi sospetti dei "paranoici" riguardo al recente tsunami probabilmente non sarebbero mai potuti nascere, se le premesse, almeno generiche, per una tale follia non fossero esistite in primo luogo (la fantasia ha sempre bisogno di un appiglio reale, per poter dare i suoi frutti migliori). Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell'uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.
Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi qualche ferita abbiamo incominciato ad infliggergliela, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.
Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico a scopi militari. Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall'Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). E' il cuore vero e proprio del più vasto - e ben più noto - programma di "Guerre Stellari", avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa drogato da una spesa militare mai vista in precedenza, giustificata dal solito bipensiero orwelliano: "La guerra è pace" .La base principale di HAARP occupa un'estesa area a Gakona, in Alaska, ( mentre dal 2002 è operativo il suo emulo in Groellandia vicino Tule) sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d'alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche. Come spesso succede, la facciata dell'operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l'immagine di un'innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie.
Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato "Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell'atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre", a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come "sistemi di raggi energetici", "esplosioni nucleari graduali senza radiazioni", "sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari" e "sistemi radar spaziali". Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici.
Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l'agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata. Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi "canaglia" e gruppi terroristici"), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, exVicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell'amministrazione Bush junior. Armitage, già consulente, membro del consiglio d'amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi. Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui "effetto lente", in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell'atmosfera, causando - a seconda delle diverse frequenze - cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, ed anche, e' questa la sua forza devastante, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.
Gli avvenimenti geopolitici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno. Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, ed oggi eminenza Grigia della amministrazione Obama senza incarico, già nel 1970 scriveva nel suo libro "Tra due Età'": " La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l'impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza. Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta". Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam per interrompere o rendere inagibile la linea di rifornimento dei VietCong.
Il documento più interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell'esercito Usa nell'Agosto del 1996, intitolato: " Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025", nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell'esercito, in cui si afferma: "Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall'annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici "su misura", alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un'ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l'avversario". Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato "Padroneggiare l'ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell'uso militare dello spazio" ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC ed attuale direttore del personale di Dick Cheney. Il concetto alla base di questo rapporto è la "Full Spectrum Dominance", vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto. Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l'impero a farlo esclusivamente via terra e mare.
Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: "Alcune persone non vogliono sentirne parlare. ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l'altro colpiremo obiettivi terrestri - navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma - dallo spazio."
Il 22 Febbraio del 2004, l'Observer ha pubblicato un rapporto "segreto", commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: "Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia". Può sembrare la descrizione di un futuro remoto da film Hollywoodiano, ma già nel 2006 è avvenuto un lancio dimostrativo nella stratosfera del Falcon, un drone armato di testate nucleari in grado di volare all'altezza di 100.000 piedi, alla velocita' di 12 volte quella del suono, virtualmente inattaccabile, i cui futuri sviluppi lo renderanno in grado di colpire ovunque partendo dal territorio degli Stati Uniti.
Il 2006 è stato anche l'anno in cui HAARP ha completato il dispiegamento dei restanti trasmettitori, portandolo alla massima potenza. Sempre per aiutare l'agricoltura? Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che "gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l'accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell'atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate". Richard Williams, fisico e consulente dell'Università di Princeton, dice che "i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale. HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l'atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo". Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità.
La Russia stessa del resto ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse la fine dell' impero sovietico nel 1976 ("Il crollo finale"), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo ultimo lavoro "Dopo l'impero", del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell'ultima restante superpotenza.
Per ora, la Cina tace ma osserva paziente.
Come affermò Brecht: "La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all'intera Umanità".

sabato 12 dicembre 2009

Il Canto della Morte

L'uomo materialistico, assetato di potere e di odio per il mondo ed il creato, ha messo a punto un sistema di distruzione del Canto della Terra, la cui voce risuona alla frequenza di 7,83 htz. Ci riferiamo al Progetto H.A.A.R.P., un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato realizzato dai poteri forti statunitensi attraverso l'emissione nell'atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni) che interferiscono con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Non dimentichiamo che, dal punto di vista della Fisica vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Qualsiasi attività umana organica e vitale pulsa in risonanza con la frequenza Schumann. La nostra stessa salute dipende dall'accordo con siffatto suono. L'alterazione artificiale di cui è fatta oggetto questa frequenza della Terra ci impedisce di sognare, di fantasticare, d'inventare, di stare in pace con noi stessi e con gli altri.
Il cervello emette onde che, nello stato di veglia, funzionano all'incirca tra 13 e 33 hertz (onde Beta) o che durante lo stato di meditazione profonda variano tra 3 e 7 hertz. Le onde Alfa (7-12 hertz) si sprigionano nel dormiveglia o in una condizione meditativa leggera. Infine vi sono le onde Gamma (34-60 hertz) che sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza). L'uomo è il prodotto di un'interferenza d'onda generata tra il suo campo elettrodinamico e la risonanza di cavità Schumann. Il cervello umano è un complicatissimo congegno ricetrasmittente. Ne consegue che le turbolenze geomagnetiche causate da H.A.A.R.P. e dall'innalzamento della temperatura terrestre (provocato anche dalle scie chimiche, n.d.r.), provocano disturbi mentali e del comportamento. L'elettrosmog potrebbe oggi causare cambiamenti evolutivi incontrollabili e distruggere alcune specie viventi nonché scatenare attacchi cardiaci, tentativi di suicidio, crimini efferati...
La cassa di risonanza Terra-Ionosfera subisce delle modulazioni naturali derivanti dalle macchie solari, dal ciclo lunare, dalle maree che variano lo spessore risonante della biosfera. Progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta. L'innalzamento della risonanza Schumann deriva da immissioni di reti elettromagnetiche artificiali e di cluorofluorocarburi che stanno distruggendo l'ecosistema vibrazionale terrestre. Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un'intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati:
- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;
- provocare terremoti;
- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;
- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;
- eseguire la tomografia della Terra;
- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;
- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.
La ionosfera è simile ad una sottile pelle protettiva contro le particelle ad alta energia che viaggiano verso la Terra dal Sole. Dan Eden ricorda che persino un buco temporaneo o uno strappo in questo campo ionizzato potrebbe produrre delle mutazioni genetiche e persino la morte. Alcuni scienziati temono pure che la ionosfera potrebbe collassare per uno squilibrio elettrico.
Siamo perciò di fronte ad una delle armi geofisiche il cui potere devastante non ha confini e che è in grado di produrre alluvioni o siccità, esplosioni radianti a qualsiasi altitudine e sotto la crosta terrestre, provocando terremoti di qualsiasi entità. Vi ricorda qualcosa? Tsunami del 2004? Ne parleremo nel prossimo intervento. Intanto di fronte a noi abbiamo il canto di un haarpa, il canto della morte.

venerdì 11 dicembre 2009

Il potere di H.A.A.R.P.

Haarp è un programma di ricerca nato per studiare le proprietà della ionosfera e le avanzate tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Il termine HAARP indica l'acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project: Programma di Ricerca Aurorale Attivo ad Alta frequenza. E' un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense (DoD), coordinato dalla Marina e dall'Aviazione e considerato il nucleo del programma "Guerre Stellari" avviato sotto le amministrazioni Regan–Bush negli anni '80.
HAARP ha sede a Gakona, Alaska, ed è costituito fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa l'altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro potenza. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia atmosferiche che terrestri. Ufficialmente lo scopo del centro di ricerche HAARP è quello di studiare le proprietà di risonanza della Terra e dell'atmosfera: gli stessi fenomeni studiati da Nikola Tesla cento anni prima in Colorado. Secondo il sito ufficiale, HAARP può essere utilizzato "per provocare un cambiamento nella temperatura della ionosfera minimo e localizzato, cosicché le risultanti reazioni fisiche possano essere studiate da altri strumenti piazzati nello stesso sito o nei pressi di HAARP". La federazione Scienziati Americani ha ammesso un uso militare di HAARP solo per scopi di ricognizione e non distruttivi. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe "vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi". Quindi, ufficialmente, gli scopi di HAARP sono: lo studio della ionosfera (essendo composta da particelle cariche, ioni, possiede la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane) per migliorare le telecomunicazioni; lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità. Nello specifico, secondo le dichiarate applicazioni militari, con il sistema HAARP si potrebbe:
- Fornire uno strumento per sostituire l'effetto dell'impulso elettromagnetico dei dispositivi atmosferici termonucleari (ancora considerati un'opzione realizzabile dai militari da almeno il 1986).
- Sostituire le frequenze estremamente corte (ELF: Extremely Low Frequency) delle comunicazioni sottomarine operative con una nuova e più compatta tecnologia caratterizzata da un gruppo di comunicazioni su un canale a bassissima frequenza per le lunghe distanze e per le applicazioni sotto acqua.
- Modificare anche su zone lontane le condizioni climatiche e gli agenti atmosferici in modo tale da facilitare le operazioni militari.
- Attivare a distanza un gran numero di esplosioni elettromagnetiche, non-nucleari, indirizzate verso un target. (Armamenti EMP).
- Gestire aerei a distanza, governati e potenziati dai trasmettitori HAARP. Un test del genere è stato fatto già ai tempi della APTI che mantenne il controllo di un velivolo di sorveglianza per 10,000 ore ad un'altitudine di 80,000 piedi .
- Sostituire il sistema radar "over-the-horizon", che è stato progettato per la postazione corrente di HAARP, con un sistema più accurato e flessibile.
- Fornire un metodo per eliminare le comunicazioni sopra una zona estremamente grande, mantenendo attivo il funzionamento dei sistemi di comunicazione militari controllati da HAARP.
- Controllare i radar sotterranei per identificare strutture sotterranee e la loro resistenza alle armi utilizzando l'esame tomografico che penetra la crosta terrestre e che, se unito alle abilità di calcolo di EMASS e dei computers Cray, permetterebbe l'identificazione di armi nucleari a distanza. Se le antenne sono propriamente sintonizzate e indirizzate, da un qualunque punto del pianeta è possibile far rimbalzare onde sull'atmosfera e dirigerle a distanza verso un altro punto della Terra.
- Rilevare oggetti che si muovono nell'aria (ad esempio aerei e missili Cruise a basse quote) e determinare quali sono armati e quali sono innocui, rendendo così le altre tecnologie obsolete.
- Effettuare un sondaggio geofisico per trovare petrolio, gas e giacimenti minerari su una vasta zona.
Apparentemente, quindi, HAARP è un innocuo centro di ricerche con potenzialità applicabili nella difesa nazionale. Tuttavia, tutti gli usi possibili di HAARP non dichiarati (che possono essere messi in pratica nei diversi campi militari: aeronautica, esercito, marina, ecc.), sono allarmanti.
Dietro HAARP potrebbe celarsi la sperimentazione di una tecnologia avanzata di irradiamento a radio-onde. Una tecnologia simile sarebbe in grado di alzare e scaldare vaste zone della ionosfera immettendo elevate quantità di energia; far rimbalzare onde elettromagnetiche, capaci di penetrare qualsiasi cosa vivente e/o morta, indietro su determinate località della Terra.
Questo tipo di stimolazione causerebbe modificazioni molecolari della ionosfera, le quali porterebbero a devastanti conseguenze sul clima delle regioni colpite. In poche parole, HAARP, essendo in grado di provocare intenzionali cambiamenti climatici, potrebbe essere utilizzato come arma militare. Inoltre, le onde riflesse sulla superficie terrestre, a causa della loro elevata intensità e capacità di penetrazione, sarebbero in grado di manipolare e disgregare i processi mentali umani.
Secondo alcuni scienziati, gli effetti dell'uso sconsiderato di questi livelli di energia nella ionosfera, il nostro schermo naturale, potrebbe essere devastante. Iniettando un'ingente quantità di particelle nella ionosfera, è possibile alterare in maniera irrimediabile l'equilibrio protettivo della Terra, causando una caotica instabilità che potrebbe dare inizio ad una catena di effetti collaterali come ad esempio la distruzione totale dello strato di ozono. Ciò che preoccupa maggiormente è dovuto al fatto che si può prevedere con certezza come la Terra potrà reagire a questo eccesso di radiazioni.

mercoledì 9 dicembre 2009

Offensiva Monetaria Cinese

La Cina sta nascostamente introducendo un nuovo sistema finanziario basato sul renminbi (Yuan) che sta per diventare pienamente convertibile, secondo una fonte cinese di alto livello. Inoltre la Cina sta acquistando mille tonnellate di oro per sostenere un nuovo fondo progettato per sviluppare e commerciare tecnologie sin qui proibite. Il fondo avrà base fuori dalla Cina e sarà controllato da eminenti membri della comunità cinese di oltremare. L'aquisto di oro richiederà del tempo a causa della logistica del trasporto, e i cinesi sperano di poterlo testare appieno. Sia il governo cinese che l'MI6 confermano ormai i rapporti che indicano che gran parte dell'oro venduto dal Federal Reserve Board negli ultimi dieci anni è, di fatto, tungsteno placcato in oro.
D'altra parte il renminbi è ormai convertibile con le valute sudamericane, col rublo, con le valute mediorientali, lo Yen, le valute del sudest asiatico e le valute africane. “Introdurremo lentamente il nostro nuovo sistema finanziario in parallelo col vecchio e speriamo che la gente migri costantemente verso di esso”, ha affermato il funzionario cinese. Nel frattempo l'ultimo incontro del G20 è finito in acrimonia e caos. La leadership occidentale è totalmente in rotta e rimarrà in tale stato sino a che la bancarotta del Federal Reserve Board non diventerà evidente anche a quella parte di opinione pubblica occidentale che ha subito un lavaggio del cervello. Ci si aspetta che questo avverrà a Gennaio o Febbraio. Sia l'MI6 che l'esperta fonte del governo cinese prevedono il crollo del dollaro della Federal Reserve per quel periodo.
Si sentono anche diversi rapporti che indicano che molti personaggi del Pentagono o di altre agenzie USA di ogni tipo con cittadinanza sia USA che israeliana sono recentemente fuggiti in Israele. I nodi stanno venendo al pettine. Ad un incontro finanziario top secret previsto per questo weekend, la Cina proporrà di sostituire il dollaro USA con il dollaro di Hong Kong, secondo una fonte anziana del MI6. La proposta è presa in seria considerazione da coloro che appoggiano il nuovo sistema finanziario. Gran parte dei dollari USA mai creati sono poggiati sull'oro a un tasso di un ventottesimo di grammo per dollaro. I fraudolenti dollari fiat del Federal Reserve Board, emessi dopo il 28 Settembre 2008, non lo sono più. E nemmeno alcuno dei dollari provenienti dai fraudolenti “derivati”. Perciò, per sostituire il dollaro USA col dollaro di Honk Kong, tutto ciò che serve è rinominare i dollari basati sull'oro. Qualunque nuovo dollaro di Honk Kong emesso sarebbe poggiato sul Renminbi, secondo la proposta cinese.
Si può ormai dire che tutti i dollari USA connessi al commercio legittimo sono poggiati sull'oro a un tasso di un ventottesimo di grammo per dollaro. Le rimanenti note di debito della Federal Reserve presto crolleranno al valore di 0.03 centesimi, secondo fonti finanziarie di alto livello. Ciò significa che tutti i legittimi uomini di affari e lavoratori pagati in dollari USA non hanno nulla di cui preoccuparsi. Invece, gli artisti della truffa che vendono “derivati” finanziari, resteranno con lo 0.03% di quanto pensavano di possedere. E' sconcertante vedere quante persone intelligenti e “ben informate”, ancora non hanno idea di ciò che sta accadendo. Se si collegano i punti nella propaganda dei media ufficiali, dovreste poter vedere voi stessi senza dover andare sui cosiddetti siti “cospirazionisti”. Tra i paesi che hanno affermato pubblicamente che non useranno più i dollari per commerciare tra di loro, si trovano: Cina, Russia, Giappone, Sud America, Lega Araba, Turchia, Iran etc.

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