mercoledì 28 gennaio 2009

Il segno del comando


Brutte notizie per la Casa Bianca. Ancora una volta l'economia americana mostra segni inequivocabili di disfacimento strutturale. L'ennesimo tentativo, ormai quasi disperato, di mettere freno al collasso finanziario ed industriale del paese sembra non sortire più alcun effetto, nonostante il recente piano di "bailout" o di recupero approvato dal Congresso Statunitense. Negli stessi circoli del potere di Washington, non si fanno più troppe illusioni oramai: il crollo verticale e repentino del sistema è indicato per l'estate dell'anno in corso. Le prospettive erano state delineate con congruo anticipo dai vari Think Tank, in stile Rand Corporation, dove le varie simulazioni degli scenari strategici futuri indicavano chiaramente una situazione di questo tipo, ma la cui realizzazione era collocabile dal 2012 in poi. La repentinità con cui invece il sistema si sta avvitando su se stesso, sta accellerando in maniera significativa tutti i piani previsti per contrastare tale situazione.

Questi piani prevedono un "attentato" stile 11 settembre False Flag (dando la colpa ad entità straniere quando è preparato ed eseguito internamente) od un evento traumatico esterno, come una guerra nucleare, notevolmente cruento. Questo giustificherebbe determinate azioni a livello interno:
- reintroduzione del servizio militare obbligatorio
- istituzione della Legge Marziale sul territorio Americano
- soppressione di tutti i diritti costituzionali
- accentramento dei poteri nell'esecutivo
Il tutto finalizzato per ottenere:
- iper svalutazione del dollaro per dilavare il debito pubblico
- default sul debito e su tutti i passivi di dimensioni mostruose
- introduzione di una moneta alternativa al dollaro(si parla dell'amero)
- impiego massiccio di truppe all'estero
- controllo delle risorse vitali (petrolio in primis)
- istituzione di campi di concentramento per sopprimere le rivolte
- razionamento alimentare
Una bella prospettiva, non c'è che dire. Aggravata peraltro dall'uso pressochè indiscriminato e estremamente disinvolto di armi nucleari sui vari teatri di guerra previsti (come se la guerra fredda e le infinite simulazioni fatte sul tema non abbiano insegnato nulla).

E'chiaro che in una situazione del genere quello che conta saranno le capacità di comando che dimostreranno i ceti dirigenti di un certo gruppo di potere, lungi dall'essere stupido o poco intelligente, e che dimostrano altresì una visione strategica di lungo periodo con un notevole "pelo sullo stomaco" per realizzarla. Infatti costoro sanno che, al di la delle retoriche sulla democrazia e sul paese leader della libertà del mondo, saranno chiamati ad una pura e semplice lotta feroce per la sopravvivenza, estesa a livello globale, del sistema di potere economico, militare e culturale che gli Stati Uniti rappresentano oggi: il capitalismo finanziario anglosassone.

Perchè in definitiva quello che questi ceti di potere sanno è che il capitalismo come lo conosciamo da circa tre secoli e mezzo (dall'atto di fondazione della Banca d'Inghilterra fatta nel 1694 - per intenderci con la stampa di moneta creata dal nulla) oramai sta morendo come un malato terminale (da cui il termine di Capitalismo Terminale). Sanno benissimo che questa crisi si interseca, oltre che con la crisi di lavoro innescata dalla rivoluzione informatica, con l'esaurimento delle risorse petrolifere che, ricordiamolo a beneficio di tutti, non ha una valida fonte energetica alternativa e che garantisce, con oltre il 30% del consumo orientato alla produzione di fertilizzanti agricoli, il mantenimento di oltre 6 miliardi di persone con cibo a basso costo favorendo l'inurbamento e l'incremento demografico degli ultimi due secoli.

In diversi scenari elaborati del resto si prevede una carestia a livello globale che, in alcuni ambienti massonici, è auspicata in quanto lo spopolamento del pianeta terra è stata perseguita in maniera criminale da oltre un secolo tramite aborti, controllo delle nascite, malattie, carestie controllate, guerre. L'occasione di uno scontro frontale e di una guerra a livello globale, lungi dall'essere contrastata, viene stimolata con ogni mezzo accelerandone la sua nefasta realizzazione proprio per tale scopo. L'utilizzo di questi "mezzi" per il perseguimento della continuazione del proprio potere, come la storia insegna, sono di imprevedibile evoluzione. Anche se si conosce come inizia una guerra, non si riuscirà mai a prevedere come andrà a finire.

Ciononostante il rischio di tale evoluzione, per quanto sia stato vagliato e soppesato nelle sue conseguenze estreme, risulterà in ogni caso come una scelta migliore rispetto alla prospettiva di un declino ed un crollo simile a quello dell'Impero Romano (con una differenza non trascurabile nella rapidità di tale collasso) con la conseguente marginalizzazione di un capitalismo aggressivo, predatorio e totalitario come quello angloamericano che non può sopravvivere a se stesso senza colonizzare, depredare e conquistare paesi, risorse e mercati con la forza.

In questa scelta di sopravvivenza diventa allora fondamentale disporre di una capacità di comando superiore a quelle che sono richieste per situazioni di normale gestione dell'esistente. Raramente queste capacità si sono manifestate nel corso della storia americana:la presidenza Nixon nel porre le basi della globalizzazione, la presidenza Lincoln nel trasformare definitivamente il proprio paese in un colosso industriale, in quella di Theodore Roosevelt nel porre le basi dell'imperialismo del "dollaro".

In tutti questi esempi si è andati "oltre la politica" in una visone globale dei problemi e nel perseguimento di obiettivi strategici sfidanti ed estremi con mezzi fuori dall'ordinario. Non è un caso che dopo la presidenza di Walker Bush, che ha cercato di risalire il declino con la mera forza, si sia affacciata la presidenza di Obama che ha uno spessore culturale decisamente superiore e sopratutto di un gruppo di uomini di potere con una forte impronta strategica di respiro globale, chiamati proprio a gestire questa delicata partita della sopravvivenza.
Rispetto alle miserie grette e squallide di un paese di serie inferiore come il nostro, queste capacità destano se non altro ammirazione, anche se inquadrate in uno scenario fosco e lugubre.
In fin dei conti è questo il segno del comando.

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