sabato 17 gennaio 2009

Il sorriso della Russia


La Russia di Putin ha motivo di festeggiare. Sarà la gestione della questione del gas in transito verso l'europa forse? il fatto che, nonostante la fuga dei capitali e la diminuzione del prezzo del greggio, hanno trovato un nuovo giacimento che raddoppierà l'esportazione di petrolio? Magari diranno sulla Moskova, ma nulla di tutto questo.
La Russia festeggia il fatto che , nel 2008 secondo gli ultimi dati statistici, in Russia c'è stato un boom delle nascite come mai è avvenuto dalla caduta del Comunismo. Il 2008 infatti è stato l'anno che ha registrato il più alto incremento di nascite in Russia. Sono nati circa 1.700.000 bambini, 100.000 in più rispetto al 2007, che pure aveva visto un aumento della natalità senza precedenti, il tutto senza l'ingresso indiscriminato di immigrati e clandestini.
Questa notizia, oscurata come al solito dai media nostrani allineati per ordine di Washington contro Putin, ha un valore significativamente esemplare per noi europei: un governo che ha come stella polare l'interesse nazionale del proprio paese in cui la politica della natalità è concretamente realizzata e sostenuta con ogni mezzo legale e politico senza barocche evoluzioni politichesi come quelle nostrane, può essere perseguita con successo. I bambini di un popolo sono la sua ricchezza, più di quella "economiche". Il miglioramento delle condizioni generali di vita sono uno dei motivi che spiegano questi dati, ma sicuramente non solo. Il vero valore di questa notizia è che i russi iniziano finalmente a sperare nel proprio futuro, iniziano a sognare di un futuro sicuramente migliore di quello attuale ed iniziano a guardare al proprio paese con maggiore fiducia. Paragonati a noi italiani, vediamo proprio l'esatto opposto. Società sgretolata, arroganze e pessimismo nero del proprio futuro stridono in maniera acuta con la vivacità di questi "cosacchi". Ma sopratutto stride quella che è una vera "Politica" di un ex ufficiale del KGB che è un uomo concreto e realista e con la realtà è obbligato a confrontarsi. Il bianco è bianco, il nero è il nero, la nitidezza delle scelte prese che non lasciano dubbi, la rapidità della loro esecuzione, ma sopratutto la coerenza nell'ambito di una "Visione Strategica" sono le armi vincenti di un governo che ha ancora una infinità di problemi, ma che, al contrario dei nostri, non ha paura ad affrontarli perché sente che li può risolvere. Il declino delle natalità iniziato sotto il Comunismo (la Russia ha sofferto per oltre 20 anni dopo la guerra la penuria di maschi falcidiati dalla guerra) ed accentuate con gli anni Eltziniani dovuto allo shock del capitalismo selvaggio e liberista (sempre secondo le statistiche, ha contribuito alla morte letteralmente per fame, alcolismo e miseria circa sei milioni di Russi), era diventato un problema serio e quasi di sopravvivenza di una intera comunità. Inoltre l'invasione di cinesi nella siberia quasi desertica rischiava di avere entro i prossimi 30 anni la paradossale situazione di avere in quelle terre ricche di materie prime, una maggioranza di cinesi che avrebbero facilmente staccato con la secessione la storica Siberia dall'orbita plurisecolare di Mosca, con tutte le nefaste conseguenze geopolitiche del caso. La situazione di questa natura non poteva essere tollerata. Pertanto sin dal suo insediamento come presidente quasi 10 anni fa, Putin ha introdotto quasi subito una serie di provvedimenti e di ordini esecutivi aventi lo scopo esplicito del "ripopolamento" della russia per contrastare quei pericoli di cui sopra. Provvedimenti ed ordini esecutivi si badi di lungo periodo, di ambito e respiro strategico.
Oggi finalmente quelle politiche stanno avendo gli effetti desiderati.
Semplicemente raffrontando questa capacità di governo, questo respiro strategico coerente e determinato con la sedicente politica servile italiana, non si può che essere frastornati nonché ammirati da tale sproporzione titanica tra sistemi e persone.

In fin dei conti alla Russia è tornato il sorriso, quello di un bambino.

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