giovedì 5 marzo 2009

L'alba di un nuovo mondo



Si tende a guardare con un certo distacco quello che sta avvenendo ai giorni nostri, come se fosse uno show o una catena di eventi completamente fuori dalla propria portata. E invece è tutto amaramente reale e profondamente doloroso dato che il collasso dei sistemi che stiamo assistendo come testimoni storici di eventi talmente grandi da essere oltre la nostra comprensione sta mordendo l'esistenza profonda delle nostre vite come non mai.Nel nostro piccolo si manifesta come difficoltà ad arrivare a fine mese, nella riduzione dei consumi, nelle rinunce di molte attività a cui eravamo abituati. Ma l'aspetto peggiore è l'oscuramento dell'anima: dalla paura montante, dalla violenza sempre più dilagante, dalla palese ingiustizia che aumenta come aumenta la rumenta nelle nostre città, che altri non è che la proiezione esterna dei rifiuti che sono diventate le nostre coscienze, intorpidite e assenti. Sopratutto nella dilagante immoralità, nelle menzogne negli atroci abusi contro i piccoli deboli e poveri e in contrasto ai crassi lussi e privilegi indebiti di caste parassitarie ed asfissianti. Insomma non viviamo affatto tempi allegri, anzi, sarebbero oscuri, tenebrosi, ardui e sofferenti.
Eppure...
Nonostante il collasso di un capitalismo terminale, di quello energetico relativo alla fine del petrolio abbondante a basso costo, e di quello del lavoro a causa dell'impatto della terza onda innovativa della rivoluzione informatica ( in attesa tra 10- 15 anni della quarta che rischia di essere devastante), non riesco ad essere pessimista, anzi. Un sottile ma tenace senso di sollievo e di speranza inizia a pervadermi ogni volta che le notizie che arrivano dai vari fronti non fanno che confermare quelle che da tempo uomini onesti e liberi avevano preconizzato con occhio lucido ed intelligenza lungimirante riguardo a quello che oggi stiamo assistendo.
Ma l'ottimismo che inizia a farsi breccia tra tante notizie deprimenti è quello dovuto al fatto che, finalmente, sta finendo QUESTO mondo, QUESTO sistema di produzione e di allocazione delle risorse e della ricchezza, QUESTO modello che, rivolgendosi contro quello che pretendevano di difendere e di promuovere (la difesa e la tutela dell'uomo), ne è stato palesemente il primo che hanno avversato e demolito nelle sue componenti umane, culturali, economiche. Quando un sistema, qualunque esso sia, tradisce uno dei pilastri e fondamenti su cui si è basato, sarà inevitabilmente destinato al crollo. Non è mai indolore quando un qualsivoglia sistema crolla repentinamente: è sempre foriero di danni e di vittime che si porta con se.
Ma nonostante tutto, nonostante tutte le sue conseguenze, stiamo finalmente assistendo alla FINE di un modello di sviluppo e di civiltà che ci siamo portati dietro da almeno 3-4 secoli a questa parte. Foriero di crisi cicliche che non ci hanno mai abbandonato, portatrice di squilibri sociali non indifferente, parcellizzazione ed atomizzazione di comunità coese verso uno sfrenato individualismo, il capitalismo occidentale sta oramai mostrando la pienezza dei suoi limiti e dei danni e dei guasti che ha apportato con se. Gli unici elementi positivi che questo sistema ci ha consegnato sono sostanzialmente solo due:
- la fine della penuria tipica del Medioevo
- la velocità di accrescimento delle ricchezze
Il fatto purtroppo che questi vantaggi sono stati pagati amaramente mette significatamene in discussione la validità di tale modello. Cosa che verifichiamo anche sulla nostra pelle a livello quotidiano: la corruzione, l'inquinamento, l'ipocrisia, la dittatura dei pochi, l'avidità, la parcellizzazione degli individualismi, la ferocia e la violenza delle ingiustizie.
E' ancora presto per trarne delle conclusioni finali, ma sta il fatto comunque che si sta diffondendo sempre più l'esigenza di cambiare radicalmente il nostro modo di vita, di pensare fuori da schemi diventati obsoleti ed in definitiva di ritornare alla realtà del nostro mondo, è esso stesso il primo segno di ottimismo e di speranza che riempie il cuore.
Siamo finalmente alla fine di un'era che ormai appartiene al passato e all'inizio di qualcosa obbligatoriamente diverso dal precedente, ancora tutto da costruire e per tale motivo bellissimo perché rende noi, oggi, attori in prima persona della storia che stiamo costruendo e vivendo con le nostre azioni.
Finalmente possiamo iniziare a guardare all'alba di un nuovo mondo.

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