lunedì 2 febbraio 2009

L'uscita dall'Euro


Dopo neanche 7 anni di vita, l'euro come moneta unica dimostra la sua totale insussistenza nel "servire" gli scambi di merci e servizi all'interno dell'area dove è stato introdotto. La crisi finanziaria di banchieri centrali della finanza speculativa e in genere di tutta la finanza irresponsabile che ha devastato l'economia stessa ha reso vana e sopratutto improduttiva l'introduzione della moneta unica in un continente come il nostro, senza che prima venissero risolte alla sua base le mille contraddizioni causate dall'avere economie, normative fiscali, strutture produttive così diverse e mai integrate veramente tra di loro. Per non parlare poi del sistema della Banca Centrale di Francoforte che, lungi dall'intervenire sui sistemi economici così disparati e mai profondamente integrati, si comporta come il soldato giapponese del pacifico a cui nessuno aveva comunicato la fine della guerra: mantiene la sua ottusa e fallimentare incapacità nel controllare "inflazioni" che lei stessa ha introdotto o nel servire come un idolo perduto la volontà che ciascuno stato debba mantenere il suo deficit all'interno del mitico numero magico del 3% del PIL. La casa sta bruciando ma questi si preoccupano di mantenere la tinta di uno stesso colore sul muro esterno della casa.
Come sembra oramai logico, il sistema monetario così come lo hanno concepito ha i giorni contati. L'inghilterra, pur avendo un importante presenza anche percentuale nel Board della Banca centrale di Francoforte, finalmente sembra decisa, più trascinata dagli eventi o peggio implorata dal sistema Burocratico europeo che da una autonoma e convinta scelta, a certificare tale presenza con l'adozione della Moneta unica (nel tempo non definito al di la da venire) indicando comunque un cammino di integrazione. Questa scelta sembra dettata più da necessità di preservare una capacità monetaria di gestione dell'economia (l'Inghilterra perderà circa il 30% del PIL che è collegato alla finanza della city) piuttosto che da una adesione volontaria.
In ogni caso il sistema dell'Euro ha iniziato a subire un processo di "torsione" della sua struttura a causa dei differenti tassi di interessi pagati sui titoli di stato dai diversi paesi pur essendo tutti espressi nella stessa divisa europea. Il piano di paragone sono sempre i Bund Tedeschi (i titoli di stato della Germania) dal quale tutti gli altri paesi che hanno adottato la moneta, iniziano a pagare un differenziale non trascurabile introducendo ulteriori tensioni tra le nazioni europee. E la Merkel come responsabile di una Germania che di fatto ha imposto la propria moneta al resto del continente (l'euro è praticamente il marco tedesco accettato ed esportato in Europa) invece che assumersi le responsabilità che un tale compito comporta o guidare una serie di interventi di carattere continentale ispirati ad un dirigismo statale (necessario quando ognuno continua a fare per se), si intestardisce imperterrita a recitare la litania del liberismo di mercato o del non intervento sui mercati dei cambi, delegando tale funzione ad una struttura, la BCE, che palesemente ha dimostrato non solo la propria inutilità, ma anche e sopratutto la propria nocività nel perseguire un dogma liberista che si sta dimostrando sotto gli occhi di tutti completamente fallimentare.
Gli analisti finanziari e gli economisti che non si sono lasciati corrompere, preconizzano la frantumazione dell'area dell'euro a breve, avvallati in questo dalle speculazioni dei mercati speculativi e non che tutti, indistintamente, scommettono in maniera sempre più intensiva sulla realizzazione di questo scenario.
A questo punto il paese come l'Italia, che ha oltre il 54% del debito espresso in euro, subirebbe come un trauma letale dall'uscita dal sistema monetario europeo.
A meno che....
A meno che oltre ad uscire dall'Euro, ripudiasse ossia dichiarasse "default" su tutto il suo debito pubblico, non pagandone i circa 80 miliardi di interessi annui. Nessuno gli farebbe più prestiti per diversi anni, subirebbe una stretta economica da paura, ma potrebbe ridurre il periodo di depressione che comunque saremo costretti a subire, in un tempo inferiore rispetto al resto dell'Europa colpita dalla depressione: circa 5-6 anni invece che i 15 o venti preventivati. Ma questo scenario sarebbe percorribile se in Italia avessimo un Adenauer, un de Gaulle, un Bismarck, non certo una pantomima di governo che non ha neanche la forza di tagliare le spese dello stato per le quali fu votato, ma anzi che elargisce a piene mani ad amici e clienti prebende e favori saccheggiando a mani basse il denaro pubblico.
Quello che si dovrebbe chiedere è comunque un esecutivo con una visione delle cose non legata a schemi del passato, ma protesa a trovare delle soluzioni anche "out of the Box" in una maniera inattesa. Chiediamo troppo, lo sappiamo.
Forse sarà qualche altro paese europeo che troverà il coraggio a quattro mani per rompere il tabù sull'Euro, una moneta che opprime invece che liberare le energie del paese che la adotta. Prima o poi il sistema collasserà e l'area della moneta unica si sgretolerà ponendo fine all'ultima follia massonica che ha deciso di imporre delle scelte senza una vera e cosciente approvazione di tale sistema da parte del popolo che lo ha adottato.
In fin dei conti è solo una questione di tempo.

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