martedì 24 febbraio 2009

La Campana suona per noi...



Conferme sull’esistenza del congegno “la campana” e sui relativi esperimenti sono stati diffusi dallo scrittore polacco Igor Witkowski il quale afferma di aver scoperto l’esistenza del progetto “Die Glocke” dopo aver visionato rapporti segreti declassificati relativi agli interrogatori effettuati da agenti del KGB sovietico sul generale delle SS Jakob Sporrenberg. Ulteriori dettagli Witkowski li ha pubblicati sul suo libro dal titolo “The Truth about the Wunderwaffe”, dove riferiva, tra l’altro, che il complesso industriale nelle vicinanze della miniera di Wenceslas era un sito per esperimenti. Ben 62 scienziati che lavorarono al progetto “la campana” furono tutti uccisi dalle SS, dietro un ordine segreto proveniente direttamente dal quartier generale di Hitler, su suggerimento di Martin Bormann. Il fatto che alla fine della guerra fu dato un ordine così efferato allora voleva dire che il segreto che si voleva custodire era così pregiato ed importante da dover essere custodito nell'oscurità per sempre.
Nel libro dell’autore britannico Nick Cook dal titolo “The Hunt for Zero Point”, si riferisce, tra l’altro, che “la campana” era utilizzato come un generatore di un campo torsionale e che gli scienziati tedeschi stavano sperimentando anche una sorta di macchina del tempo. Cook e Witkowski hanno visitato il sito in questione per UK Channel 4 per un documentario dai due titoli “Ufos: the Hidden Evidence” e “An Alien History of Planet Earth”. In realtà le basi matematiche così efficacemente elaborate dalla dottoressa Adler avevano già previsto sia gli effetti di un tale campo che le sue conseguenze. In sostanza con gli esperimenti della campana i Tedeschi riuscirono a trovare quello che effettivamente si aspettavano di sperimentare. Al contrario gli Americani, con i test sull'invisibilità Radar portati avanti sotto la sigla di "Philadelphia Experiment", gli scienziati scoprirono gli stessi effetti ricercati dai tedeschi ma non previsti nel loro esperimento.
Lo scrittore James Rollins nel libro “The Black Order” riferisce, tra l’altro, che la “campana” non sarebbe stato altro che un generatore di energia punto zero, derivata dalla teoria zero-point di Heisenberg, mentre in realtà era un’idea di Einstein.
Sempre secondo lo scrittore polacco Witkowski, la struttura denominata “The Henge” o “Machulapka” era stato un anello per esperimenti per propulsione anti gravitazionale generata dalla “campana”.
Sempre dal già citato libro di Cook apprendiamo di uno strano equipaggiamento e mezzi utilizzati in un esperimento segreto effettuato presso una camera per tests di 30 metri quadrati, costruita in Polonia nelle profondità delle montagne dei Sudeti settentrionali, presso il centro minerario di carbone di Waldenburg in Slesia.
Il progetto fu chiamato in codice “Chronos” e coinvolgeva un congegno chiamato “Die Glocke” o “la campana”. Il congegno era costituito da un metallo pesante e duro, riempito con una sostanza simile al mercurio e di color violaceo. Cinque dei sette scienziati coinvolti nel progetto ebbero problemi di sonno, gusto-sapore metallico nelle viscere, spasmi nervosi e perdite di memoria e perdita di equilibrio.
Quindi questo strumento generava un un campo torsionale di sufficiente intensità che poteva alterare lo spazio intorno al generatore. Maggiori campi torsionali venivano generati, maggiore spazio veniva alterato. E quando veniva alterato lo spazio, veniva alterato anche il tempo.Questo strumento così potente e così efficace, se fosse disponibile nei tempi moderni, sarebbe un formidabile strumento di distruzione di massa di immense proporzioni. Al suo confronto l'arsenale Nucleare si ridurrebbe a semplici fuochi d'artificio. Segnali della continuazione delle ricerche in tal senso sono state riportate negli anni successivi alla fine dell'ultima guerra ma mai provate fino in fondo. Se i nazisti sono riusciti a conservare tale segreto fino ad oggi non sappiamo se tali armi siano state salvate per usi a noi sconosciuti. Del resto quella Campana sta ancora suonando per noi.

lunedì 16 febbraio 2009

La fine dell'ideologia Liberista



Si reputa che siano ben oltre i 18 trilioni di euro l’ammontare dei derivati, che oggi valgono come carta straccia, incamerate dalle Banche Europee. Una somma superiore anche alla voragine americana e che non si riesce a ripianare. Perché non si può più ripianare. E rappresenta il peso insostenibile che produrrà la rottura politica dell'Unione Europea e dell'Euro quì in Europa e la fine della sedicente "democrazia" Americana oltre Atlantico.
Un'aurea di puro terrore serpeggia tra i responsabili finanziari. Non sanno più cosa fare. I salvataggi non solo sono inutili, ma addirittura controproducenti e portano ad un'accelerazione dell'insolvenza di interi Stati. Nella spasmodica ricerca di denaro per finanziare le già esauste casse pubbliche, gli Stati faranno a gara nell'aumentare gli interessi sui propri BOT al fine di attrarre quei pochi soldi ancora in circolazione detenuti sopratutto dai Fondi Sovrani, e questo comporterà la "liquefazione" letterale degli elevati accantonamenti effettuato dagli istituti finanziari (Banche, Assicurazioni etc..) sui titolo di stato che riverseranno sul cosiddetto "Mercato" una quantità immensa di denaro coperta dal nulla che hanno ricevuto ingiustamente durante la fase dei salvataggi pubblici. Con l'apertura di scenari di iperinflazione galoppante stile Repubblica di Weimar. E’un vicolo cieco. E più la solvibilità degli Stati diventa dubbia, più alti interessi questi devono offrire per attrarre i «mercati», e quindi più diventano indebitati.
In una situazione del genere, governi veri, e non maggiordomi al servizio dei banchieri come quelli attuali, avrebbero adottato verso quelle banche azioni risolute ed esemplari: nazionalizzazione, liquidazione, investigazioni, incarcerazioni, fucilazioni, applicando un minimo senso di giustizia.
Invece oggi, questi fantasmi di governi sono impotenti e paralizzati dal terrore della catastrofe, non sanno che fare. Ritornano all’idea della «bad bank», la banca immondizia in cui gettare gli attivi tossici per riprendere a prestare imprese e famiglie. Ma l’idea era stata già scartata all'inizio della crisi finanziaria, per la difficoltà di fissare un prezzo d’acquisto per questi cosiddetti «attivi» dato che le banche vogliono che siano valutati al prezzo irreale in cui li hanno nei loro libri contabili o poco meno, altrimenti le loro perdite immense le condannano comunque. E in quel caso, il prezzo per le finanze pubbliche di una banca-pattumiera sarebbe tale da far collassare gli Stati, e i loro contribuenti.
Gli interventi dello stato così elevati, secondo tutti gli esperti, non avranno efficacia: i soldi sono buttati lì solo per dar l’impressione di fare qualcosa. Di fatto, le banche anglo-americane sono già nazionalizzate, salvo un particolare: che a comandare lo Stato ha lasciato chi le ha distrutte, e gli azionisti di cui cerca di salvare i profitti indebiti.
Quanto al piano Obama, solo il 10% di esso è destinato a nuove infrastrutture il 90% è volutamente gettato nella speranza di stimolare i consumi, ossia nuove importazioni dalla Cina. Di fatto, il nuovo governo USA continua la politica – ormai evidentemente fallimentare – di accrescere un senso di falsa prosperità, finanziata a debito ormai insostenibile, e in definitiva con l’iper-tassazione e/o con l’iper-inflazione. Serviranno a creare lavori non produttivi (vedi i sussidi alle case automobilistiche, che produrranno auto che nessuno comprerà) e toglieranno risorse al settore privato. Insomma, il capitalismo ha fallito, ma vogliono farlo sopravvivere al proprio cadavere, o che abbia almeno la «la forte impressione» di vivere, anche se stiamo di fatto statalizzando la produzione industriale e le banche. Non meno patetiche le esortazioni che ci vengono da Bruxelles ad «evitare il protezionismo», perchè «il protezionismo fu quello che portò alla Grande Depressione degli anni ‘30». Senza una sola ammissione che la globalizzazione, ossia l’anti-protezionismo teologico, ci ha già precipitati nella Grandissima Depressione degli anni 2009-2020. Incapaci di capire, paralizzati dal terrore, impotenti, continuano a ripetere le giaculatorie del dio che ha tradito, il Mercato.
L’Unione Europea ha circa 460 milioni di consumatori, e i due terzi del suo commercio è rivolto all'interno. Una solida integrazione con la Russia ne farebbe uno spazio sostanzialmente autosufficiente senza grandi sacrifici; è possibile una fortezza Europa chiusa, con la creazione di posti di lavoro all’interno, e che USA e Cina, i due mostri che si sono legati con corde inestricabili, vadano alla malora. Ma resta il problema delle banche europee, che si sono esposte dissennatamente e persino più di quelle americane; problema insolubile, perchè i loro attivi tossici sono superiori a quel che gli Stati producono. E’ per loro che gli eurocrati si svenano, è per loro che i governanti (cosiddetti) si spremono le meningi rese ottuse dal mancato uso. Questi governanti europei li vedremo solo litigare; la Germania non vuol salvare l’Irlanda, e crollerà con essa, e l’Austria, e la Svizzera, e l’Italia. Il fondo sarà l’implosione: in pratica, la perdita di valore dell’euro, l’azzeramento del suo potere d’acquisto.
E ciò, mentre si profila un crollo della produzione alimentare globale. C’entra la siccità in Australia e in Cina. Ma ancor più c’entra il crollo dei prezzi dei grani, accentuato dalla speculazione, e la mancanza di credito che aggrava i produttori: di conseguenza, gli agricoltori del mondo sono stati scoraggiati nel seminare nuovi terreni. In USA, le estensioni a frumento sono calate di 4 milioni di acri, in Canada di 1,1 milioni. In Europa, la sola area del mondo non toccata dalla siccità, la produzione agricola sarà ridotta tra il 10% e il 15%.
Tutto ciò, perchè i governi hanno lasciato che fosse «il mercato» a decidere del nostro destino. Altri governi, in altri passati, avrebbero deciso un «prezzo giusto», un prezzo cioè che retribuisca i produttori. Non avrebbero lasciato crollare i grani oltre il «giusto», ce l’avrebbero fatto pagare oggi più di quanto hanno decretato i mercati, ma in cambio avrebbero sventato i rialzi astronomici che i «mercati» ci faranno pagare domani, quando la penuria creerà i rincari, e la speculazione li moltiplicherà. Lo stesso si poteva fare per il petrolio. Non rallegrarsi del petrolio a 37 dollari a barile, perché a quel prezzo i produttori frenano la produzione e sono rovinati, ma la fissazione in accordo con loro di un «giusto prezzo» stabile – basato su accordi revisionatili ogni cinque o dieci anni: prezzo «giusto» per Russia e Iran che non possono fare bilanci con gli alti e bassi dei «mercati», e prezzo «giusto» per noi, quando il petrolio schizzerà di nuovo, ineluttabilmente, a 140. Oggi, l’Europa poteva spuntare un «giusto prezzo» sui 70; domani, dovrà accettare quello del «mercato».
Il trucco della moneta creata dal nulla dalle banche sta finendo in nulla, e proprio mentre con quella moneta da nulla dovremo comprare cibo scarso sul piano mondiale. E’ la fine di un sistema, di una civiltà in cui ci siamo adagiati.
In fin dei conti, è esattamente quello che ci siamo abbondantemente meritati. E’ la fine del sistema in cui l’umanità ha preteso di prosperare nell’aldiquà, di provvedere da sè a se stessa con criteri suoi, senza bisogno di virtù nè di Dio.
Oggi, questa umanità assiste idiota oppure paralizzata, e impotente, alla catastrofe.
Catastrofe è la parola usata da Obama, senza che ad essa abbia fatto seguire una qualche azione difensiva efficace. Non possono più far niente, loro, come noi. Che ciò almeno possa servire a comprendere che l’unica azione rimasta consiste, oggi, nel pregare la propria salvezza o, al limite, prepararsi ad uno scenario fosco e atroce stile "Sopravvissuti": carestia,malattie, guerra, violenza e lotta feroce per la sopravvivenza.
E' la fine del capitalismo ideologizzato e del liberismo dei bottegai di Adam Smith.

giovedì 12 febbraio 2009

La Lanterna del Diavolo



Nelle profonde viscere della terra nell' Alta Slesia riemerge, a distanza di oltre 60 anni, qualcosa che affascina e turba allo stesso tempo.
Dagli archivi segreti dell’ ex Unione Sovietica e da quelli dei servizi segreti statunitensi e britannici, dall'inizio degli anni '90 in poi sono emersi diversi documenti riservatissimi relativi ad un ultimo progetto segreto nazista: "Die Glocke" che significa la campana.
I principali laboratori che operavano sul congegno “Die Glocke” si trovavano nella Slesia meridionale, presso la città di Neumarkt o Sroda-Slaska e a Leubus o Lubiaz (oggi in Polonia); mascherati all’interno dei servizi e attrezzature dello “Schlesische Wekstaetten dr. Fuerstenau”. Altre attrezzature sotterranee esistevano a Schloss Fuerstenstein, sempre nella Slesia meridionale, e mascherati in una miniera di carbone a Waldenburg o Walbrzch, facente parte del sistema FHQ “Riese” . Un altro complesso che faceva parte del progetto “Die Glocke” era situato alla miniera di Wenceslas a Ludwigsdorf o Ludwikowize, dove veniva costruito “The Henge” o “Machulapka”, un evidente anello per esperimenti. Il progetto di ricerca “Die Glocke” fu creato nel gennaio 1942, e fu denominato in codice “die Tor” o porta. Poi, dopo l’agosto 1943, fu suddiviso in due altri sotto-progetti: “Chronos” o tempo e “Laternentraeger”- ossia il portatore di luce:Lucifero. Entrambi si riferivano al progetto “La Campana”, suddivisi però nell’aspetto fisico e medico-biologico.
Tra i tanti progetti segretissimi risalenti all'epoca nazista,(comprensiva del primo test assoluto della Bomba Atomica nella Storia, il 12 Ottobre del 1944 sull'isola di Rugen), questa della “campana” risulta il più interessante, il più affascinante ed il segreto meglio custodito in assoluto, tanto è vero che gli alleati lo hanno scoperto solo quando Martin Borman, segretario del partito del Fuhrer, vendette tutto il blocco del centro di ricerca di Pilsen, sito negli stabilimenti della Skoda, agli Americani in cambio di un salvacondotto per se ed i suoi fedelissimi, cosa del resto accordata. Tra i vari documenti trovati nel centro che sovrintendeva tutti i progetti segreti tedeschi, dagli aerei a reazione, ai missili, dai dischi volanti ai sottomarini invisibili, erano presenti quelli relativi a tale progetto
Ebbene, ricostruendo e confrontando le pur poche, incomplete notizie, dato che molti dei documenti nazisti dell’epoca furono distrutti, possiamo descrivere l’oggetto:
-campana metallica avente un diametro di 3,10 metri e un’altezza di 4,95 metri;
-composto da due cilindri contro-rotanti, con all’interno un liquido “metallico” avente un color porpora e denominato “”Xerum 525”, tendenzialmente Mercurio Antinomato, che ruotava all’interno della “campana” ad altissima velocità.
Lo Xerum 525 era radioattivo e per questo contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore. Con molta probabilità era una miscela di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, e l'aggiunta di isotopi radioattivi che formava un liquido denominato “mercurio rosso”. L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una cascata di neutroni, quando sottoposto ad uno stress esplosivo. Per il funzionamento di tutto l’apparato occorreva una grande quantità di energia elettrica, fornita da un'intera centrale di corrente continua ed alternata posta nelle vicinanze della miniera e dedicata allo scopo. In funzione, poteva ruotare solo per un paio di minuti in quanto emetteva radiazioni in quantità enormi, generando allo stesso tempo un campo magnetico elevatissimo. Sopra la miniera dove avvenivano tali esperimenti c’erano delle strutture in cemento armato rinforzato.
Tutti gli esperimenti erano sotto la supervisione del generale delle SS Kammler, con i suoi due reparti con compiti speciali: SS-E-IV o “Entwicklungs-stelle IV”, ovvero il “Centro sviluppo IV del Schwarze Sonne” e il SS-U-13.
I nazisti erano andati ben oltre la fase di studio, arrivando alla sperimentazione finale ed ad un passo dal passaggio della produzione industriale.
Durante i primi esperimenti, sembra che almeno 6 scienziati su sette siano morti per irradiazioni di natura non completamente conosciuta. Proprio per questo, durante gli esperimenti, furono messi nei suoi pressi animali e piante i quali morirono, decomponendosi e lasciando come residui una sostanza gelatinosa o cristallina. Molti prigionieri dei lager morirono per essere stati utilizzati per ripulire il laboratorio dopo ogni esperimento.
La camera dov’era la “campana” era ricoperta di ceramica speciale e sul tetto era posta un rivestimento in gomma la quale veniva rimossa e bruciata dopo ogni esperimento, mentre la ceramica veniva lavata, sempre alla fine di ogni test.
Durante il funzionamento, l’apparecchio sviluppava grandi campi elettromagnetici e di energia elettrostatica, diffondendo tutt’intorno una radiazione di colore bluastro.
Ricordiamo che esperimenti tedeschi di natura fisica al plasma furono effettuati dalle SS nella Slesia meridionale tra il 1942 e il 1945.
L’alta classificazione di sicurezza e ricerca, concessa al progetto “Die Glocke”, era conosciuta come “Kriegsentscheidend” o “guerra decisiva” con l’aggiunta della dicitura “Geheime Reich Sache” o “affare o questione segreta del Reich”.
Negli esperimenti del congegno noto come “Die Glocke”, furono interessati:

1) FEP, il centro ricerche sull’alto voltaggio e frequenze;
2) AEG, o “Allgemeine Elektricitats Gesellschaft”; responsabile per il rifornimento di molta energia elettrica ad alto voltaggio, attraverso il sotto-progetto denominato “Chiarite-Anlage”; questo progetto era diretto dal Oberingenieur dr. Richard Craemer; la AEG aveva un piccolo laboratorio nei sotterranei del Chiarite Hospital a Berlino per effettuare gli studi sul congegno “Die Glocke”;
3) HWA, o Heeres Waffen Amt- Agenzia Armamento dell'Esercito;
4) SS-Obergruppenfuhrer Emil Marzuw;
5) Dr.sa Elizabeth Adler, una matematica- la migliore in Germania- dell’Università di Koenigsberg; fu lei a creare gli strumenti matematici di base per comprendere appieno i principi teorici e garantire l'ingegnerizzazione della soluzione;
6) Dr. Otto Ambros, presidente della cosiddetta “Commissione S”,responsabile della preparazione delle armi chimiche nel Ministero degli Armamenti di Speer. Venne nominato dal direttore della I.G. Farben, Karl Krauch, per tutte le operazioni relative alla gomma sintetica “Buna” ad Auschwitz. In realtà il progetto "Buna", che doveva produrre gomma sintetica, era una copertura per la produzione di uranio arricchito u-235 per armi nucleari e per la produzione del "combustibile" della campana, lo Xerum 525, sfruttando i lavori forzati dei condannati di Auschwitz.
7) Dr. Herbert Jensen; esperto delle alte energie in campo nucleare;
8) Dr. Edward Tholen;
9) Dr. Walther Gerlach; il padre della Teoria dei Gravitoni;
10) Dr. Kurt Debus; futuro capo della Nasa e collega di Von Braun;
11) Barone Manfred von Ardenne, esperto in fisica nucleare e dei plasmi nonché il padre della bomba atomica Sovietica insieme a Igor Kurčatov.
Il laboratorio di von Ardenne fu coinvolto in tali esperimenti che furono effettuati -almeno un paio- a Ohrdruf in Thuringia nella prima metà del marzo 1945. Località tristemente nota per aver ospitato il secondo ed ultimo test nazista della bomba atomica nell'aprile del 1945, con la relativa morte di migliaia di prigionieri di guerra.
Alla fine della guerra, tutti coloro che, a qualsiasi titolo, furono coinvolti negli esperimenti o erano a conoscenza di tale congegno noto come “la campana”, furono massacrati o eliminati. I personaggi di spicco e troppo famosi, come Gerlach e Debus, furono minacciati, anche fisicamente, ed intimiditi a non rivelare nulla, pena strani "incidenti". Gli scienziati nazisti stavano studiando le sostanze radioattive sottoposte a campi torsionali per ottenere conferma a delle ipotesi e teorie scientifiche che negavano la validità della relatività, considerata "giudea" e abbracciavano e spingevano sulla meccanica quantistica.
Il personale di tecnici e scienziati estremamente selezionato in base alla fedeltà ideologica (Von Braun ricordiamolo è stato un ufficiale delle SS anche se è stato il padre dell'astronautica americana e ha portato l'uomo sulla Luna), sperimentò e produsse qualcosa che apparentemente sembrava un “Plasmoide ione-mercurio”, utilizzabile in aeronautica per lo sviluppo di esplosivi speciali, con lo scopo di irradiare esseri viventi, quindi persone, per cambiare la loro chimica cerebrale e scheletrica.
Infatti quella che sembra l'interpretazione più corretta da parte di studiosi di Fisica, Ingegneria, Matematica e Biologia, è che tale macchina era un prototipo per testare un innovazione teorica molto avanzata, sulla unificazione generale dei campi, affrontato da Einstein già in un trattato del 1928, anche se parzialmente e senza successo secondo lui, ma proseguito da Tesla e da Kaluza, quest'ultimo sembra con successo. Questa innovazione si basava sulla possibilità di "torcere" od alterare mediante campi e.m. molto intensi lo spazio-tempo senza subirne le alterazioni gravitazionali (tipici ad esempio di un buco nero). Con effetti ulteriori non del tutto trascurabili, quali una emissione di una radiazione con un impronta "quantica" ben definita, detta di "risonanza", che avrebbe alterato lo stato quantistico della materia che rimaneva esposta producendo istantanea distruzione e/o degenerazione di qualunque forma di vita animale e vegetale che ne avesse subito l'esposizione. Testimonianze e documenti parziali raccontano di come negli esperimenti gli scienziati abbiano "visto" luoghi ed eventi posti nel passato e come abbiano smaterializzato a distanza oggetti (scomparsa di un aereo addirittura) e verificato gli effetti sulle persone (morte di prigionieri dei lager). Un arma di questo genere , se usata in battaglia, avrebbe inevitabilmente ucciso all'istante centinaia di migliaia, se non milioni, di soldati sui vari fronti dato che il fascio "radiativo" poteva essere piegato e diretto anche a grandi distanze, dell'ordine di 2-3.000 Km.
Insomma i tedeschi stavano lavorando a qualcosa di estremamente rivoluzionario sia a livello scientifico che tecnologico. Una specie di porta temporale, un motore antigravitazionale o forse un arma quantica "scalare". Ci torneremo nei prossimi interventi. Quello che si può dire è che con quest'arma i Nazisti stavano affidando la loro unica ed esile possibilità di sopravvivenza politica e militare al "Laternentraeger", al portatore di luce, a Lucifero.
Alla Lanterna del Diavolo.

lunedì 9 febbraio 2009

L'agonia dei diritti


Se Hitler fosse sopravvissuto fino ad oggi, sarebbe molto lieto e contento che le sue idee, combattute giustamente con il sacrificio ed il sangue di milioni di giovani vite, si stiano realizzando attraverso un continuo arbitrio strisciante delle leggi e dei diritti. Quello che sta avvenendo con il caso di Eluana Englaro rappresenta proprio le storture e gli arbitri che giornalmente vengono fatte alle norme e alle costituzioni vigenti a tal punto da rendere la "costituzione materiale" una deformazione da gobbo di Notredame della "costituzione formale". Purtroppo quello a cui stiamo assistendo è una sovrapposizione di arbitrii continui e di forzature legali e materiali da puro disfacimento del "diritto romano", degrado che siamo stati abituati a sopportare fino ad oggi.
In fin dei conti quello a cui assistiamo è una somma di arbitri, di forzature che sono iniziate con la sentenza della Magistratura: da quando cioè hanno acconsentito di avvallare la "presunta" volontà della donna in stato vegetale senza una chiara ed irrefutabile prova scritta e validata della persona interessata, ma anzi basandosi sulle volontà "riferite" dal genitore che, umanamente parlando, ha tutto l'interesse a porre fine alla sua esistenza.
Di fronte a tale abuso giudiziario, interviene Berlusconi commettendo a sua volta un'altro abuso forzando una legge per rispondere ad una sentenza giudiziaria. Non escluderei che in tale frangente egli stesso stia sfruttando questo caso per piegare ancora una volta pezzi fondanti della costituzione "nominale" per i propri interessi, ma comunque di fatto oggettivamente si mette nella scia di quelli che piegano ed alterano la costituzione per trasformarla in qualcosa di totalmente diverso, pur allo stato attuale difendendo un diritto naturale alla vita. A questo abuso si risponde dal Quirinale con un'ulteriore abuso facendo si che il decreto legge che viene approvato in consiglio dei ministri non venga firmato dal capo dello stato che a sua volta, cosa anomala, invia all'inizio della riunione del consiglio una missiva ribadendo la sua intenzione di non firmare un provvedimento del genere, senza aspettare almeno la formalità di leggerlo o facendo finta di seguire una prassi istituzionale coerente con i dettami costituzionali. Di forzatura in forzatura si sfasciano le istituzioni e per di più la costituzione ledendo in maniera atroce l'architrave della legge superiore che dovrebbe regolare la convivenza di una comunità. Però ancora una volta rimane il fatto che tramite queste forzature e abusi vengono sempre più lesi i diritti fondamentali dell'individuo in cui lo stato, o l'"Ente Supremo" di rivoluzionaria memoria, pretende di entrare pesantemente nella vita degli individui.
Provata ad andare da un giudice a dire che il defunto Avvocato Agnelli vi aveva detto a voce, o scritto su un diario personale, che voi siete diventati gli unici legittimi eredi del suo immenso patrimonio. Come minimo vi riderebbero in faccia. Invece per la povera Eluana si accerta la "presunzione" di volontà e ci si trincera dietro una "sentenza passata in giudicato" come i seguaci di Robespierre si trinceravano dietro "la volontà e la superiorità morale dello Stato dei cittadini". Entrambe sono parole che sono usate contro le persone che pretendono di difendere. E su questo arbitrio, seguito da una serie senza fine di arbitrii, ci si dimentica il fine ultimo a cui le leggi o "La Legge" dovrebbe essere rivolta: il benessere dell'uomo o la sua difesa.
Oramai l'esigenza di disintegrare le società tramite l'introduzione di aborto, divorzio ed ora eutanasia tramite l'ambiguo caso di Eluana, è quanto mai spinta a livello tale che alle volte ci si domanda perché abbiamo sconfitto il Nazismo se poi rischiamo di applicare le stesse leggi di selezioni feroci della razza e dell'eugenetica che stiamo applicando nella società moderna e sedicente democratica dell'Occidente ferito e morente.
Se deve morire Eluana almeno che il padre abbia il coraggio di sparargli una volta e basta, un colpo secco e non la vigliaccheria di lasciarla morire di stenti ed inedia con uno stillicidio di sofferenza e di dolore indegno di un paese civile: non auguro a nessuno di morire di fame e/o di sete. Non ci possiamo sostituire a Dio nel scegliere se dobbiamo vivere o morire ad una "presunta" volontà manifestata chissà quando. Purtroppo con l'agonia di Eluana si sta prorogando l'agonia dei diritti delle persone che dovrebbero rimanere inviolati.

giovedì 5 febbraio 2009

La "Revolutionary" dell'anima.



In un paio di notti insonni sono stato portato a vedere recentemente due film in programmazione nei cinema: "The Revolutionary Road" di Sam Sender e "Operazione Valchiria" con Tom Cruise. Non credevo che questi due Film mi colpissero così a fondo e che mi lasciassero una strana sensazione. Un moto indefinito di calore e serenità, come se uno strano unguento cicatrizzasse antiche ferite mai sopite o meglio, che svegliasse la coscienza su aspetti di se stessi mai veramente affrontati.
Il film sul complotto di stato fallito contro la vita di Hitler, peraltro ben fatto nonostante la presenza di Cruise, ha riportato le atmosfere, lo spirito, i pensieri e le sensazioni di quel periodo storico, molto particolare. Vedendo quel film, mi ha colpito lo spessore psicologico di certi personaggi che, per di rimanere coerenti ad un grande ideale e fedeltà al proprio paese, rischiano molto fino alla propria vita per un mondo migliore. Ed è questa prova di coraggio, puro e pieno che vedo in questi personaggi stride in maniera mostruosa con le vigliaccherie del mondo di oggi in cui la menzogna, la viltà, la meschinità e l'insipienza di tante persone al giorno di oggi, colleghi, sedicenti "amici" conoscenti e parenti. Alla fine del film rimane comunque uno strano sentimento di ammirazione, di coraggio e di forza morale che ancora gettano la propria luce verso le nostre generazioni. Dei modelli che, pur in presenza dei mali sopracitati che ben conosciamo, riuscivano comunque ad essere superiori ad essi, a dominarli a "guidarli" e a trovare dentro la forza di cambiare non solo se stessi, ma anche il mondo che li circondava. La prova inconfessa che, nei momenti di pura "verità" di fronte a rischi altissimi e davanti alla morte, si mostra la forza o la debolezza dell'uomo per quello che è VERAMENTE, senza fronzoli, senza bugie e senza falsità.
Sullo stesso filone di inserisce il film "Revolutionary Road", in cui una coppia degli anni 50 combatte, più Lei interpretata dalla Kinslet in profumo di Oscar che da Di Caprio che non riesce a decollare nel personaggio, per cercare di uscire da un mondo chiuso, oppressivo e "vuoto" in cui la voce della saggezza e la chiarezza dello stato in cui essi vivono, viene espresso dalla figura del matematico pazzo in cui ha subito diverse cure di Elettroshock subite in manicomio. E quando non riesce ad uscire da questo mondo che si richiude in se stesso, distruggendo anche le speranze di "vivere" una vita e non subirla in falsità e menzogne, preferisce fare un atto estremo per porre fine ad un'esistenza di vuoto e di torpore dei sentimenti dell'anima.
Un bellissimo Film, in cui alcuni frasi sono indicative in quanto pongono all'attenzione dello spettatore domande e quesiti profondi e quanto mai attuali:

Vivi la tua vita
Sentiti vivo e reale
Fai quello che vuoi veramente
Sii te stesso perché hai una grande qualità: sei un uomo!

In realtà il romanzo di Richard Yates, anche se denunciava l'imperante conformismo di quegli anni che soffocava lo spirito libero delle persone, elevava un grido costante e continuo contro un sistema che anche oggi opprime e ingabbia, con sbarre invisibili, la personalità degli individui, rendendoli disabili nei sentimenti ed incapaci di vivere liberamente le emozioni profonde del proprio essere nei limiti corretti. Quando esci dal buio della sala ti rendi conto che qualcuno ha puntato un dito contro di te nella tua coscienza che ti avverte: "sei anche tu come loro". Tragico e profondo al tempo stesso incita a quella rivoluzione delle proprie anime per ribellarsi a queste gabbie, ad un sistema che favorisce solo un più assurdo conformismo senza fine, senza speranza. Lo si vede anche nei personaggi che circondano questa coppia sfortunata che, quando questa decide di lasciare tutto e andare a vivere a Parigi, vengono sconvolti dalla loro forza di ribellarsi e soffrono se non piangono per il fatto che siano riusciti nell'intento. E quando la coppia rinuncia a questo loro sogno, si sentono sollevati dato che giustificano se stessi, ma successivamente si deprimono ancora di più per l'impossibilità di liberarsi e si disperdono nella quotidianità per non soffrire pensando a ciò. In fin dei conti questi due film, nelle diverse prospettive, ci portano ad amare considerazioni e ci incitano con un costante allarme per le nostre anime: personaggi coraggiosi nell'affrontare anche la morte o a fuggire dalla schiavitù delle proprie vite in contrasto con un mondo di arrivisti e vigliacchi o di coloro che si arrendono alla comodità del proprio vuoto esistenziale.
Un incitamento alla rivoluzione dell'anima.

martedì 3 febbraio 2009

Un 'arma "non convenzionale"



Sembra proprio che gli Americani vogliono passare alla storia per essere i primi ad utilizzare un arma non convenzionale nei teatri operativi. Hanno iniziato con l'uso dell'Atomica su Hiroshima, ma mai si è sentito alcunchè riguardo all'uso di armi non convenzionali di natura diversa (quali armi Elettromagnetiche, armi nervine e Batteriologiche etc). Ed invece ancora una volta riescono a stupire il mondo.
La notizia in realtà era stata già pubblicata nel 2004 dal giornale Express India riprendendo una comunicazione della Reporter's Associate, ma non si era dato seguito come se fosse calato un'invisibile cortina di silenzio. Ed invece la settimana scorsa si è avuta una conferma indiretta, da parte di una fonte anonima del Pentagono, che riporta quanto segue: nella notte tra il 5 ed il 6 Aprile del 2003 gli Stati Unitii hanno utilizzato per la prima volta un ordigno nucleare a neutroni nella battaglia intorno all'aeroporto di Baghdad.

Ora il fatto che tale notizia sia stata fatta deliberatamente trapelare, lo si deve annoverare molto probabilmente alla guerra tra i "falchi" che vogliono usare un'arma nucleare per l'attentato "False Flag", in fase di preparazione-forse terminale-contro una città americana, e le "colombe" che si ostinano a combattere tale uso improprio, irresponsabile ed indiscriminato di tale strumento da parte della Difesa rasentando l'insubordinazione contro l'esecutivo. Fatto sta comunque che tale notizia è estremamente preoccupante.

Ricordiamo brevemente i fatti.

Durante la notte fra il 29 e il 30 marzo trenta parà dell’82a Airborne, insieme con militari delle unità per le operazioni speciali dell'esercito, s’inoltrano nell'Aeroporto internazionale Saddam Hussein per tentarne la presa con un colpo di mano. Un’operazione NON riportata dalle agenzie internazionali, dato che finì in un INSUCCESSO militare. La mattina del 3 aprile infatti le forze statunitensi appaiono ancora lontane e, come riportato dalle agenzie, gli impiegati continuano normalmente il loro lavoro. I radar e altre installazioni dello scalo sono stati colpiti nei primi giorni di conflitto, ma l’aeroporto è ancora in mano Irachena. Nel corso della giornata però cominciano i primi combattimenti fra l’avanguardia della Coalizione e i piccoli distaccamenti iracheni di presidio. I comandi iracheni sembrano colti di sorpresa; non hanno predisposto alcuna forma di difesa dello scalo: non più di due o tre compagnie, senza armi pesanti, a guardia di appena una leggera linea di trinceramenti attorno al perimetro dell'aeroporto.

La mattina del 4 aprile corrono verso l’aeroporto i mezzi della 1a brigata dela 3a divisione di fanteria meccanizzata. Il comando della Coalizione, dopo il fallito raid aviotrasportato del 30 marzo, impone che la colonna che sta affluendo verso lo scalo venga affiancata per protezione, mentre chiede una ricognizione aggiuntiva per verificare la presenza di truppe nemiche nell'aeroporto. A mano a mano che le ore passano, la colonna statunitense continua ad affluire nello scalo, mentre si attende che arrivino con materiali e mezzi gli elicotteri della 101a Airborne, i quali cominciano a dare manforte ai commilitoni. Purtroppo l’afflusso di armi pesanti è paralizzato dalle cannonate di grosso calibro che cadono sulla zona: gli iracheni tirano sulle vie di collegamento per impedire le manovre ai militari della Coalizione. Nel frattempo, fin dalle 8 del mattino, piccoli gruppi di miliziani attaccano le postazioni controllate dai militari della Coalizione, e vengono dispersi dall'intervento di carri e autoblinde. Nell'aeroporto ci sono unità della 1a brigata, un paio di battaglioni appoggiati da artiglieria, per circa 3.000 uomini, 60 carri e una ventina di cannoni. La 2a brigata del 3 meccanizzato si accosta alla periferia della capitale e si colloca vicino allo svincolo delle autostrade per Amman e per Karabela; un battaglione con batterie d’artiglieria si colloca oltre lo svincolo sud dell’aeroporto, verso abu-Harraib.

La sera del venerdì 4 aprile inizia la “battaglia dell'aeroporto”, come ancora oggi vengono chiamati i terribili scontri avvenuti nei primi giorni di aprile del 2003 nell'aeroporto internazionale Saddam Hussein di Baghdad. In quella Battaglia fu distrutto quasi completamente il 3° del 7° Cavalleggeri degli Stati Uniti, anche se i mezzi di comunicazione ufficiali avevano descritto gli avvenimenti in modo confuso e discordante, e soprattutto non avevano parlato delle CONSIDEREVOLI PERDITE statunitensi. Nella notte fra il 4 e il 5 aprile, due piani della zona passeggeri passano sotto il controllo statunitense, mentre gli iracheni occupano ancora la zona Vip e gli edifici dei servizi aeroportuali, dove si trovano le valvole per la distribuzione idrica anche nell’area passeggeri liberata dalla Coalizione. Fu pompato petrolio nel primo piano, mentre, comandando le valvole della distribuzione potabile, gli iracheni allagarono d’acqua il piano terreno dell'aerostazione passeggeri. Da li, con alcuni cablaggi in alta tensione, venne attivata nell’acqua che allagava le sale passeggeri una corrente elettrica a 11.000 volt. Fu incendiato successivamente il petrolio immesso precedentemente. I soldati statunitensi balzano di scatto scendendo le scale, e finiscono in mezzo all’acqua elettrificata: fu una strage. Non è chiaro quanti ragazzi morirono in questo modo, ma sicuramente oltre 400. A questo fatto può essere attribuito il blackout di Baghdad di quella notte.

Per questa terribile strage, gli Stati Uniti decisero di passare alla bomba a neutroni. Nella notte seguente, tra il 5 ed il 6 aprile dopo aver fatto indossare abbigliamento anti-radiazione alle truppe di prima linea, fanno detonare tale bomba. Solamente in quel momento, insieme con il blackout delle telecomunicazioni irachene, crolla la resistenza del Governo di Hussein, quando la Guardia repubblicana ha comunicato al vertice militare del partito baathista l’utilizzo di quell'arma. A quel punto la resistenza del Governo di Hussein collassa ed i carri statunitensi entrano nella capitale. Nel frattempo l’aeroporto internazionale di Baghdad rimane chiuso per mesi e solamente dopo oltre nove mesi riprende la sua piena funzionalità.
L’esplosione provoca istantaneamente un flusso intensissimo di particelle pesanti (neutroni) cancellando ogni forma di vita, creando un campo elettromagnetico di notevole intensità al punto da liquefare le linee elettriche e telefoniche dell'intera area dell’areoporto. La contaminazione radioattiva però è di durata relativamente breve a causa dei lavori di "pulizia" fatta successivamente. La stessa contaminazione è abilmente "affogata" in quella causata dall'uso massiccio di "Depletium Uranium", del munizionamento di Uranio Esaurito utilizzato nella marea di proiettili ed ogive ad alta penetrazione usati dall'esercito Statunitense.
Come per Hiroshima e Nagasaki, anche in questo caso può essere attribuito alla Bomba il crollo del regime. Secondo la fonte del Pentagono l'ordigno ha fatto strage di militari iracheni, circa 13.000 sulle 23.000 unità della guardie repubblicane impegnate nella battaglia per riconquistare lo scalo, e di moltissimi militari statunitensi.

Troppi elementi concorrono a confermare la notizia sull'uso di una piccola atomica nell'aeroporto.

L'improvvisa liberazione dell'aeroporto stesso, dopo giorni di scontri sanguinosissimi, e la sostanziale sparizione istantanea di un’intera divisione irachena che combatteva per riconquistare lo scalo, come l’immediato crollo del sistema iracheno di difesa e l’entrata delle forze della Coalizione in una Bagdad allibita e silenziosa, come il blackout elettrico e telefonico che ha accompagnato la presa dello scalo aereo. Testimonianze, allora rese e verificate ma mai riportate, di fosse comuni scavate nell'area e la decontaminazione del suolo dell'aeroporto.
La sostanziale impossibilità di usare per settimane l’intero scalo, limitantone la fruibilità a poche aree, per arrivare all'intero recupero solamente molti MESI dopo.

La fuga della delegazione russa da Bagdad e l’assalto di una squadra armata non identificata contro la colonna russa in fuga: i russi erano i soli che, con i loro satelliti e le intercettazioni, sapevano che cosa esattamente stesse accadendo. Tant'è che Condoleeza Rice dovette fare una visita-lampo a Mosca per spiegare qualcosa al Cremlino, mentre Bush dovette telefonare a Putin per giustificare qualche cosa.

Un tragico scenario emerge di quella battaglia, di agguati e di stragi. Nell'aeroporto liberato definitivamente, viene confermato l'uso di numerosi camion che portano via moltissimi carichi di terreno contaminato. I materiali contaminati sono stati poi accumulati a ridosso di un villaggio dove si trova la maggiore prigione di terroristi, Abu-Ghraib. La discarica è stata controllata da una sorveglianza armata permanente. La popolazione dell'abitato adiacente ha sofferto di una singolare epidemia fatta da lesioni alla pelle e dalla perdita dei capelli. Secondo diverse testimonianze, molti dei militari che hanno svolto il servizio di sgombero del terreno contaminato sono successivamente deceduti. A ciò si aggiunge l’epidemia che ha colpito numerosi militari della Coalizione in servizio in prossimità dell'aeroporto, con febbre, macchie scure alla pelle e altri sintomi tipici dell’esposizione a radiazioni.

In sostanza uno scenario da "Day After" abilmente occultato. Un utilizzo di un'arma "non convenzionale" con questa leggerezza e spregiudicatezza da parte del Pentagono (su pressione della Cassa Bianca- vedi Cheney) indica una seria e preoccupante debolezza nelle capacità strategiche militari americane: l'uso spropositato della forza oltre ogni ragione denota uno scenario agghiacciante in cui ci si può attendere di tutto nei teatri operativi da parte delle forze USA. Un segno "non convenzionale" della loro debolezza.

lunedì 2 febbraio 2009

L'uscita dall'Euro


Dopo neanche 7 anni di vita, l'euro come moneta unica dimostra la sua totale insussistenza nel "servire" gli scambi di merci e servizi all'interno dell'area dove è stato introdotto. La crisi finanziaria di banchieri centrali della finanza speculativa e in genere di tutta la finanza irresponsabile che ha devastato l'economia stessa ha reso vana e sopratutto improduttiva l'introduzione della moneta unica in un continente come il nostro, senza che prima venissero risolte alla sua base le mille contraddizioni causate dall'avere economie, normative fiscali, strutture produttive così diverse e mai integrate veramente tra di loro. Per non parlare poi del sistema della Banca Centrale di Francoforte che, lungi dall'intervenire sui sistemi economici così disparati e mai profondamente integrati, si comporta come il soldato giapponese del pacifico a cui nessuno aveva comunicato la fine della guerra: mantiene la sua ottusa e fallimentare incapacità nel controllare "inflazioni" che lei stessa ha introdotto o nel servire come un idolo perduto la volontà che ciascuno stato debba mantenere il suo deficit all'interno del mitico numero magico del 3% del PIL. La casa sta bruciando ma questi si preoccupano di mantenere la tinta di uno stesso colore sul muro esterno della casa.
Come sembra oramai logico, il sistema monetario così come lo hanno concepito ha i giorni contati. L'inghilterra, pur avendo un importante presenza anche percentuale nel Board della Banca centrale di Francoforte, finalmente sembra decisa, più trascinata dagli eventi o peggio implorata dal sistema Burocratico europeo che da una autonoma e convinta scelta, a certificare tale presenza con l'adozione della Moneta unica (nel tempo non definito al di la da venire) indicando comunque un cammino di integrazione. Questa scelta sembra dettata più da necessità di preservare una capacità monetaria di gestione dell'economia (l'Inghilterra perderà circa il 30% del PIL che è collegato alla finanza della city) piuttosto che da una adesione volontaria.
In ogni caso il sistema dell'Euro ha iniziato a subire un processo di "torsione" della sua struttura a causa dei differenti tassi di interessi pagati sui titoli di stato dai diversi paesi pur essendo tutti espressi nella stessa divisa europea. Il piano di paragone sono sempre i Bund Tedeschi (i titoli di stato della Germania) dal quale tutti gli altri paesi che hanno adottato la moneta, iniziano a pagare un differenziale non trascurabile introducendo ulteriori tensioni tra le nazioni europee. E la Merkel come responsabile di una Germania che di fatto ha imposto la propria moneta al resto del continente (l'euro è praticamente il marco tedesco accettato ed esportato in Europa) invece che assumersi le responsabilità che un tale compito comporta o guidare una serie di interventi di carattere continentale ispirati ad un dirigismo statale (necessario quando ognuno continua a fare per se), si intestardisce imperterrita a recitare la litania del liberismo di mercato o del non intervento sui mercati dei cambi, delegando tale funzione ad una struttura, la BCE, che palesemente ha dimostrato non solo la propria inutilità, ma anche e sopratutto la propria nocività nel perseguire un dogma liberista che si sta dimostrando sotto gli occhi di tutti completamente fallimentare.
Gli analisti finanziari e gli economisti che non si sono lasciati corrompere, preconizzano la frantumazione dell'area dell'euro a breve, avvallati in questo dalle speculazioni dei mercati speculativi e non che tutti, indistintamente, scommettono in maniera sempre più intensiva sulla realizzazione di questo scenario.
A questo punto il paese come l'Italia, che ha oltre il 54% del debito espresso in euro, subirebbe come un trauma letale dall'uscita dal sistema monetario europeo.
A meno che....
A meno che oltre ad uscire dall'Euro, ripudiasse ossia dichiarasse "default" su tutto il suo debito pubblico, non pagandone i circa 80 miliardi di interessi annui. Nessuno gli farebbe più prestiti per diversi anni, subirebbe una stretta economica da paura, ma potrebbe ridurre il periodo di depressione che comunque saremo costretti a subire, in un tempo inferiore rispetto al resto dell'Europa colpita dalla depressione: circa 5-6 anni invece che i 15 o venti preventivati. Ma questo scenario sarebbe percorribile se in Italia avessimo un Adenauer, un de Gaulle, un Bismarck, non certo una pantomima di governo che non ha neanche la forza di tagliare le spese dello stato per le quali fu votato, ma anzi che elargisce a piene mani ad amici e clienti prebende e favori saccheggiando a mani basse il denaro pubblico.
Quello che si dovrebbe chiedere è comunque un esecutivo con una visione delle cose non legata a schemi del passato, ma protesa a trovare delle soluzioni anche "out of the Box" in una maniera inattesa. Chiediamo troppo, lo sappiamo.
Forse sarà qualche altro paese europeo che troverà il coraggio a quattro mani per rompere il tabù sull'Euro, una moneta che opprime invece che liberare le energie del paese che la adotta. Prima o poi il sistema collasserà e l'area della moneta unica si sgretolerà ponendo fine all'ultima follia massonica che ha deciso di imporre delle scelte senza una vera e cosciente approvazione di tale sistema da parte del popolo che lo ha adottato.
In fin dei conti è solo una questione di tempo.

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