martedì 24 febbraio 2009

La Campana suona per noi...



Conferme sull’esistenza del congegno “la campana” e sui relativi esperimenti sono stati diffusi dallo scrittore polacco Igor Witkowski il quale afferma di aver scoperto l’esistenza del progetto “Die Glocke” dopo aver visionato rapporti segreti declassificati relativi agli interrogatori effettuati da agenti del KGB sovietico sul generale delle SS Jakob Sporrenberg. Ulteriori dettagli Witkowski li ha pubblicati sul suo libro dal titolo “The Truth about the Wunderwaffe”, dove riferiva, tra l’altro, che il complesso industriale nelle vicinanze della miniera di Wenceslas era un sito per esperimenti. Ben 62 scienziati che lavorarono al progetto “la campana” furono tutti uccisi dalle SS, dietro un ordine segreto proveniente direttamente dal quartier generale di Hitler, su suggerimento di Martin Bormann. Il fatto che alla fine della guerra fu dato un ordine così efferato allora voleva dire che il segreto che si voleva custodire era così pregiato ed importante da dover essere custodito nell'oscurità per sempre.
Nel libro dell’autore britannico Nick Cook dal titolo “The Hunt for Zero Point”, si riferisce, tra l’altro, che “la campana” era utilizzato come un generatore di un campo torsionale e che gli scienziati tedeschi stavano sperimentando anche una sorta di macchina del tempo. Cook e Witkowski hanno visitato il sito in questione per UK Channel 4 per un documentario dai due titoli “Ufos: the Hidden Evidence” e “An Alien History of Planet Earth”. In realtà le basi matematiche così efficacemente elaborate dalla dottoressa Adler avevano già previsto sia gli effetti di un tale campo che le sue conseguenze. In sostanza con gli esperimenti della campana i Tedeschi riuscirono a trovare quello che effettivamente si aspettavano di sperimentare. Al contrario gli Americani, con i test sull'invisibilità Radar portati avanti sotto la sigla di "Philadelphia Experiment", gli scienziati scoprirono gli stessi effetti ricercati dai tedeschi ma non previsti nel loro esperimento.
Lo scrittore James Rollins nel libro “The Black Order” riferisce, tra l’altro, che la “campana” non sarebbe stato altro che un generatore di energia punto zero, derivata dalla teoria zero-point di Heisenberg, mentre in realtà era un’idea di Einstein.
Sempre secondo lo scrittore polacco Witkowski, la struttura denominata “The Henge” o “Machulapka” era stato un anello per esperimenti per propulsione anti gravitazionale generata dalla “campana”.
Sempre dal già citato libro di Cook apprendiamo di uno strano equipaggiamento e mezzi utilizzati in un esperimento segreto effettuato presso una camera per tests di 30 metri quadrati, costruita in Polonia nelle profondità delle montagne dei Sudeti settentrionali, presso il centro minerario di carbone di Waldenburg in Slesia.
Il progetto fu chiamato in codice “Chronos” e coinvolgeva un congegno chiamato “Die Glocke” o “la campana”. Il congegno era costituito da un metallo pesante e duro, riempito con una sostanza simile al mercurio e di color violaceo. Cinque dei sette scienziati coinvolti nel progetto ebbero problemi di sonno, gusto-sapore metallico nelle viscere, spasmi nervosi e perdite di memoria e perdita di equilibrio.
Quindi questo strumento generava un un campo torsionale di sufficiente intensità che poteva alterare lo spazio intorno al generatore. Maggiori campi torsionali venivano generati, maggiore spazio veniva alterato. E quando veniva alterato lo spazio, veniva alterato anche il tempo.Questo strumento così potente e così efficace, se fosse disponibile nei tempi moderni, sarebbe un formidabile strumento di distruzione di massa di immense proporzioni. Al suo confronto l'arsenale Nucleare si ridurrebbe a semplici fuochi d'artificio. Segnali della continuazione delle ricerche in tal senso sono state riportate negli anni successivi alla fine dell'ultima guerra ma mai provate fino in fondo. Se i nazisti sono riusciti a conservare tale segreto fino ad oggi non sappiamo se tali armi siano state salvate per usi a noi sconosciuti. Del resto quella Campana sta ancora suonando per noi.

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