giovedì 12 febbraio 2009

La Lanterna del Diavolo



Nelle profonde viscere della terra nell' Alta Slesia riemerge, a distanza di oltre 60 anni, qualcosa che affascina e turba allo stesso tempo.
Dagli archivi segreti dell’ ex Unione Sovietica e da quelli dei servizi segreti statunitensi e britannici, dall'inizio degli anni '90 in poi sono emersi diversi documenti riservatissimi relativi ad un ultimo progetto segreto nazista: "Die Glocke" che significa la campana.
I principali laboratori che operavano sul congegno “Die Glocke” si trovavano nella Slesia meridionale, presso la città di Neumarkt o Sroda-Slaska e a Leubus o Lubiaz (oggi in Polonia); mascherati all’interno dei servizi e attrezzature dello “Schlesische Wekstaetten dr. Fuerstenau”. Altre attrezzature sotterranee esistevano a Schloss Fuerstenstein, sempre nella Slesia meridionale, e mascherati in una miniera di carbone a Waldenburg o Walbrzch, facente parte del sistema FHQ “Riese” . Un altro complesso che faceva parte del progetto “Die Glocke” era situato alla miniera di Wenceslas a Ludwigsdorf o Ludwikowize, dove veniva costruito “The Henge” o “Machulapka”, un evidente anello per esperimenti. Il progetto di ricerca “Die Glocke” fu creato nel gennaio 1942, e fu denominato in codice “die Tor” o porta. Poi, dopo l’agosto 1943, fu suddiviso in due altri sotto-progetti: “Chronos” o tempo e “Laternentraeger”- ossia il portatore di luce:Lucifero. Entrambi si riferivano al progetto “La Campana”, suddivisi però nell’aspetto fisico e medico-biologico.
Tra i tanti progetti segretissimi risalenti all'epoca nazista,(comprensiva del primo test assoluto della Bomba Atomica nella Storia, il 12 Ottobre del 1944 sull'isola di Rugen), questa della “campana” risulta il più interessante, il più affascinante ed il segreto meglio custodito in assoluto, tanto è vero che gli alleati lo hanno scoperto solo quando Martin Borman, segretario del partito del Fuhrer, vendette tutto il blocco del centro di ricerca di Pilsen, sito negli stabilimenti della Skoda, agli Americani in cambio di un salvacondotto per se ed i suoi fedelissimi, cosa del resto accordata. Tra i vari documenti trovati nel centro che sovrintendeva tutti i progetti segreti tedeschi, dagli aerei a reazione, ai missili, dai dischi volanti ai sottomarini invisibili, erano presenti quelli relativi a tale progetto
Ebbene, ricostruendo e confrontando le pur poche, incomplete notizie, dato che molti dei documenti nazisti dell’epoca furono distrutti, possiamo descrivere l’oggetto:
-campana metallica avente un diametro di 3,10 metri e un’altezza di 4,95 metri;
-composto da due cilindri contro-rotanti, con all’interno un liquido “metallico” avente un color porpora e denominato “”Xerum 525”, tendenzialmente Mercurio Antinomato, che ruotava all’interno della “campana” ad altissima velocità.
Lo Xerum 525 era radioattivo e per questo contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore. Con molta probabilità era una miscela di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, e l'aggiunta di isotopi radioattivi che formava un liquido denominato “mercurio rosso”. L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una cascata di neutroni, quando sottoposto ad uno stress esplosivo. Per il funzionamento di tutto l’apparato occorreva una grande quantità di energia elettrica, fornita da un'intera centrale di corrente continua ed alternata posta nelle vicinanze della miniera e dedicata allo scopo. In funzione, poteva ruotare solo per un paio di minuti in quanto emetteva radiazioni in quantità enormi, generando allo stesso tempo un campo magnetico elevatissimo. Sopra la miniera dove avvenivano tali esperimenti c’erano delle strutture in cemento armato rinforzato.
Tutti gli esperimenti erano sotto la supervisione del generale delle SS Kammler, con i suoi due reparti con compiti speciali: SS-E-IV o “Entwicklungs-stelle IV”, ovvero il “Centro sviluppo IV del Schwarze Sonne” e il SS-U-13.
I nazisti erano andati ben oltre la fase di studio, arrivando alla sperimentazione finale ed ad un passo dal passaggio della produzione industriale.
Durante i primi esperimenti, sembra che almeno 6 scienziati su sette siano morti per irradiazioni di natura non completamente conosciuta. Proprio per questo, durante gli esperimenti, furono messi nei suoi pressi animali e piante i quali morirono, decomponendosi e lasciando come residui una sostanza gelatinosa o cristallina. Molti prigionieri dei lager morirono per essere stati utilizzati per ripulire il laboratorio dopo ogni esperimento.
La camera dov’era la “campana” era ricoperta di ceramica speciale e sul tetto era posta un rivestimento in gomma la quale veniva rimossa e bruciata dopo ogni esperimento, mentre la ceramica veniva lavata, sempre alla fine di ogni test.
Durante il funzionamento, l’apparecchio sviluppava grandi campi elettromagnetici e di energia elettrostatica, diffondendo tutt’intorno una radiazione di colore bluastro.
Ricordiamo che esperimenti tedeschi di natura fisica al plasma furono effettuati dalle SS nella Slesia meridionale tra il 1942 e il 1945.
L’alta classificazione di sicurezza e ricerca, concessa al progetto “Die Glocke”, era conosciuta come “Kriegsentscheidend” o “guerra decisiva” con l’aggiunta della dicitura “Geheime Reich Sache” o “affare o questione segreta del Reich”.
Negli esperimenti del congegno noto come “Die Glocke”, furono interessati:

1) FEP, il centro ricerche sull’alto voltaggio e frequenze;
2) AEG, o “Allgemeine Elektricitats Gesellschaft”; responsabile per il rifornimento di molta energia elettrica ad alto voltaggio, attraverso il sotto-progetto denominato “Chiarite-Anlage”; questo progetto era diretto dal Oberingenieur dr. Richard Craemer; la AEG aveva un piccolo laboratorio nei sotterranei del Chiarite Hospital a Berlino per effettuare gli studi sul congegno “Die Glocke”;
3) HWA, o Heeres Waffen Amt- Agenzia Armamento dell'Esercito;
4) SS-Obergruppenfuhrer Emil Marzuw;
5) Dr.sa Elizabeth Adler, una matematica- la migliore in Germania- dell’Università di Koenigsberg; fu lei a creare gli strumenti matematici di base per comprendere appieno i principi teorici e garantire l'ingegnerizzazione della soluzione;
6) Dr. Otto Ambros, presidente della cosiddetta “Commissione S”,responsabile della preparazione delle armi chimiche nel Ministero degli Armamenti di Speer. Venne nominato dal direttore della I.G. Farben, Karl Krauch, per tutte le operazioni relative alla gomma sintetica “Buna” ad Auschwitz. In realtà il progetto "Buna", che doveva produrre gomma sintetica, era una copertura per la produzione di uranio arricchito u-235 per armi nucleari e per la produzione del "combustibile" della campana, lo Xerum 525, sfruttando i lavori forzati dei condannati di Auschwitz.
7) Dr. Herbert Jensen; esperto delle alte energie in campo nucleare;
8) Dr. Edward Tholen;
9) Dr. Walther Gerlach; il padre della Teoria dei Gravitoni;
10) Dr. Kurt Debus; futuro capo della Nasa e collega di Von Braun;
11) Barone Manfred von Ardenne, esperto in fisica nucleare e dei plasmi nonché il padre della bomba atomica Sovietica insieme a Igor Kurčatov.
Il laboratorio di von Ardenne fu coinvolto in tali esperimenti che furono effettuati -almeno un paio- a Ohrdruf in Thuringia nella prima metà del marzo 1945. Località tristemente nota per aver ospitato il secondo ed ultimo test nazista della bomba atomica nell'aprile del 1945, con la relativa morte di migliaia di prigionieri di guerra.
Alla fine della guerra, tutti coloro che, a qualsiasi titolo, furono coinvolti negli esperimenti o erano a conoscenza di tale congegno noto come “la campana”, furono massacrati o eliminati. I personaggi di spicco e troppo famosi, come Gerlach e Debus, furono minacciati, anche fisicamente, ed intimiditi a non rivelare nulla, pena strani "incidenti". Gli scienziati nazisti stavano studiando le sostanze radioattive sottoposte a campi torsionali per ottenere conferma a delle ipotesi e teorie scientifiche che negavano la validità della relatività, considerata "giudea" e abbracciavano e spingevano sulla meccanica quantistica.
Il personale di tecnici e scienziati estremamente selezionato in base alla fedeltà ideologica (Von Braun ricordiamolo è stato un ufficiale delle SS anche se è stato il padre dell'astronautica americana e ha portato l'uomo sulla Luna), sperimentò e produsse qualcosa che apparentemente sembrava un “Plasmoide ione-mercurio”, utilizzabile in aeronautica per lo sviluppo di esplosivi speciali, con lo scopo di irradiare esseri viventi, quindi persone, per cambiare la loro chimica cerebrale e scheletrica.
Infatti quella che sembra l'interpretazione più corretta da parte di studiosi di Fisica, Ingegneria, Matematica e Biologia, è che tale macchina era un prototipo per testare un innovazione teorica molto avanzata, sulla unificazione generale dei campi, affrontato da Einstein già in un trattato del 1928, anche se parzialmente e senza successo secondo lui, ma proseguito da Tesla e da Kaluza, quest'ultimo sembra con successo. Questa innovazione si basava sulla possibilità di "torcere" od alterare mediante campi e.m. molto intensi lo spazio-tempo senza subirne le alterazioni gravitazionali (tipici ad esempio di un buco nero). Con effetti ulteriori non del tutto trascurabili, quali una emissione di una radiazione con un impronta "quantica" ben definita, detta di "risonanza", che avrebbe alterato lo stato quantistico della materia che rimaneva esposta producendo istantanea distruzione e/o degenerazione di qualunque forma di vita animale e vegetale che ne avesse subito l'esposizione. Testimonianze e documenti parziali raccontano di come negli esperimenti gli scienziati abbiano "visto" luoghi ed eventi posti nel passato e come abbiano smaterializzato a distanza oggetti (scomparsa di un aereo addirittura) e verificato gli effetti sulle persone (morte di prigionieri dei lager). Un arma di questo genere , se usata in battaglia, avrebbe inevitabilmente ucciso all'istante centinaia di migliaia, se non milioni, di soldati sui vari fronti dato che il fascio "radiativo" poteva essere piegato e diretto anche a grandi distanze, dell'ordine di 2-3.000 Km.
Insomma i tedeschi stavano lavorando a qualcosa di estremamente rivoluzionario sia a livello scientifico che tecnologico. Una specie di porta temporale, un motore antigravitazionale o forse un arma quantica "scalare". Ci torneremo nei prossimi interventi. Quello che si può dire è che con quest'arma i Nazisti stavano affidando la loro unica ed esile possibilità di sopravvivenza politica e militare al "Laternentraeger", al portatore di luce, a Lucifero.
Alla Lanterna del Diavolo.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.