giovedì 5 febbraio 2009

La "Revolutionary" dell'anima.



In un paio di notti insonni sono stato portato a vedere recentemente due film in programmazione nei cinema: "The Revolutionary Road" di Sam Sender e "Operazione Valchiria" con Tom Cruise. Non credevo che questi due Film mi colpissero così a fondo e che mi lasciassero una strana sensazione. Un moto indefinito di calore e serenità, come se uno strano unguento cicatrizzasse antiche ferite mai sopite o meglio, che svegliasse la coscienza su aspetti di se stessi mai veramente affrontati.
Il film sul complotto di stato fallito contro la vita di Hitler, peraltro ben fatto nonostante la presenza di Cruise, ha riportato le atmosfere, lo spirito, i pensieri e le sensazioni di quel periodo storico, molto particolare. Vedendo quel film, mi ha colpito lo spessore psicologico di certi personaggi che, per di rimanere coerenti ad un grande ideale e fedeltà al proprio paese, rischiano molto fino alla propria vita per un mondo migliore. Ed è questa prova di coraggio, puro e pieno che vedo in questi personaggi stride in maniera mostruosa con le vigliaccherie del mondo di oggi in cui la menzogna, la viltà, la meschinità e l'insipienza di tante persone al giorno di oggi, colleghi, sedicenti "amici" conoscenti e parenti. Alla fine del film rimane comunque uno strano sentimento di ammirazione, di coraggio e di forza morale che ancora gettano la propria luce verso le nostre generazioni. Dei modelli che, pur in presenza dei mali sopracitati che ben conosciamo, riuscivano comunque ad essere superiori ad essi, a dominarli a "guidarli" e a trovare dentro la forza di cambiare non solo se stessi, ma anche il mondo che li circondava. La prova inconfessa che, nei momenti di pura "verità" di fronte a rischi altissimi e davanti alla morte, si mostra la forza o la debolezza dell'uomo per quello che è VERAMENTE, senza fronzoli, senza bugie e senza falsità.
Sullo stesso filone di inserisce il film "Revolutionary Road", in cui una coppia degli anni 50 combatte, più Lei interpretata dalla Kinslet in profumo di Oscar che da Di Caprio che non riesce a decollare nel personaggio, per cercare di uscire da un mondo chiuso, oppressivo e "vuoto" in cui la voce della saggezza e la chiarezza dello stato in cui essi vivono, viene espresso dalla figura del matematico pazzo in cui ha subito diverse cure di Elettroshock subite in manicomio. E quando non riesce ad uscire da questo mondo che si richiude in se stesso, distruggendo anche le speranze di "vivere" una vita e non subirla in falsità e menzogne, preferisce fare un atto estremo per porre fine ad un'esistenza di vuoto e di torpore dei sentimenti dell'anima.
Un bellissimo Film, in cui alcuni frasi sono indicative in quanto pongono all'attenzione dello spettatore domande e quesiti profondi e quanto mai attuali:

Vivi la tua vita
Sentiti vivo e reale
Fai quello che vuoi veramente
Sii te stesso perché hai una grande qualità: sei un uomo!

In realtà il romanzo di Richard Yates, anche se denunciava l'imperante conformismo di quegli anni che soffocava lo spirito libero delle persone, elevava un grido costante e continuo contro un sistema che anche oggi opprime e ingabbia, con sbarre invisibili, la personalità degli individui, rendendoli disabili nei sentimenti ed incapaci di vivere liberamente le emozioni profonde del proprio essere nei limiti corretti. Quando esci dal buio della sala ti rendi conto che qualcuno ha puntato un dito contro di te nella tua coscienza che ti avverte: "sei anche tu come loro". Tragico e profondo al tempo stesso incita a quella rivoluzione delle proprie anime per ribellarsi a queste gabbie, ad un sistema che favorisce solo un più assurdo conformismo senza fine, senza speranza. Lo si vede anche nei personaggi che circondano questa coppia sfortunata che, quando questa decide di lasciare tutto e andare a vivere a Parigi, vengono sconvolti dalla loro forza di ribellarsi e soffrono se non piangono per il fatto che siano riusciti nell'intento. E quando la coppia rinuncia a questo loro sogno, si sentono sollevati dato che giustificano se stessi, ma successivamente si deprimono ancora di più per l'impossibilità di liberarsi e si disperdono nella quotidianità per non soffrire pensando a ciò. In fin dei conti questi due film, nelle diverse prospettive, ci portano ad amare considerazioni e ci incitano con un costante allarme per le nostre anime: personaggi coraggiosi nell'affrontare anche la morte o a fuggire dalla schiavitù delle proprie vite in contrasto con un mondo di arrivisti e vigliacchi o di coloro che si arrendono alla comodità del proprio vuoto esistenziale.
Un incitamento alla rivoluzione dell'anima.

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