lunedì 9 febbraio 2009

L'agonia dei diritti


Se Hitler fosse sopravvissuto fino ad oggi, sarebbe molto lieto e contento che le sue idee, combattute giustamente con il sacrificio ed il sangue di milioni di giovani vite, si stiano realizzando attraverso un continuo arbitrio strisciante delle leggi e dei diritti. Quello che sta avvenendo con il caso di Eluana Englaro rappresenta proprio le storture e gli arbitri che giornalmente vengono fatte alle norme e alle costituzioni vigenti a tal punto da rendere la "costituzione materiale" una deformazione da gobbo di Notredame della "costituzione formale". Purtroppo quello a cui stiamo assistendo è una sovrapposizione di arbitrii continui e di forzature legali e materiali da puro disfacimento del "diritto romano", degrado che siamo stati abituati a sopportare fino ad oggi.
In fin dei conti quello a cui assistiamo è una somma di arbitri, di forzature che sono iniziate con la sentenza della Magistratura: da quando cioè hanno acconsentito di avvallare la "presunta" volontà della donna in stato vegetale senza una chiara ed irrefutabile prova scritta e validata della persona interessata, ma anzi basandosi sulle volontà "riferite" dal genitore che, umanamente parlando, ha tutto l'interesse a porre fine alla sua esistenza.
Di fronte a tale abuso giudiziario, interviene Berlusconi commettendo a sua volta un'altro abuso forzando una legge per rispondere ad una sentenza giudiziaria. Non escluderei che in tale frangente egli stesso stia sfruttando questo caso per piegare ancora una volta pezzi fondanti della costituzione "nominale" per i propri interessi, ma comunque di fatto oggettivamente si mette nella scia di quelli che piegano ed alterano la costituzione per trasformarla in qualcosa di totalmente diverso, pur allo stato attuale difendendo un diritto naturale alla vita. A questo abuso si risponde dal Quirinale con un'ulteriore abuso facendo si che il decreto legge che viene approvato in consiglio dei ministri non venga firmato dal capo dello stato che a sua volta, cosa anomala, invia all'inizio della riunione del consiglio una missiva ribadendo la sua intenzione di non firmare un provvedimento del genere, senza aspettare almeno la formalità di leggerlo o facendo finta di seguire una prassi istituzionale coerente con i dettami costituzionali. Di forzatura in forzatura si sfasciano le istituzioni e per di più la costituzione ledendo in maniera atroce l'architrave della legge superiore che dovrebbe regolare la convivenza di una comunità. Però ancora una volta rimane il fatto che tramite queste forzature e abusi vengono sempre più lesi i diritti fondamentali dell'individuo in cui lo stato, o l'"Ente Supremo" di rivoluzionaria memoria, pretende di entrare pesantemente nella vita degli individui.
Provata ad andare da un giudice a dire che il defunto Avvocato Agnelli vi aveva detto a voce, o scritto su un diario personale, che voi siete diventati gli unici legittimi eredi del suo immenso patrimonio. Come minimo vi riderebbero in faccia. Invece per la povera Eluana si accerta la "presunzione" di volontà e ci si trincera dietro una "sentenza passata in giudicato" come i seguaci di Robespierre si trinceravano dietro "la volontà e la superiorità morale dello Stato dei cittadini". Entrambe sono parole che sono usate contro le persone che pretendono di difendere. E su questo arbitrio, seguito da una serie senza fine di arbitrii, ci si dimentica il fine ultimo a cui le leggi o "La Legge" dovrebbe essere rivolta: il benessere dell'uomo o la sua difesa.
Oramai l'esigenza di disintegrare le società tramite l'introduzione di aborto, divorzio ed ora eutanasia tramite l'ambiguo caso di Eluana, è quanto mai spinta a livello tale che alle volte ci si domanda perché abbiamo sconfitto il Nazismo se poi rischiamo di applicare le stesse leggi di selezioni feroci della razza e dell'eugenetica che stiamo applicando nella società moderna e sedicente democratica dell'Occidente ferito e morente.
Se deve morire Eluana almeno che il padre abbia il coraggio di sparargli una volta e basta, un colpo secco e non la vigliaccheria di lasciarla morire di stenti ed inedia con uno stillicidio di sofferenza e di dolore indegno di un paese civile: non auguro a nessuno di morire di fame e/o di sete. Non ci possiamo sostituire a Dio nel scegliere se dobbiamo vivere o morire ad una "presunta" volontà manifestata chissà quando. Purtroppo con l'agonia di Eluana si sta prorogando l'agonia dei diritti delle persone che dovrebbero rimanere inviolati.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.