domenica 5 aprile 2009

Prove di Fusione Fredda

Recentemente dei ricercatori dei laboratori navali della US Navy, hanno rivelato che sono riusciti a produrre prove "significative" della presenza della fusione fredda, ancora considerata come una sorgente potenziale energetica in maniera molto scettica dalla comunità scientifica. Lunedì scorso gli scienziati hanno indicato una prima chiara prova che le reazioni nucleari a bassa energia (low-energy nuclear reaction (LENR)) o dispositivi a fusione fredda possono produrre neutroni, particelle subnucleari che gli scienziati indiccano come prove di reazioni nucleari. "Le nostre prove sono molto significative," dice l'analista chimico Pamela Mosier, capo dei sistemi di guerra navale e spaziali della marina statunitense (SPAWAR) sito a San Diego, California. "A nostra conoscenza questa è la prima prova scientifica della produzione di neutroni ad alta energia da dispositivi LENR, aggiunge il co autore dello studio.
I risultati dello studio sono stati presentati all'annual meeting dell'American Chemical Society a Salt Lake City, Utah, circa 20 anni dopo un'altro episodio. Infatti la stessa città è stata il luogo di una famosa presentazione sulla fusione fredda nel 1989 fatta da Martin Fleishmann e Stanley Pons che a suo tempo fecero tanto scalpore in tutto il mondo. Malgrado il clamore della scoperta sulla fusione fredda lo studio di Fleishmann-Pons cadde in discretico in quanto altri ricercatori non furono in grado di riprodurre il risultato. Gli scienziati stavano lavorando da anni alla reazione nucleare detta di "fusione fredda" che da se può diventare una fonte di energia economicamente valida almeno per ridurre significativamente l'uso del petrolio a regime per almeno un 60/65%. Paul Padley, un fisico dell'univeristà di Rice che ha revisionato il lavoro pubblicato di Mosier-Boss, ha affermato che lo studio non fornisce una prova plausibile su come la fusione fredda abbia luogo nelle condizioni descritte.
"Questa fallisce nel provare un razionale teoretico per spiegare come la fusione fredda avvenga a basse temperature, e in questa analisi l'articolo di ricerca non riesce ad escludere altre cause per la produzione di neutroni".
"L'intero punto della fusione è: come puoi ottenere la fusione tra due atomi se la forza repulsiva nucleare è talmente intensa che devi necessariamente avere temperature e quindi energie elevate per superarla?"
Ma Steven Krivit, editore del New Energy Times, afferma che lo studio è "enorme" e che potrebbe aprire nuovi campi della fisica. I neutroni prodotti nell'esperimento " potrebbero non essere causati dalla fusione, ma forse da qualcosa di nuovo, un processo nucleare sconosciuto". Krivit ha monitorato gli studi sulla fusione fredda per oltre 20 anni e prosegue: "Stiamo pensando ad un nuovo campo della scienza che sia un ibrido tra chimica e fisica".
E' curioso pensare che tutta questa solfa delle notizie non notizie, del detto e non detto continui inmperterrita da oltre 20 anni. Oramai le prove sperimentali sono di una tale portata che la fusione freddà esiste ed è una realtà che non si può più negare, per la quale però mancano i fondamenti teorici dato che quelli attuali non sono adeguati a spiegare il fenomeno. Nel lontano 1991 fu fatto un esperimento all'ENEA che dimostrava inequivocabilmente la natura nucleare di un prodotto di fusione fredda a casua del numero elevato di atomi di Elio, redisuo della combustione da fusione.
Basta adesso. Il processo finalmente esiste ma "deve essere una branchia nuova della scienza: un ibrido di chimica e fisica". Ma Andiamo. Il processo è noto da oltre 65 anni perché attraverso questa "fase elettroluminosa di trasmutazione dei metalli" che utilizza questo fenomeno (così fu correttamente chiamato all'epoca), i nazisti riuscirono, vicino ad Auschwitz, a produrre qualcosa come centinaia di tonnellate di uranio arricchito con un grado di purezza talmente elevato che neanche nei migliori processi di raffinazione moderni del minerale quei livelli si riescono a raggiungere. Le prove documentali ci sono, gli archivi sono stati aperti, le informazioni sono finalmente iniziate a circolare. Non si poteva negare a lungo questo fenomeno, e allora cercano di impossessarsene per cercare ancora una volta di impedire che venga fatta ricerca vera su questa fenomenologia. Non prendiamoci in giro, una scoperta nel laboratori militari?? No, casomai una ingegnerizzazione, ma di fatto solo una conferma di quanto saputo fino ad oggi: che il fenomeno esiste ed è reale. Il fatto che non lo si riesca ancora a capire è dovuto alla cecictà e alla rigidità delle menti scientifiche che non riescono a mettere in discussione tutto il costrutto teorico moderno. La teoria unificata delle particelle è un grande castello di carte che cadrà non appena l'LHR di Ginevra scoprirà che il Bosone di Higgs,( che nella teoria è quella che da la massa ad un corpo)...NON ESISTE!
E' difficile pensare che questa cosa sia vera, ma per fortuna un numero crescente di scienziati sta seriamente iniziando a dubitare della validità di tutto il modello standard: un modello che, completato teoricamente a metà degli anni settanta, fino ad oggi non è riuscito ad unificare le tre forze nucleare forte, nucleare debole ed elettromagnetica con l'ultima forza che si rifiuta di "cooperare": la gravitazionale.
Solo cambiando il paradigma di riferimento forse si riuscirà a capire che non è la realtà che sbaglia ma che è il modello teorico. Sembra quasi una traslazione dal modello economico del liberismo: "la teoria economica è giusta, è la realtà che è sbagliata" e quindi se ci sono carestie, distruzione di valore, iperinflazione etc. etc dobbiamo dare la colpa non già ad economisti bottegai alla Adam Smith, ma al grano coltivato dalla terra che non riesce a fare profitti superiori al 20% (a malapena arriva al 5%).
Estremamente schifoso anche per me. Per fortuna le cose non sono così. E nella scienza, che nella sua versione attuale sta finalmente mostrando crepe e faglie di rottura, si cerca di salvare il salvabile mettendo le mani su "anomalie scientifiche" che hanno un grande impatto sui media, come la fusione fredda, cercando di guidarle o comunque influenzarle verso qualcosa che non collida con quanto fatto fino ad ora e che non leda interessi di multinzionali e corporation che continuano a coprire di soldi istituti, facoltà, università e ricerche che non vadano contro i loro interessi.
In fin dei conti sono solo "prove di fusione fredda".

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