lunedì 11 maggio 2009

Fiat Veritas

Occorre sgombrare il tavolo sull'"affaire Fiat-Chrysler-Opel" da tutta la disinformazione che ha inondato come melma informe tutti i mezzi di (dis)informazione ufficiale che fanno illudere gli italiani dell'"eroica impresa" che coinvolge una piccola società Torinese a diventare un grande Golia del settore auto (in contrazione globale).
Partiamo dai dati di fatto.
La Fiat non ha risolto i suoi noti problemi di affidabilità tecnica e di assistenza, ben noti ai clienti italiani, che hanno smesso di comprarle mentre le vendite Chrysler sono cadute del 46% perchè pochi comprano auto da una casa che sta per fallire. L’alleanza con Chrysler è dunque un’alleanza fra produttori al ribasso. La Fiat soffre degli stessi problemi di qualità di Chrysler. C’è veramente da temere che il risultato finale della grande, entusiasmante avventura, possa essere la nascita della Casa Sfiga Globale, Opel annessa. In verità sono due zoppi che si mettono insieme per cercare di tornare a camminare con due gambe sane.
La domanda da porsi è perché Obama ha spinto a fondo l'alleanza della casa automobilistica Americana per andare tra le braccia della Fiat?
L'operazione è stata fortemente spinta dal presidente, che non capisce nulla di economia e di auto, solo su ordine delle banche di investimento interessate nell'operazione.
Senza contare che questo genere di fusioni tra industrie non sono mai riuscite facilmente. Come si ricorderà, un accordo Fiat-General Motors è andato così bene, che la GM ha accettato di pagare 2,2 miliardi di dollari di penali per di liberasene. La Daimler ha tentato l’acquisizione di Chrysler, ed ora tenta disperatamente di liberarsi del pacchetto azionario, senza riuscirci (resta socia di Fiat nel catorcio americano). E visto che poi Marchionne punta ad acquisire anche Opel , che è la Fiat tedesca, c’è veramente da temere che il risultato finale di questa avventura, sarà la nascita del contenitore vuoto di auto inutili.
Se l'America avesse avuto bisogno di auto come la 500 o la Punto qualche altra azienda le avrebbe già prodotte perchè il mercato le avrebbe richieste. L'America è immensa, auto piccoline non tireranno mai. Gli standard americano sono elevati, quelli italiani sono bassissimi. Con il petrolio ai minimi perchè fare auto che consumano poco? La novità su cui spinge la Fiat è costituita da Gpl e metano, da noi tirano poco sia perchè la benzina è a buon mercato sia perchè la rete di distributori non è buona. In America distributori a gas non esistono affatto.
La vera battaglia politica in realtà è sul settore Opel. I socialdemocratici tedeschi vorrebbero dare l'Opel alla Russia, la vera battaglia è quella: America o Russia?
Il settore auto di Fiat in ogni caso verrebbe scorporato dal resto della Fiat group italia con la creazione di una nuova società transnazionale in cui la Fiat avrebbe il 15%. Quindi praticamente l'Italia non avrebbe più una propria industria dell'auto perdendo qualsiasi garanzia occupazionale (alla faccia dei sindacati che non conteranno più nulla).
Pertanto questa è solo e semplicemente una sconfitta per l'Italia.
Gli unici a guadagnarci sono le principali banche d'affari che controllerebbero la nuova società, l'America che soffierebbe affari alla Russia e gli Elkan, (in)degni eredi degli Agnelli che si libererebbero del settore auto che è il vero punto debole della Fiat attuale.
Per il resto i giornalisti italiani sono al solito solo lecca culi senza neanche un minimo di dignità. Buoni forse per fare solo sapone.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.