venerdì 8 maggio 2009

Influenza suina

Dai primi commenti e testimonianze che emergono sul caso dell'influenza da diverse località diverse del Messico, confermano che il virus dei suini non si vede...se non in TV! Sappiamo che i virus non si vedono a occhio nudo, ma lì non si vedono neppure i morti, non si vedono i funerali, non si sentono le testimonianze dei parenti di questi presunti morti. L’unica cosa che non manca sono le mascherine e l’isteria di massa: panico fomentato dal governo e dai media per motivi ben precisi.
A febbraio scorso, nella località messicana La Gloria, nel municipio di Perote (Stato di Veracruz), c’è stata una strana ondata di infezioni respiratorie, con sintomi tipici dell’influenza, che ha colpito il 60% della popolazione. Su circa 3000 abitanti ci sono stati dei morti, il cui il numero esatto non si conosce: sicuramente 3 minori. Secondo il quotidiano "La Jornada" ci sono stati 616 casi di I.R.A.: infezione respiratoria acuta.
Ufficialmente invece, i primi casi di “infezioni virali” sarebbero avvenuti a metà aprile, due mesi dopo. Nella cittadina di Perote sorge casualmente la Granjas Carroll de Mexico, una transnazionale che trasforma i suini in “qualcosa” da ingurgitare.
Questa ditta scarica i liquami e vari rifiuti chimici e organici nelle lagune di ossidazione del territorio e questo potrebbe avere inquinato le falde e quindi l’acqua potabile dei paesi adiacenti, come La Gloria. Da diversi mesi infatti i cittadini locali si lamentano (arrivando anche a bloccare l'autostrada) dell'enorme inquinamento e dell'aria irrespirabile. La Granjas Carroll, multata ed espulsa dagli Stati Uniti nel 2006 per grave inquinamento ambientale, era stata denunciata per lo stesso motivo anche in Messico nel 2007, ma qui le autorità sanitarie si sono girate dall’altra parte. La cosa interessante, che potrebbe spiegare il menefreghismo delle autorità, è che la Granjas ha come soci (al 50%) la Smithfield Food Inc. statunitense. La Smithfield è semplicemente il "primo trasformatore di suini del mondo" che ha come azionisti: Barclays, Wellington management Co (investimenti finanziari), Eaton Vance Corp. (servizi finanziari), John Hancock Financial Services (servizi finanziari), Lord Abbett 6 Co., Wachovia Corp. (settima banca privata al mondo), Cofco (primo importatore di cereali dalla Cina), e fattura qualcosa come 12 miliardi di dollari all’anno (dati 2007).
Ecco perché le autorità messicane, invece di bonificare aziende e multinazionali colpevoli di devastare l’ambiente (terra, acqua e aria) e di sfruttare in maniera miserabile gli animali, fanno orecchie da mercante e legiferano decreti ad hoc. Come la legge approvata martedì 28 aprile 2009 (con 87 voti a favore e 10 contrari) dal Senato messicano sugli stupefacenti, che permetterà a chiunque di portare con sé 2 grammi di oppio, 50 milligrammi eroina, 5 grammi di cannabis o marijuana, 500 milligrammi di cocaina, 0,015 milligrammi di L.S.D. e 40 grammi di metanfetamine (come il Ritalin). Un bel regalo ai Padroni Americani, visto che la centrale del narcotraffico a livello internazionale ha sede proprio in America, e uno dei diretti interessati è l'ungaro-israelo-statunitense George Soros. Che sia questo il motivo della visita di Obama al presidente Calderon il 16 aprile scorso? Non finisce qua, perché la situazione allarmante del fantomatico virus suino, ovviamente creata ad arte, serve anche per far passare leggi contro le libertà individuali: 11 settembre 2001 ha portato il Patriot Act. Innanzitutto dal 28 aprile il governo di Città del Messico ha fatto chiudere ristoranti, bar, supermercati e scuole fino al 6 maggio prossimo, come se da quel giorno la pandemia e il contagio non preoccuperanno più. Questo per isolare le persone evitando, con la scusa del contagio, le riunioni.
Il 30 aprile chiuse tutte le attività commerciali pubbliche e private ad eccezione delle banche (i veri proprietari), ospedali (per somministrare farmaci ed eventualmente vaccini), farmacie (per le mascherine) e ovviamente i benzinai.
Dall’altra parte la Camera dei Deputati del Messico ha varato una nuova legge che permette alla Polizia Federale di intervenire sulle chiamate. Con 303 volti a favore, 13 contrari e 2 astenuti, verrà modernizzato il sistema di polizia federale del Messico e permetterà loro:
- Controllare, attraverso le società di telecomunicazioni, telefonate, posta elettronica e siti internet. Il tutto alla faccia della libertà di parola e di espressione;
- Le imprese private saranno costrette a fornire informazioni sul proprio personale;
- La polizia federale potrà infiltrarsi in associazioni, gruppi, movimenti civili, ecc., per prevenire ovviamente colpi di stato e terrorismo
Nell’aeroporto di Città del Messico sono stati installati monitor termici per impedire che viaggino persone con una temperatura corporea superiore ai 37,50 °C.
Follia pura? Ovviamente no, lo scopo è esattamente quello di creare isteria e panico di massa. Qui in Messico, l’unico virus che appare nella scena è il virus del controllo globale. Nessuna pandemia, nessun mostro in grado di sterminare la popolazione, ma semmai le classiche e semplici infezioni batteriche isolate, amplificate dai media e trasformate in “terrorismo di stato” dal governo messicano e in “pandemia globale” dall’O.M.S.
In questo caso il mostro non è il povero suino o il virus (inventato o no), ma l’uomo stesso. Sapete per esempio come i maiali vengono allevati e infine macellati?
Animali stressati, rinchiusi per tutta la misera vita in un loculo, che tendono a mordersi la coda e per questo gli viene tagliata assieme ai denti e alle orecchie. I maiali in simili condizioni muoiono di P.S.S. (Porcine Stress Syndrome), se non vengono schiacciati dal loro stesso peso, quanto vengono ingozzati.
Per non parlare delle iniezioni di antibiotici per le sempre più frequenti infezioni; gli ormoni per accelerare la crescita delle carni; psicofarmaci per sedare lo stress, ecc.
Tutto questo – provato dall’inchiesta di Giuliano Ferrieri pubblicata nell’Europeo nel 1991 – finisce nella fogna e nel piatto (qual è la differenza?)
Assieme alla carne di suino (dipende dagli standard d'igiene del singolo produttore) quindi possiamo mangiare: Ormoni, Antibiotici, Fattori di crescita, Virus,Beta-bloccanti,Ritardanti tiroidei,Psicofarmaci,Pesticidi.
Prosciutti, salami, insaccati, salsicce, wurstel e altre prelibatezza suine (visto che non si butta via niente), possono veicolare farmaci, antibiotici e agenti batterici pericolosi e infatti non è strano trovare tossine prodotte da batteri come l’Escherichia coli, oppure altri virus tossici e dannosi per l’uomo, ma che nulla c’entrano con la propaganda chiamata “febbre del suino”.
Il grosso problema semmai è che con la scusante di qualche caso sporadico di infezione (batterica), inizino con le vaccinazioni di massa, allora e solo allora, la situazione potrebbe veramente degenerare e diventare pandemia.
Una vignetta pubblicata dal quotidiano "La Jornada" riporta la seguente battura:
"Il problema non è che mancano i 'tappabocca' (mascherine)
...ma che ci sono troppo bocche da tappare...".
Massima sintesi della verità dietro l'influenza suina.

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