venerdì 29 maggio 2009

Prove di Forza Generale

Durante la celebrazione del Giorno della Vittoria nella Piazza Rossa di Mosca, dove si è esibito l'impressionante potere militare nucleare e convenzionale della Russia, il presidente Dimitri Medvedev ha lanciato un avvertimento contro le "imprudenze militari" e ha affermato che la Russia “difenderà fermamente i suoi interessi”. Sempre durante il suo discorso, con un velato messaggio alla NATO, Medvedev non ha risparmiato critiche a riguardo delle “avventure militari” di alcuni paesi, con chiara allusione alla Georgia, che Mosca accusa di aggressione contro la regione separatista georgiana dell'Ossezia del Sud. Nel frattempo forze dell'alleanza atlantica hanno iniziato manovre militari in Georgia, un'enclave strategica "Nato", circondata da forze militari russe da agosto dell’anno scorso.
I trenta giorni che dovrebbero durare le manovre della NATO, in una regione altamente militarizzata e con le due flotte navali posizionate una di fronte dell'altra nel Mar Nero, preannunciano un crescente stato di tensione nel Caucaso. Martedì 5 Maggio la NATO ha iniziato in Georgia esercitazioni militari congiuntamente anche a vari paesi non alleati, che hanno generato già il malcontento della Russia e delle repubbliche separatiste dell’Ossezia del Sud ed Akbhazia.
"Qualunque aggressione contro i nostri cittadini riceverà la dovuta risposta", ha detto, ripetendo la giustificazione utilizzata dalla Russia nello scorso agosto per schierare le sue truppe in Ossezia del Sud – nella quale la maggioranza della popolazione sono cittadini russi. Anche Medvedev, che ricevette un anno fa la valigetta col "bottone nucleare" (che gli permette di controllare i comandi dell'arsenale atomico della Russia) ha reso gli onori agli 8,6 milioni di soldati russi (stima in realtà che è destinata a salire) caduti nella “Grande Guerra Patriottica”, come si chiama in questo paese il capitolo sovietico 1941 -45 della Seconda Guerra Mondiale.
"La nostra vittoria sul fascismo" nella Seconda Guerra Mondiale "è un gran esempio ed una gran lezione per tutti i paesi, una lezione che continua ad essere attuale quando appaiono soggetti che consentono imprudenze militari", ha detto Medvedev all’inizio della maggiore e più spettacolare parata militare che si sia realizzata durante il Giorno della Vittoria nella Russia moderna. Il discorso di Medvedev era diretto alla Georgia (e dunque alla NATO) paese con il quale la Russia ebbe una breve guerra il passato agosto. Mosca intervenne nella regione secessionista georgiana dell’ Ossezia del Sud per difendere le sue forze di pace ed i suoi cittadini, quando Tbilisi cercò di recuperare il controllo di questo territorio con la forza.
Nella sfilata, varie guardie d’onore portavano lo Stendardo della Vittoria nella Piazza Rossa mentre un'orchestra di 1.000 musicisti suonava marce militari. Questa fu la bandiera che venne issata sull'edificio del Reichstag, il Parlamento tedesco, per segnare la fine di quella che è conosciuta come la Grande Guerra Patriottica dell'ex Unione Sovietica. La parata, alla quale hanno partecipato 9.000 effettivi delle Forze Armate, ha costituito una dimostrazione del potere nucleare e convenzionale delle Forze Armate Russe.
Davanti al Cremlino sono passati gli ultimi carri armati da combattimento T-90, veicoli blindati e cannoni, oltre ai suoi imponenti missili nucleari strategici Topol-M ed i lanciarazzi multipli Smerch (Uragano). La Russia ha mostrato per la prima volta il suo sistema antiaereo S-400 Triumph, Sam-21 Growler in codice Nato.
Circa 70 elicotteri ed aeroplani da combattimento – più del doppio rispetto a quelli che parteciparono alla parata dell'anno scorso – hanno sorvolato la Piazza Rossa a soli 300 metri di altezza. In questa occasione è stato presentato l'elicottero d’attacco Mil Mi-28, (Havoc in codice Nato) che può essere utilizzato di giorno e di notte e in condizioni meteorologiche delle più avverse. Alla fine, i russi hanno potuto osservare il maggiore bombardiere del mondo, il Tupolev Tuo-160 (Blackjack, in codice NATO), dell'epoca della Guerra Fredda.
Medvedev ha assistito alla parata, la maggiore dal 1990, vicino al Primo Ministro Vladimir Putin, (il potere nell’ombra della Russia che decise ripristinare le grandiose sfilate dell'era sovietica), e al Ministro della Difesa, Anatoli Serdiukov, che ha passato in rassegna le truppe. Dall’anno scorso, quando venne reintrodotto l’armamento pesante nelle parate militari, le "stelle" della sfilata del Giorno della Vittoria sono i missili balistici intercontinentali Topol-M, l'arma più temibile dell'arsenale russo, con testata nucleare da 550 kt.
E' stato inoltre sfoggiato ciò che è considerata l'orgoglio dell'industria militare russa: il missile-tattico-operativo Iskander-M, capace di superare lo scudo antimissilistico degli Stati Uniti.
Inoltre, i presenti e i milioni di russi che hanno seguito la parata in televisione, hanno potuto vedere le batterie di difesa aerea munite di missili terra-aria S-300 PMU "Favorit" e S-400 "Triumf" e i lanciarazzi Smerch - il più potente lanciarazzi d'artiglieria a livello mondiale - Grad e Ciclone, usati dall’Esercito Russo in Cecenia. Tra l'armamentario convenzionale in dotazione, il più atteso è stato il carro armato T-90, capace di saltare da un aeroplano in marcia e raggiungere una velocità di circa 70 chilometri l’ora (gioiello tecnologico russo...).
Hanno sorvolato la Piazza Rossa i caccia Su-25, Su-27 e Mig-29, e i bombardieri strategici supersonici Tuo-160 che possono raggiungere velocità fino a 2.230 chilometri orari, e gli elicotteri Ka-50 e Mi-28.
Medvedev considera che un nuovo accordo di sicurezza debba essere un'alternativa alla NATO, la cui espansione all’Est è considerata da Mosca una minaccia per la sua sicurezza, e all’euroatlantismo" che il Cremlino considera anacronistico.
Nelle esercitazioni militari NATO che si stanno effettuando nel Caucaso, partecipano 650 militari di 20 paesi alleati e soci, compresi nove Stati membri (Spagna, Stati Uniti, Canada, Grecia, Turchia, Regno Unito, Albania, Croazia ed Ungheria), altri dieci paesi soci dell'Alleanza: Georgia, Ucraina, Armenia, Azerbaigian, Bosnia e Herzegovina, l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Serbia, Moldavia, Kazakistan, Svizzera ed Emirati Arabi.
Secondo gli analisti russi, si tratta di una pericolosa riedizione di una "escalation militare" posta in un scenario internazionale dominato da una crisi recessiva difficile che si va a sommare ad altro pericoloso fronte aperto nella regione petrolifera già segnata da conflitti in Pakistan ed Afghanistan. Parallelamente, le relazioni tra la Russia e la NATO hanno sperimentato un brusco giro di tensione che lascia senza effetto le conversazioni bilaterali che erano iniziate dopo il conflitto armato di agosto dell'anno scorso nella regione separatista della Georgia.
La risposta del Cremlino ai movimenti militari NATO nel Caucaso è consistita - oltre a dimostrare il suo potere militare nella parata - in una serie di annunci in relazione alla sua corsa agli armamenti militari.
La settimana scorsa il Presidente Russo ha annunciato che a partire dal 2011, la Russia comincerà il riarmo e la modernizzazione a grande scala delle sue Forze Armate, che nel 2012 avranno più di un milione di effettivi.
Il Ministro russo della Difesa, Anatoli Serdiukov, venerdì ha annunciato che il progetto militare approvato non prevede nessun taglio economico all’apparato militare delle forze di dissuasione nucleare.
"Tutto si mantiene inalterato. Non abbiamo toccato quasi niente: né la ricerca, né i prototipi sperimentali, né la modernizzazione e le commesse. Tutto ciò è stato e continua ad essere una nostra priorità", ha affermato Serdiukov in una dichiarazione al quotidiano Rossiyskaya Gazeta. La Russia prevede di spendere più di 1,5 miliardi di rubli in programmi di ricerca, sviluppo, riparazione ed acquisizione di materiale bellico nel periodo che va dal 2009 al 2011.
Lo sviluppo di missili Topol-M, RS-24 e Bulavá, come dei sottomarini strategici della classe Yuri Dolgoruki (Progetto 955 Boreo), viene definito come obiettivo prioritario nell'ambito delle forze di dissuasione nucleare.
In questi ultimi giorni, la Russia ha installato poderose basi operative nella regione del Caucaso oltre ad avere posizionato la sua flotta navale nel Mar Nero. Ha rinforzato le sue linee militari nella frontiera tra Ossezia del Sud (epicentro del conflitto) e Georgia.
La nuova dimostrazione di forza di Mosca e gli annunci della sua corsa nucleare dovrebbero essere fattori dissuasivi e di avvertimento all'asse USA-NATO-Europa, in una regione chiave della disputa strategica per il controllo delle risorse energetiche dell’Eurasia, che già ebbe il suo primo conflitto armato nella "guerra di Georgia" nell’agosto dell’anno scorso.
Prove di forza generali in virtù del confronto prossimo venturo con l'occidente terminale.

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