martedì 30 giugno 2009

Il patriota

La scorsa settimana il Congresso Americano ha approvato il disegno di legge sugli stanziamenti supplementari di guerra. Facendo un affronto a tutti coloro che pensavano di aver votato un candidato pacifista, l’attuale presidente invierà altri 106 miliardi di dollari che non ci sono per continuare lo spargimento di sangue in Afghanistan e in Iraq, senza fare alcun accenno ad un piano per riportare i soldati a casa. Molti rappresentanti del congresso che votavano quando ci si opponeva ad ogni richiesta di stanziamenti supplementari di guerra nel corso della precedente amministrazione, ora sembra che abbiano cambiato registro. Un voto per finanziare la guerra è un voto a favore della guerra. Il Congresso esercita le sue prerogative costituzionali con la forza delle risorse finanziarie, e finché il Congresso continuerà a permettere questi pericolosi interventi all’estero, non c’è alcuna fine all’orizzonte, fino a quando non ci troveremo di fronte al completo collasso economico.
Viste le loro abitudini di spesa, un collasso dell’economia sembra essere lo scopo del Congresso e di questa amministrazione. Sul mercato interno Washington spende impunemente, salvando e nazionalizzando qualunque cosa gli capiti tra le mani, e gli aiuti stranieri e il finanziamento al FMI previsti in questo disegno di legge si possono definire esattamente come un salvataggio internazionale!
Mentre gli americani arrancano nel corso della peggior flessione economica dai tempi della Grande Depressione, questo disegno di legge sugli stanziamenti supplementari fa pervenire 660 milioni di dollari a Gaza, 555 milioni di dollari ad Israele, 310 milioni di dollari all’Egitto, 300 milioni di dollari alla Giordania e 420 milioni di dollari al Messico. All’incirca 889 milioni di dollari verranno inviati alle Nazioni Unite per le cosiddette missioni di “peacekeeping” e quasi un miliardo di dollari verrà inviato all’estero per fronteggiare la crisi finanziaria globale al di fuori dei nostri confini. Quasi 8 miliardi di dollari saranno spesi per contrastare una “potenziale influenza pandemica” che potrebbe portare a vaccinazioni obbligatorie senza alcuna ragione precisa se non quella di arricchire le aziende farmaceutiche che fabbricano il vaccino.
Forse il dato più scandaloso sono i 108 miliardi di dollari di prestito garantito al Fondo Monetario Internazionale. Queste nuovi prestiti garantiti consentiranno a questa rovinosa organizzazione di continuare a spendere i soldi dei contribuenti americani per sostenere i leader corrotti e favorire delle dannose politiche economiche all’estero.
L’invio al FMI dei soldi dei contribuenti americani non solo danneggia i cittadini degli Stati Uniti ma è dimostrato che danneggia anche coloro che si ha la presunzione di aiutare. Insieme ai prestiti al FMI arrivano anche le necessarie modifiche della politica del FMI, chiamate Programmi di Variazione Strutturale, equivalenti ad un keynesianismo forzato. Si tratta dello stesso modello economico fantasioso che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti, e i prestiti al FMI sono il cavallo di Troia per mettere in ginocchio gli altri. Forse il fatto più preoccupante è che i leader delle nazioni destinatarie tendono ad interessarsi più ai desideri delle élite internazionali che ai desideri e ai bisogni delle loro popolazioni. Argentina e Kenya sono solamente due esempi di paesi che hanno seguito gli ordini del FMI e sono caduti nel baratro. Spesso l’FMI consiglia alle nazioni più povere una svalutazione della loro moneta, un’operazione che ha rovinato ripetutamente questi paesi già dissanguati. Esiste anche un lungo elenco di feroci dittatori che l’FMI ha sostenuto candidamente e che ha sostenuto con prestiti che hanno lasciato le loro popolazioni oppresse con enormi quantità di debito sulle spalle senza poter mostrare alcun miglioramento economico.
Facendo pervenire i soldi americani al FMI, il Congresso americano sta causando nient’altro che malvagità e oppressione globale. Per non parlare del fatto che non esiste alcuna autorità costituzionale nel farlo. La nostra continua presenza in Iraq e in Afghanistan non ci rende più sicuri in patria ma, di fatto, indebolisce la nostra sicurezza nazionale. Ron Paul, canditato repubblicano alle presidenziali del 2008 come repubblicano indipendente, si è opposto in modo veemente a questo disegno di legge sugli stanziamenti supplementari ed è rimasto costernato nel vederlo approvare con tale disinvoltura. Per fortuna esistono ancora dei veri patrioti.

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