martedì 2 giugno 2009

La Menzogna d'Abruzzo

Tra gossip o reality, tra una classe politica corrotta ed un esecutivo schizzofrenico, assistiamo alla menzogna usata come arma di potere e di forza bruta da parte di questo governo che l'applica anche al terremoto dei cittadini abruzzesi che sono stati dimenticati rapidamente nell'oblio per argomenti "molto più importanti" (il caso Noemi Letizia in testa).
Oblio che potrebbe essere giustificato se tutta l'emergenza terremoto venisse combattuta e risolta in modo coerente. Sappiamo bene che non è così. I fondi messi a disposizione dal governo per la ricostruzione dell'edilizia privata consistono in 3,1 miliardi di euro disponibili per il periodo che va dal 2010 al 2032 e 2,9 miliardi(aggiunti al decreto solo dopo il passaggio al Senato)disponibili solo dal 2033. Escludendo questo secondo fattore di spesa (perché è alquanto stupido nonché offensivo immaginare famiglie che rientrino in possesso delle proprie abitazioni nel 2050), i fondi realmente previsti per la ricostruzione ammontano a 3,1 miliardi spalmati in 24 anni.
Per fare un paragone operativo con il terremoto dell'Umbria e delle Marche dell'autunno 1997:

- 3,5 miliardi in 10 anni per 22604 sfollati nel 1998, secondo quanto deciso dal primo governo Prodi.
- 3,1 miliardi in 24 anni per oltre 65000 sfollati nel 2009, secondo quanto deciso dal quarto governo Berlusconi.

Bella fregatura essere Abruzzesi di questo periodo. La frase che si è sentita ripetere più spesso in queste settimane è stata: "I terremoti non si possono prevedere". E'una frase che ha una sua importanza se si stabilisce che sia colpa del terremoto se oltre 300 persone hanno perso la vita nel capoluogo abruzzese e dintorni. Ma non è così. Il terremoto non uccide, non nel 2009. Con le conoscenze edilizie di oggi, ad uccidere è l'incuria, la dabbenaggine e l'affarismo dell'uomo.
Ad uccidere, tra i tanti, sono stati i vertici della Regione Abruzzo che si sono susseguiti dal 2003 al 2009. Nel 2003 la Regione Abruzzo commissionò alla Collabora Engineering SpA (una società con capitale misto pubblico-privato, finita sotto inchiesta per presunti interessi illeciti da parte della classe politica regionale abruzzese) un lavoro di censimento di tutti gli edifici pubblici d'Abruzzo allo scopo di valutare i costi di verifica ed adeguamento strutturale degli edifici. Si temeva che diversi edifici non avrebbero potuto sopportare calamità gravi come un terremoto e si fece quindi una valutazione dei costi per la messa in sicurezza degli edifici, che terminò nel 2006 con una lista pronta: 35 edifici nel solo Comune dell'Aquila che necessitavano di un immediato lavoro di messa in sicurezza. 3 anni fa. La lista è inquietante: si va dal Terminal ARPA al Teatro Stabile, dall'Asilo Nido alla Prefettura, dall'Ospedale San Salvatore alla Casa dello Studente (in particolare questi ultimi due edifici in lista dimostrano come le autorità sapessero tutto fino in fondo).
Si sapeva tutto.
Era tutto scritto nero su bianco, e non è un documento segreto. E' reperibile pubblicamente sul sito del SIGEOIS (Sistema Informativo per la Gestione degli Edifici e delle Opere Infrastrutturali Strategiche), accessibile dal sito della regione Abruzzo. E sono in mano alla regione Abruzzo da oltre 3 anni.
Le cifre sono spaventose. Per la messa in sicurezza dell'Ospedale San Salvatore servivano oltre 48 milioni di euro. 48 milioni per un edificio il cui costo finale si è assestato sui 100 milioni e che doveva essere, secondo le varie normative, rispondente ai requisiti anti-sisma. Basterebbe questo per capire la quantità di reati edilizi compiuti nella costruzione dello stabile.
Ma se andiamo ad analizzare un edificio che aveva la stessa priorità di messa in sicurezza, qui l'indignazione si trasforma in incredulità. Sconcerto.
Perché se le cifre richieste per "assicurare" l'ospedale comunale erano, effettivamente, insostenibili in poco tempo, la storia cambia se si parla della Casa dello Studente, ristrutturata ben 3 volte sotto la direzione della Regione di Giovanni Pace (PDL), e rimasta comunque pericolante.
Ma qui il costo per la messa in sicurezza era di 1,470 milioni di euro. Un milione e mezzo di euro è il prezzo della vita di 11 ragazzi, studenti universitari.
La regione sapeva tutto. La regione di Giovanni Pace (PDL) e quella di Ottaviano Del Turco (ex PD). E probabilmente anche quella di Gianni Chiodi (PDL). Uno degli argomenti più controversi sulla gestione "terremoto" è rappresentato dalle casette d'emergenza, da costruire nei prossimi mesi, il cosiddetto piano C.A.S.E. L'elenco delle promesse fatte e disfatte su questo tema mettono in luce la assoluta inesistenza di piani concreti e l'insicurezza costituita dai due protagonisti della ricostruzione: il premier Silvio Berlusconi e il Direttore del Dipartimento Protezione Civile Guido Bertolaso. Berlusconi dovrebbe pensare a sistemare questi sfollati, ma si limita a sperare a risolvere i problemi e a proporre vacanze in crociera per gli sfollati. Per quanti? 65 mila persone? O solo quelli in tendopoli? Con quali risorse economiche, visto che il decreto sui fondi in Abruzzo non prevede nemmeno una sicura copertura finanziaria? Mancano i soldi per la ricostruzione, ma per un viaggio con Costa Crociere quelli ci sono sempre.
Il 20 aprile il ministro Renato Brunetta, tronfio e fiero del maxi-sostegno popolare, dichiarava:"La ricostruzione in Abruzzo dovrà obbedire a criteri di efficienza e trasparenza e tutto questo sarà possibile se verrà messo tutto il sistema on line. Se tutti i beneficiari, le ditte, se tutti gli appalti e le spese saranno on line noi avremo 60 milioni di controllori. Un controllo vero e reale, non burocratico, fatto di carte attraverso le carte".
Ancora oggi, però, sui siti internet del governo non c'è alcuna traccia, riferimento o resoconto dei 45 milioni raccolti con le donazioni. Non c'è un'indicazione delle destinazioni e né, tanto meno, di chi si occuperà dell'assegnazione. Per non parlare dei criteri. I controllori non saranno 60 milioni, come annunciava entusiasta Ministro Insulto, ma saranno un po' di meno. Cinque. Una commissione di cinque elementi scelti dal governo controllerà la destinazione dei fondi. Una commissione che vede la presenza di spicco del senatore democratico abruzzese Franco Marini, l'uomo che non fu capace nemmeno di controllare cosa stava facendo il suo partito nella sua regione. Per dimostrare però l'attaccamento ai principi di trasparenza, il premier Berlusconi ha annunciato che la prima gara tra le 13 finora lanciate è stata vinta da un'azienda abruzzese con sede a 5 chilometri da L'Aquila. Fine delle informazioni. Fine della trasparenza.
L'annuncio è stato fatto, ma l'ufficialità ancora non c'è.
Chissà cosa ci aspetterà per le altre 12, quando anche la stampa si stancherà di riferire le varie assegnazioni. E chissà a cosa andremo incontro quando le ditte si divertiranno a subappaltare il 50% dei lavori (secondo quanto permesso dal governo in via eccezionale per l'Abruzzo, quando invece la normativa nazionale fissa un tetto del 30%).
In questi giorni tante e tante sono le testimonianze in rete di chi vive in prima persona, da triste protagonista, la vita nelle tendopoli, e parla del regime militare imposto, della Protezione Civile che stabilisce norme e regole nel dominio più assoluto, della mancanza di servizi e del rigido controllo su riprese, foto, incontri e visite di parenti ed amici.
In rete è possibile reperire una quantità stratosferica di queste informazioni. In TV un po' meno. In TV si mostra solo ciò che è consentito mostrare. E nulla che vada al di là della tendopoli di Piazza D'Armi. E così, assieme alla vita regolare di gruppo in tenda, si ignorano anche notizie come la protesta dei familiari degli studenti vittime del terremoto contro l'assegnazione "honoris causa" delle lauree alla presenza trionfante pre-elettorale del premier allo sciopero annunciato dai Vigili del Fuoco contro la mancata assistenza del governo in termini di uomini e risorse.
Promesse, quelle del ministro Maroni, fatte settimane fa e completamente dimenticate nel corso dei giorni, secondo le accuse di tutti gli organi sindacali dei VdF.
Ma se chi lavora e dedica anima e corpo da mesi all'aiuto alla popolazione di migliaia senza tetto arriva a scioperare contro il decreto del governo, possiamo immaginare quale possa essere il sentimento della popolazione abruzzese.
Ma Mr. 75% non se ne preoccupa. Questa è solo l'amara Menzogna d'Abruzzo.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.