lunedì 20 luglio 2009

Fumi sulla Luna

Da diverso tempo compare, ormai con sempre maggiore insistenza, notizie e tesi riguardo al fatto che l'allunaggio effettuato per opera del primo uomo sul suolo lunare non sia mai avvenuto, ma che anzi tutta l'operazione sia stata una gigantesca messinscena, anche molto costosa, per convincere l'opinione pubblica mondiale che gli USA avessero vinto la gara per antonomasia della guerra fredda. Non mi sbilancio per l'una o l'altra ipotesi (ossia dell'avvenuta presenza dell'uomo sulla Luna o della sua totale mistificazione). Rimango aperto ad ogni argomentazione valida e concreta sull'argomento. Sta di fatto purtroppo che dubbi fondati permangono. Non sto quì a dilungarmi in ogni caso, altri siti ne parlano abbondantemente.
Alle mille obiezioni che sono state opposte nel tempo a questa avventura spaziale - dai limiti oggettivi della scienza (di allora come di oggi) per difendersi dalle radiazioni cosmiche (fascia di Van Allen in primis), a quelli più squisitamente tecnici di realizzabilità in generale, e infine ad una montagna di fotografie e filmati contraffatti - si viene ora ad aggiungere anche un ostacolo significativo, la scomparsa nel 2007 del filmato originale della prima passeggiata lunare di Neil Armstrong, stranamente a ridosso del termine ultimo dei 40 anni in cui scade anche il “top secret” directive sui documenti dell’intera operazione inclusi i filmati originali dello sbarco la cui analisi avrebbe potuto portare a qualche sorpresa (la Nasa era ed è sempre stata prima di tutto un'organizzazione Militare più che civile). Secondo la NASA, le prime immagini televisive dell'uomo sulla Luna vennero trasmesse a terra da un "sistema televisivo non convenzionale", ovvero non compatibile con il normale sistema NTSC (che viene tutt'ora usato in America). Fu quindi necessario riprendere con una seconda telecamera lo schermo televisivo "speciale" sul quale apparivano - nitidissime, pare, per chi le vedeva le immagini in arrivo dalla Luna. Ecco come noi avremmo finito per vedere quelle immagini offuscate e un pò "spettrali" che tutti ricordiamo.(Qualcuno qui può suggerire che ci sia invece un motivo tecnico molto preciso, per cui sarebbe stata scelta l'opzione della "doppia ripresa". Riprendendo delle immagini pre-registrate da un monitor de-interlacciato, se ne raddoppia la durata, e si ottiene quindi quell'effetto di "rallentatore" che caratterizza tutti i filmati "lunari", e che siamo invece istintivamente portati ad attribuire alla minore gravità del satellite. Basta infatti prendere un qualunque filmato lunare, e proiettarlo a doppia velocità, per veder scomparire quel "magico" effetto di leggerezza di cui sembrano godere tutti gl astronauti della NASA.)
Naturalmente, sempre secondo la NASA, quelle preziose immagini in arrivo dalla Luna vennero comunque catturate su nastro magnetico, e messe da parte a futura memoria. In quel periodo in effetti si iniziavano ad usare i primi nastri magnetici da due pollici, detti "ampex", per registrare le trasmissioni televisive, che fino a quel giorno erano state solo in diretta. Ma è proprio qui che la storia comincia a fare acqua da più parti. Prima di tutto, non si capisce bene perchè la NASA abbia voluto sviluppare addirittura un sistema televisivo apposito, "non compatibile" con le TV di tutto il mondo, quando, da una parte, c'erano già le riprese a 16 mm. a garantire le immagini "di qualità", mentre per la diretta TV una normalissima immagine a 525 linee avrebbe soddisfatto la platea mondiale molto di più di ciò che abbiamo visto tutti quella notte. (Sempre per quel qualcuno, diventa invece facile suggerire come questo "escamotage" spieghi perchè nessun altro osservatorio al mondo sia mai stato in grado di ricevere un solo fotogramma di quelli provenienti dalla Luna). Questo nastro comunque va protetto nel tempo e mantenuto in un ambiente sterile, a temperatura e umidità costanti, in modo da rallentarne al massimo il naturale processo di degrado. E' anche buona regola, nel caso di riprese di valore storico eccezionale come queste, farne un certo numero di copie, da conservare saggiamente in luoghi ben distanti l'uno dall'altro. La cosa più saggia di tutte - obbligatoria, anzi, in questo caso - sarebbe stata quella di procedere appena possibile a digitalizzare il nastro, trasformando in permanenti tutte quelle informazioni che sono invece destinate al deperimento naturale, trattandosi di nastro analogico. E' un'operazione che si sarebbe potuta, e dovuta, fare in tutta tranquillità gia da oltre dieci anni. Invece, nessuno pare ci abbia pensato. In ultimo, non avrebbe guastato usare all'umanità la cortesia di mostrarci, anche soltanto una volta, queste famose immagini lunari "di altissima qualità", la cui memoria invece pare destinata a scomparire insieme a quei pochissimi che sono ancora vivi fra quei pochi che le videro al momento degli allunaggi. In altre parole, è scomparso il nastro più importante della storia umana, senza che nessuno lo abbia mai visto.
Lo scrittore americano Ralph Rene del resto, morto l'anno scorso, ha sempre contestato la teoria ufficiale dello sbarco sul suolo selenico, anche avvalendosi non solo del proprio background scientifico ( era membro del MENSA- club di coloro con quoziente intellettivo oltre la norma) molto considerevole, ma anche dal supporto di molte altre figure scientifiche che nel corso della sua vita lo hanno aiutato a vagliare e valutare a fondo tutte le prove dello storico sbarco.
Aveva scritto, tra gli altri, “Nasa Mooned America” (1992) uno dei migliori libri in materia, e aveva partecipato a numerose trasmissioni televisive sull’argomento. Il suo libro fu definito “molto superiore” al famoso “We Never Went To The Moon” dal suo stesso autore, Bill Kaysing, da tutti considerato il “padre” della “teoria della beffa”.
La più grande democrazia del mondo, paese che baldanzosamente giura di avere fatto camminare ben 12 cittadini americani sul suolo lunare, tra il luglio del 1969 ed il dicembre 1972, ha considerato i propri astronauti come attori del cinema che negli anni sono diventati multimilionari, ottenuto cattedre universitarie e vivono in lussuosi ranch nella tranquillità del Maine o del Texas. Eppure temono che altri stati possano effettuare missioni di satelliti o addirittura umane sulla Luna. La Casa Bianca è tormentata da questa idea. Chiunque potesse scattare foto dalla superficie del nostro satellite potrebbe farci vedere il vero volto del suolo selenico tale da fare affiorare l’imbroglio.
Numerosi sono i tentativi delle recenti amministrazioni americane, inclusa l'attuale amministrazione Obama, di imbrigliare l’ardente desiderio dei cinesi di raggiungerla. La Cina sembra però aver rallentato la propria corsa alla Luna per difficoltà economiche, o almeno così danno ad intendere. Del resto un'eventuale frode sarà svelata solo col tempo.
Se di simulazione si è trattata è stata fatta estremamente bene ed è stata estremamente costosa. Ma perchè? Per un segreto spinto dai poteri forti delle sinarchie del mondo. La totale falsificazione e simulazione dello sbarco sulla Luna: questo è l'incubo ed il terrore dei poteri forti di oggi.Venire svelati nella grande Menzogna del 20° secolo. “Aquila è atterrata” (“Eagle has landed”) disse Neil Armstrong quando il modulo toccò bugiardamente la superficie selenica portato dall’Apollo 11. L’aquila è un simbolo massonico (degli USA e della loro Moneta) e pagano (dell’Esercito Romano). Questo volatile, per gli Illuminati, simboleggia l’occhio del dio Horus (antico nome di Lucifero!) che dall’alto, grazie alla vista acutissima, conosce ogni cosa mondana.
Strane coincidenze, strani fumi demoniaci sorgono sulla questione della luna.
Comunque sia la verità verrà fuori in ogni caso, in tutta la sua evidenza.
Nel Vangelo troviamo scritto: “Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto” (Luca 12,2). I fumi sulla luna a quel punto si diraderanno.

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