venerdì 3 luglio 2009

Menzogne di Stato

Il 10 di giugno c'è stata una riunione tra un comitato di abitanti di alcuni villaggi del Suffolk, sulla costa orientale inglese che dà sul Mare del Nord, ed un rappresentante del British Nuclear Group che gestisce i tre reattori presenti nella zona, rispettivamente Sizewell A, B e C. Tutto nasce dalla chiusura improvvisa, avvenuta circa 3 anni fa, del reattore A, il più vecchio dei tre, un reattore Magnox che era entrato in funzione nel 1966, dopo quasi 5 anni di lavori.
Doveva essere il solito monologo di quello “studiato” che arriva dalla capitale e spiega con spocchia a pescatori e bottegai cose che loro non sarebbero in grado di capire, non fosse stato per l’incomodissima presenza della troupe di John Snow, l’unico direttore di telegiornale europeo che si possa ancora definire un giornalista, con le telecamere di Channel 4 News. Le cose andarono quindi molto diversamente, perchè era stata fatta una domanda formale, secondo la prassi prescritta dal Freedom of Information Act, e quindi giornalisti e pubblico avevano avuto accesso ai documenti sul caso.
Correva l'anno 2006, e Tony Blair - uno dei politici più corrotti nella storia della Gran Bretagna - si apprestava a lasciare l’incarico in quanto non più presentabile al pubblico di casa. Era infatti evidente per tutti che avesse mentito sapendo di mentire, quando con le lacrime agli occhi, in un programma televisivo di grande ascolto, aveva giurato solennemente di avere prove incontrovertibili che Saddam Hussein non solo avesse armi di distruzione di massa, ma che fosse in grado di colpire addirittura la Gran Bretagna, mentre l’intelligence militare avrebbe avuto solo un quarto d’ora per organizzare una reazione ad un eventuale attacco alla Madrepatria. Prove che però non poteva mostrare pubblicamente, disse Blair, per ovvii motivi.
Negli anni sucessivi molte cose vennero a galla, e Blair arrivò a dover decapitare la BBC, iniziando dal Direttore, e facendo poi licenziare tutti quelli che si erano distinti per un qualunque tipo di acume giornalistico. Blair infatti non poteva nemmeno più apparire in pubblico, senza che ci fossero elementi perturbatori che la polizia dovesse zittire. Prima di lasciare l’incarico e di andare dal Papa - dopo essersi convertito al cattolicesimo: notare che fino a poco prima aveva nominato le massime gerarchie della Chiesa Anglicana - a ricevere la benedizione per l’investitura come primo Presidente del Superstato Fascista Europeo prossimo venturo, Blair decise di fare un regalo al suo popolo, gettando le basi per un nuovissimo programma di centrali nucleari, che riducesse la dipendenza dal petrolio. O almeno questa era la scusa.
Proprio in quel periodo qualcuno stava facendo le pulizie alla Centrale Nucleare Sizewell A, e si accorse che diversi allarmi stavano suonando con insistenza, senza che il personale addetto mostrasse reazioni particolari. Decise così – immaginate di essere al suo posto, in una situazione del genere – di premere l’allarme generale. Il personale a quel punto intervenne, per accorgersi che l’acqua di raffreddamento non ricopriva più gli elementi del reattore, e che quindi si era arrivati ad un soffio da un incendio catastrofico. Il combustibile nucleare infatti si può incendiare già a temperatura ambiente, mentre c’era già stata una perdita di scorie radioattive nel Mare del Nord, durata 45 minuti, paragonabile alla somma di tutte le perdite radioattive – di cui non ci parlano mai – che avvengono nel corso di un anno.
La centrale venne immediatamente chiusa e sottoposta ad ispezione. Gli ispettori conclusero che la centrale era stata gestita con incuria criminale, e dopo aver pubblicato un rapporto che non fu mai divulgato, insistettero per portare i responsabili in tribunale.
Cominciarono così a raccogliere prove contro di loro, ma dopo mesi di lavoro e ingenti spese a carico del contribuente, si sentirono dire che non avevano giurisdizione per portare il caso in tribunale. Fu naturalmente una coincidenza che proprio in quel periodo la Nuclear Decommissioning Authority abbia deciso di smobilitare tutti i siti dotati di reattori Magnox, compreso quindi il Sizewell A.
Di tutta questa vicenda sappiamo qualcosa solo oggi perchè gli abitanti del luogo, preoccupati da insistenti voci di nuove perdite - ma prontamente rassicurati dalle autorità che tutto fosse sotto controllo, e che la chiusura dell’impianto fosse dovuta solo al decommissionamento dei Magnox - si rivolsero a tutti quelli che potevano essere raggiunti, fra i quali c’era anche John Snow. Perciò, quando vi dicono che non c’è pericolo, cominciate ad ammassare provviste nel vostro rifugio anti-atomico, non si sa mai. E' il prezzo che si paga alle menzogne di stato.

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