lunedì 13 luglio 2009

Potere del denaro

Non pensiate che nessuno si sia accorto, tra i grandi statisti della storia, dell'arcano del debito pubblico e del devastante potere che le banche hanno sui popoli e sulle economie. Il fatto è, che chi osa togliere alle banche la loro grande fonte di potere e profitto gratuiti, ossia il signoraggio, viene sovente ucciso. Del resto è comprensibile che il sistema bancario possa uccidere per denaro. Si fanno guerre per interessi economicamente molto più piccoli. Viene quindi ribadito il principio che, quando si arriva a controllare la moneta (la sua creazione, il suo prestito, i tassi di interesse), si ha in pugno lo Stato, l'economia, la gente. Si possono creare tanti mezzi per corrompere e comperare le istituzioni e le autorità di controllo, che niente e nessuno può opporsi.
Diversi Paesi arabi, rispettando i dettami del Corano, emettono ai propri cittadini prestiti senza interesse. L'impero saraceno proibiva il prestito a interesse, e prosperò. La Cina Mandarina emetteva da sé il proprio denaro, senza comperarlo o prenderlo in prestito da banche, e pure fu uno degli imperi più prosperi e pacifici che mai la Terra abbia conosciuto. Ma per trovare autorevoli sostegni in favore di una riforma monetaria di questo tipo possiamo rivolgerci anche a grandi, grandissimi pensatori e statisti, come Thomas Jefferson, Andrew Jackson, Abraham Lincoln - certamente non tacciabili di nazismo, delle cui idee liberali e antistataliste, e soprattutto anticollettiviste, raramente si parla nelle scuole e nelle università, per quanto esse siano ben più penetranti e rilevanti per la politica vera delle dottrine di autori di cui in Italia si fa un grande ed esagerato parlare - mi riferisco a Montesquieu, Tocqueville, Gramsci, Sturzo - come se questi autori avessero capito a fondo che cos'è e come opera il potere. In realtà, essi, del potere, non avevano nemmeno intuito i fondamenti.
Abbiamo già citato Thomas Jefferson, che teorizzò e propugnò tesi liberali in materia monetaria. Centonovant'anni or sono, dunque, Jefferson aveva quindi chiaramente compreso la tecnica e la strategia con cui i banchieri privati producono inflazione e deflazione per aumentare la propria ricchezza e il proprio potere a spese e sopra la nazione. L'elezione di Jackson a presidente nel 1828 è verosimilmente dovuta a una reazione dell'elettorato alla strapotere bancario. Jackson diceva che la guida su una banca centrale «sarebbe esercitata da alcuni sulla condotta politica di molti, acquisendo innanzitutto il potere sul lavoro e sui guadagni della grande massa della popolazione. (Would be exercised by a few over the politicai conduct ofthe many by first acquiring that control over the labor and earnings of the great body of people.)». Nella campagna elettorale del 1828, Jackson dichiarò in un'allocuzione a un gruppo di banchieri: «Siete una tana di vipere. Io intendo debellarvi e, per il Padreterno, vi debellerò». Si spinse pure a dire: «Se solo la gente sapesse la marcia ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani». La banca di emissione privata governerebbe "la nostra valuta, prendendo i nostri denari pubblici; e, tenendo nella dipendenza migliaia di nostri cittadini, sarebbe più temibile e pericolosa che la potenza navale e militare del nemico".
Abraham Lincoln e John F. Kennedy si spinsero a togliere ai banchieri il signoraggio e furono rapidamente eliminati.
Lincoln, durante la guerra civile americana (1861-1865), si trovò a dover trovare il denaro per sostenere le spese belliche. Le banche lo prestavano allo Stato (l'Unione) ma richiedevano un interesse altissimo, tra il 24 e il 36%. Lincoln decise di non accettare questo ricatto, che avrebbe rovinato finanziariamente il suo popolo, e fece approvare dal Congresso una legge autorizzante il Ministero del Tesoro a emettere
biglietti di stato come valuta legale. Lincoln, nel 1862, disse: "Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa dello Stato, ma anche la sua massima risorsa creativa. Mediante l'adozione di questi principi, al contribuente verranno risparmiati immensi importi di interessi (passivi sul debito pubblico)". Questi Dollari di Stato furono soprannominati "Greenbacks" perché erano stampati con inchiostro verde sul loro dorso. Con essi, e con una emissione di buoni del tesoro venduti al popolo, il governo Lincoln potè far fronte alle spese di guerra e a tutte le spese dello Stato senza indebitare lo Stato stesso e i cittadini, e vinse la guerra. Con giusto orgoglio, egli potè quindi commentare: "... abbiamo dato al popolo di questa Repubblica la massima benedizione che abbia mai avuto: il suo proprio denaro per pagare i suoi propri debiti".
Poco dopo, The London Times pubblicò un articolo in cui esprimeva l'opinione di chi restava danneggiato da questa mossa di Lincoln, ossia i banchieri internazionali: "... se questa scellerata politica finanziaria, che ebbe origine nella Repubblica nordamericana, si consolidasse istituzionalmente, lo Stato provvederebbe al proprio denaro senza costi. Salderebbe i debiti e resterebbe senza debiti. Avrebbe i fondi per svolgere i propri compiti. Diverrebbe prospero senza precedenti nella storia degli Stati civilizzati del mondo. Le menti e le risorse di tutti i Paesi si trasferirebbero nel Nordamerica. Quello Stato dev'esser distrutto, o distruggerà ogni monarchia sulla terra".
Nel 1872, il Governo USA stimò che il risparmio per le casse dello Stato, dovuto ai Greenbacks, in termini di interessi non versati alle banche (quindi mancati guadagni per i banchieri), era stato di 400 miliardi di Dollari.
Otto von Bismarck, Cancelliere del Reich, disse nel 1876 su Lincoln:
«Ottenne dal congresso il potere di prendere a prestito dal popolo vendendogli titoli degli States e lo Stato e la nazione sfuggirono alle macchinazioni dei finanzieri stranieri. Essi capirono al volo, che gli Stati Uniti sarebbero sfuggiti alla loro presa. La morte di Lincoln era con ciò decisa».
La giovane repubblica americana nacque come tentativo di affrancare "the people" dal dominio dei banchieri, che già dominavano i governi europei. Il tentativo ebbe però vita difficile e breve, anche se il genio di alcuni grandi presidenti riuscì a segnare qualche limitata vittoria. Un'abile mossa di Lincoln fu l'affrancamento degli schiavi. Essa servì a rendere inaccettabile all'opinione pubblica britannica che il Regno Unito continuasse ad appoggiare i sudisti contro l'Unione. Lincoln vinse la
guerra e la repubblica americana rimase unita e libera, ma non per molto tempo: poco dopo la fine della guerra civile, Lincoln fu assassinato e il Congresso revocò la legge sui Greenbacks sostituendola col National Banking Act, in forza del quale le banche nazionali sarebbero passate alla proprietà privata e il denaro da esse emesso sarebbe stato gravato di interesse. I Greenbacks statali sarebbero stati ritirati dalla circolazione.
Nel 1913, dopo circa cinquantanni di parziali riforme, durante i quali fu assassinato il 20° presidente, James A. Garfield (colpevole di aver denunciato il dominio dei banchieri privati sullo Stato), il Congresso varò il Federai Reserve Act, con cui il Congresso si spogliò del potere, riservatogli dalla Costituzione in via esclusiva, di emettere denaro, e lo conferì a un sistema di corporations di banchieri privati, cui donò anche il potere di fissare il tasso di interesse. Seguì un lungo periodo di sudditanza dello Stato verso il potere bancario, senza alcun tentativo di reazione da parte dei presidenti succedentisi in carica, fino alla elezione di John Fitzgerald Kennedy. Kennedy, per mezzo dell'Executive Order 11110 del 4 Giugno 1963, riprese allo Stato, nella persona del presidente, il potere sovrano di emettere denaro - denaro esente da debito e da interesse, detto United States Notes - in parallelo la Federai Reserve Bank Corporation e le sue Federai Reserve Notes. E probabilmente aveva in animo di riportare completamente al Congresso il potere monetario. Prima di essere assassinato anch'egli, pochi mesi dopo, fece in tempo a emettere (sottraendoli ai profitti dei banchieri della Federai Reserve Bank) $ 4.292.893.825 in banconote. Queste banconote vennero rapidamente richiamate dalla circolazione dopo il suo assassinio, mentre le indagini sull'omicidio del presidente venivano depistate e le prove manomesse. A quarantasei anni di distanza da quei fatti, gli U.S.A. affondano in un debito pubblico che non potranno mai rimborsare, mentre l'indebitamento dei cittadini e delle imprese verso le banche commerciali è circa il quintuplo del prodotto interno lordo. Per sostenere il peso di questo indebitamento interno nonché del crescente debito estero, gli U.S.A. hanno sviluppato, dopo la Seconda Guerra Mondiale, anzi nel 1944 con gli accordi di Bretton Woods, un sistema imperialistico di signoraggio monetario globale, che consente loro di scaricare sulle nazioni subalterne il peso di questo enorme debito. Almeno in parte.
Mentre l'inflazionata massa di Dollari circolante nel mondo rende il Dollaro stesso sempre meno credibile come moneta di riserva e di scambio internazionale, tant'è che la Russia ha sostituito con Euro buona parte delle riserve della sua banca centrale, il Dollaro si è molto indebolito contro l'Euro. Il Dollaro è sostenuto principalmente dalla domanda di Dollari per pagare le materie prime e soprattutto il petrolio. Quando l'Iraq ha iniziato ad accettare Euro (anziché richiedere Dollari) in pagamento del suo petrolio, specialmente da Francia e Germania, il Dollaro si è trovato sotto una mortale minaccia, soprattutto perché altri regimi islamici potevano essere indotti a seguire l'esempio dell'Iraq anche per ostilità all'imperialismo finanziario americano, e ciò avrebbe travolto il Dollaro. Questa è probabilmente la ragione per cui l'amministrazione Bush ha fatto guerra e invaso l'Iraq, inventandosi le inesistenti armi di distruzione di massa e gli inesistenti legami con Al Quaeda. Il capitalismo americano aveva bisogno di difendere il suo principale strumento, il Dollaro. L'operazione è riuscita anche perché, a seguito dell'accresciuta tensione tra i Paesi musulmani e delle manovre del cartello Opec, il prezzo del petrolio è fortemente asceso, sostenendo così la domanda di Dollari.

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