martedì 4 agosto 2009

Il debunking amatriciano

Lo ha detto lui per primo, cercando di prevenire la inevitabile valanga di battute che sarebbe conseguita a questa sua infelice dichiarazione: “Lo so che la cosa può essere interpretata male, ma in questo momento io sento sulle mie chiappe il calore delle chiappe di Aldrin. Questo è un momento da non dimenticare”. Chi parla è Paolo Attivissimo, il padre del debunking all’italiana, dopo essersi seduto sulla sedia occupata fino a poco prima da Buzz Aldrin, in una conferenza stampa tenutasi a Roma nei giorni scorsi. L’occasione era quella del lanciamento del libro di Aldrin “Magnificent desolation”, una sorta di riflessione di Aldrin sull’esperienza nello spazio, e su quanto gli è accaduto in seguito nella sua vita. (Nello spazio ovviamente Aldrin c’è stato. E’ su quanto si sia allontanato dalla terra che verte casomai la diatriba).
Naturalmente Attivissimo ha approfittato dell’occasione per incontrare quello che ritiene un vero e proprio eroe, "un uomo che ha fatto la storia", almeno a giudicare da quanto lui stesso ha scritto sul suo blog: Averlo davanti a me, a pochi metri, non mi sembra vero: no, in realtà non mi sembra possibile. Confesso che mi sono sentito come un bambino che scopre che Babbo Natale esiste davvero in carne e ossa ed è pure simpatico (e, ciliegina sulla torta, è anche un geek).
Nello stesso articolo, Attivissimo si esibisce inizialmente nel solito pedante elenco di “imprecisioni” altrui, che serve a farci credere quanto lui sia attento al particolare, e quindi ”affidabilissimo” per definizione:
“Le fotocamere Hasselblad usate sono sbagliate (e quella lunare è nera invece che argento, un colore essenziale per il controllo termico); i due astronauti conficcano l'asta della bandiera sulla Luna a martellate (falso); ci sono le stelle nelle inquadrature lunari (non sarebbero state visibili col chiarore della Luna); l'interruttore rotto per errore è quello sbagliato (non era sul pannello comandi frontale, ma su quello laterale di Aldrin); le riprese d'epoca del decollo dalla Luna non appartengono all'Apollo 11, ma a un volo successivo. Errori che si potevano evitare senza aggravi di spesa.“
Di fronte a tale puntiglio il lettore poco smaliziato dice “cacchio, questo sì che la sa lunga! Sarà meglio che aguzzi bene le orecchie, e ascolti con attenzione tutto quello che ha da dire.” Peccato che il nostro professorino sia bravissimo nel descrivere particolari assolutamente inutili, ma poi - come vedremo - si dimentichi di approfondire gli argomenti davvero importanti. Torniamo infatti alla conferenza stampa di Aldrin, a quello che ha detto l’ex-astronauta, a quello che non ha detto, e a quello che lo stesso Attivissimo si è poi dimenticato di dirci al suo posto.
Di fronte a chi gli chiedeva di commentare il noto episodio in cui Aldrin diede un pugno a Bart Sibrel (un complottista che lo perseguitava da tempo sulla questione dei viaggi lunari), Aldrin ha spiegato che “si trattava di uno che già conoscevo, che durante il lanciamento di un libro si era spacciato per uno che voleva una mia reazione su un filmato che mi avrebbe mostrato, nel quale si mettevano in dubbio diversi aspetti della missione. Io sapevo che la sua telecamera fosse in funzione, perchè voleva cogliere la mia reazione a qualunque piccola cosa che non è piacevole, o che è fuori dall’ordinario. Io mi arrabbiai molto, e cancellammo la sua partecipazione”.
Dopodichè Aldrin scivola velocemente su un episodiio che non c’entra nulla, fa qualche facile battuta sulla presunta stupidità di Sibrel, e infine racconta che quando gli diede il cazzotto lo fece “senza preoccuparsi che gli potesse fare causa”. Quello che Aldrin non dice, e che Attivissimo si è dimenticato di farci sapere, è:
a) Con quale diffidenza Aldrin abbia acconsentito a guardare il filmato propostogli da Sibrel (se uno sulla Luna ci è andato, di cosa deve avere paura?)
b) Che cosa contenesse quel filmato.
c) Che reazione abbia avuto Aldrin di fronte a quel filmato.
d) Che cosa abbia detto Aldrin a Sibrel, durante la discussione che segui quel filmato, mentre credeva che la telecamera fosse spenta.
Tutto questo lo possono scoprire da soli i lettori.
Complimenti quindi al nostro attentissimo, che come da manuale ha creato la solita cortina fumogena di argomenti inutili - da Babbo Natale al colore sbagliato delle Hasselblad - per evitare di parlare degli argomenti veramente importanti.
E complimenti al grande eroe Buzz Aldrin, che mostra di essere davvero "uno che ha fatto la storia": la storia della menzogna, con la quale ha dimostrato di saper convivere ormai comodamente da moltissimi anni. Almeno Armstrong ha sempre avuto la dignità di stare zitto.

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