giovedì 6 agosto 2009

Integrazione Euro-Dollaro

Per cercare di restaurare la stabilità finanziaria, i leader mondiali hanno chiesto al gruppo dei 20 paesi che compongono il G20 di studiare una nuova valuta globale basata sui Diritti Speciali di Prelievo (DSP) del FMI. I media hanno presentato l'iniziativa per una divisa globale come un processo basato sul consenso, nel quale Brasile, Russia. India e Cina parteciperanno alla riorganizzazione del sistema monetario internazionale. Russia e Cina hanno avanzato "proposte", presentate come possibili alternative al dollaro. La Cina ha suggerito la creazione di una nuova valuta mondiale, partendo dalla riforma del sistema dei DSP:
"Si tratta di un piano sostenibile per riformare l'attuale sistema dei DSP e trasformarlo in una valuta reale, un 'paniere monetario' universalmente accettato che sostituirebbe il dollaro come nucleo centrale del sistema monetario" (Li Ruogu, presidente della Export-Import Bank of China, Reuters, 6 luglio 2009). La proposta della Cina non prevede importanti modifiche degli accordi bancari mondiali e non apre nuovi spazi di dibattito sulla riforma monetaria. D'altro canto il presidente russo Dmitry Medvedev ha esplicitamente rimesso in gioco la composizione del paniere dei DSP e ha sollecitato il FMI ad "allargare il paniere per includervi lo yuan cinese, le merci-moneta [merce usata come moneta. Diffusa in passato, in epoca moderna appare quasi solo in situazioni di forte inflazione, ad esempio le sigarette in Germania subito dopo la fine della guerra. NdT] e l'oro, trasformandolo così in una valuta di riserva".
Le geopolitica globale ha stretti rapporti con il sistema monetario internazionale: il controllo sulla creazione di moneta è uno strumento di conquista economica. L'invasione e l'occupazione dell'Iraq avevano come obiettivo quello di escludere gl'interessi russi e cinesi dai giacimenti petroliferi del Medio oriente e dell'Asia centrale. La riforma del sistema monetario internazionale è un progetto dei gruppi finanziari dominanti, discusso a porte chiuse. È improbabile che Russia e Cina, in larga parte subordinate agl'interessi bancari occidentali, possano svolgere un ruolo significativo nel funzionamento di una banca centrale a livello mondiale. L'iniziativa è stata inoltre avviata in una fase di confronto Est-Ovest, tra le velate minacce degli USA e della NATO contro Russia e Cina. La creazione di una nuova valuta mondiale e di un sistema bancario centrale è uno strumento di dominio economico globale intimamente collegato alla più ampia agenda militare USA-NATO.
Anche se la composizione del paniere dei DSP potrebbe essere modificata o rivista, è improbabile che si permetta allo yuan e al rublo di svolgervi un ruolo importante. È più probabile che nasca una valuta globale basata in massima parte sull'euro e il dollaro USA. Per contrastare l'egemonia euro-dollaro, Russia, Cina e stati dello SCO (Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione) potrebbero decidere di sviluppare accordi commerciali bilaterali in rubli o yuan (“renminbi”, moneta popolare). I DSP, un'unità di conto usata dal FMI e dalla Banca mondiale nei contratti di prestito con gli stati membri, sono un paniere formato essenzialmente dalle quattro più importanti valute: dollaro USA, euro, sterlina britannica e yen giapponese.
Recentemente l'FMI ha presentato un piano per l'emissione di titoli di debito in DSP e non più in dollari USA. I media hanno definito la decisione una profonda innovazione, ma in effetti già da molti anni le istituzioni di Bretton Woods emettono titoli di debito in DSP.
"Oggi i DSP sono usati solo come valore di riserva, e servono soprattutto da unità di conto del FMI e di alcune altre organizzazioni internazionali; non sono né una valuta né un credito del FMI, ma piuttosto un credito potenziale sulle valute di libero uso dei membri del FMI" (IMF Fact Sheet on SDRs) Che succederebbe se si creasse una nuova valuta globale basata sul sistema attuale dei DSP? I DSP non sarebbero più un'unità di conto ma un'unità valutaria del paniere. Le funzioni della banca centrale, però, non verrebbero necessariamente trasferite al FMI e resterebbero nelle mani delle quattro banche centrali fondatrici: FED statunitense, BCE basata a Francoforte, Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone. Il FMI è una burocrazia al servizio degl'interessi delle più importanti istituzioni finanziarie private.
Il FMI sarebbe formalmente responsabile della supervisione della moneta globale, ma non della politica monetaria. Nel quadro dell'attuale composizione del DSP, le funzioni della banca centrale verrebbero suddivise tra quattro banche centrali, a loro volta condizionate dagl'interessi del mondo bancario privato. Una valuta globale basata sull'attuale sistema dei DSP non modificherebbe in profondità l'ordine monetario mondiale. I DSP sarebbero una valuta per procura. Nella situazione attuale, stiamo parlando di un'alleanza tra istituzioni bancarie statunitensi, inglesi, europee e giapponesi, e in ultima analisi del dollaro con l'euro. Sin dalla sua nascita, nel 1999, c'è stato un continuo conflitto tra euro e dollaro.
Nell'Europa orientale, l'ex Unione Sovietica, i Balcani e fino all'Asia centrale, euro e dollaro stanno lottando spalla a spalla. Il controllo sui sistemi valutari nazionali è in fin dei conti la base su cui sono colonizzati i paesi. Mentre il dollaro USA prevale nell'emisfero occidentale, euro e dollaro si stanno fronteggiando nell'ex Unione Sovietica, in Asia centrale, nell'Africa subsahariana e in Medio Oriente.
Prima dell'invasione dell'Iraq del marzo 2003, era in corso un confronto politico tra l'alleanza franco-tedesca e l'asse militare dominante anglo-americano. Con l'elezione in Francia e Germania di governi favorevoli agli USA, sembra che sia emerso un consenso politico sulla guerra in Medio Oriente. Il consenso sull'agenda militare USA-NATO favorisce a sua volta una maggiore cooperazione e integrazione a livello mondiale tra USA e UE nei settori finanziario e monetario. La potenziale "alleanza" tra i coincidenti interessi bancari americani, inglesi, europei e giapponesi culminerà nella confluenza di euro e dollaro in una unica valuta globale?
Significherebbe rafforzare il controllo egemonico di un ristretto gruppo mondiale di istituzione bancarie e finanziarie sul processo di creazione della moneta, che, a sua volta, offuscherebbe le funzioni delle banche centrali nazionali, intaccherebbe la sovranità dello Stato nazionale e porterebbe probabilmente a una nuova fase della crisi debitoria mondiale.

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