sabato 3 ottobre 2009

Le Menzogne di Bernanke

Provo ancora un brivido quando riesco a mettere le mani su un documento confidenziale con la scritta ‘Casa Bianca, Washington’ sull’intestazione. Anche quando – come quello che sto guardando ora – riguarda un argomento noioso : il summit del G-20 di questa settimana. Ma il contenuto della lettera mi ha svegliato, e potrebbe tenermi sveglio per il resto della notte.
La lettera di 6 pagine dalla Casa Bianca, datata 3 settembre, è stata mandata ai 20 capi di stato che si incontreranno questo giovedì a Pittsburgh. Dopo qualche iniziale diplo-blabla, il nostro ‘sherpa’ del Presidente per il summit, Michael Froman, compie una piccola danza della vittoria, annunciando che la recessione è stata sconfitta. ‘Il mercato globale delle azioni è risalito del 35 % dalla fine di marzo’, scrive Froman. In altre parole, il mercato azionario sta su e tutto va bene.
Sebbene riconosca che quest’anno l’economia sia andata all’inferno, l’assistente e ambasciatore di Obama al G-20 sembra fare il pappagallo all’esuberanza irrazionale del capo della Federal Reserve Ben Bernanke che la settimana scorsa aveva dichiarato che ‘la recessione è molto probabilmente finita’. Tutto ciò che mancava nella dichiarazione di Bernanke era uno striscione, ‘MISSIONE COMPIUTA’.
E i francesi sono furiosi. La lettera della Casa Bianca ai leader del G-20 era una risposta ad una missiva diplomatica confidenziale dal capo dell’Unione Europea Fredrik Reinfeldt scritta un giorno prima a "Monsieur le Président" Obama. Abbiamo anche la nota confidenziale di Reinfeldt. In essa, il presidente della UE dice che, nonostante il felice discorso di Bernanke, "la crise n'est pas terminée (la crisi non è finita) e che (continuando la traduzione) il mercato del lavoro continuerà a soffrire le conseguenze di una debole capacità di produzione nei mesi a venire’. Questo è gergo diplomatico per dire Cosa diavolo si sta fumando Bernanke ?
Posso ricordarle Monsieur le Président, che il mese scorso 216,000 americani hanno perso il loro lavoro, portando la perdita totale dal momento della sua inaugurazione a circa sette milioni. In crescita. Il Wall Street Journal ha anch’esso una copia della lettera della Casa Bianca, anche se non l’hanno pubblicata (io l’ho fatto: leggetela qui, con il messaggio della UE e la nostra traduzione). Il Journal la vende come la Casa Bianca avrebbe voluto: ‘Grandi cambiamenti nella politica economica globale’ per produrre ‘una crescita duratura’. Obama prende il controllo! Ciò che manca nel rapporto del Journal è che il piano di Obama strangola in maniera sottile ma sostanziale le richieste europee di far tirare la cinghia all’industria finanziaria e, più importante ancora, rimbalza la preoccupazione della UE sulla lotta alla disoccupazione.
I capi dell’Europa sono spaventati, coscienti del fatto che l’amministrazione Obama fermerà prematuramente lo stimolo fiscale e monetario. L’Europa chiede che gli USA continuino a pompare l’economia, sotto un programma mondiale salva-culi coordinato internazionalmente. Come Reinfeldt dice nel suo appello alla Casa Bianca, ‘è essenziale che i capi di stato e di governo, a questo summit, continuino a implementare le misure di politica economica che hanno adottato’ e non agire unilateralmente. ‘Delle exit strategies (devono) esere implementate in maniera coordinata’. Traducendo dal diplomatique: se voi USA fermate lo stimolo fiscale e monetario ora, l’Europa ed il pianeta vanno a picco. L’America con esso. L’ambasciatore di Obama dice Non! Invece scrive che ad ogni nazione dovrebbe essere concesso di ‘rilassare’ gli sforzi anti recessione ‘ad un ritmo appropriato alle circostanze di ogni economia’. In altre parole, ‘Europa, sono fatti tuoi!’. Con buona pace di Obama al confronto con Roosevelt. Tecnicamente il conflitto politico tra Obama e il piano della UE riflette una grande distanza sulla risposta ad una domanda cruciale: di chi è la recessione? Per Obama e Bernanke, questa è una recessione dei banchieri e quindi, essendo ‘le scosse del mercato diminuite significativamente’, per usare le parole dell’epistola della Casa Bianca, allora Happy Days Are Here Again [“I giorni feilici sono tornati”. N.d.r.]. Ma, se questa recessione è dei lavoratori di tutto il mondo che stanno perdendo il loro lavoro e i risparmi di una vita, allora è sempre Buddy, Can You Spare a Dime [“Amico risparmia qualche soldo”, N.d.r.].
Se Bernanke e Obama fossero veramente preoccupati di salvare posti di lavoro, avrebbero chiesto alle banche piene di bottino predato ai contribuenti di prestare questi fondi ai consumatori e al mondo degli affari. La Cina lo ha fatto, ordinando alle sue banche di aumentare il credito. E gente, lo hanno fatto, espandendo il credito di un mastodontico 30%, sparando l’economia cinese fuori dalla recessione in una crescita a due cifre. Ma l’amministrazione Obama ha preso la direzione opposta. La lettera della Casa Bianca al G-20 chiede di aumentare lentamente le riserve bancarie, e questo può solo far si che un mercato del credito già stretto si stringa ancora. Non è che la Casa Bianca ignori completamente la perdita di posti di lavoro. La lettera degli USA suggerisce che ‘il G-20 dovrebbe impegnarsi per…il supporto ai disoccupati’. Potete immaginarvi gli europei, che già hanno generosi contributi alla disoccupazione – la maggior parte dei quali senza limiti di tempo – diventare viola su questo punto. L’avara estensione del sussidio di disoccupazione compiuta sotto il piano di stimolo è già in scadenza senza nessuna proposta di continuare ad aiutare le vittime senza lavoro della recessione. Gli europei sono così carini quando sono arrabbiati, quando stringono i loro piccoli pugni. Obama presume di poterli ignorare. la UE, un tempo il pezzo grosso del G-7, ha visto il suo status di membro diluirsi nel G-20, dove le potenze del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) stanno flettendo i loro muscoli. Ma gli europei hanno una cosa o due da insegnare agli americani sull’economia del tramonto di un impero.
Forse le differenze sono culturali, non economiche; agli europei manca l’ottimismo del ‘si può fare’ del Destino Manifesto dell’America. Così, per dare agli ospiti un assaggio dello spirito del yes-we-can, Obama dovrebbe invitare i 93700 senza lavoro di Pittsburgh all’incontro del G-20 per celebrare la salita del 35% del mercato azionario.

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