mercoledì 2 settembre 2009

Profitto "uber alles"- Parte II

I successi militari della Germania del 1939 e del 1940 si fondavano su una nuova ed estremamente mobile forma di muovere guerra, la Blitzkrieg, la Guerra Lampo, che consisteva di attacchi estremamente rapidi e altamente sincronizzati dall’aria e per terra. Per intraprendere la Guerra Lampo, Hitler necessitava di macchine belliche, carri armati, autocarri, aeroplani, carburanti ed oli per motori, benzina, gomma e sistemi di comunicazione sofisticati per assicurare agli Stukas di colpire in tandem con i Panzer. Molto di questo equipaggiamento veniva fornito da imprese americane, soprattutto dalle affiliate tedesche delle grandi corporation americane, ma molto veniva anche importato dagli Stati Uniti, sebbene solitamente attraverso paesi terzi.
Senza questo tipo di supporto americano, nel 1939 e nel 1940 il Führer poteva solo sognarsi di "guerre lampo", seguite da "vittorie lampo". La maggior parte dei mezzi da trasporto e degli aeroplani di Hitler venivano prodotti dalle filiali tedesche della GM e della Ford. Alla fine degli anni Trenta queste imprese avevano gradualmente rimosso la produzione civile per impegnarsi esclusivamente sullo sviluppo di apparecchiature militari per l’esercito e per l’aviazione militare della Germania.
Questo mutamento, richiesto— se non ordinato — dalle autorità naziste, non solo era stato approvato, ma anche attivamente incoraggiato dai centri direzionali delle imprese negli USA. La Ford-Werke a Colonia procedeva non solo a fabbricare senza limiti mezzi di trasporto per materiali ed uomini, ma anche macchinari bellici e parti di ricambio per la Wehrmacht. La nuova fabbrica Opel della GM nel Brandenburgo avviava la produzione degli autocarri "Blitz" per la Wehrmacht, mentre la fabbrica principale a Rüsselsheim produceva principalmente per la Luftwaffe, assemblando aeroplani come lo JU-88, il cavallo di battaglia della flotta di bombardieri della Germania. Ad un certo punto, la GM e Ford insieme si aggiudicavano non meno della metà dell’intera produzione tedesca di carri armati. (Billstein et al., 25,) Intanto la ITT aveva acquisito la quarta parte dei titoli azionari della fabbrica di aeroplani Focke-Wulf, e così contribuiva alla costruzione di aerei da combattimento. Forse i tedeschi avrebbero potuto assemblare veicoli ed aerei senza l’assistenza americana. Ma la Germania necessitava disperatamente di materie prime strategiche, come gomme e petrolio, che erano indispensabili a combattere una guerra che si basava sulla mobilità e la velocità. Le corporation statunitensi andarono in soccorso.
Come abbiamo fatto menzione in precedenza, la Texaco aiutava i nazisti ad immagazzinare carburanti. Per giunta, quando in Europa la guerra era sul punto di scoppiare, grandi quantità di gasolio, oli lubrificanti, e altri prodotti petroliferi venivano spedite via mare in Germania non solo dalla Texaco ma anche dalla Standard Oil, specialmente attraverso i porti della Spagna. (Fra l’altro, la Flotta tedesca veniva rifornita di carburante dal petroliere Texano William Rhodes Davis.) Negli anni Trenta, la Standard Oil aveva assistito la IG Farben nello sviluppo di carburanti sintetici come alternativa al petrolio naturale, di cui la Germania doveva importare anche una singola goccia. (Hofer and Reginbogin, 588–9) Albert Speer, l’architetto di Hitler e Ministro degli Armamenti per il tempo di guerra, dopo il conflitto dichiarava che senza certi tipi di carburante sintetico realizzati con l’aiuto delle industrie americane, Hitler "non avrebbe mai preso in considerazione l’invasione della Polonia". Questo valeva per i Focke-Wulf e per altri aerei veloci da combattimento tedeschi, che non avrebbero potuto acquisire la loro implacabile velocità senza un additivo nel loro carburante, il piombo tetraetile di sintesi; i tedeschi stessi, in seguito, ammisero che senza il piombo tetraetile il concetto globale di Blitzkrieg sarebbe risultato inconcepibile. Questo magico ingrediente era stato sintetizzato da una impresa, la Ethyl GmbH, una affiliata del trio formato da Standard Oil, da IG Farben, partner tedesca della Standard, e da GM. (Hofer and Reginbogin, 589. La guerra lampo, la "Blitzkrieg", prevedeva attacchi da terra e dall’aria perfettamente sincronizzati, e questo richiedeva un sistema di strutture per le comunicazioni altamente sofisticato. La filiale tedesca della ITT forniva la maggior parte della strumentazione, mentre l’altro stato dell'arte tecnologica essenziale agli scopi della Guerra Lampo faceva l’onore della IBM, attraverso la sua filiale tedesca, la Dehomag. Secondo Edwin Black, il know-how della IBM permetteva alla macchina bellica nazista di "acquisire dimensioni, velocità ed efficienza"; e concludeva che "la IBM aveva apportato il "lampo" alla guerra della Germania nazista." (Black, 208) Secondo le prospettive del sistema delle imprese americane non era una catastrofe che la Germania dall’estate del 1940 avesse stabilito la sua supremazia sul continente Europeo. Molte affiliate tedesche delle imprese americane — ad esempio la Ford-Werke e l’impianto di imbottigliamento della Coca-Cola ad Essen — andavano espandendosi nei paesi occupati, approfittando delle vittorie della Wehrmacht. Il Presidente della IBM, Thomas Watson, era sicuro che la sua associata tedesca avrebbe conseguito vantaggi dai trionfi Hitleriani. Black scrive: "Come molti uomini di affari Statunitensi, Watson confidava che la Germania sarebbe rimasta egemone in Europa, e che la IBM avrebbe beneficiato di questo, con il predominio sui centri di calcolo e di elaborazione dei dati, fornendo alla Germania gli strumenti tecnologici per un controllo globale." (Black, 212). Il 26 giugno 1940, una delegazione commerciale tedesca organizzava una colazione di lavoro al Waldorf-Astoria Hotel di New York per applaudire alle vittorie dell’Esercito tedesco nell’Europa Occidentale. Molti importanti industriali presenziarono, compreso James D. Mooney, direttore responsabile delle operazioni tedesche della GM. Cinque giorni più tardi, sempre a New York, venivano nuovamente celebrate le vittorie tedesche, questa volta ad un party offerto dal filo-fascista Rieber, boss della Texaco. Fra i leaders delle imprese americane erano presenti James D. Mooney e il figlio di Henry Ford, Edsel.
Il Millenovecentoquaranta costituì un anno particolarmente vantaggioso per le imprese americane. Le filiali in Germania non solo partecipavano al bottino dei trionfi di Hitler, ma il conflitto europeo stava generando altre meravigliose opportunità. La stessa America stava preparandosi ora per una possibile guerra, e da Washington cominciavano a scorrere commesse per automezzi, carri armati, aeroplani e navi. Inoltre, inizialmente su rigide basi di "cash-and-carry" (vendite con pagamento in contanti) e poi attraverso "Lend-Lease", (contratti di leasing coperti da prestito obbligazionario), il Presidente Roosevelt permetteva all’industria statunitense di rifornire la Gran Bretagna di strutture militari e di altre attrezzature, consentendo così alla coraggiosa piccola Albione di continuare indefinitamente la guerra contro Hitler. Alla fine del 1940, tutte le nazioni belligeranti, come pure quelle neutrali, ma armate, come gli USA stessi, si stavano imbottendo di armamenti messi in campo dalle industrie del sistema imprenditoriale americano, qualunque fosse l’area del loro insediamento, in Gran Bretagna (dove Ford et al., avevano anche loro affiliate) o nella Germania. In verità si trattava di una guerra meravigliosa, e più a lungo durava meglio era — dal punto di vista del sistema delle imprese americano! Questo sistema non desiderava che Hitler perdesse questa guerra, ma nemmeno che la vincesse; infatti desiderava solo che la guerra durasse più a lungo possibile. Inizialmente, Henry Ford si era rifiutato di produrre armamenti per la Gran Bretagna, ma ora aveva cambiato musica. Secondo il suo biografo, David Lanier Lewis, egli "esprimeva la speranza che ne’ gli Alleati ne’ l’Asse risultassero vincitori", e proponeva che gli USA dovessero rifornire sia gli Alleati che le potenze dell’Asse con "armamenti che consentissero di combattere fino al collasso di entrambe le parti". Il 22 giugno 1941 la Wehrmacht attraversò a valanga il confine Sovietico, forte dell’equipaggiamento e delle attrezzature della Ford e della GM, dotata di armamenti prodotti in Germania dal capitale e dal know-how americano. Mentre molti leader delle imprese americane speravano che i nazisti e i sovietici rimanessero avvinghiati quanto più a lungo possibile in una guerra che avrebbe dovuto debilitarli entrambi, e quindi il prolungarsi della guerra in Europa avrebbe procurato solo profitti, gli esperti a Washington e a Londra prevedevano che i sovietici sarebbero stati schiacciati, "come un uovo", dalla Wehrmacht.
L’USSR, comunque, divenne il primo paese a contrastare la Guerra Lampo, fino ad arrestarla. E il 5 dicembre 1941, l’Armata Rossa addirittura lanciava una controffensiva. Da allora in poi risultava evidente che i tedeschi avrebbero dovuto preoccuparsi in modo notevole sul Fronte Orientale, cosa che avrebbe permesso anche agli inglesi di continuare l’impegno bellico, e agli affari redditizi Lend-Lease di continuare senza limiti di tempo. La situazione divenne ancora di più vantaggiosa per il sistema delle imprese americano, quando apparve che gli affari potevano da quel momento essere fatti anche con i sovietici. Infatti, nel novembre 1941, quando era già chiaro che l’Unione sovietica non sarebbe arrivata al crollo, Washington si accordò per estendere il credito a Mosca, e concluse un accordo Lend-Lease con l’USSR, fornendo così alle grandi imprese americane un ulteriore mercato per i loro prodotti.-Continua.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.