sabato 24 ottobre 2009

FIne delle monete

Dato che i paesi di tutto il mondo hanno tenuto in funzione notte e giorno le loro macchine stampa banconote, gli investitori stanno iniziando ad agitarsi per tutte le valute? George Soros ha detto l’altro giorno nel corso di una conferenza:
C’è una fuga generale dalle valute. In occasione di una recente lezione che fatto ad Hangzhou, un facoltoso membro del pubblico ha detto: “Le proprietà potrebbero ben essere sopravvalutate del 100%. Ma mi prenderò sempre la metà quando [il valore] scende. La valuta cartacea avrà zero valore”. L’attrattiva di questa ultima storia è che l’economia non ha importanza. Se il mondo è in recessione, che importa? Se i mercati azionari e immobiliari crollano, che importa? Fuggiamo dalla valuta cartacea, vero? Meglio acquistare degli asset. Ed è a questo punto che entrano in gioco le politiche di prestito delle banche. Ma più le banche sono pronte a prestare, più diventano incandescenti i mercati degli asset.
Il denaro cartaceo perde il suo valore nel tempo al tasso di differenza tra l’inflazione e i tassi d’interesse, quindi se il tasso di inflazione è del 6% e il tasso di deposito bancario è del 2%, la valuta cartacea perde il 4% all’anno, ovvero lo 0.33% al mese. Le azioni e le proprietà in Cina potrebbero essere sopravvalutate del 100%, con solo due decenni di inflazione relativamente alta a giustificazione dei loro prezzi. Tuttavia un’inflazione persistentemente alta porta alla svalutazione della valuta, che innesca la fuga di capitali, ed infine il crollo del mercato degli asset. Questa storia semplicemente non continuerà ancora per molto.
Un esempio è la crisi della US Savings and Loans della fine degli anni 80 e inizio anni 90. La Federal Reserve mantenne una politica monetaria espansiva per aiutare il sistema bancario. Il dollaro è entrato in un protratto mercato ribassista. Durante la caduta, le economie asiatiche che ancoravano le loro valute al dollaro hanno potuto accrescere gli aggregati monetari e il prestito senza preoccuparsi della svalutazione, ma il denaro non poteva uscire dal paese a causa della brutta prospettiva per il dollaro, quindi è andato nei mercati degli asset.
Quando il dollaro ha iniziato a ricadere nel 1996 le economie asiatiche hanno subito una forte pressione che ha fatto scoppiare le loro bolle di asset. Il crollo dei prezzi degli asset ha provocato una fuga di capitali che ha rinforzato la deflazione degli asset. La deflazione degli asset ha distrutto i loro sistemi bancari. In breve, la crisi bancaria americana ha creato l’ambiente per un boom creditizio in Asia. Quando le banche americane hanno ripreso,le banche asiatiche sono crollate.
La Cina farà lo stesso?
Questo conferma quello che hanno detto John Exeter, Antal Fekete, Darryl Schoon e forse persino Alan Greenspan , ossia che quando gli investitori perdono fiducia nelle valute “fiat”, si spostano sull’oro e su altri investimenti concreti ?

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