lunedì 2 novembre 2009

Autunno a Shangai

Shangai è la modernità in azione, è ben disposta verso gli affari, i suoi nuovi strabilianti grattacieli infilzano l’immaginazione tanto quanto il cielo. È piena di un fascino festoso quasi irreale, è imbevuta di ricchezza, è enormemente fiera eppure è benevola, molto benevola in realtà. È vivibile, relativamente tranquilla, dà un senso di sicurezza, ti accoglie a bordo. È l’aspirazione di una Metropoli Occidentale, ma è in Oriente.
Shangai è l’incarnazione del sogno urbano occidentale: è una stupefacente realizzazione di tutto quello che la Metropoli occidentale vuole essere. In alcune zone è la rappresentazione dell’immaginario urbano; è ciò che New York ambiva ad essere senza esserci riuscita. In altre parti è la fondamentale pace cittadina di una strada alberata parigina piena di piccoli bar e accoglienti caffè. Offre tutto quello che una grande città ha da offrire in termini di cultura, svago, affari e cibo, eppure è totalmente solidale con i suoi abitanti e i suoi visitatori. Occorre girare un po in giro per provare a conoscere gente del posto e capire questo miracolo. Ad esempio, la Fiera Musicale di Shangai, è forse la più grande fiera della musica al mondo.
Oggi la Cina è il maggior produttore di strumenti musicali occidentali. E indovinate un po’, qui producono dei sassofoni incredibilmente buoni. In passato i sassofoni cinesi erano prodotte da due sole società. In un certo senso, tutti i sassofoni e clarinetti cinesi contemporanei hanno un design molto simile e sono tutti ugualmente buoni. Alla fiera musicale invece si capisce che in realtà esistono molti piccoli costruttori di sassofoni e sono tutti parecchio bravi. Vogliono semplicemente perfezionarli. Vogliono fare di meglio.
La Cina è un miracolo finanziario. Sta per superare il Giappone come seconda economia mondiale. Si prevede che entro i prossimi cinque anni lascerà indietro l’America e diventerà la più grande economia al mondo. La Cina è il maggior produttore della gran parte dei prodotti agricoli e industriali. Nonostante le continue critiche occidentali alla struttura politica e al sistema monopartitico, il successo della Cina dimostra che il suo sistema politico e il modello economico potrebbero essere molto più efficienti di qualunque cosa abbiano da offrire le democrazie occidentali. Diversamente dal decadente Impero Anglofono e dalle altre economie occidentali basate sui servizi, la Cina è una società produttiva ed è governata da un solo Partito del Popolo. Invece di copiare il modello economico e il sistema di valori occidentali, la Cina ha fatto suoi alcuni punti di forza dell’occidente, modificandoli e integrandoli nel proprio sistema economico e sociale.

Immagino che non si possa più concepire una metropoli su questo pianeta, a meno che non abbia qualcosa a che fare con l’Olocausto degli Ebrei. I turisti a Shangai hanno l’imbarazzo della scelta: templi, siti di interesse, shopping, mercati di recente sviluppo, cibo, folklore cinese e ovviamente un po’ di “business della Shoa”. Sinceramente credo che nessuno, tranne qualche ebreo, sia interessato al ruolo storico di Shangai nell’Olocausto. Molti Israeliani ed Ebrei stanno visitando Shangai negli ultimi vent’anni, perché la Cina e Shangai sono il futuro e gli Israeliani lo sanno bene.
Durante la colazione negli Hotel di lusso si sente spesso parlare ebraico. Non si trattava di turisti israeliani. In realtà stanno “vendendo e comprando”. Stanno incontrando uomini d’affari locali già alle 8 di mattina. Ma non erano solo affari. L’infiltrazione israeliana è evidente a tutti i livelli.

Il Sionismo, come impariamo da Herzl e dai suoi troppo numerosi seguaci, non è altro che tracciare legami tra gli interessi nazionali ebraici e i poteri che dominano il mondo. Senza dubbio la Cina è la potenza nascente; in effetti la sensazione aumenta. In una sola settimana in Cina si vede l’intensità dell’attività israeliana sul campo.
Come tutti sappiamo, alcuni pacifisti ingenui puntano tutto su una possibile crescente rottura tra Israele e gli USA. Dimenticano che Israele può facilmente cambiare le sue alleanze come ha già fatto abbastanza spesso in passato. Israele è sempre intento a costruire relazioni con le potenze in ascesa. Gli Israeliani hanno già investito energie enormi su India e Cina.
Molto del successo della Cina dipende dal fatto che è guidata dal sistema politico davvero unico del Partito del Popolo. È un miracolo perché in qualche modo riesce a mitigare il duro capitalismo con un sistema sociale unico. È una bella domanda chiedere se ci sia posto in questo sistema per compiacere Israele, una filosofia borghese nazionalista basata sulla supremazia razziale e più in generale sulla predestinazione.

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