giovedì 19 novembre 2009

Imbarazzo Sanitario

Nella frenetica ricerca negli ultimi mesi di un modo migliore per fornire assistenza sanitaria al popolo americano, i media americani hanno spesso parlato dei sistemi sanitari di altri paesi, in particolare europei. Come al solito, brevemente, come se nulla fosse, viene menzionato il sistema cubano, dove ognuno è coperto per tutto, dove le condizioni pre-esistenti non importano, e nessun paziente paga per nulla; in sostanza, mai nulla. La ragione per cui il sistema cubano è raramente menzionato nei mass media è probabilmente il fatto che provoca un certo imbarazzo che un paese altrimenti povero, sofferente sotto l’orrendo giogo del socialismo, può fornire un’assistenza sanitaria che molti americani possono solo sognare. C’è un nuovo libro di T.R. Reid, ex corrispondente del Washington Post ed editorialista della National Public Radio. S’intitola “The Healing of America: A Global Quest for Better, Cheaper, and Fairer Health Care” [“La guarigione dell’America: una ricerca globale per un’assistenza sanitaria migliore, meno costosa e più giusta”]. Reid non evita di dare un po’ di credito al sistema cubano, ma si assicura che il lettore sappia che lui non è stato influenzato da nessun genere di propaganda comunista. Egli fa riferimento al governo cubano in quanto “totalitario comunista feudale”, ed aggiunge: “In ogni paese (tranne, forse, uno stato di polizia come Cuba) vi è un gruppo di cittadini che non è legato al sistema sanitario unico: i ricchi”. Perciò, il fatto che Cuba abbia un sistema sanitario egalitario viene fatto sembrare come qualcosa di negativo, qualcosa che uno può aspettarsi solo in uno stato di polizia.
Parlando del fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato voti elevati a Cuba per l’equità del suo sistema, Reid sottolinea che “certamente, l’equità e l’uguale trattamento valgono fino ad un certo punto; quando Fidel Castro si ammalò nel 2007, luminari della medicina vennero fatti venire dall’Europa per curarlo”. Aha! Lo sapevo! Gli americani, e non solo gli invasati di destra, non accetterebbero mai un sistema sanitario in cui ognuno avesse un’assistenza totalmente gratuita per ogni patologia se il presidente ottenesse un qualsiasi trattamento speciale. Lo accetterebbero? Potremmo almeno chiederglielo. A proposito degli invasati di destra, vi è un articolo del New York Times in cui si afferma: “Domani sera, nel bel mezzo della battaglia, il presidente comunicherà il suo messaggio al popolo in un discorso trasmesso alla radio ed in televisione in tutta la nazione, combattendo per l’approvazione del suo progetto di legge di riforma sanitaria , che gli oppositori hanno battezzato come ‘medicina socializzata’ e ‘tassello iniziale della rilevazione della medicina privata da parte del governo federale’”. Il presidente era John F. Kennedy, il programma era Medicare, l’articolo del Times fu pubblicato il 20 maggio 1962. Nonostante il discorso, lo sforzo fallì fino all’approvazione nel 1964.
E parlando della dittatura totalitaria comunista socialista fascista poliziesca cubana, Reid ed altri potrebbero essere interessati ad un articolo che dimostra come durante il periodo della sua rivoluzione, Cuba abbia goduto di una delle migliori performance in termini di diritti umani in tutta l’America latina. Ma come archiviare un’eternità di condizionamenti e far giungere alle menti degli americani questo messaggio? Al recente congresso dell’AFL-CIO, la principale organizzazione dei lavoratori del paese, è stata presa una risoluzione molto progressista, la quale chiede che venga concesso a tutti gli americani di recarsi a Cuba e che l’embargo statunitense nei confronti dell’isola venga sospeso. Ma al termine della risoluzione, gli autori ci hanno ricordato che sono americani, chiedendo a Cuba di “liberare tutti i prigionieri politici”.
Per apprezzare cosa vi è di sbagliato in quella risoluzione, si deve comprendere ciò che segue: gli Stati Uniti sono per il governo cubano come al Qaeda per Washington, solo molto più potenti e molto più vicini. Sin dalla rivoluzione cubana, gli Stati Uniti e gli esuli cubani anticastristi negli USA hanno inflitto a Cuba un danno e delle perdite maggiori di quanto accaduto a New York e a Washington l’11 settembre 2001. I dissidenti cubani hanno avuto legami politico-finanziari molto stretti, se non intimi, con i funzionari del governo americano, in particolare all’Havana attraverso la United States Interests Section. Il governo statunitense ignorerebbe un gruppo di americani che ricevono fondi da al Qaeda e/o partecipano ripetutamente ad incontri con noti leader di quell’organizzazione? Negli ultimi anni, il governo americano ha arrestato un gran numero di persone negli Stati Uniti ed all’estero solamente sulla base di presunti legami con al Qaeda, con molte meno prove a sostegno di quante Cuba ne abbia avute dei legami dei suoi dissidenti con gli Stati Uniti, prove raccolte dagli agenti segreti cubani. Virtualmente tutti i “prigionieri politici” di Cuba sono dissidenti del genere.

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