mercoledì 16 dicembre 2009

Yugoslavia, Italia

In un paese normale, certe cose non si sarebbero mai fatte. Nello stesso giorno in cui il governo Berlusconi ha scippato parte del TFR ai lavoratori, il PD invece che fare barricate e difendere i soldi dei lavoratori, ha ritenuto “gravissimo” il rinvio della discussione sulla cittadinanza breve per immigrati. Da pura fucilazione al muro. Nel frattempo Pierferdinando Casini, minaccia di creare un fronte antiberlusconiano nella caso si vada ad elezioni politiche anticipate. Comunicato sicuramente inatteso ma coerente. Il mondo politico, maggiordomo dei banchieri usurai, è sicuramente in fermento, dopo il fallimento del No B day, altra rivoluzione "colorata" guidata dalla CIA che ha considerato l'italia alla stessa stregua del Kirghizistan (naturalmente anche e sopratutto grazie a Berlusconi), senza sapere che, in ogni caso, abbiamo almeno un paio di migliaia di anni di storia alle spalle.
Incassata la sconfitta, i “poteri forti” stanno già aizzando i loro pupazzi per ottenere lo scopo: fronte unito per la cacciata di Berlusconi e Lega, anche se i leghisti sono stati supini nel piegarsi al diktat Americano sull'accesso "illegale" ai dati interbancari della rete SWIFT.
L’intenzione sarebbe di preparare un ribaltone con un’alleanza che vada da Casini a Ferrero con un governo “tecnico” magari presieduto dalla terza carica dello stato, il “predestinato” Gianfranco Fini, un uomo che si è venduto l'anima per il potere. Un clone di ciò che avvenne col quasi omonimo Dini che seguì il ribaltone del ‘94 e prima ancora con il governo Amato. Il compito di siffatto governo è “fare le riforme”. In primo luogo modificare la legge elettorale in senso ultramaggioritario. Ai “democratici”, infastiditi dal flop del referendum di giugno, puntano a un sistema elettorale che permetta l’esistenza di fatto di soli due partiti come in America (così si controllano meglio). E come laggiù la conseguenza sarebbe almeno il 50% di astensionismo perché tale percentuale non si riconoscerebbe nelle due sole entità consentite. Per secondo dare il voto agli immigrati nel tentativo di compensare l'inevitabile avanzata del Carroccio salvaguardando lo status quo di Roma capitale. La Lega è sempre stato il "sintomo febbrile" del male italiano mai la soluzione. Pertanto gonfierà le proprie file se non si riesce a trovare la quadra per ristrutturare lo stato italiano e riformarlo a fondo con fatti e non a parole. E le gonfierà fino a quando avrà la forza per separarsi dal resto del paese. In terzo luogo ammorbare la democrazia partecipativa eliminado piccoli comuni e province. Con il pretesto solito della “razionalizzazione” e dell’efficienza. Per lo stesso motivo, limitare o addirittura abolire lo strumento referendario sia a livello locale che “nazionale”. Naturalmente poca attenzione sarebbe posta alla disoccupazione dilagante e al disagio dei cittadini poiché in stridente contraddizione con la menzogna che “c’è bisogno di immigrati”.
Lo scopo sarebbe salvare il paese dall'implosione stile balcani, perchè bisogna avere il coraggio di dire che il paese sarà frantumato proprio così. I nodi irrisolti del "abbiamo fatto l'Italia, facciamo gli Italiani" di Cavouriana memoria, stanno venendo al pettine della storia: la mancata partecipazione del sud all'unità del paese, e da quì lo scambio del sud colonizzato e sfruttato in cambio di assistenza, l'imposizione di un modello di stato massonico-liberale che non teneva conto dell'esigenza di uno stato veramente federale, la generale percezione comune di dire "lo stato è di tutti e quindi di nessuno e faccio quello che voglio" che nasce da tali nodi risolti, comporterà inevitabilmente una rottura di una diga sempre più fragile da parte di una pressione sempre crescente, come un fiume in piena, di problemi che non hanno mai trovato soluzioni stabili e durature . Ce la stanno mettendo tutta. Dalla magistratura golpista, ai poteri forti del Britannia incarnati dai noti “papelli” Economist e Financial Times. In italia il gruppo Repubblica-Espresso che fa riferimento all'ebreo De Benedetti sobilla il popolo fino all'isteria collettiva, con l'appoggio di ambienti radical-dissolutivi di Micromega e Limes che fanno diretto riferimento a Washington e al Think Tank del CFR. Ad appoggiare il colpo di stato anche tutta la bolgia cattolica “progressista” asservita al NWO (new World Order, nuovo ordine mondiale di impronta satanica) quali Caritas e Famiglia Cristiana, assieme ad alcuni importanti prelati che si stanno esponendo, come Tettamanzi. Le conseguenze economiche saranno una somma catastrofica moltiplicatrice dell' effetto Argentina e Grecia messi insieme. Uno scenario di tutti contro tutti.
Spietate privatizzazioni e taglio feroce allo stato sociale con abolizione delle pensioni di anzianità (quelle dei veri lavoratori che hanno versato veri contributi). Scomparsa integrale del TFR per i dipendenti privati. La svendita delle ultime aziende di stato (FinMeccanica), e a disgregazione e spolpamento dell'ENI, che ancora ci garantisce una minima indipendenza energetica. Le Banche che sbarcheranno sulla penisola poi saccheggeranno quanto rimane delle aziende del paese che si possano definire tali con asset concreti e lucrosi. Abbattimento progressivo, fino al livello USA, delle prestazioni pubbliche sociali. Naturalmente a livello internazionale il coinvolgimento completo nelle guerre americane, fino al sacrificio di centinaia di soldati italiani uccisi in combattimento, e l’impegno per acquistare 131 esemplari di JSF-F35 ( al costo ciascuno pari a tre Sukhoy 27 più economici e affidabili di quelli americani) da impiegarsi per bombardare civili inermi in Afghanistan e Pakistan. Il tutto corroborato dalle burocrazie inadempienti il cui afflato “unionista” (di coalizione e di stato) è solo incidentale alla loro necessita si mantenere le garanzie da “grand commis”, di una casta inamovibile che mantiene i suoi privilegi indebiti. La “difesa della costituzione”, per allontanare il Cavaliere Blu, è pretestuosa. Niente è più offensivo per una carta costituzionale che i più alti magistrati siano i primi a ignorarne i dettami. Difatti nella corte costituzionale esistono giudici iscritti a società segrete in palese e grave incompatibilità con la legge Anselmi (n. 17 del 1982) che fa divieto ai pubblici ufficiali di aderire alla massoneria. Un “vulnus” spaventoso dell'istituzione repubblicana considerato che i poteri occulti sono anche depositari di riti esoterici indicibili (pedofilia, incesto, assassinio). Luigi de Magistris prima di essere costretto a lasciare la toga e “accontentato” con un seggio da europarlamentare, ha preferito piegarsi anziché essere spezzato facendo la fine di Falcone e Borsellino. E’ tutto un teatrino di ombre cinesi, di immagini per la distrazione di massa. La storia dell’”antipolitica” iniziata col famoso libro “la casta” di Rizzo&Stella fu costruita per delegittimare la sovranità popolare a vendere la panzana che solo i “governi tecnici” (strettamente filo Wall Street e filo City londinese) potessero costituire la “salvezza nazionale”.
Anche la questione della “mafia” è un mero paravento. La “mafia” sta semplicemente nella struttura mentale meridionale. Certo non tutti i meridionali sono mafiosi ma la mentalità generale è quella. Non è che uno si alza un mattino e decide di diventare “camorrista” ma un sistema socio-culturale diffuso che rifiuta l’etica statuale accettata in altre regioni, l'eterno dilemma dell'unità mai risolto. Immaginate solo le gigantesche distorsioni ai conti pubblici e il danno incalcolabile per l’erario causati dal fatto che mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita “fatturano” per centinaia di miliardi di euro complessivi di imponibile che sfugge ad ogni obbligo fiscale. Di ciò raramente sentite parlare nelle discussioni sulla “fiscalità” o sulla “riforma tributaria”. Guarda caso.
Hanno deciso di forzare la mano agli eventi i poteri occulti; per dare il voto agli immigrati sono decisi anche a far rinviare le votazioni regionali previste per fine marzo. Un golpe in piena regola. Chi ne pagherà le conseguenze di tale scelleratezza?
Noi poveri Italiani.
L’anno che verrà sarà foriero di enormi e irreversibili, quanto prodigiosi cambiamenti in italia. Assisteremo al tracollo definitivo della PMI (Piccola e Media Impresa) del Centro Nord dove la tassazione oppressiva , unita alla forza dell’euro, sta definitivamente “staccando la spina” a questo modello di economia già in declino. Emblematico che l’IRAP non è stata abolita ne tantomeno ridotta, e la Lega ne ha la maggior responsabilità. La maggior parte delle ore di cassa integrazione, ordinaria o speciale, non sarà riassorbita perché le aziende chiuderanno o saranno inglobate in altre più grandi, per razionalizzazione del personale. Ma specialmente molte industrie trasferiranno la produzione direttamente in Cina o Romania in cui il fisco e il costo della manodopera sono un decimo dell'Italia. Nessuno ne parla.
Purtroppo per il 70-80% degli attuali cassaintegrati le cose non ritorneranno come prima. Nel senso che dovranno imboccare percorsi in “uscita” (mobilità-prepensionamenti) oppure affrontare dislocazioni della sede di lavoro o cambiamento di azienda. E poichè, anche in presenza di cospicuo aumento della disoccupazione, verrà sempre di più pungolato l’ingresso di extracomunitari, la situazione lavorativa precipiterà a livelli della Spagna (20% di disoccupati). Il precariato come regola, non eccezione. Incrementeranno senza sosta i prezzi degli immobili a causa della pressione immigratoria e le case popolari saranno riservate agli immigrati grazie a qualche legge tesa a evitare ogni “discriminazione”. Gli italiani senza casa dovranno arrangiarsi. L’immigrazione selvaggia voluta e pianificata ad alti livelli massonici per cancellare le differenze etniche tra le varie popolazioni italiche e generare un popolo italiano omologato e succube, sta in realtà accelerando la disintegrazione dello stato, insieme alla mancanza di una soluzione di problemi complessi presenti da troppo tempo. In una situazione economica di piena crisi, occupazione a picco, con il debito pubblico fuori controllo si continuano ad importare milioni di diseredati. E' troppo per qualsiasi paese, figuriamoci per il nostro.
Ci sono infine alcune curiose somiglianze tra la Madonna apparsa a Medjugorje nel 1981, con la Madonna piangente sangue a Civitavecchia nel 1994. Come finì poi nell’ex Jugoslavia lo sapete. Per ora la “Madonnina” ci ha salvato frapponendosi tra il grugno di Berlusconi e la follia di Massimo Tartaglia, l’uomo che aveva con sé una lama di plexiglass lunga 20 centimetri, un crocefisso di gesso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo. Se l’attentatore avesse ammazzato Berlusconi, ora noi staremmo forse cominciando a contare i morti di una cruenta guerra civile, ed avremo la nostra Sarajevo. Non so per quanto riuscirà la provvidenza a fare da scudo. Ma di sicuro le analogie con il nostro ex vicino sono estremamente preoccupanti.

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