giovedì 25 febbraio 2010

Guerra Nucleare Prossima Ventura

Non so se le informazioni possono essere utili o se la veridicità di quel che segue, nè tanto meno della fonte sia affidabile oppure no. Tuttavia il fatto è riportato da «Project Camelot», un sito di indiscrezioni militari di solito ben informato, e ripreso dal «LA County Examiner», sito giornalistico credibile. Inoltre, certi particolari hanno un suono molto veridico confermando quello che avevo già riportato in un precedente post. Infine, anche la sola possibilità che esista un piano come quello qui descritto, impone il più alto allarme: meglio sbagliare che non dire nulla.
Lo spiega bene il titolo dell’Examiner: «Un insider militare britannico rivela: la terza guerra mondiale è stata già organizzata, a cominciare da Israele ed Iran».
L’«insider», anonimo, si definisce un ex ufficiale superiore militare britannico con decenni di esperienza, poi divenuto «un operatore di alto livello nella City» la piazza finanziaria di Londra, dove ,dice «di essere divenuto molto interno ad eventi fabbricati segretamente, dietro le quinte, per un gruppo di personalità – che secondo me non agiscono a favore di una nazione o di una comunità, ma per se stesse». Un gruppo che «trasuda potere», e «capace di costringere a far accadere una serie di eventi».
Nel giugno del 2005, alla City, questo anonimo dice di essere stato invitato (forse per errore) ad una riunione di una trentina di queste personalità, tutti britannici, alcuni noti al pubblico, politici, finanzieri, generali e capi di polizia; l’anonimo ne conosceva gran parte (ma non tutti) per la sua posizione nella piazza finanziaria. Questi lo hanno trattato come «uno fidato», uno dei nostri. Sicchè l’anonimo li ha sentiti «parlare apertamente e ‘serenamente’ della riluttanza degli israeliani a colpire e provocare l’Iran in un conflitto armato. Il modo rilassato con cui ne parlavano, quietamente fra loro, senza discutere nè gridare ma come cosa già fatta, è quel che mi ha fatto rizzare i capelli. Sembrava che il governo israeliano fosse legato a decisioni che erano dettate fuori dei confini israeliani».
Era il 2005: un anno dopo, Israele attaccò in Libano Hezbollah, ritenuto comunemente alleato dell’Iran sciita, con i risultati disastrosi che sappiamo. E’ questo evento che ha deciso l’anonimo a parlare, poichè lo giudica preparatorio dello scenario che venne discusso in quel meeeting. Quale? «Si aspettavano chiaramente di trascinare l’Iran in qualche tipo di conflitto armato con l’Occidente, e di fare in modo che la Cina venisse in soccorso all’Iran. E in modo da indurre la Cina o l’Iran ad usare un’arma nucleare tattica... Avevano bisogno di rendere colpevoli Cina o Iran del primo uso di un’arma atomica, per poter giustificare il passo ulteriore».
E attenzione: «Queste persone non stavano prendendo tali decisioni. Parlavano con calma di qualcosa che era già stato deciso, sicchè si scambiavano semplicemente le loro informazioni, su quando sarebbe avvenuto tutto questo». Da quelle conversazioni, l’anonimo ha avuto l’impressione che Teheran disponesse di qualche testata atomica; non prodotta in casa ma fornita da Pechino, e che quelli di Londra lo sapessero.
«Ricordo abbastanza chiaramente che parlarono anche della riluttanza del governo giapponese a creare sconvoglimenti nei settori finanziari della Cina... Non capii bene di cosa parlavano. Ho colto però che sembrava che il governo giapponese, o quelli in Giappone, fosse obbligato – o gli venisse ordinato – di fare qualcosa che rallentasse la crescita della Cina come potenza finanziaria».
«Era con la Cina che ce l’avevano. E la questione era come provocare uno scenario di guerra, e di come farlo in modo da renderlo credibile alle opinioni occidentali... L’Iran usato come pedina per un primo uso del nucleare onde legittimare una risposta». Sia da Israele, sia della Cina al fianco di Teheran da cui dipende per molto del suo fabbisogno energetico.
Dunque, se si può credere all’anonimo, è pianificata una terza guerra mondiale, che sarà nucleare, e che avverrà nei prossimi 18-24 mesi. Questa guerra deve cominciare con un attacco di Israele alle installazioni dell’Iran; e con l’Iran e la Cina trascinati a rispondere con atomiche. Ci sarà un breve scambio atomico, a cui seguirà un cessate-il-fuoco; ma naturalmente il mondo sarà piombato nel terrore e nel caos – anche questo deliberatamente pianificato, onde giustificare in Occidente, USA ed Europa, l’instaurazione di un regime militare forte: «I piani per questo sono già pronti». Il cessate il fuoco non verrà «prima che milioni di persone siano morte, specie nel Medio Oriente. Probabilmente la popolazione di Israele verrà sacrificata. Ma anche posti come Siria, Libano, probabilmente l’Iraq, certamente l’Iran, con distruzione delle infrastrutture, centrali energetiche e servizi sanitari».
E la Russia è nel gioco?, domanda l’intervistatore: «La sola menzione della Russia che ho udito nella riunione», risponde l’anonimo, «è stata una cosa che non capisco, che qualcuno può forse spiegare meglio. Si è accennato a ‘provocare i militari cinesi ad attaccare la Russia Orientale» (la Siberia). Non ricordo meglio in che contesto fu detto... L’idea generale era di creare condizioni di caos nel mondo. Che siginifica l’uso successivo di armi biologiche, vaste penurie alimentari, eccetera, che colpiranno i Paesi vulnerabili nel mondo, con carestie di massa e infezioni». I signori, se esistono, hanno parlato di uno stadio ulteriore a cui passare, dopo la tregua che seguirà allo scambio di atomiche. Lo stadio ulteriore di cui si parlò nell’incontro del 2005: «Sarà diffusa un’arma biologica, inizialmente contro i cinesi. La Cina si prenderà un malanno, dicevano». Qualcosa come un’influenza, ma a rapidissima espansione. L’anonimo informatore ha avuto l’impressione che si parlasse di «un’arma razziale, collegata con DNA».
«Non so definirlo, non sono un genetista. Ma parlavano dell’estinzione di un’intera parte della razza umana, e di farlo geneticamente. Parlavano di ridurre l’umanità ad una misura "gestibile"... del 50% (...). Perchè possano avere il controllo che desiderano, occorre il 50% (in meno). Nel caos provocato dallo scontro nucleare, l’arma biologica sarà usata quando non ci saranno strutture, reti di salvataggio per contrastare questo massacro biologico».
Non basta. I signori della City hanno parlato di un «evento geofisico», un cataclisma naturale, che si aspettano avvenire entro 10 o 20 anni. Parlavano del fatto che «siamo entrati nel periodo in cui tale evento geofisico sta per prodursi, dato il tempo passato da quando si produsse l’ultima volta, circa 11.550 anni fa... pare un ciclo, che si ripete ogni 11.550 anni».
Circa 11.500 anni fa si produsse l’evento che congelò all’istante i mammuth che brucavano erbe primaverili in Siberia; è l’età della scomparsa di Atlantide secondo il mito platonico. I signori si aspettavano l’evento, benevenuto, perchè ridurrà ulteriormente la popolazione. Dopo di che, sorgerà un nuovo mondo, un mondo meglio gestibile da loro.
Naturalmente può essere tutta una fantasia. Ma alcuni fatti hanno convinto la fonte a rivelare quel che ha appreso nel 2005, fra cui il collasso finanziario globale («Non è un collasso, è una concentrazione di potere finanziario»), e il corso sempre più rapido degli eventi politici verso l’esito profetizzato allora: l’allineamento dell’Occidente e quello improvviso della Russia contro l’Iran (e l’esplicito allineamento di Berlusconi, perchè no?, come se gli fosse stato ordinato), la misteriosa «arca delle sementi» realizzata alle Swalbard dalla Fondazione Rockefeller con Monsanto e Syngenta sotto cento metri di ghiacci perenni... Ci si può domandare dove lorsignori pensino di scampare dalla catastrofe nucleare, biologica e dal cataclisma... ma sarebbe forse una domanda ingenua. La Tasmania talora indicata come ultima terra? O rifugi anti-atomici? Certo i pianificatori hanno pianificato anzitutto la loro invulnerabilità.
«Il piano viene completato da generazioni» di immortali, o di entità che tali si credono…
Perchè, secondo l’informatore, quelli parlano di «Missione Anglo-Sassone», un chiaro riferimento all’ideologia (e alla società segreta) di Cecil Rhodes e Lord Milner, motrice dell’utopia di un governo mondiale dominato dalle élites britanniche, e gestito secondo i principii denatalisti di Malthus e una «socialità» tratta da Darwin. Sempre secondo l’informatore, essi sono interni alla Massoneria: ma nel senso che «per loro è un veicolo», uno strumento attraverso cui cooptano i loro pari. «La loro causa non è esattamente una causa massonica. E’ qualcosa che può essere avvicinato ad essa, ma non è la stessa cosa».
Ebbene, questa frase mi induce a dare qualche credibilità alla rivelazione. Un’altra, è la descrizione che l’informatore tenta della trentina di signori nella riunione del 2005:
«Come posso decriverli? La gente di cui parlo è gente che trasuda potere. Incutono timore. Esigono obbedienza e, perdio, la ottengono! E dal modo in cui parlano si capisce che stanno dettando ordini ai cosiddetti governi eletti che abbiamo in Parlamento, a Washington, a Berlino o Parigi. Quella gente trasuda quel tipo di potere, come posso dirlo meglio? Non c’è un briciolo di compassione in essi. Non emanano alcuna cordialità spirituale, di nessun genere. Sono freddi, sono calcolatori. Per usare un modo di dire inglese, il burro non si scioglie nella loro bocca».
Questa è la descrizione di persone selezionate in un modo speciale, passate attraverso «porte iniziatiche» di un certo tipo. Viene da pensare ad esempio, in Italia, alla figura di Enrico Cuccia, nonchè intimo di André Mayer capo della banca Lazard. L’esangue Cuccia ogni anno faceva celebrare una Messa sulla tomba dei laicissimo Mattioli, capo della Banca Commerciale. Il Cuccia che dopo l’uccisione di Ambrosoli su mandato di Sindona, interrogato in aula, ammise di aver saputo del progetto (dallo stesso Sindona), e di aver capito perfettamente che la minaccia era reale. E alla domanda del giudice: come mai non aveva avvertito le autorità per scongiurare l’omicidio?, rispose: «Perchè non ho alcuna fiducia nelle istituzioni». Una risposta che lasciò di sasso, peraltro senza conseguenze per chi le pronunciò, dato che Cuccia esigeva obbedienza e perdio, la otteneva. Ma che mi è stato insegnato a leggere come un segnale ai «fratelli»: vedete, non ho denunciato il fratello Sindona, resto leale e fedele alla sola «istituzione» che riconosco.
No, il burro non si scioglieva neanche nella bocca sottile di Cuccia, non meno che nei gelidi signori della City che parlavano rilassati della guerra mondiale pianificata. Eppure, attenzione, questi non sono l’istanza suprema. Lo dice l’informatore:
«Per quel che ho udito, non erano un gruppo decisionale. Erano piuttosto un gruppo d’azione, di esecutori. Parlavano di cose che erano già state decise, su cui ci si era già accordati, e dovevano essere solo organizzate e ordinate. Questa gente s’era riunita per parlare insieme delle cose che bisognava fare, di ciò che si stava facendo, di ciò che eventualmente si sarebbe dovuto fare» per raggiungere lo scopo progettato.
In modo sorprendente, l’anonimo conclude che questi onnipotenti possono essere vinti: con la non-violenza e il rifiuto di obbedienza.
«Essi si nutrono di potere. Si nutrono di paura. Ma hanno bisogno di noi per realizzare quello a cui mirano... Il loro regime è profondamente basato sul tempo: adesso è il loro tempo, e il loro tempo sta per finire. Ed essi lo sanno».
Inutile dire che ciò evoca il versetto dell’Apocalisse 12, 12: «Guai a voi terra e mare! Il diavolo è sceso tra voi con gran furore, perchè sa di avere poco tempo».
L’informatore ne è cosciente, perchè alla domanda se ci sono rifugi sicuri contro ciò che sta per venire, risponde: «Non so. Ma dal punto di vista personale, io so che sono dove devono essere, e il posto dove devono essere è quello in cui sono adesso. Che sia sicuro o no, non conta; sono dove devono essere adesso, ed è questo che mi rende tranquillo».
E’ una risposta da buon soldato. Prepariamoci quindi ad attraversare tempi molto, ma molto difficili con fede salda e mente incatenata, libera da emozioni. Ne vale della nostra sopravvivenza futura come essseri umani, come civiltà, come uomini liberi.

mercoledì 24 febbraio 2010

Lezione dal Mossad

Da Giulietto Chiesa riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Quante volte, discutendo dell'11 settembre, mi sono sentito rivolgere domande sul funzionamento dei servizi segreti e sulla loro possibile connessione con attentati terroristici. Ogni volta è difficile spiegare a pubblici inesperti come funzionano le cose. Non ne capiscono un acca nemmeno molti giornalisti.
I quali, infatti, da anni corrono dietro ad Al Qaeda, che è la sigla, il logo, che non ha dietro un bel niente se non le capacità inventive della CIA, del Mossad e dell'MI-5.
Non ne capisce molto nemmeno quel degno e ammirevole intellettuale critico che si chiama Noam Chomsky, figuriamoci. Per questo scrivo questa postilla alle istruttive rivelazioni che emergono dallo scandalo dell'assassinio, in Dubai, di Mahmoud Al-Mabhouh, uno dei principali dirigenti dell'ala militare di Hamas. In scena, ovviamente, il Mossad, ma la firma non la si troverà mai. (Nella foto: gli agenti del Mossad coinvolti nell'omicidio di Mahmoud Al-Mabhouh).
Gl'imbecilli che continuano a pensare che i complotti non esistono, non possono ovviamente capire un mondo dove il complotto è diventato la regola generale, inclusa la finanza e l'economia. Ma basta dare un'occhiata nel mucchio delle cose che si vedono, per capire come funzionano queste operazioni. Lasciamo stare i passaporti veri, rubati, con le foto false. A parte il fatto che il trucco ricorda da vicino quello che venne usato per rivelare le identità dei 19 terroristi presunti dell'11 settembre: questo è l'abc delle spie. Ma guarda invece chi ha partecipato all'operazione in Dubai.
Nota 1 – Il Mossad è imbottito di agenti arabi. Così come di ogni altra nazionalità immaginabile, in ogni scenario. Ma questo è solo il primo strato. Ce ne sono molti altri. Per esempio nelle indagini in Dubai sono incappati due ex funzionari della polizia politica palestinese (Ahmad Hasnain e Awar Shekhaiber). Nota l'”ex”. Lo erano. Adesso sono businessmen in Giordania. Si fa sempre così. E' la forma di outsourcing dei servizi segreti. Comunque sappiamo che il Mossad ha suoi uomini direttamente nei gangli vitali dell'Autorità Nazionale Palestinese di Abu Mazen. La quale è interamente al soldo della CIA. Si chiama infiltrazione. E poi andate a chiede ad Hamas di fare pace con Al Fatah: se vi ridono in faccia è perchè sono gentili.

Nota 2 - Ma non penserete mica che il Mossad abbia le sue mani così corte da fermarsi agli amici degli amici! Infatti ha infiltrati anche dentro Hamas. E' finito in carcere, in Siria, uno dei più vicini consiglieri di Khaled Mashaal, il capo di Hamas. L'accusa è di essere stato la talpa per liquidare Mahmoud Al Mabhouh.

Nota 3 (storica) – A parte lo stranissimo “anarchico” Gianfranco Bertoli, che tirò la bomba contro la folla che stazionava attorno alla Questura di Milano dopo il passaggio dell'allora premier mariano Rumor (“anarchico” proveniente da un kibbuz israeliano, ex agente - per ammissione esplicita di Niccolò Pollari – prima del SIFAR e poi del SID), torna alla mente la rivelazione che Giovanni Galloni, stretto collaboratore di Aldo Moro, fece dopo l'assassinio dello statista democristiano. Sono le parole pronunciate da Aldo Moro in persona prima di essere rapito e ucciso: “La mia preoccupazione è questa: che io so per certa la notizia che i servizi segreti, sia americani che israeliani, hanno infiltrati nelle Brigate Rosse, ma noi non siamo stati avvertiti di questo, sennò i covi li avremmo trovati”.

Lo ricordo perchè tutti (in particolare i più giovani) si guardino dalle sciocchezze che circolano e non mi chiedano più se io penso che CIA e Mossad avessero infiltrati nei gruppi terroristici che parteciparono all'11 settembre. Certo che li avevano! E che li hanno! Dunque ogni volta che un attentato produce morte e paura ricordatevelo sempre: loro come minimo sapevano, come massimo hanno partecipato. La percentuale azionaria varia da caso a caso.

Giulietto Chiesa

martedì 23 febbraio 2010

Lettera a Santoro

Da Marco Travaglio riceviamo e volentieri Pubblichiamo.

Caro Michele,
ho riflettuto su quanto è accaduto giovedì ad Annozero. E, siccome è accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell’altra sera: "Parliamo di fatti". Il punto è proprio questo. Si può ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non è più (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d'altro.
La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti è talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti. Ma quando, come l’altra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti all’albo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli "di destra" parlano addosso agli altri e – quando non sanno più che dire – tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti). Da una parte ci sono giornalisti normali, come l'altra sera Gomez e Rangeri, che non fanno sconti né alla destra né alla sinistra; e dall’altra i trombettieri. Che non sono di destra: sono di Berlusconi. E non fanno i giornalisti: recitano un copione, frequentano corsi specialistici in cui s'impara a fare le faccine e a ripetere ossessivamente le stesse diffamazioni. Invece di contestare i fatti che racconti, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta. E, se non si abbassano a sufficienza, vengono redarguiti o scaricati dal padrone. Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla.
Partono avvantaggiati, possono permettersi qualunque cosa. Non hanno alcun obbligo di verità, serietà, coerenza, buonafede, deontologia. Non temono denunce perchè il padrone mette ogni anno a bilancio un fondo spese per risarcire i danni che i suoi sparafucile cagionano a tizio e caio dicendo e scrivendo cose che mai scriverebbero o direbbero se non avessero le spalle coperte. Come diceva Ricucci, che al loro confronto pare Lord Brummel, fanno i froci col culo degli altri. Sguazzano nella merda e godono a trascinarvi le persone pulite per dimostrare che tutto è merda. E ci tocca pure chiamarli colleghi perchè il nostro Ordine non s'è mai accorto che fanno un altro mestiere. Ci vorrebbe del tempo per spiegare ogni volta ai telespettatori chi sono questi signori, chi li manda, quali nefandezze perpetrano i loro "giornali", perchè quando si parla di Bertolaso rispondono sulle mie ferie e soprattutto che cos'è davvero accaduto a proposito delle mie ferie: e cioè che ho documentato su voglioscendere.it di aver pagato il conto fino all'ultimo centesimo e di aver conosciuto un sottufficiale dell'Antimafia prima che fosse arrestato e condannato per favoreggiamento, interrompendo ogni rapporto appena emerse ciò che aveva fatto (i due trombettieri invece dirigono e vicedirigono i giornali di due editori - Giampaolo Angelucci e Paolo Berlusconi, già arrestati due volte ciascuno, il secondo pregiudicato - e non fanno una piega).
Ma in tv non c'è tempo per spiegare le cose con calma. E, siccome io una reputazione ce l'ho e vi sono affezionato, non posso più accettare che venga infangata ogni giovedì da simili gentiluomini.
Gli amici mi consigliano di infischiarmene, di rispondere con una risata o un'alzata di spalle. Nei primi tempi ci riuscivo. Ora non più: non sai la fatica che ho fatto giovedì a restarmene seduto lì fino alla fine. Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un'idea migliore?

lunedì 22 febbraio 2010

Euro a due velocità

Da Eugenio Benetazzo riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Oggi tenterò di fare un quadro su quella che è una delle più contestate teorie di natura monetaria circa l’avverarsi di un cosiddetto Euro 2, di una spaccatura valutaria all’interno dell’area monetaria in Europa che porti all’emersione di una seconda divisa che consentirà un tenore di doppia circolazione all’interno di determinati Paesi. Chi ha letto il mio primo saggio economico nel 2006: “Duri e puri, aspettando il nuovo 1929”, si ricorderà che in copertina c'era una moneta da un Euro che si spezzava in due. Molti lettori mi hanno chiesto: "Ma perché non hai messo il dollaro al posto dell’Euro, non sarebbe stato più giustificato visto quello che è accaduto dopo?
No perché l’idea originale era proprio quella che all’interno dell’area Euro si potesse creare un Euro 2, una cosiddetta baby moneta, secondaria che venisse utilizzata all’interno di alcuni Paesi, quali sono questi Paesi? I cosiddetti PIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) a cui aggiungerei Malta e Cipro. Per quale motivo un Euro 2? Perché a distanza di 10 anni dalla nascita dell’Euro, ci si rende conto di come l’Unione Europea sia nata attraverso pressioni e forzature insensate e quasi scellerate perché alcuni Paesi, tra i quali anche il nostro, debbono scontrarsi con deficienze strutturali che sarà difficile nel lungo termine riuscire a livellare.
I famosi parametri di Maastricht, che ormai sono parametri scritti nei libri di storia, perché negli ultimi due anni solo saltati per quasi tutti, dalla Germania alla Grecia, a cosa serve un’Europa in cui i processi di armonizzazione economica avrebbero dovuto pretendere un allineamento in termini di debito pubblico rapportato al Pil e poi di ricorso al deficit di bilancio per tenere in piedi i Paesi, quando ci troviamo con un grande punto di domanda per la Grecia: "La Grecia si autosalverà attraverso una ridefinizione della fiscalità diffusa, oppure verrà salvata dalla Germania in concertazione con altri Paesi?". Questa è la vera preoccupazione dei mercati finanziari, vi è di più, se la Grecia venisse salvata, a quel punto si creerebbe un precedente, si dovranno salvare più avanti la Spagna e forse anche l’Irlanda e non dimentichiamoci dell’Italia, solamente che la Grecia pesa in maniera ridicola dal punto di vista economico, l’Italia, la Spagna sono un grande punto di domanda perchè non ci sarebbero le risorse per intervenire e mettere un tappo alla falla. Ecco perché i mercati finanziari hanno un particolare nervosismo sia sulla negoziazione dei titoli di Stato, che sullo stesso andamento del rapporto Euro - Dollaro, ormai il vero driver trainante i motori finanziari e che è stata la giustificazione della cosiddetta ripresina che abbiamo conosciuto fino a un mese fa, dovuta proprio al rapporto di cambio tra Euro e Dollaro. Dopo quello che è accaduto (alla Grecia, ndr), il cambio Euro - Dollaro si è contratto pesantemente, è passato a 1,50 e si sta proiettando a 1,30, forse anche a 1,25. I mercati finanziari vivono con maggior ansietà il futuro dell’Europa rispetto agli Stati Uniti d’America a causa della disomogeneità strutturale in termini di deficit, di crescita e di credibilità dei Paesi europei. L'Euro è un marco travestito, una moneta che hanno preteso e voluto i tedeschi perché la Germania era un Paese con potenzialità in termini di export rivolte soprattutto ai Paesi europei, quindi aveva la necessità di una valuta forte e di un rapporto di cambio fisso che consentissero stabilità negli scambi commerciali. Paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia hanno potenzialità diverse da quelle della Germania, pensiamo all’Italia che esporta molto di più rispetto alla Germania, al di fuori dei confini europei e avrebbe la necessità di una valuta competitiva, un po’ quello che sta facendo la Cina nei confronti delle altre divise, tenendo lo Yuan svalutato per rendere appetibili le esportazioni cinesi.
In questi termini dovremmo ripensare alla politica monetaria per alcuni Paesi europei, ed è per questo motivo che comincia a emergere l’ipotesi del cosiddetto Euro 2, una spaccatura all’interno dell’Euro che faccia nascere una seconda divisa.. Ricordiamoci però che proprio per questa ragione uno dei primi Paesi che si dovrebbe opporre sarebbe la Germania che si ritroverebbe a avere partner con potenzialità e appeal valutari che la metterebbero in difficoltà. L’emergere dell’Euro ha creato molti più benefici a alcuni Paesi e messo a dura prova la tenuta dei conti di altri, ecco perché in questo momento i mercati sono dubbiosi sul futuro dell’Europa e dell’Euro. La Grecia con 0,3 trilioni di euro fa ridere, può essere salvata attraverso un intervento in concertazione di più Stati, ma un Paese come la Spagna? L’Italia? Chi li salverà?"

Eugenio Benetazzo.


venerdì 19 febbraio 2010

A Tempo di Crac

Il "tempismo" del crac è per questa estate al massimo, è quasi matematico che non possa essere oltre, l'incognita è da dove inizi, se dalle borse, dal dollaro o altre valute come la sterlina su cui si crea un panico, dai titoli di stato USA o inglesi o giapponesi. Ma come tempistica da diciamo forse fine aprile per stare sicuri devi fare dei piani precisi perchè può essere un evento traumatico. Il "tempismo" del crac è "da Maggio-Giugno in poi..." per motivi molto semplici:

1) entro Aprile sia la Banca di Inghilterra che la Federal Reserve avranno cessato tutti i loro acquisti di debito pubblico e di debito cartolarizzato lanciato all'inizio dell'anno scorso. La Banca di Inghilterra ha in realtà già finito con la settimana scorsa e non a caso la prima piccola slavina dei mercati ha coinciso con la decisione degli inglesi di terminare il cosiddetto "quantitative easing" (espressione inglese elegante ed intraducibile in italiano in senso letterale che significa: Stampano-Moneta-e-la-Usano-per Comprare-Titoli di stato e titoli del debito cartolarizzato con dentro mutui e altro)

2) tutti i cedimenti di borsa seri sono sempre iniziati tra Maggio e inizio Settembre, le uniche eccezioni le hai quando hai avuto un crollo giù prima così spettacolare, come nel 2008, che per forza di cose se hai perso un -50% nei 12 mesi precedenti un rimbalzo lo fai poi anche "non stagionale". Ma quando il mercato è orso e nei 6-10 mesi precedenti è stato positivo il cedimento è sempre concentrato tra giugno e settembre, a volte si anticipa a maggio.

3) La Cina ha iniziato una prima stretta del credito a metà gennaio e gli effetti si sentiranno tra circa 3-4 mesi con un crollo dell'immobiliare. la Cina ha "toppato" come mercato con i soliti sei mesi di anticipo come nel 2007, il top dell'indice di Shangai è stato il 2 agosto 2009 e il top delle borse occidentali il 10 gennaio scorso 5 mesi e mezzo prima, nel 2007 furono sei mesi pure di distanza. Se tutto va come previsto dovresti vedere Shangai a -50% dal top del 2 agosto entro maggio-giugno, al momento ha fatto -22% dal top del 2 agosto, non sembra ma sta franando veramente assieme alla Spagna e Grecia. Se entro maggio-giugno hai Shangai a -50% dal top del 2 agosto allora hai la conferma.

4) In autunno in USA ci sono delle elezioni per Congresso e Senato e dato il trend catastrofico dell'occupazione un due mesi prima circa i politici con seggi contesi ed Obama andranno nel panico e cominceranno a menare colpi a destra e a sinistra

5) l'effetto delle misure straordinarie (tassi di interesse a zero, "quantitative easing", salvataggi diretti di banche, aumenti di spesa sociale e pubblica...) lanciate tra fine 2008 e inizio 2009 comincerà a ridursi dopo un anno circa e i deficit dei singoli stati USA e dei paesi più indebitati sono tutte bombe ad orolegeria che peggiorano già ora di mese in mese, ci sono almeno 10 stati USA, California, Nevada, New Jersey, Wisconsin... che sono messi come la Grecia

6) Come ciliega sulla torta hai la "tensione con l'Iran" che non rimarrà così sempre sospesa in modo indefinito se leggi le dichiarazioni degli ultimi mesi e settimane e troverà un qualche sbocco. Le guerre in Medio Oriente ed altrove sono state sempre in questo periodo che coincide con quello "Orso" per le borse di giugno-settembre: (I Guerra Mondiale: agosto 1914, II Guerra Mondiale: 2 settembre 1939, Operazione Barbarossa: giugno 1941, Guerra dei Sei Giorni: 10 giugno 1967, Guerra dello Yom Kippur: settembre 1974, Guerra del Golfo in Kuwait: 2 agosto 1990, Strage delle Due Torri: 11 settembre 2001...)


mercoledì 17 febbraio 2010

Milano, Banlieu


Hamed Mamoud El Fayed Adou è il nome del clandestino morto nella notte degli scontri a Milano. Questo ci fa riflettere sull'impossibilità di definire giuridicamente i confini. Ho conosciuto molte famiglie in cui il marito era in regola, ma non poteva regolarizzare anche la moglie, perché non aveva un reddito sufficiente o una casa abbastanza decente da poter invocare la riunificazione familiare. Lui regolare, lei clandestina, quindi.
Oppure penso a una signora ucraina, il cui figlio minorenne aveva vinto una borsa di studio per un conservatorio: è diventato un pianista affermato internazionalmente. Lei poteva seguirlo per assisterlo, quindi non era clandestina; ma la borsa bastava a malapena per il figlio, e lei per legge, non poteva lavorare, né il marito, poverissimo docente universitario di matematico in patria, poteva aiutarla. E così lei faceva le pulizie in nero. Regolare ma irregolare. Clandestinità, lavoro in nero... anche la nazionalità ha poco a che vedere con questioni come quella di Via Padova. Se penso all'Egitto, l'ultima parola che mi viene in mente è delinquenza. L'economista Felice Capretta (è uno pseudonimo) ha un blog - Informazione Scorretta - estremamente interessante, che rende palesi i meccanismi dell'inganno economico, in parallelo a quelli dell'inganno mediatico.
Diverso tempo fa, Felice Capretta ha però scritto eccezionalmente di un altro tema - racconta come ha vissuto proprio in Via Padova, a Milano, dove si sono svolti gli scontri. Il post descrive in maniera poetica e drammatica un'esperienza autentica: e poesia e dramma sono sempre presenti nella nostra vita reale. Le razionalizzazioni, per quanto aiutino a capire, sono sempre astrazioni. Il post di Felice Capretta descrive una parte della realtà delle grandi migrazioni. La maggioranza dei migranti che conosco io non vive affatto in quartieri come quello da lui descritto; però quei quartieri esistono. Il racconto di Felice Capretta sfugge completamente alla logica degli Opposti Moralismi.
Secondo il Moralismo di Destra, l'Italia un tempo sarebbe stato un paradiso in cui tutti prima di addormentarsi la sera, pensavano a come far felice il proprio prossimo (italiano). Poi sono arrivati gli Stranieri, in parte per campare a nostre spese, in parte con l'obiettivo segreto di privarci della carne di maiale e farci indossare curiosi turbanti. Una balla tre volte, perché sono i migranti che si mettono le magliette con scritte americane e non noi che ci mettiamo i turbanti. L'Italia degli anni Settanta e Ottanta era molto più violenta di quella di oggi. Dall'altra parte, più flebile ma più rispettabile, il Moralismo di Sinistra. Che dice che tutto andrebbe benissimo, se non fosse per i Pregiudizi, cioè i cattivi sentimenti di italiani culturalmente arretrati. Basterebbero il Dialogo e la Cultura dell'Accoglienza, nonché un apprezzamento maggiore per le spezie orientali. Ora, guarda caso, Dialogo e Cultura sono proprio il mestiere del ceto intellettuale subalterno, l'anima della Sinistra postcomunista. E gli intellettuali subalterni, padroni dei congiuntivi, sono gli unici che non lavorano a fianco di stranieri, e non temono la loro concorrenza.
Gli Opposti Moralismi hanno in comune una rimozione di fondo: la percezione del sistema globale che genera lo sradicamento, la migrazione, lo sfruttamento, la concorrenza, la violenza, l'odio - La haine, come si intitola lo splendido film di Mathieu Kassovitz. Per questo, i moralisti sono costretti a rifugiarsi in una spiegazione alternativa, che vede semplicemente il gioco dei Buoni e dei Cattivi. Un gioco in cui i punti vengono segnati da fatti di cronaca: se tu tiri fuori il Pakistano Malvagio che picchia la moglie, io ribatto con il Senegalese Onesto che trova un cellulare e lo riporta al suo padrone (italiano). Sulla soluzione al Problema, ovviamente, c'è divergenza. Ma entrambi sono d'accordo sul modello dell'Integrato Moderato (participio passivo del verbo moderare) cioè il migrante che si inserisce nei meccanismi senza stridere. Certo, per i primi, è una chimera, un ideale rispetto al quale ogni immigrato reale è manchevole; per i secondi, tutti o quasi i migranti potrebbero diventarlo.
E' irrilevante se l'integrazione in questi termini sia auspicabile o meno. Fatto sta che nella storia delle civiltà, o ci si integra aderendo a un'unica religione, o si viene integrati dallo Stato, attraverso il bastone e la carota di scuola obbligatoria, servizio militare e sistemi di sicurezza sociale.
Invece, lo Stato si sta disintegrando, per mille motivi, tra cui quello mediatico: quando un importante uomo politico deve rincorrere i media a proposito dei temi più frivoli, incrociando le dita che riprendano i suoi comunicati, vuol dire che lo Stato ha cessato di esistere. O meglio, deve dedicarsi solo ad aumentare gli apparati di sicurezza: ai telegiornali, dicono che c'è stata una rissa, ecco che un ministro corre in televisione per dire che sta mandando mille poliziotti. In Italia, la Regione Lombardia di Formigone è all'avanguardia nell'autodissoluzione statale. Nell'anno scolastico 2007-2008, in Lombardia, il 99,01% dei beneficiari dei sussidi scolastici regionali erano studenti delle scuole private, che si sono prese il 99,63% di 45 milioni di euro di finanziamento.
Si tratta per la maggior parte di scuole cattoliche, magari del giro di Comunione e Liberazione, ma non facciamoci accecare dall'anticlericalismo: queste cose non succedevano quando il paese era molto più cattolico e c'era la Democrazia Cristiana al potere. Il dato fondamentale è che chi manda i propri figli a una scuola privata, anche se non è benestante, non ha bisogno di essere integrato. Non esistono Buoni e Cattivi nelle vicende come quella di Via Padova, per il banale motivo che gli esseri umani sono più o meno uguali, e la rabbia e il terrore di "italiani" e di "stranieri" sono entrambi giustificati, per quanto si esprimano a volte con ululati fallaciani oppure con sprangate sulle auto.
Via Padova è il risultato di forze storiche immense, che vanno dall'industrializzazione globale dell'agricoltura nel Terzo Mondo alla fame di cocaina e badanti dell'Occidente; dalla facilità di entrare in Italia alla difficoltà di legalizzarsi; dalla necessità di organizzarsi per reti familiari o per bande di giovani maschi per cavarsela in un mondo ricco ma duro, alla dalla crisi economica (esportazioni italiane calate del 20% solo nel 2009) che rende superflui tanti migranti. Placche tettoniche in moto, come dice Felice Capretta.
Le banlieues sono uno dei due volti del nostro futuro: l'altro sono le gated community, le colonie telesorvegliate per chi se le potrà permettere.
In fin dei conti Milano sarà lo specchio futuro del paese.

domenica 7 febbraio 2010

Il Segno del Demonio

Il mondo è destinato ad implodere nel 2012 con una guerra nucleare, anno scelto dai potenti per distruggere quello che resta dell'ordine attuale ed instaurare l'ordine nuovo, Il New World Order (NWO). Scie chimiche, signoraggio, 11 settembre, sono solo alcuni aspetti.
Il mondo è una “fortezza” dentro cui siamo inconsapevolmente prigionieri senza neanche sospettarne l’esistenza. Noi siamo come delle pecore che vanno al macello senza saperlo. Convinti di essere diversi, più “intelligenti” di un quadrupede. Ma non è così. Una cricca satanica domina il mondo all’insaputa dei più, si manifesta visibilmente invisibile, coi i suoi simboli cui pochi riescono a fare caso. Occorre allenarsi, abituarsi a individuare gli emblemi che essi usano per esporsi. In verità, alcuni simboli sono perlopiù noti. Il triangolo massonico, l’occhio (di Horus), il sole, simbolo dell’”illuminazione”. Altri sono meno risaputi come la Stella a Cinque Punte (detta anche pentacolo o pentagramma). Se rovesciato è un carattere distintivo del satanismo più severo. Questi simboli sono spesso stilizzati e difficili da riconoscere.
Ciò cui siamo di fronte, impercettibilmente distinguibile, allo spettatore non allenato è un piano di sovversione dell’ordine divino per instaurare un Regno Demoniaco il cui re è il principe delle tenebre, Lucifero. Egli si serve di paladini e sodali fra gli uomini. Costoro sono organizzati in una setta segreta strutturata a piramide il cui vertice è costituito da una ristretta cerchia di opulentissimi che si autodefinisce “Illuminati”. Sono poche centinaia in tutto, qualche decina in italia. Appartengono quasi tutti a famiglie di alto lignaggio, molti con radici più o meno lontane nel giudaismo. Anche dentro la Chiesa, avendo abbandonato la via di Cristo per intraprendere il sentiero che porta verso l’Abisso. Vi dice niente il nome Emanuela Orlandi? Sono ossessionati dal familismo. Si accoppiano tra di loro (anche tra consanguinei) per conservare la purezza della loro razza funesta. All’occorrenza, esibiscono il pedigree come farebbe un allevatore di cavalli di razza per un esemplare da concorso ippico. Gli illuminati controllano tutto. Il potere economico e finanziario occidentale, tramite le banche e la fonte energetica principale, il petrolio. Anche la farsa politica che noi chiamiamo “democrazia” che, per gestire meglio, cercano di risolvere in un bipartitismo perfetto, come in America. Perché due sole organizzazioni politiche fintamente alternative sono più semplici da controllare di svariati partiti grandi e piccoli.
Rammentate a cosa mirava il referendum fallito lo scorso giugno in italia? Di nascosto sostengono organizzazioni “dal basso”, “libertarie”, “radicali” a portare avanti l’Agenda della globalizzazione. In genere questi movimenti li riconoscete perché usano due pesi e due misure di valutazione. Una per Stati Uniti (e Israele), un’altra per il “resto del mondo”. Queste affiliazioni “violacee” nutrono particolare “astio” verso alcuni stati più che altri: Iran, Palestina, Russia, Cina, Venezuela, Cuba ecc. Gli “Adelphi della Dissoluzione” prendono ordini direttamente dall’aldilà usando la cabala ebraica durante riti esoterici e stregonerie con formule di magia nera. Praticano sacrifici umani e di animali.
In America scompaiono nel nulla decine di migliaia di persone ogni anno, da noi migliaia. E hanno studiato certe trasmissioni televisive, (vedi “chi l’ha visto”) che ci tranquillizzano facendoci credere che sono assai di meno e solo disagiati gli scomparsi. Il sistema dell’intrattenimento televisivo-cinematografico è potentemente usato per trasmettere messaggi subliminali e “intontire” la gente. Nella penisola sono sufficienti culi e tette di attricette-troiette, calcio parlato, reality recitati e ricette di cucina che nessuno prepaperà mai per ottenere il “lavaggio” del cervello.
Uno scopo degli Illuminati, è la conquista del potere assoluto, lo si è detto. Attraverso la creazione di una sola razza meticcia di schiavi con microchip inseriti sotto cute al loro servizio. Già in essere la moneta unica globale. Stanno solo attendendo tempo e modo che siano propizi per rendere la cosa socialmente accettabile tipo “lo facciamo per aiutare i paesi poveri” o a seguito di un evento traumatico quale una guerra nucleare. Il loro afflato è anti-identitario. Per questo s’incappucciano durante i loro riti immondi. Prima dell’euro le monete nazionali europee riportavano figure di personaggi storici sulle banconote e spiccioli. La moneta unica europea, l’Euro, è sempre divisa per nazione ma su di essa stampati palazzi e infrastrutture. Edificate dai “costruttori” della Torre di Babele con la quale volevano raggiungere Dio. Essere come Dio, la finalità ultima degli adoratori del demonio è la deificazione. La divinizzazione dell’uomo al cospetto di Dio. Questo è quello che Lucifero offre in cambio del suo riscatto ai piedi dell’Onnipotente. Divorato da una disperazione indicibile per esere stato cacciato, assieme ai suoi seguaci, dal giardino dell’Eden.
Le scie chimiche, i terremoti artificiali, gli OGM, sono miserabili tentativi di costoro di raggiungere, l’onni-potenza, l’onni-scienza, l’onni-comprensione. Gli Illuminati fanno svolgere ricerche segretissime per prolungare la vita umana e sconfiggere il cancro. Sembra ci siano riusciti. I risultati però sono tenuti gelosamente nascosti, affinché solo l’elite possa godere dei benefici. Chi tra i potenti della Terra ha la stessa faccia da 50 anni? Mentre chi sono gli oppositori del NWO che neanche a 50 ani di età sono arrivati. Deceduti in incidenti, per malattie e ictus. L’elite controlla tutto, anche il web che essi hanno inventato.
Persegue la “convergency” di tutti i media sulla “rete”. Che materializza poi il “villaggio globale” profetizzato dal sociologo canadese McLuhan. Ossia fare convergere nel cyberspazio digitale tutti i mezzi di comunicazione di massa. Giornali quotidiani e periodici, libri, radio, cinema e tv, transazioni bancarie e atti delle pubbliche amministrazioni.Così si ottiene il monitoraggio completo dell’informazione globale: niente più teorie cospirazioniste. Passano solo i messaggi consentiti dal mezzo. Il mezzo è il messaggio, ancora McLuhan!
Si può talvolta riconoscere il loro “tocco” mefistofelico, il soffio del grande Impostore. Sono i portali che nell’intestazione sfoggiano loghi rossi o a sfondo rosso che stilizzano una S per “Satana” o un Serpente (altro raffigurazione di belzebù). Esempi che mi vengono in mente sono il sito della Reuters e il logo della CNN.Icone serpentiformi su sfondo rosso ricorrono. Classico modello, il marchio della Coca Cola. La prima C è un rettile stilizzato. La Coca Cola è una bevanda nera, non conosciamo la sua formula compositiva. Il latte è bianco, il caffè è nero e procura assuefazione. Pure il tabacco è nero e da forte dipendenza. Immaginate quante vite umane sarebbero state risparmiate se la sigaretta mai fosse stata inventata. Chi poi c’è dietro lo scherzo del proibizionismo ma con “modica quantità” per le droghe? Anche la Coca Cola da tossicodipendenza ma a nessuno è dato saperlo. Guardiamoci dai siti web che mostrano in continuazione foto e immagini di negri. Come dai registi di partite di calcio che inquadrano assiduamente calciatori di colore, più che di razza bianca. Diffidate dai divulgatori che tendono a “giustificare” Obama fingendo di criticarlo. Obama non è un “utile idiota”. A quel livello, egli è perfettamente consapevole del suo ruolo.
Molti simbolismi satanici sono amalgamati in certi siti web. Il sole con dentro stelle a 5 PUNTE, una o più. Compreso il simbolo della Repubblica Italiana , e delle Brigate Rosse!
Anche una V rossa (le corna del Diavolo) è un contrassegno nefasto, come nel logo della NASA. L’ente spaziale americano autore di una delle più grandi beffe demoniache della storia, lo sbarco sulla Luna. Il vecchio logo dell’agenzia spaziale americana era invece “serpentino”.
Riscrivere la storia è uno dei compiti affidati ai nemici dell’umanità. Del resto Lucifero è amico della menzogna. Compresa la burla di fare credere di non esistere. Nulla di ciò che sappiamo è vero. E’ solamente ciò che qualcuno ha voluto fosse scritto nei libri di storia. Nel mondo dello spettacolo molte rappresentazioni allegoriche di come è il mondo veramente sono state generate. La serie televisiva Visitors degli anni 80 ne è un esempio. Inoltre gli artisti che nominarono apertamente gli Illuminati sono tutti morti.
Magnificamente rappresentativa la trilogia della serie cinematografica Matrix. Il mondo è davvero come nel film in cui il ruolo delle “macchine” v’è la setta infernale degli “Illuminati”.
Cominciamo ad accettarlo. Sospettiamo sempre delle persone che mostrano un odio e insofferenza, anche inconscia, verso gli aspetti del sacro, anche semplicemente a menzionarne. Una degli attributi dei posseduti dal maligno è la chiaroveggenza. Nella prima pellicola di Matrix, uscita nel 1999 (seiseisei rovesciato), il passaporto di Neo (Keanu Reeves) ha una data di scadenza (expire date = data di morte) ben precisa: 11 settembre 2001.
Secondo voi quante probabilità ci sono che sia frutto di casualità? Trattandosi una storia di “fantasia” non poteva essere la data, che so, 21 aprile 2015? Non aiuterà ma almeno comprendiamolo. Che siamo nati schiavi e come tali viviamo in una prigione senza sbarre, una gabbia senza odore né sapore. Una libertà fittizia proprio come nel film di cui sopra. Per raggiungere tale obiettivo i Padroni del Mondo devono imbastardire il grado culturale del popolo, non basta loro averlo reso teledipendente. Stanno cercando di distruggere la capacità di ragionare fornita da una buona educazione scolastica tramite l’insegnamento delle materie classica e delle lingue antiche come greco e latino. Poiché per mezzo di lingue “morte” sono tramandate, di generazione in generazione, le formule magiche tramite le quali essi comunicano con i demoni. Di cui eseguono gli ordini ricavando in cambio potere e ricchezza. Devono mantenere il riserbo più stretto sul loro “tesoro” di conoscenza. A noi raccontano che bisogna insegnare l’inglese all'asilo per quanto la lingua in cui vengono siglati gli arcani documenti della Corona Britannica sia il latino! Diabolico vero!
Se siete arrivati a leggere fino a quì, non vi lascerò comunque con l'angoscia dentro. Se saremo coscienti sappiate che comunque alla fine dei tempi, e siamo prossimi ad essi, il bene vincerà, sempre. Sappiamo sempre riconoscere il segno del Demonio e rimaniamo vigili nella verità. L' Arcangelo Michele, alla fine chiamato da Dio e dalle preghiere degli uomini Buoni che ascendono in Cielo come profumo, schiaccerà il Demonio per ricacciarlo nell'abisso eterno. Egli è l'Angelo che conduce gli altri Angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il Demonio, e lo sconfiggerà gettandolo in catene nell'inferno affinché non tenti più gli uomini. Preghiamo per la salvezza delle nostre anima affinché esca indenne dal male e dall'iniquità.

sabato 6 febbraio 2010

Quale Crisi?

L'anno 2009 si è concluso con cifre che lasciano perplessa la maggior parte degli analisti economici. Infatti, il Dow Jones è aumentato del 18,82% nel 2009, lo S&P500 del 23,45% e il Nasdaq Composite del 43,89%. Per quanto riguarda il CAC 40, è stato guadagnato il 22,32%! Naturalmente, questi dati vengono utilizzati da coloro che sostengono a gran voce che la crisi è passata. Eppure, dobbiamo ricordare che il nostro sistema economico implode e che bisogna quindi analizzare perché l'economia mondiale non è ancora crollata. Eravamo in pochi a prevedere un gigantesco crac economico nel 2009 che non si è prodotto perché non potevamo sapere che le "soluzioni" per cercare di impedirlo sarebbero state così ‘surrealiste’. Sono stati immessi migliaia di miliardi nell'economia, fatto che si tradurrà di conseguenza in un’ulteriore rovina per gli stati e soprattutto condurrà inevitabilmente all'inflazione e, tra l’altro, alla distruzione del dollaro e della sterlina. L'inflazione è ancora bassa, perché essa è contenuta dalla deflazione legata alla debolezza del mercato, ma la situazione dovrebbe cambiare nel 2010. Nonostante questa massiccia immissione di liquidità, abbiamo avuto nel 2009 il più grande fallimento della storia con General Motors e una disoccupazione che esplode ovunque nel mondo!
Inoltre, al fine di immettere ingenti somme nell’economia, gli Stati Uniti hanno commesso l'irreparabile errore, monetizzare il loro debito. Infatti, la Fed (banca centrale americana), il 18 marzo 2009, giorno in cui il dollaro è morto, ha deciso di riacquistare i buoni del tesoro (monetizzazione del debito) e il 29 aprile 2009 ha confermato che acquistava 1.700 miliardi di dollari, vale a dire il 12,5% del PIL, di titoli emessi dal privato e di obbligazioni.
Nel 2009, la Fed ha così riacquistato l'80% dei buoni del Tesoro degli Stati Uniti (80% del debito). Ancora più grave, per limitare i danni, gli Stati Uniti hanno messo in atto nuove norme contabili che permettono di far sparire dal bilancio delle banche i prodotti finanziari più problematici (i CDS ad esempio).
Il 2 aprile 2009, in pieno G20, gli Stati Uniti hanno cambiato le loro norme contabili (dietro minaccia) cosa che ha consentito, secondo Robert Willens, un ex direttore di Lehman Brothers Holdings Inc., di migliorare il bilancio delle banche del 20%. L’ Europa ha seguito l’esempio e ha modificato anch’essa le norme contabili. Avevo già fatto il punto di questo problema nel mio articolo "Crisi sistemica - soluzioni (n ° 5: una Costituzione per l'economia)” che potete trovare nel il mio blog a pagina 9.
Per nascondere la realtà di una situazione economica disastrosa, " vengono riviste" le cifre. Gli economisti analizzano quindi dati sfalsati. Questa revisione ha un nome tecnico: rettifica periodica. Quindi si “aggiusta" a più non posso, come ai bei tempi di Stalin in URSS o come in Cina, e si passa così da -5,2% sulle vendite immobiliari negli Stati Uniti a +9,4%. La prova è sul mio blog a pagina 5 : La verità sulle cifre!.
Coloro che non vogliono piegarsi e che tentano di dire la verità, corrono un grosso rischio. Il direttore dell’osservatorio immobiliare del Crédit Foncier, Jean-Michel Cruch, è stato licenziato per aver detto che la crisi non era finita perché aveva calcolato che il ribasso degli affitti di beni immobili (uffici) era del 20% circa, ma ancora più importante, prevedeva tra il 20 e il 40% di diminuzione ulteriore nel 2010, un crac colossale.
Inoltre, i media bloccano sistematicamente le analisi che denunciano la gravità della situazione. E’ vero che di fronte al crescente numero di "dissidenti" (in particolare di personalità di alto livello) la situazione è sempre più complessa. Diventa a esempio difficile mantenere segreta l’analisi di Albert Edwards, responsabile della ricerca economica della Société Générale, che ha lanciato una bomba, spiegando ai clienti della sua banca di prepararsi a un crollo mondiale (global collapse). Fonte: The Telegraph.
Per spingere oltre l'analisi, l'anno 2009 è stato eccezionale sul piano della comprensione del nostro sistema economico. Infatti, il funzionamento reale della borsa che era oscuro anche per la maggior parte degli analisti, si è svelato; un funzionamento che può essere paragonato a quello di un casinò, una truffa planetaria. Bisogna capire bene che la borsa ha una sola utilità sociale, quella di fornire capitali alle imprese. Attualmente sta accadendo il contrario: è l'intera società che è in ostaggio e si spoglia delle proprie ricchezze a beneficio di pochi. Gli Stati-nazioni non sopravviveranno a questo fatto e si ritroveranno anch’essi rovinati.
In primo luogo, dobbiamo sapere che il 40% della creazione di "ricchezza" negli Stati Uniti proviene dalla finanza. Come è potuto succedere? Béchade e François Philippe Leclerc, specialisti finanziari, hanno fatto analisi notevoli che ci permettono di veder chiaro oggi. Philippe Béchade (Chronique Agora) spiega così: "Per coloro che nutrivano ancora qualche dubbio, il comportamento robotico del mercato dimostra in modo eclatante che non vi è più alcun contro-potere reale di fronte alle macchine. I programmi di trading automatizzato regolano con precisione geometrica l'angolo di progressione del canale ascendente. Una volta bloccato l’indice al rialzo implicito (azioni, indici, materie prime) una serie di opportunità infinite viene offerta agli operatori. Possono arbitrare in tempo reale l’insieme delle categorie di derivati: opzioni, warrants, CFD (Contract for difference), contratti su indice”.
François Leclerc (blog di Paul Jorion) spinge l'analisi ancora oltre: "Questo dibattito, che rimbalzerà ovunque, e le informazioni che permette di raccogliere, contribuisce all'acquisizione di una visione d'insieme, sotto tutti gli aspetti, della finanza moderna. Quest’ultima esercita ormai la sua attività in modo molto sofisticato e, di fatto, spesso al di là di ogni possibile controllo delle autorità di regolamentazione, in particolare a causa della sua estrema complessità, della sua velocità, e delle sue interazioni. A meno che siano emanati divieti molto rigidi alla base stessa della sua attività e che sia effettuata una sorveglianza senza acquiescenza né tregua. Un approccio diametralmente opposto a quello che è stato adottato.
Lo ‘high frequency trading’ non è qui che uno dei piccoli pezzi di un grande puzzle, non ancora completamente ricostruito, ma che sta già prendendo forma di capitalismo finanziario, al giorno d’ oggi. Il quadro che emerge è quello di un’attività che pretende di rispettare solamente le proprie leggi, di liberarsi da tutte le tutele, di imporsi a prescindere dalle sue conseguenze devastanti e che, alla fine, a vantaggio solo di una piccolissima minoranza, tenendo sotto il suo controllo e in ostaggio tutti gli altri. Pretendendo di esercitare una forma di asservimento moderno (nel senso proprio di schiavitù), mira a regnare utilizzando tutte le leve di controllo sociale sempre più inebriante, sofisticato e onnipresente. Non senza pervenire a un’incontestabile interiorizzazione della sua posizione dominante, la crisi sociale in ascesa diventa l'opportunità di misurarne l'intensità". In poche parole, la finanza, con l’aiuto della matematica finanziaria, ha trasformato la borsa in un casinò gigantesco. Peggio ancora, alcuni soggetti sono diventati i padroni.
Si noti che questi algoritmi finanziari estremamente complessi sono detenuti da poche persone. Permettono di sapere tutto in pochi secondi o addirittura in decimi di secondo prima di chiunque altro e quindi di guadagnare ogni volta. Il sistema può collassare, faranno quindi sempre soldi scommettendo al ribasso o al rialzo, prima di tutti, fino a quando il sistema collassa completamente, cosa che accadrà a breve. Alcuni se ne sono resi conto e si rifugiano nell’acquisto dell’oro: tuttavia, questo mercato è anch’esso una grande truffa poiché il mondo della finanza è un ambiente di squali che non esita a scommettere contro i suoi propri clienti, come HSBC custode dei depositi reali del fondo di investimento SPDR Gold Shares (GLD) che prende delle opzioni ribassiste sull’oro mentre essa stessa rivende contratti investiti in questi fondi ai suoi clienti. Grottesco e crudele!
La piccola cerchia dell’alta finanza fa quindi ciò che vuole, senza controlli. Il mercato dei derivati continua a crescere, ma, ancora una volta, è quasi completamente bloccato da 5 banche (JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Citibank, Wells Fargo) per un importo superiore a 200 000 miliardi di dollari (si parla di trilioni), vale a dire quasi 4 volte il PIL mondiale. Potete trovare tutti gli elementi (fonti, grafici) sul mio blog a pagina 7, "Crisi sistemica: mito e realtà. La cosiddetta teoria della domanda e dell'offerta è una frode intellettuale come tutto il nostro sistema economico che si basa su un solo pilastro: la legge del più forte.
J. K. Galbraith, economista canadese e consigliere dei presidenti Roosevelt e Kennedy aveva del resto dichiarato in un'intervista pubblicata su Nouvel Observateur del 4 novembre 2005 che "L'economia di mercato è facilmente descritta come un'antica eredità. In questo caso, si tratta di una truffa." Inoltre, le 20 persone più ricche del mondo hanno una fortuna personale stimata nel 2009 a 415 miliardi di dollari cioè un po’ meno del PIL della Svizzera (500 miliardi di dollari)!
L'1%, i più ricchi, rappresentavano il 10% del PIL nel 1979 e il 23% odierno. Il 53% nel 2039?
Albert Einstein, nel maggio del 1949, in un articolo pubblicato nella rivista Monthly Review spiegava, all’epoca: "Il risultato di questi sviluppi è un'oligarchia del capitale privato il cui potere esorbitante non può effettivamente essere accertato neanche da una società il cui sistema politico è democratico." Il desiderio di libertà, l'anarco-capitalismo, ha portato all’estremo l’ideale di libertà ed è un fallimento, poiché, come afferma Alexandre Minkowski "La libertà non è la libertà di fare qualsiasi cosa, è il rifiuto di fare ciò che è dannoso". Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione senza precedenti, perché abbiamo 2 sistemi economici che ci portano tutti verso la dittatura. Né comunismo né capitalismo hanno infatti ragione, dobbiamo quindi costruire un nuovo modello. Tuttavia, il problema è più profondo.
Tutte le organizzazioni sociali dipendono da una legge matematica fondamentale, la legge di Pareto o meglio, la legge di potenza che dimostra che in qualsiasi sistema organizzato, un piccolo numero si appropria sempre della quasi totalità delle ricchezze a spese altrui. La regola di base della dominazione è qui e le persone che controllano il mondo conoscono perfettamente questa legge fondamentale di cui fanno uso e abuso.
La rete, giorno dopo giorno, svela il funzionamento di questa dominazione la cui chiave è il nostro sistema di acquisizione delle ricchezze da parte di un piccolo gruppo, un funzionamento economico moralmente e matematicamente condannato. In effetti, questo sistema porta a trasformare tutto in modo esponenziale poiché la legge di Pareto (legge di potenza) è di per sé un esponenziale. La legge universale dell’equilibrio e dell’armonia (studiata da tutte le correnti spirituali e dalla scienza) deriva dalla analogia degli opposti, il principio dialogico di Edgar Morin che ha preso in prestito pesantemente da Eliphas Levi e dalla cabala . Di fronte a un’esponenziale di capitale accumulato nelle mani di pochi, ci ritroviamo quindi (il principio di equilibrio), con un’ esponenziale di debiti legati ad un consumo esponenziale, e quindi di distruzione del pianeta, di noi stessi. Questa legge di potenza è il risultato diretto del nostro cervello primitivo poiché alla fine, l'insegnamento dei frattali che si ritrova nel principio "hologrammatico" di Edgar Morin, dimostra che la parte è nel tutto, ma il tutto è nella parte e che tutto è correlato. I nostri sistemi economici non sono quindi che i riflessi di ciò che noi siamo. Voler costruire un sistema più giusto e redistributivo si oppone quindi all'animale che è in noi, perché alla fine, siamo in guerra contro noi stessi. La soluzione di fronte alla distruzione della nostra civiltà non può passare che tramite un cambiamento individuale radicale, una consapevolezza globale. La risposta non sarà allora economica, ma prima di tutto filosofica, spirituale.
"Dobbiamo diventare il cambiamento che ci auguriamo di vedere nel mondo". Mohandas Karamchand Gandhi.

giovedì 4 febbraio 2010

Ingratitudine Italia

Inutile nascondercelo. Berlusconi è ormai un leader inviso agli Stati Uniti ed ai responsabili dell’apparato militare-industriale che li governano realmente. E’ naturale, dunque, che venga ugualmente odiato e pesantemente avversato e combattuto dai soliti maggiordomi italiani (di destra, di sinistra e di centro) del tradizionale (dal 1945 ad oggi) “partito amerikano”.
Tutti assieme, infatti, padroni e servi dell’Impero, farebbero senz’altro “carte false” per poterlo rapidamente estromettere dalle redini del potere (per conto terzi) della colonia Italia o, quanto meno, mandarlo in galera (Di Pietro) o in pensione (Casini, Bindi, ecc.). Oppure, manifestando un falso ed ipocrita umanitarismo, spalancargli le porte di un semplice e dorato esilio, in qualche sperduta ed accogliente isola del Pacifico o dell’Oceano indiano (proposta De Magistris). L’importante, insomma, è che si tolga celermente dai piedi. Situazione che aprirebbe inevitabilmente le porte del Governo della Nazione, alla ledership di “Italia futura” (Montezemolo, Draghi, Monti, Fini, D’Alema, ecc.), direttamente sponsorizzata e sostenuta dalla Goldman-Sachs statunitense, soprattutto per motivi legati alla privatizzazione degli ultimi residui “gioielli di famiglia” dell’industria nazionale, tuttora scampati alle catastrofiche lottizzazioni e svendite organizzate a suo tempo dai successivi Governi Prodi. Ma come – potrebbe obiettare l’uomo della strada male informato – “Berlusconi inviso agli Stati Uniti” ed ai principali responsabili del partito americano de noantri? Proprio lui che sin da bambino, amorevolmente accompagnato dal padre, andava molto spesso a fare le sue sentite ed affettuose giaculatorie di gratitudine e riconoscenza ai piedi delle tombe dei nostri “liberatori” del 1943-45? Dura lex sed lex… Chi sbaglia paga. Le “leggi” dell’Impero non possono essere impunemente scalfite o contravvenute. In modo particolare, quando si tenta, in qualche modo, di assicurare una qualsiasi autonomia energetica ad uno qualunque dei Paesi del loro “protettorato” Europa! D’altronde, inutile meravigliarsene. Non dimentichiamo, infatti, che per molto meno, altri personaggi della storia d’Italia del dopoguerra – come Enrico Mattei, Aldo Moro, Bettino Craxi – hanno improvvisamente fatto la fine che hanno fatto! Per rendersene conto, è sufficiente dare uno sguardo ai dati statistici ufficiali. Da quei dati, risulta che l’Italia, dal 1996 al 2006, ha praticamente raddoppiato le sue importazioni di gas e di petrolio, indispensabili al funzionamento della nostra industria, delle nostre infrastrutture e dei nostri trasporti pubblici e privati. Oggi, ad esempio – per potere disporre di parametri di riferimento – il nostro Paese importa all’incirca 75,60 miliardi di metri cubi di gas e circa 2,137 milioni di barili al giorno di petrolio. E di queste quantità – grazie alla lungimiranza politica ed all’intuizione commerciale del personaggio Berlusconi – l’Italia è riuscita praticamente a sganciarsi dall’annosa e segregante tutela delle compagnie anglo-americane ed a ridurre la sua dipendenza da queste ultime di all’incirca i due terzi.
La privilegiata relazione del nostro Presidente del Consiglio con la Federazione Russa di Dmitri Medvedev e Vladimir Putin ha permesso all’Italia, dal 2008, di importare, a dei prezzi competitivi, all’incirca 23 miliardi di metri cubi di gas e circa 16,5 milioni di tonnellate di petrolio. Questo, senza contare che – tra Aprile e Dicembre 2009 – sono stati aggiuntivamente firmati con Mosca ben 19 Accordi di cooperazione, tra cui l’intesa per il lancio del gasodotto denominato South Stream; l’accordo tra Alitalia e la sua controparte Aeroflot; il protocollo con Finmeccanica, per la produzione di veicoli ferroviari e per la realizzazione in Russia di sistemi di sicurezza, nonché tra Finmeccanica e Sukkoi per la costruzione del ‘Superjet 100’; il compromesso tra Tecnimont, Sace e Vnesheconombank per la realizzazione – per conto della Tobolsk-Polymer – di un complesso petrolchimico da circa 2 miliardi di euro; ecc. Una situazione che ha repentinamente trasformato l’Italia, nel secondo partner europeo del Kremlino (dopo la Germania) e nel suo quarto partner commerciale a livello mondiale. Non parliamo degli Accordi con la Libia o, se si preferisce, con la Giamahiria araba libica popolare socialista, di Muhammar Gheddafi. L’interscambio tra i due Paesi, nel biennio 2008-2009, secondo i dati ISTAT, è stato di all’incirca 20 miliardi e 229 milioni di euro, rispetto ai circa 15 miliardi e 600 milioni di euro del 2007 (+29,5%), di cui 17 miliardi e 390 milioni di euro di esportazioni libiche (+ 24,4% rispetto al 2007 - prevalentemente petrolio e gas, pari a circa il 10% del fabbisogno annuale italiano; il resto proveniente dall’Algeria e – come abbiamo visto – dalla Federazione Russa), e di all’incirca 2 miliardi e 638 milioni di euro di esportazioni italiane verso la Libia (+62,5% rispetto al 2007). Per le sole importazioni italiane di petrolio e di gas, si è registrato un incremento del 27% circa, passando dagli all’incirca 12 miliardi e 330 milioni del 2007, ai circa 15 miliardi e 640 milioni di euro del 2008. Il tutto, naturalmente, senza contare la serie di accordi bilaterali che – anche se indirettamente favoriti e “cauzionati” dalla promessa italiana di risarcimenti alla Libia per all’incirca 5 miliardi di dollari, per i danni coloniali causati a questo Paese nel periodo 1911-1942 – aprono alle aziende italiane un canale privilegiato di infinite opportunità, dal campo alimentare a quello dell’abbigliamento, da quello dei prodotti chimici e farmaceutici a quello degli articoli in plastica e/o in gomma, da quello della costruzione edile a quello della tecnologia nel campo dell’estrazione dei giacimenti di idrocarburi e di gas. Senza dimenticare, l’accordo bilaterale per il controllo dell’emigrazione clandestina che negli ultimi otto mesi ha conosciuto una drastica e salutare decrescita, raggiungendo i suoi minimi storici da dieci anni a questa parte.
Tutto questo, ovviamente, l’Anglo-Amerika non può sopportarlo. Ed è per le succitate ragioni che Berlusconi – per gli USA ed i suoi nostrani lustrascarpe – è improvvisamente diventato “persona non grata”. Insomma, l’uomo da abbattere e da sostituire al più presto, con qualsiasi mezzo.

martedì 2 febbraio 2010

Ombre AIG

L’idea di cospirazioni bancarie segrete che controllino il paese e l’economia globale sono un fatto assodato tra i teorici del complotto che accatastano munizioni, bottiglie d’acqua e burro di arachidi. Dopo l’audizione al Congresso di questa settimana sul salvataggio di American International Group, dovrete chiedervi se dopotutto questi personaggi siano veramente dei pazzi. L’audizione di mercoledì ha descritto un gruppo segreto che ha distribuito miliardi di dollari a banche di favore, operando grazie alla poca sorveglianza da parte dei funzionari pubblici o di quelli designati. Stiamo parlando della Federal Reserve Bank di New York, il cui ruolo come parte più influente del sistema di Riserva Federale – tralasciando la vicenda del salvataggio di AIG – merita un ulteriore esame del Congresso.
Nel novembre 2008 la Fed di New York si trova nella difficile posizione di dover decidere se acquistare, per circa 30 miliardi di dollari, contratti assicurativi che AIG vendeva su titoli di debito tossici alle banche, tra cui Goldman Sachs Group Inc., Merrill Lynch & Co., Societé Generale e Deutsche Bank AG. Quella decisione, sostengono i critici, è consistita in un salvataggio dalla porta di servizio per le banche, che hanno ricevuto un prezzo pieno per contratti che avrebbero avuto un valore di gran lunga inferiore se fosse stato permesso il fallimento di AIG. Quella decisione era giunta alcune settimane dopo che la Federal Reserve e il Dipartimento del Tesoro avevano sostenuto AIG sulla scia della dichiarazione di insolvenza di Lehman Brothers di metà settembre. Il Segretario al Tesoro Timothy Geithner era il responsabile della Fed di New York all’epoca delle manovre di AIG. Nel corso dell’audizione di mercoledì, Geithner ha sostenuto che la banca di New York doveva acquistare i contratti assicurativi, conosciuti anche come credit default swaps, per impedire ad AIG di fallire, cosa che avrebbe minacciato il sistema finanziario. L’audizione di fronte alla Commissione di Sorveglianza e delle Riforme della Camera si è anche concentrata su quello che molti al Congresso credono sia stato il susseguente tentativo da parte della Fed di New York di insabbiare i dettagli dell’acquisto e chi ne abbia tratto profitto. Continuando su questa linea di indagine, l’audizione ha rivelato alcuni dei meccanismi interni della Fed di New York e il ruolo enorme che riveste nel sistema bancario. Questo approfondimento ha un particolare valore considerato che la Fed di New York è un istituto semi-governativo che non è soggetto alle ingerenze dei cittadini come le normali richieste di informazioni, a differenza della Federal Reserve. Questa impenetrabilità risulta molto comoda poiché la banca è lo strumento privilegiato per numerosi programmi di salvataggio della Fed. E’ come se la Fed di New York fosse l’organizzazione per le operazioni segrete per la banca centrale nazionale. La Fed di New York è una delle 12 banche della Federal Reserve che operano sotto la supervisione del consiglio di amministrazione della Federal Reserve, presieduta da Ben Bernanke. I presidenti delle banche membre sono nominati da consigli direttivi formati da nove membri, nominati a loro volta perlopiù da altre banche. Come ha detto a Geithner la deputata Marcy Kaptur durante l’audizione: “Molte persone credono che il presidente della Fed di New York lavori per il governo degli Stati Uniti. Ma in realtà voi lavorate per le banche private che vi hanno eletto”. Ciononostante la Fed di New York ha avuto un ruolo indispensabile nel salvataggio delle banche da parte del governo, spesso ricevendo a sorpresa carta bianca per comportarsi come se dovesse prendere lei stessa le decisioni.
Considerate AIG. Prendiamo le parole di Geithner che un fallimento per sistemare i default swap dell’assicuratore avrebbe portato ad un Armageddon finanziario. Tenuto conto della posta in gioco, potreste pensare che Geithner avesse coordinato le azioni con l’allora Segretario al Tesoro Henry Paulson. Eppure Paulson aveva testimoniato che non era informato sui fatti.
“Non avevo alcun coinvolgimento nel pagamento alle controparti, assolutamente nessun coinvolgimento”. Anche il presidente della Fed Bernanke non era coinvolto. In una risposta scritta alle interpellanze del deputato Darrell Issa, Bernanke ha dichiarato che “non era direttamente coinvolto nei negoziati” con le banche controparti di AIG. Dovete chiedervi chi allora era veramente responsabile del futuro finanziario del nostro paese se AIG rappresentava una minaccia così seria come sosteneva Geithner. Le domande sulla responsabilità della Fed di New York sono sorte dopo la nomina di Geithner a Segretario al Tesoro, il 24 novembre 2008, da parte dell’allora presidente eletto Barack Obama. Geithner ha affermato che si era astenuto dalle attività giornaliere della banca, anche se in realtà non aveva mai firmato una lettera formale di incompatibilità. Questo ha lasciato i problemi relativi alle rivelazioni sull’accordo nelle mani degli avvocati e del personale delle banca, invece che ad un alto dirigente. Quei dipendenti non volevano che i dettagli sull’acquisto degli swaps divenissero pubblici.
Il personale della Fed di New York e gli avvocati esterni della Davis Polk & Wardell avevano curato le comunicazioni di AIG agli investitori ed erano intervenuti con la Securities and Exchange Commission per proteggere i dettagli sulle transazioni d’acquisto, secondo un rapporto redatto da Issa. Che la Fed di New York, un organismo semi-governativo, sia stato in grado di dare ordini alla SEC, un’agenzia del ramo esecutivo, merita un’audizione al Congresso a parte. In seguito, quando è diventato chiaro che le informazioni sarebbe state divulgate, uno dei componenti del gruppo di legali della Fed di New York, James Bergin, ha inviato una e-mail ai colleghi dicendo: “Sono portato a credere che questo treno partirà presto dalla stazione e dovremo concentrare i nostri sforzi su come spiegare questa storia nel miglior modo possibile. Ci sono state troppe persone coinvolte nelle trattative – troppe controparti, troppi avvocati e consulenti, troppa gente di AIG – per nascondere le informazioni ad un Congresso così deciso”.
Pensate all’enormità di queste affermazioni. Un membro di un organismo di poca responsabilità pubblica e che esiste per servire i banchieri si lamenta dell’impossibilità di tenere all’oscuro il Congresso. Questo smentisce la cultura della segretezza molto diffusa all’interno della Fed di New York. Il presidente della Commissione Edolphus Towns ha fatto notare nel corso dell’audizione che la banca all’inizio si era rifiutata di divulgare persino i nomi delle altre banche che hanno tratto profitto dalle sue azioni, sostenendo che queste informazioni danneggerebbero in qualche modo AIG.
“In effetti, quando le informazioni sono state alla fine pubblicate, sotto pressione del Congresso, non è accaduto nulla”, ha affermato Towns. “Non hanno avuto assolutamente alcun effetto sulle attività o sulla situazione finanziaria di AIG. Ma hanno avuto un effetto sulla credibilità della Federal Reserve e hanno messo in discussione questa sua propensione alla segretezza”. Ora, non sto dicendo che il Congresso dovrebbe immischiarsi nelle decisioni sui tassi di interesse o gestire nei minini dettagli la regolamentazione bancaria. Né penso che dovremmo tutti metterci in testa un cappello di carta stagnola e iniziare ad inveire contro la Commissione Trilaterale. Eppure dovrebbere ribollire a tutti quanti il sangue quando le agenzie irresponsabili e non elette scelgono i vincitori del sistema bancario cercando di dribblare il Congresso, proprio mentre i contribuenti sono obbligati a dare a prestito, spendere e garantire all’incirca 8 miliardi di dollari per sostenere il sistema finanziario.

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.