domenica 13 giugno 2010

Morte dell'Euro

Secondo la gran parte degli economisti che hanno preso parte ad una vasta indagine economica per il Sunday Telegraph, l’euro andrà in pezzi prima del termine di questo mandato parlamentare. L’indagine conferma i sospetti che il nuovo cancelliere George Osborne dovrà scontrarsi con la piena crisi dei partner commerciali della Gran Bretagna durante i suoi primi anni in carica.
La moneta unica è agonizzante e potrebbe non sopravvivere con i suoi attuali membri per una settimana, per non parlare dei prossimi cinque anni, secondo un campione di risposte dell’indagine – la prima vera ampia “cartina al tornasole” dell’opinione economica nella City dopo le elezioni. Quanto emerge conferma i sospetti che il nuovo cancelliere George Osborne dovrà scontrarsi con la piena crisi dei partner commerciali della Gran Bretagna durante i suoi primi anni in carica.
Dei 25 principali economisti della City che hanno preso parte all’indagine del Telegraph, 12 hanno previsto che l’euro non sarebbe arrivato alla fine del mandato parlamentare nella sua forma attuale, contro gli otto che hanno sostenuto il contrario. Cinque si sono detti incerti. Questa è solo una delle straordinarie conclusioni che sono state tratte, compreso che:
• l’economia crescerà di oltre un punto percentuale in meno il prossimo anno rispetto a quanto previsto nel bilancio di marzo;
• il governo prenderà in prestito quasi £10 bilioni di sterline in meno l’anno prossimo di quanto precedentemente previsto dal tesoro, nonostante questa crescita più lenta.
• altrettanti economisti credono che la Banca d’Inghilterra non aumenterà i tassi fino al 2012 o oltre, perché pensano che farà alzare i costi del credito quest’anno.
Ma la conclusione sull’euro è forse quella più straordinaria. Un anno fa o meno, in pochi nella City avrebbero previsto con sicurezza la fine della moneta. Ma gli eventi drammatici della Grecia, della Spagna e del Portogallo nelle scorse settimane, oltre all'affermazione del cancelliere tedesco Angela Merkel che l’euro è di fronte ad una “crisi esistenziale”, hanno modificato radicalmente le opinioni.
Due degli otto esperti che hanno previsto che la moneta avrebbe resistito, hanno detto che ciò sarebbe stato possibile solo al prezzo di vedere l’inadempienza di almeno uno degli stati membri per il suo debito sovrano. Andrew Lilico, capo economista del “think tank” Policy Exchange, ha detto che c’era “quasi possibilità zero” che l’euro sopravvivesse con i suoi attuali membri, aggiungendo: “la Grecia sicuramente sarà inadempiente sui suoi debiti, e rimane aperta la domanda se la Grecia subirà una qualche forma di rivoluzione o un colpo di stato – direi che questo possa accadere nei prossimi cinque anni con circa una probabilità su quattro”.
Douglas McWilliams del Centre for Economics and Business Research ha detto che la moneta unica “potrebbe non reggere neanche fino alla settimana prossima”, mentre David Blanchflower, professore del Dartmouth College ed ex stratega della Banca d’Inghilterra, ha aggiunto: “le implicazioni politiche [della disintegrazione dell’euro] saranno probabilmente profonde – i tedeschi sono contrari a pagare per gli altri e potrebbero bene ritirarsi”.
Quattro degli economisti hanno detto che, nonostante i più diffusi sospetti che la Grecia o altre economie più deboli possano essere costrette ad uscire dall’eurozona, lo stato che potrebbe ritirarsi con maggiore probabilità è la Germania. Peter Warburton, della società di consulenza Economic Perspectives, ha detto: “possibilmente se ne andrà la Germania. Possibilmente altri paesi dell’Europa centrale ed orientale – più la Danimarca – si saranno aggiunti. Possibilmente, ci saranno più livelli di appartenza all’UE e ci sarà un meccanismo per entrare e uscire dalla moneta unica. Credo che il progetto sopravviverà, ma non nella sua forma attuale”.
Tim Congdon dell’International Monetary Research ha affermato: “l’eurozona perderà tre o quattro membri, la Grecia, il Portogallo, forse l’Irlanda e potrebbe disgregarsi del tutto a causa del crescente attrito tra Francia e Germania”. Le recenti preoccupazioni per le sorti dell’euro fanno seguito alla creazione nel mese scorso di un fondo di salvataggio di $ 1 trilione di dollari (£691 bilioni di sterline) per evitare futuri crolli. Sebbene il fondo avesse inizialmente aumentato la sicurezza, gli investitori hanno abbandonato l’euro dopo che i politici si sono dimostrati riluttanti a sostenerlo senza riserve.

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