lunedì 12 luglio 2010

Bancarotta della Bp

La crisi della BP nel Golfo del Messico è stata giustamente analizzata (soprattutto) dal punto di vista ecologico. Le vite e i mezzi di sostentamento di molta gente sono in grave pericolo. Ma concentrando l'attenzione su questo aspetto, è stato omesso qualcosa di molto grave dal punto di vista finanziario che, secondo me, potrebbe portare ad un'accelerazione della crisi causata dall'implosione della Lehman.
La gente sottovaluta gravemente la quantità di liquidità del mondo finanziario globale che dipende da una BP solvibile. La BP concede prestiti - attraverso attività commerciali e la finanza. Concede somme, qualità e durata di prestito che una banca potrebbe solo sognarsi. La Gold Community dovrebbe pensare alla forza finanziaria sottostante una compagnia con più di cento anni di provate riserve di petrolio e gas.
Paragonate tutto ciò a quello che possiede una banca (non ci stupiamo che abbia avviato l'attività per vivere!), che ha poche attività tangibili (veramente, non presumibilmente). Pensate a cosa accadrebbe se la BP fallisse. Non è una banca. Con accertate riserve e beni nel sottosuolo, capitali in campi su tutto il pianeta, in termini di qualità di credito e disponibilità nulla può competere con una major petrolifera. Dio solo sa quante attività commerciali nel mondo dipendono dal denaro della BP, che potrebbe superare chissà quante volte il capitale di una qualsiasi banca.
Al centro della questione ci sono di nuovo tutti quei terribili derivati OTC! Le banche si affidano alle major petrolifere perché queste ultime hanno esattamente il tipo di affidabilità creditizia di cui loro stesse mancano. Infatti, le major petrolifere, viceversa, passano molto del loro tempo negando credito alle banche e cercando di eliminare il rischio bancario dai loro titoli nelle operazioni commerciali.
Le compagnie petrolifere hanno sempre diffidato delle banche dal punto di vista creditizio e hanno sempre considerato l'industria bancaria un brutto scherzo finanziario. Le banche solitamente devono supplicare le compagnie petrolifere perché queste ultime concedano loro operazioni commerciali che vadano oltre l'anno di durata. Le banche facevano persino scambi in perdita con le compagnie petrolifere semplicemente per averle sul loro registro commerciale... una posizione favorevole per richiedere, in un secondo momento, un'estensione del prestito o della sua durata.
Per le banche tutte le attività di scambio erano basate su quello che l'allora gigante dei derivati, Bankers Trust, chiamava il suo sistema di scambi: RAROC - o Risk Adjusted Return on Credit. Lo scambio è una funzione del credito ottenuto, unito al rischio della posizione (di scambio). Dato che il sistema creditizio e quello commerciale sono strettamente intrecciati, faremmo bene a ricordarci cosa potrebbe accadere alla liquidità mondiale e ai mercati se la BP andasse incontro a quello che molti credono essere il suo meritato destino, ovvero la bancarotta. L'Intercontinental Exchange (ICE) è già stato e sarà ulteriormente minato dalla crisi della BP che, infatti, è uno dei pochi enti con “hard assets” che sostengono questa cosiddetta borsa.
Se la BP andrà in rovina (indipendentemente dal fatto che lo meriti, oppure no), ma anche se sarà solamente molto danneggiata e l'ente statunitense potrà chiedere il fallimento, i derivati OTC a lungo termine nei mercati di petrolio, prodotti raffinati e gas naturali che vengono chiusi porteranno a una catastrofe. Tutto ciò avrà delle ripercussioni sul sistema bancario. La BP è il protagonista principale sulla parte lunga della curva dell'energia. Quanto sono esposti Goldman sub J. Aron, Morgan Stanley e JPM? Forse enormemente. Ora i prestiti sono stati tagliati alla BP. La controparte non accetterà il suo nome oltre l'anno di durata. É inaudito. Un gigante è alle corde. Se cade, tremerà la terra. Come possiamo vedere, la struttura pensionistica occidentale, i commerci finanziari e il sistema creditizio globale sono intrecciati. La BP ha un ruolo centrale in tutto questo, essendo fornitore primario di quelli che molti credevano essere prestiti AAA. Così dopo aver visto banche fallire e scomparire, e società sovrane tremare... ora vediamo una major del petrolio sul punto di crollare. Un'altra gamba della "sedia" economica globale ci è stata calciata via mentre noi vi eravamo seduti sopra. Il danno ecologico non è solo un evento ecologico di per sé. Esso è stato aggiunto alla lista di disastri causati dall'uomo che hanno messo a repentaglio l'economia mondiale. Il fallimento della BP avrebbe delle conseguenze sui prezzi, e relative implicazioni, e tutto ciò potrebbe essere paragonato a quello che avvenne con la Lehman, se non peggio. Sicuramente, come minimo, sarebbe dieci volte della Enron.
Tutto il rischio della controparte associato alla situazione attuale della BP ha fatto in modo che la curva del commercio globale di petrolio sia quasi crollata. Ora ci troviamo di fronte ad un altro evento in ambito creditizio che causa una chiusura nei mercati, che a sua volta impedirà gli scambi. Sembra un'esatta replica di ciò che avvenne nel mercato creditizio del 2008 -- e potrebbe essere anche molto peggio. Il mondo oggi si trova in una situazione molto più delicata.
Sebbene non se ne sia mai seriamente discusso, il mondo fa molto affidamento sulla fornitura da parte della BP di crediti a lungo termine a molte importanti industrie. Chi farà fede a tutti quei titoli in essere per quelle tante piccole compagnie di petrolio, gas ed elettricità, compagnie aeree e navali, bus locali, treni e reti viarie che fanno affidamento sull'affidabilità creditizia e sulla performance della BP? Non bisogna essere dei geni per immaginare come andrà a finire. Se la BP dovrà essere salvata dalla bancarotta come una banca, il sistema dovrà stampare una quantità inimmaginabile di denaro.
Il mercato, intellettualmente pigro e lento di comprendonio, come spesso capita, forse non se ne è ancora reso conto -- ma la BP potrebbe fare danni tanto quanto la crisi bancaria. Il fallimento per bancarotta della BP potrebbe far sembrare la Lehman un'inezia in confronto, e far tremare ancor di più il castello di carte finanziario in cui viviamo. Se il danno implicito insito nei possibili risvolti di questo evento non ci fa passare all'oro a piena velocità, nient'altro lo farà.

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