sabato 3 luglio 2010

Inferno sul Golfo

La preziosa testimonianza del coraggioso giornalista e documentarista James Fox dalla Lousiana tratteggia uno scenario degno dei nostri peggiori incubi: è in corso una vasta operazione, apparentemente (e illegalmente, aggiungerei) gestita dalla stessa BP insieme, pare, alla Chevron, attorno alla quale è stata stesa una cortina di protezione quasi impenetrabile. È impossibile avvicinarsi alle zone del disastro, o parlare con qualcuno degli addetti alle operazioni, vincolati al segreto più totale. Nessuno può filmare o fotografare nulla (pena la confisca degli apparecchi), lo spazio aereo sopra la chiazza è stato virtualmente chiuso (quindi non è possibile effettuare riprese dall'alto che aiutino a capire la situazione) e sono state segnalate truppe in pieno assetto da combattimento nonché l'arrivo presso l'aeroporto militare di Jacksonville di un gran numero di veicoli bianchi delle Nazioni Unite. Tutto lascia ipotizzare che stia per essere dichiarato lo stato di emergenza con conseguente Legge Marziale. In altre parole, un altro insano passo avanti verso la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale.
Il corexit, solvente usato in quantità industriali per dissolvere le chiazze di petrolio (e occultare in tal modo la magnitudine della catastrofe in corso) sta provocando danni enormi, non solo all'ambiente marino ma anche all'atmosfera, in numerose aree letteralmente velenosa. Qualcuno ritiene possa ricadere sotto forma di piogge tossiche, addirittura per anni! Senza dimenticare il benzene. Il petrolio ormai sembra fuoriuscire direttamente persino da alcune crepe sul fondo marino.
Diversi video sembrerebbero confermare i timori espressi più di un anno fa da numerosi geologi, secondo i quali il fondo marino oggetto delle trivellazioni della BP è marcatamente instabile se non decisamente pericoloso a causa della presenza di un'enorme sacca sotterranea di gas metano, in pressione a 100.000 libbre per pollice quadrato (PSI), e date le premesse che l'incidente alla piattaforma Deep Horizon era un evento praticamente scontato, il quale ora ha messo in moto una catena di conseguenze irreversibili. Due membri del Congresso, in un rapporto inviato all'amministratore delegato della BP, Tony Hayward, hanno affermato: "Sembra che la BP abbia continuato a prendere, una dopo l'altra, decisioni per risparmiare tempo e denaro che hanno aumentato il rischio di un'esplosione." Fatto sta che ora esiste il rischio concreto che dalle fessure sul fondo si formino enormi bolle di gas metano in pressione che risalendo alla superficie potrebbero devastare navi e piattaforme di trivellazione nella zona e uccidere un gran numero di persone.
Ma questo è ancora niente: lo scenario peggiore prevede che se queste bolle dovessero fratturare ulteriormente il fondo marino, si verificherebbe un'esplosione di una potenza assimilabile alla devastante eruzione di Mt Saint Helens, nel Pacifico nord-occidentale, avvenuta nel 1980. Un enorme flusso di gas si farebbe strada attraverso chilometri di roccia sedimentaria, strato dopo strato, esplodendo con una pressione stimata di 50 tonnellate per pollice quadrato che squarcerebbe varie miglia di fondo marino con una detonazione gigantesca, uccidendo tutto ciò con cui entra in contatto e innescando un'ondata di tsunami quasi supersonica con velocità fra i 650 e 950 chilometri orari e alta oltre trenta metri. Florida, Lousiana, Texas... devastazione totale, con decine, forse centinaia di migliaia di vittime. Come ciliegina sulla torta, sembra che il petrolio che continua a fuoriuscire sia anche moderatamente radioattivo! Apparentemente questo fattore è legato, guarda caso, proprio alla forte presenza di metano. Eppure esistono tecnologie di cavitazione e nanobolle che possono con una soluzione brillante, risolvere l'enorme dispersione di petrolio nel Golfo del Messico che potrebbe essere recuperato al 99%. Non fatevi ingannare: esistono sempre le soluzioni, persino semplici, per risolvere i problemi. Non le applicano perchè vogliono chiuderci in una gabbia mentale e governarci dalle tenebre. Vogliono l'Inferno sul Golfo per imporre la dittatura contro il popolo, contro l'uomo.

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