lunedì 5 luglio 2010

Trasformazioni Epocali

Stiamo attraversando un periodo foriero di intensi cambiamenti, non solo sociali ed economici, ma soprattutto naturali e, purtroppo, alcuni causati dalla colpevole mano dell'uomo. Purtroppo è vero che la realtà supera le più sfrenate fantasie, come pure che sembra non esserci limite all'incompetenza, al cattivo gusto e al totale disinteresse dei personaggi, protagonisti e comprimari, direttamente o indirettamente coinvolti nella più grave catastrofe ambientale che la storia planetaria ricordi, la nuova Chernobyl di Obama. Tony Hayward, l'amministratore delegato della BP da 1 milione di sterline l'anno, ha pensato bene di andarsi a riposare dalle faticose tribolazioni del Golfo del Messico partecipando sulla barca di 16 metri della quale è co-proprietario (e del valore di 470.000 sterline) ad una prestigiosa regata nelle azzurre acque di Solent, presso l'isola di Wight. Povero Tony, bisogna capirlo: la società che gestisce è stata esplicitamente accusata di aver mentito al Congresso USA per ridurre le proprie responsabilità nell'incidente, dopo la divulgazione di un documento interno che dimostra come l'entità della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico venisse stimata essere venti volte maggiore delle cifre divulgate pubblicamente dalla BP. Laddove lo scenario peggiore previsto consisteva in 100.000 barili di petrolio al giorno, la compagnia parlava di 5.000 barili al giorno che nel peggiore dei casi potevano arrivare al massimo a 60.000. Tyrone Benton, uno degli addetti alla piattaforma sopravvissuti all'incidente, ha dichiarato in un'intervista rilasciata alla BBC che già settimane prima del disastro si stavano verificando perdite di petrolio dall'impianto di sicurezza del pozzo, il cosiddetto BOP (Blowout Preventer) che avrebbe dovuto chiudere le valvole in caso d'incidente, che sia la BP che la Transocean, che gestivano la piattaforma, erano stati avvertiti del problema e che il pezzo difettoso era stato semplicemente staccato, invece di essere sostituito, così da non rendere necessario fermare la produzione. Benton non sa dire se poi, prima dell'esplosione, la sostituzione fosse stata effettuata. Comunque Tony non ha di che lamentarsi troppo, dato che nel caso rassegnasse quelle dimissioni da più parti invocate, incasserebbe un bonus pari a 10.8 milioni di sterline e una pensione annua di 500.000, o almeno così sembra.
Nel frattempo, proprio in base alla sua testimonianza di fronte alla commissione del Congresso, si prevede che se non si troverà un modo di bloccare la perdita (si dice non sarà possibile prima di Natale...), il petrolio continuerà ad uscire per almeno due anni, forse addirittura quattro (basandosi sulla stima prudenziale di 60.000 barili giornalieri). Mi viene da ridere (per non piangere) quando sento che la BP ha garantito un fondo di 20 miliardi di dollari per ripagare i danni: concordo con Patrick Martin quando lo definisce un crimine corporativo oltre ogni immaginazione e afferma che il costo finale di questo immane disastro, combinando i danni agli ecosistemi, all'industria turistica e della pesca, nonché le conseguenze a lungo termine per la salute delle popolazioni locali, è probabile superi il bilione di dollari (mille miliardi).Ho ripotato nel precedente post le vere ragioni a monte dell'incidente, ma resta il fatto che trovo semplicemente grottesco quantificare in denaro un disastro ambientale di proporzioni tali che nessuna cifra al mondo potrà mai compensare:
"Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro."
(Piede di Corvo)
Per aggiungere al danno la beffa, il 22 giugno un giudice federale di New Orleans ha bloccato una moratoria di sei mesi sulle trivellazioni in acque profonde, istituita dall'amministrazione Obama che in seguito agli eventi aveva sospeso l'approvazione di qualunque nuovo permesso di trivellazione nelle acque del Golfo del Messico. Il giudice ha affermato che il provvedimento era da considerarsi "nullo" e ingiustificato, in quanto l'impatto sulle imprese locali (leggi: petrolifere) sarebbe semplicemente eccessivo (in altre parole, un impatto negativo sul cosiddetto "ecosistema degli affari"). La Casa Bianca farà appello contro questa decisione...
Nel frattempo il petrolio ha cominciato a lambire Cuba, penetrando nelle correnti oceaniche.Dalla mappa delle correnti, tutto quel petrolio col passare del tempo distruggerà tutto l'ecosistema di un intero oceano: l'Atlantico. Bloccherà la corrente del golfo, creerà una situazione di perenne inverno e gelo nell'europa del Nord fino alle Alpi. Un disastro ambientale, climatico e sociale devastante.
Nel frattempo, in caso di "emergenza nazionale" il buon Obama verrà investito del potere di "spegnere" Internet a volontà: questo il controverso disegno di legge proposto dall'ebreo Joe Liebermann, guarda caso a capo della commissione statunitense per la sicurezza interna. Coi tempi che corrono e gli scenari che si prospettano nelle prossime settimane, mi sembra che questa legge caschi proprio a fagiolo per i fautori della dittatura.
Ovvio che di fronte a un'apocalisse del genere, la perdita di petrolio da una piattaforma egiziana nel Mar Rosso sia ben poca cosa, se non fosse che la chiazza sta minacciando Hurghada, un paradiso naturale visitato annualmente da milioni di turisti per immergersi nelle sue acque (sinora) incontaminate.
In tutto questo trambusto terreno, la NASA, l'ente spaziale americano, sembra particolarmente preoccupato da tempeste solari potenzialmente devastanti per la nostra tecnologia, da piogge di meteoriti che potrebbero danneggiare le strutture in orbita, come la Stazione Spaziale Internazionale, e dagli strani comportamenti del Sole, mai osservati i precedenza, con particolare riguardo all'assenza di attività delle macchie solari, il cui ciclo tarda a ripartire. Questo comportamento inatteso ha mandato in tilt i software che "modellano" il ciclo solare, e si ritiene abbia importanti influssi sul clima terrestre, come evidenziato da un inverno insolitamente rigido. Si ritiene addirittura possibile che il Sole stia entrando in una fase magnetica del tutto nuova, che in un prossimo futuro impedirà del tutto la formazione di macchie solari.
Tutta questa frenesia può avere qualcosa a che fare con l'inarrestabile, onnipresente attività di aerosol sopra le nostre teste? Non lo so, ma se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che alcuni dei composti delle famigerate "scie chimiche" ricadono direttamente al suolo, la cosa fa pensare.
Eppure sin dall'inizio gli esperti veri,non quelli selezionati a comando, hanno affeermato che per chiudere la falla nel Golfo occorre una detonazione nucleare per fondere le rocce e far fronte alle immense pressioni presenti sul fondale marino. Ma oramai chi comanda nel mondo e conosce queste verità, le nasconde per giustificare l'avvento della dittatura dei pochi contro tutti gli altri. Prepariamoci alle trasformazioni epocali che verranno.

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