lunedì 30 agosto 2010

Moneta Mondiale

Un documento strategico del FMI recentemente pubblicato chiede l’adozione di una valuta globale, chiamata “bancor”, onde stabilizzare il sistema finanziario internazionale, mentre riconosce che soltanto uno spostamento radicale verso l’accettazione del globalismo farà che ciò sia possibile nel breve termine.
Il progetto del FMI, scritto da Reza Moghadam, capo del dipartimento di strategie, politiche e valutazioni, è rimasto in sordina per tre mesi.
Tuttavia, un articolo uscito oggi sul blog alphaville del Financial Times dal titolo IMF blueprint for a global currency – yes really [“Piano del FMI per una valuta mondiale - sì, per davvero” NdT] mette in evidenza il documento e la chiara strategia dell’autorità finanziaria globale.

“...agli occhi del FMI almeno, il modo migliore per assicurare la stabilità del sistema finanziario internazionale (dopo la crisi) si basa in realtà sul lancio di una valuta globale”, ha affermato Izabella Kamiska. “E questo dipende in grande misura, afferma il FMI, dal fatto che non si può affidare ai governi sovrani - così come sono - il compito di ridistribuire le riserve in eccedenza, o di fare fronte ai passivi da soli.”
Un grafico all’interno del documento, inoffensivamente intitolato Reserve Accumulation and International Monetary Stability, presenta il primo passo verso una valuta mondiale completamente sviluppata. Iniziando con un suggerimento vago perché gli stati membri adottino “aggiustamenti volontari nelle politiche”, il grafico va avanti spiegando misure economiche sempre più draconiane verso uno stadio finale a lungo termine che vedrà la valuta globale.
Il grafico traccia anche le “possibili resistenze” ad ogni passo da parte degli stati sovrani, con un incremento a breve termine, seguito da un calo e infine un sollevamento generale col progressivo avanzamento dell’adozione della valuta globale.
La via del FMI per una moneta mondiale fa perno su un uso esteso e di un’eventuale adozione di un sistema monetario internazionale basato sui DSP (diritti speciali di prelievo), la moneta di carta sintetica del FMI.Una volta che il sistema basato sui DSP sia messo in piedi, il FMI prevede soltanto un passaggio finale prima del lancio della nuova moneta mondiale.
Il documento dà perfino un nome alla moneta globale, il “bancor”, l’unità monetaria per le compensazioni proposta da John Maynard Keynes ma mai adottata.
La sezione successiva del documento del FMI sottolinea questo:
Dai DSP al bancor. Una limitazione dei DSP, come è stato affermanto sopra, è quella di non essere una valuta. Sia i DSP, sia gli strumenti di denominazione DSP devono essere cambiati alla fine in una valuta nazionale per la maggior parte dei pagamenti o degli interventi sui mercati di valuta esteri, facendo sì che le transazioni siano più scomode.
E anche se un sistema basato sui DSP si allontanerebbe da una moneta nazionale dominante, il valore dei DSP rimane fortemente legato alle condizioni e all’andamento dei principali Paesi membri. Un opzione riformatrice più ambiziosa sarebbe quella di basarsi sulle idee precedenti e di sviluppare, nel tempo, una valuta mondiale. Denominata, ad esempio, bancor in onore a Keynes, una valuta simile potrebbe essere usata come mezzo di scambio -una “valuta interna”.
Il documento conclude che senza un catalizzatore in grado di invocare a gran voce il globalismo, l’adozione di una valuta mondiale andrebbe per le lunghe: è chiaro che alcune delle idee discusse non prenderanno forma in un futuro immediato salvo che non si verifichi un cambiamento radicale nell’appetito per la cooperazione internazionale.
Il FMI ha publicizzato per la prima volta la possibilità di una nuova valuta globale nel mese di marzo dell’anno scorso. La questione è stata discussa al vertice del G20 svoltosi a Londra qualche giorno dopo.
Una clausola nel Punto 19 del comunicato emesso dai leader del G20 ha portato gli analisti a descrivere l’alba di una “rivoluzione dell’ordinamento finanziario mondiale”. La clausola afferma: “Siamo d’accordo nel sostenere uno stanziamento generale di DSP in grado di immettere 250 miliardi di dollari nell’economia mondiale, incrementando così la liquidità globale”.
“In effetti, i leader del G20 hanno messo in moto il potere del FMI per creare moneta iniziando quindi un alleggerimento quantitativo su scala globale. Facendo così, hanno di fatto messo in funzionamento una valuta mondiale. Si trova fuori dalla portata di qualsiasi entità sovrana. I teorici del complotto sono in visibilio”, ha scritto allora Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph di Londra. Ha aggiunto inoltre che “Il mondo è un passo più vicino all’adozione di una valuta globale, appoggiata da una banca centrale mondiale, e che controlla la politica monetaria dell’intera umanità”. Anthony Faiola del Washington Post è arrivato alla stessa conclusione, il quale ha descritto come il FMI sia in corso di trasformazione per diventare “le vere Nazioni Unite dell’economia mondiale”.
La mossa ha ricevuto l’appoggio, separatamente, della Banca Mondiale e dell’ONU.
Il capo del FMI, Dominique Strauss-Kahn, ha ripetuto l’appello per una valuta mondiale attraverso i DSP diverse volte. L’adozione di una nuova valuta mondiale e di un sistema impositivo, gestiti da un ente regolatorio onnicomprensivo, sarebbe la pietra miliare in una mossa verso un governo mondiale controllato in maniera centralizzata che vedrebbe il potere sempre più concentrato in poche mani che non devono rispondere a nessuno.
La spinta del FMI verso questo tipo di sistema fa parte del processo in corso che vuole dare più potere a un gruppo di banchieri centrali non eletti con l’autorità di usurpare la sovranità degli stati sorvegliando alcuni valori di riferimento per le finanze dei governi nazionali e stabilendo regolamenti per le istituzioni finanziarie di tutto il pianeta.

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.