lunedì 27 dicembre 2010

La Camera degli Archivi

Recentemente gli archeologi hanno annunciato che un’importante scoperta è avvenuta in Egitto nella Valle dei Re, dove è venuta alla luce una serie di tombe: le sepolture dei figli di Ramses II.
La cosa affascinante è che, precedentemente, la Valle dei Re era stata oggetto, per oltre un secolo, di vari scavi ed era stato detto che nessun’altra scoperta avrebbe potuto essere più effettuata all’interno di essa.
Qualcosa potrebbe peraltro essere passato inosservato agli egittologi in questo sito archeologico di così grandi proporzioni, includendo fra i tanti lo stesso Howard Carter, lo scopritore della tomba di Tuthankhamon. E potrebbe suggerirci che la Valle del Nilo custodisca, nonostante tutto, molti segreti.
Cosa ancora, potremmo allora chiederci, giace sotto le sabbie dell’Egitto?
Per secoli molteplici fonti storiche ed esoteriche ci hanno parlato di una sorta di perduta "Capsula del Tempo" di antica memoria, tanto importante da sovrastare, con le conoscenze e le informazioni raccolte nei suoi archivi, gli stessi tesori di Tuthankhamon.
Molte fonti parlano di una mitica "Camera Segreta" posizionata al di sotto della Grande Piramide o sotto la Sfinge nella piana di Giza, legato e testimonianza di una civiltà avanzata più antica dell’Egitto stesso. La nostra ricerca inizia con diverse steli di pietra, o tavolette, del periodo compreso tra il Medio e Nuovo Regno (tra i 4.000 e i 3.000 anni fa), trovate in prossimità della Sfinge, che mostrerebbero un grande animale reclinato alla sommità di un piedistallo sormontato da una cornice.
Un’artista antico, della dodicesima dinastia, lo scriba Mentu-Her, assicura i suoi osservatori che il soggetto rappresentato è la Grande Sfinge e non altre sfingi trovate lungo il Nilo. Lo scriba aveva disegnato le Piramidi in prospettiva sullo sfondo, una tecnica molto rara nell’arte egizia.
Sette altre steli concedono maggiori dati mostrando una porta su un lato delle zampe.
La famosa stele di Thutmosis IV, posizionata tra le zampe della Sfinge, ci presenta alla sua sommità una struttura sotterranea al di sotto della Sfinge, con un’entrata chiaramente visibile.
Su di un’altra stele, fatta erigere da un funzionario chiamato Nezem e ora custodita al Museo del Louvre di Parigi, è chiaramente visibile una rampa di sei scalini che conduce a questa camera sotterranea. Studiosi conservatori hanno tentato di spiegare il piedistallo semplicemente come una rappresentazione del vicino Tempio della Sfinge, perché da un punto di vista nelle sue vicinanze la Sfinge sembra essere posizionata al di sopra dello stesso. Ma questa illusione ottica può essere unicamente vista dalla parte anteriore della Sfinge e non nella prospettiva disegnata.
Gli antichi artisti disegnarono il piedistallo di lato e non da sotto.
Negli anni Trenta, la sabbia intorno alla Sfinge era stata completamente rimossa, cosicché oggi sappiamo che il monumento era stato costruito su di un letto di roccia. Ma questo letto potrebbe essere il piedistallo che gli antichi artisti avevano in mente?
In profondità da qualche parte lungo il lato sud potrebbe essere scoperta la porta d’entrata con i sei scalini, l’entrata ad una camera segreta.
Un’antica fonte egizia ci dice molto di più sulla Camera degli Archivi. Questa fonte è conosciuta come "I Testi del Palazzo", rinvenuta tra le iscrizioni geroglifiche nella parte interna del Muro del Tempio di Horus a Edfu, nel cuore del sud dell’Egitto.
"I Testi del Palazzo" si riferiscono ad una cospicua quantità di documenti oggi andati perduti, raggruppati in quello che era chiamato "Il Sacro Libro del Tempio", che ci presenta la storia e le descrizioni dei maggiori santuari lungo le sponde del Nilo, a partire da periodi molto lontani.
Questi templi furono costruiti da un gruppo di "Entità Creatrici", chiamate "Shebtiw", che sono associate con il Cuore Divino di Thoth, la divinità egizia della conoscenza.
Secondo "I Testi del Palazzo", i libri sacri e gli oggetti di potere sarebbero stati alla fine posizionati nella parte posteriore del "Bw-Hmn", o stanza, e gli Shebtiw avrebbero ermeticamente chiuso la sua entrata costruendo strutture di potere fuori da essa per proteggere i suoi segreti.
Il sito divenne successivamente conosciuto come "Bw-Hmr", la casa del trono dell’anima, un posto dove erano officiate le alte iniziazioni religiose e misteriche. In un altro testo egiziano, conosciuto come il "papiro Westcar", datato alla Quarta Dinastia, troviamo la storia di un enigmatico saggio, chiamato Djeda, che compiva magie e miracoli, ma che possedeva anche informazioni concernenti quella che era chiamata la Camera Segreta dei libri di Thoth. Nel racconto Djeda rivela al Faraone Khufu il luogo che ospita le chiavi che un giorno avrebbero potuto aprire la stanza segreta. Questa stanza è descritta come segue: "ella città di Ani, (Eliopoli, N.d.R.), c’è un tempio chiamato la Casa di Sapti, (in riferimento a Septi, il quinto faraone della Prima Dinastia, circa 3.000 a.C.). Dentro il Tempio si trova una stanza con una biblioteca speciale dove sono contenuti i papiri degli inventari. Il muro di questa stanza è fatto di blocchi di pietra e tra questi, o dietro uno di essi, si trova una nicchia contenente una piccola scatola di selce. È all’interno di questa scatola che i sigilli ipwt, o chiavi, che aprono la Stanze Segrete di Thoth o Camera degli Archivi, sono state nascoste". Quando Khufu chiede a Djeda di portargli queste chiavi, il saggio replica che lui non ha il potere per fare questo, ma profetizza che colui che un giorno avrebbe trovato le chiavi sarebbe diventato uno dei tre figli nati da Rad-dedet, la moglie del sacerdote di Ra a Eliopoli, il Signore di Sakhbu (il secondo nome egizio per identificare il Delta del Nilo) e che i tre sarebbero nati il quindicesimo giorno del mese di Tybi (Ottobre/Novembre). Attualmente si ritiene che i tre figli citati possano essere identificati con i primi tre Faraoni che si succedettero nella Quinta Dinastia. Ma poiché buona parte della letteratura egizia è interpretabile secondo più livelli di lettura della sua simbologia, abbiamo ragione di credere che significati più reconditi siano celati dietro tale leggenda.
Attualmente molte zone della città vecchia di Eliopoli sono ancora celate e non scavate, silenziosamente ancora al di sotto dei sobborghi in espansione del Cairo. Ci si può dunque solo attendere di scoprire un giorno la Stanza Segreta di Septi.Lo studioso di linguaggi antichi Zecharia Sitchin cita un inno composto durante l’Ottava Dinastia, il quale racconta di come il dio Amon accompagnò le funzioni del divino Harakhty, la Sfinge, per entrare in due caverne che sono sotto le sue zampe. Il comando di Amon venne successivamente inserito negli scritti di Thoth, il dio della Conoscenza Nascosta e dell’Iniziazione.
Il famoso storico greco Erodoto, nel 443 d.C., trascrisse dopo la sua visita in Egitto che al di sotto della Grande Piramide, e tutt'intorno ad essa, si estendeva in ogni direzione e per lunghe distanze un labirinto e una porta verso il sottosuolo.
Nel "Corpus Hermeticum", un corpo di trattati compilati da fonti antiche verso gli inizi dell’era cristiana, troviamo uno scritto, "La Vergine del Mondo", che recita queste parole:
"I simboli sacri degli elementi cosmici, i segreti di Osiride, furono nascosti attentamente. Ermete (l’equivalente greco di Thoth) prima de suo ritorno in paradiso recitò: oh libri santi che sono stati redatti da mani immortali, scritti dalla magica incorruttibilità, rimasti liberi dal declino attraverso l’eternità e dalla corruzione del tempo. Diventati invisibili da tutti coloro i cui piedi toccheranno la pianura di questa terra, fino a che i vecchi cieli porteranno gli strumenti per te, a cui il creatore dovrà chiamare la sua anima. Così gli parlò, e depose gli scritti tra loro per mezzo del suo lavoro, li rinchiuse al sicuro nella loro stanza. È passato tanto tempo da quando furono nascosti".
Il romano Marcellino, del quarto secolo, dichiarò:
"Esistono alcune gallerie sotterranee e passaggi ricolmi di tortuosità al di sotto della Piramide nei quali, è stato detto, gli adepti di antichi riti (sapendo che il Diluvio era imminente, e impauriti che la memoria delle sacre cerimonie potesse essere obliterata), costruirono rifugi in vari luoghi, posizionando gli scritti al di fuori del terreno con grande lavoro. E pareggiarono i muri iscrivendovi caratteri geroglifici".
Un contemporaneo di Marcellino, Giamblico, scrisse un trattato su i Misteri Egizi, descrivendo le iniziazioni associate alla Sfinge. "In un posto segreto tra le zampe del monumento felino, disse, si trova una Porta di Bronzo, e la sua chiave di apertura è data da una molla nascosta. Attraverso di essa i neofiti arrivano in una stanza circolare. Da questo punto sono soggetti ad una serie di processi iniziatici per diventare a pieno titolo membri tra gli Iniziati".
In maniera simile le "Cronache Copte" di Al Masudi, del decimo secolo, osservano (riprendendo tradizioni precedenti), che nell’area della Sfinge esistevano delle porte sotterranee per l’accesso ai monumenti della piana di Giza. Si poteva arrivare ad esempio alla Grande Piramide attraverso un passaggio sotterraneo a volta di oltre 100 cubiti e ogni piramide, secondo la tradizione copta, avrebbe questo tipo di entrata.
Nei secoli successivi il cronista medievale arabo Firouzabadi aggiunse che la camera della Sfinge era stata costruita nello stesso periodo della Grande Piramide: "La piramide fu eretta da Esdris (Ermete o Thoth), per preservarvi al suo interno la scienza e per prevenire la distruzione di questo sapere. Anche i primi sacerdoti attraverso l’osservazione delle stelle preservarono le loro conoscenze sulla medicina, sulla magia e sui talismani".
Altrettanto Ibn Abd Alhokin, che raccontò la storia del sogno del re antidiluviano Salhouk che fece costruire la Piramide "per salvare la conoscenza". Alhokin narra che Salhouk, vedendo una intercapedine nelle vicinanze della Grande Piramide, vi pose tutte le conoscenze matematiche, astronomiche e fisiche, "e costruirono cancelli (entrate), a quaranta cubiti sotto terra con fondamenta di pietre gigantesche provenienti dall’Etiopia, e le chiuse per sempre con il ferro. Quando Salhouk ebbe finito fece ricoprire con marmo colorato la struttura fin dalla punta e indisse una festa ufficiale alla quale furono presenti tutti gli abitanti del regno".
Lo storico ebreo Giuseppe Flavio, successivamente, annotò che il patriarca Enoch avrebbe costruito un Tempio Sotterraneo in cui avrebbe riposto le sue tavole d’oro. Suo figlio Matusalemme lavorò anche lui al progetto, posizionando i mattoni delle nove volte secondo i dettami del padre. Come nota Manly P. Hall, i Massoni hanno predetto, in base alla loro Tradizione, che un giorno un uomo ritroverà questo tempio nascosto e che così lo scopritore sarà un iniziato alle volontà di Enoch. Da circa due secoli, quando Sir Isaac Newton rivolse i suoi interessi alla geometria sacra della Grande Piramide e speculò che i suoi labirinti sotterranei di tunnel e camere fossero un calendario di pietra, molti studiosi hanno ricercato dati nella Piramide riuscendo alcune volte a capire il suo codice profetico.
In correlazione con le profezia all’interno della Grande Piramide, anche la vicina Sfinge possederebbe al suo interno una simbologia degli avvenimenti passati e futuri.
Secondo le antiche tradizioni egizie e copte una delle prime forme della Sfinge, prima che fosse scolpita nella sua attuale forma, vedeva nel suo volto una testa leonina con le gambe posteriori e la coda di un toro, la faccia di un essere umano e sui suoi lati, dove sono ancora visibili le intercapedini per fiaccole, venivano posizionati di notte delle torce facendo così sembrare che la Sfinge possedesse ali di aquila infuocate.
Leone, toro, uomo, aquila. Qui non abbiamo solo i quattro esseri presenti nella tradizione biblica veterotestamentaria del libro di Ezechiele e neotestamentaria dell’Apocalisse di San Giovanni, ma anche un collegamento a quattro segni zodiacali molto importanti: il Leone, il Toro, l’Acquario e lo Scorpione.
Più significativo, nella Processione degli Equinozi, l’era del Leone distante da noi 12.000 anni vide la sepoltura della Camera degli Archivi tra le zampe della Sfinge. Alcune ricerche archeologiche e geologiche recenti, che hanno visto partecipare anche i ricercatori John Anthony Wes, Robert Schoch e Robert Bauval, hanno dimostrato come la Sfinge possa effettivamente risalire ad un periodo estremamente antico.
Oggi siamo da poco entrati nell’Era dell’Acquario e la faccia della Sfinge simboleggia la faccia di tutta l’umanità unita nella mente e nel cuore. Altri 6.000 anni nel futuro completeranno la profezia della Sfinge nella futura Era dello Scorpione, quando forse l’evoluzione spirituale dell’uomo sarà completa.
Le ali fiammeggianti della Sfinge possono essere molto di più rispetto alle ali di un’aquila. Possono significativamente rappresentare il fuoco della Fenice, la più alta forma dello Scorpione che rappresenta il tema centrale della Morte e della Trasfigurazione.
È impressionante notare che la cronologia della Piramide finisce con l’83mo secolo, che cade appunto nell’Era dello Scorpione.Il più famoso "profeta" americano è indubbiamente il sensitivo Edgar Cayce, vissuto tra il 1877 ed il 1945. Questi diceva che la Grande Piramide era stata costruita oltre 12.000 anni fa. Cayce descrive il Luogo Segreto dei Libri della Conoscenza come una piccola tomba o piramide, la piramide dell’Ignoto delle Origini, la Montagna Sacra che deve essere svelata.
Un altro famoso veggente francese fu il famoso Nostradamus (Michel de Notredame, N.d.R.), che nel 1558 pubblicò una edizione completa del suo famoso libro "Les Vrayes Centuries", Le vere Centurie. Il libro è composto da 969 quartine profetiche, scritte cripticamente per difendersi così dall’Inquisizione. Nonostante l’oscurità delle sue parole, molte delle profezie hanno visto la loro attuazione nel corso dei secoli. Nostradamus si lascia dietro anche un gruppo significativo di scritti e versi decifrando i quali numerosi ricercatori sono riusciti ad estrarre informazioni probabilmente riferibili alla Camera degli Archivi. Vediamo alcuni esempi.
"Loro scopriranno la topografia nascosta della Terra (riferito a Giza).
Le urne che contengono la conoscenza all’interno del Monumento daranno aperte Il loro contenuto rinsalderà la Santa Filosofia che si espanderà grandemente [VII, 14]."Quando diamo uno sguardo alle informazioni storiche, e di altro tipo che riguardano la Camera degli Archivi, troviamo correlazioni veramente notevoli. Questo comprende la sua posizione (sotto o intorno alla Sfinge), la sua età (vecchia di millenni), l’identità dei suoi costruttori (Thoth - Hermes), i suoi scopi (luogo di iniziazione e di preservazione dei documenti), la descrizione dei suoi contenuti (scienza e conoscenze avanzate), il numero dei suoi futuri scopritori (tre), le circostanze della sua riscoperta (sarà trovata attraverso una intuizione) e infine il cambiamento che le nozioni contenute in questa camera apporteranno al mondo.
Molti egittologi conservatori ritengono oggi che la Camera degli Archivi debba essere interpretata solo come un mito o una favola, poiché la sua esistenza sarebbe per loro inaccettabile nel contesto della storia egizia. E così pure inaccettabile resta per loro la persistenza e l’ostinazione di questo "mito" che ha attraversato i millenni, a testimonianza attraverso i numerosi storici che ne hanno parlato come di una realtà, che invece non si tratta semplicemente di un mito.
Forse nei prossimi cinquanta anni potremmo trovarci d’accordo con l’egittologo Gerald Massey che scrisse: "Un giorno quello che noi abbiamo considerato da sempre come un mito si scoprirà essere la vera storia del nostro passato, mentre quello che abbiamo considerato da sempre come storia sarà relegato nel contesto dei miti di nostra creazione".

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