sabato 16 luglio 2011

Il Ritorno

Dopo molti mesi torno su questo blog, e mi scuso per i miei rari lettori. Ma torno dopo un lungo viaggio effettuato tra il Sudamerica, il Medioriente, l'Asia l'Europa e l'Africa. Il tutto per stare dietro e tenere traccia di antiche leggende e scoperte scientifiche sepolte nel passato di una civiltà oramai defunta. Nella Bibbia si elogiano le persone che viaggiavano e scoprivano il mondo sopratutto perché portavano dentro di se la conoscenza dei luoghi che avevano visto, e diffondevano la realtà e la verità di quello che testimoniavano anche se parzialmente mediata dalla propria personalità, formazione culturale e sensibilità.
Sopratutto oggi in un mondo dove la propaganda, la menzogna e la falsificazione e artificialità della narrativa contemporanea, piegata da interessi di pochi e feroci dominatori del mondo moderno, la testimonianza dei luoghi e delle scoperte effettuate è il più sano anticorpo che si può diffondere per liberare l'uomo dal proprio peccato: la schiavitù del corpo e della mente, la verità contro la morte dell'anima e del corpo.
Nel celeberrimo film "Blade Runner", sono riportate da una macchina artificiale queste parole:

"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
Come lacrime… nella pioggia…"

Il più struggente atto di amore per la vita eterna e l'amore dell'uomo viene proferito proprio da una macchina biologica in procinto di morire. Solo chi non ha la scintilla divina dentro di se, comprende appieno la bellezza della sua presenza. E noi, uomini e donne del 21° secolo, stiamo riscoprendo nonostante tutto come il flatus Dei sia in definitiva la vera essenza del nostro peregrinare terreno: l'amore è tutto nella vita.
Questa potrebbe essere la estrema sintesi, quasi ontologica, del mio lungo peregrinare, ma spero di riportare quì e nei prossimi interventi quello che ho avuto modo di scoprire e realizzare cercando il santo graal di una vecchia scoperta scientifica.
La prima cosa che posso rivelarvi è questa. Atlantide, il mito del continente scomparso accennato da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia, non è l'isola che molti ricercatori hanno ipotizzato esistesse nel mezzo dell'Atlantico.

Atlantide è la Terra.

Nella descrizione fatta dallo stesso Platone, si racconta di una serie di isole, una striscia di terra ed infine un 'isola più grande. Un vecchio amico che lavora al Technische Universität München mi colpì quando disse: "ma questa è la visione della Terra vista dallo Spazio da un orbita che parte dall'equatore e arriva fino in Medioriente passando per l'Indonesia e l'India". Una scoperta fatta alle foci del Rio della Plata lo scorso Giugno ha avvalorato questa visione. Una vecchia mappa del '600 che raffigura il Mondo, retaggio di antichi Pirati, riportava in calce una scitta in Latino:
"Exemplaris carta Atlantis terra atque ruinas antiquas virtuti fortitudinis duces pro fidelibus nullam cursus."
"Copia della mappa della terra di Atlantide, antica per vestigia e virtù, fedele nel tracciare la rotta a capitani coragiosi."
Feci analizzare la copia della mappa dall'Isitituto Geofisico di Buenos Aires che affermò che:
"la conformazione delle terre riportate dalla mappa fanno riferimento ad una configurazione della crosta terrestre di circa 15.000 anni fa".
Prossimamente ne vedremo delle belle...

Nessun commento:

NOTA SUL COPYRIGHT©

ARTICOLI DI PIERMAFROST SONO COPERTI DA COPYRIGHT . POSSONO ESSERE LIBERAMENTE DIFFUSI A PATTO DI CITARE L'AUTORE E IL LINK DELLA FONTE.