lunedì 28 maggio 2012

Meltdown

Gli operatori dell’impianto di Fukushima (foto ripresa dal satellite) stanno ora ammettendo che il livello di radiazioni emesse al momento del disastro è almeno del 250% superiore al valore inizialmente stimato dagli organi competenti per la sicurezza.
L’annuncio arriva dopo che un gruppo di ricercatori indipendenti ha svelato il vero ammontare delle radiazioni sfuggite dall’impianto. La ricerca rivela che, come effetto dell’esplosione di Fukushima, si è liberata nell’atmosfera una quantità di cesio radioattivo significativamente maggiore rispetto a quella precedentemente indicata al pubblico.
I livelli di radiazioni da Fukushima sono preoccupanti
I ricercatori che hanno condotto la ricerca vanno contro le spiegazioni ufficiali – ora confermate false dagli stessi tecnici incaricati – affermando che la quantità di cesio 137 – l’isotopo radioattivo – emessa al picco della crisi, era pari al 42% di quella emessa da Chernobyl, e che questa è solo la quantità emessa al picco. Molti esperti hanno di fatto classificato quello di Fukushima come un disastro ben peggiore di quello di Chernobyl.
Gli scienziati che hanno contestato i dati ufficiali hanno pubblicato i propri risultati sulla rivista online Atmospheric Chemistry and Physics, affermando che le radiazioni hanno iniziato ad essere realmente emesse nell’ambiente tra il terremoto di magnitudo 9 dell’11 marzo e lo tsunami avvenuto 45 minuti dopo.
Maxim Shingarkin, esperto in radiazioni e sicurezza nucleare, ha così commentato la situazione di Fukushima:
«Di fatto, l’informazione è stata diffusa con gran ritardo. E la compagnia che gestisce l’impianto l’ha tenuta nascosta deliberatamente. Il motivo è semplice: la compagnia teme che la verifica da parte di una qualsiasi persona competente sveli l’incapacità mostrata nella messa in sicurezza. Solo recentemente, degli esperti stranieri hanno costituito un gruppo di consulenza per la bonifica di incidenti simili. Inoltre, la società che gestisce Fukushima ha tenuto nascosta l’informazione relativa all’inquinamento ambientale».
Viene ora dichiarato dalle fonti ufficiali come nella fusione – che ha avuto luogo nei tre reattori dell’impianto di Fukushima Daiichi – siano state emesse nell’aria sostanze radioattive per 900.000 terabecquerels. Ma cosa è successo alla maggior parte della contaminazione radioattiva?
Stando alle prime relazioni, il 20% del cesio 137 è caduto su suolo giapponese; circa il 2% su terre esterne alla nazione. Tutto il rimanente è caduto nell’Oceano Pacifico...
C’è da meravigliarsi se i ricercatori scoprono mortinascoste?
A seguito dell’aumentare dei casi di tumore in tutto il pianeta, adesso gli esperti di sanità e radiazioni stanno ammettendo che le esalazioni liberate dal disastro di Fukushima evidentemente stanno portando ad un numero sconosciuto di decessi. Ma hanno anche affermato che queste morti saranno tenute nascoste al pubblico fintanto che non verrà accertato, con assoluta certezza, che si tratti proprio di decessi causati da Fukushima.
Sembra che il governo giapponese e gli alti quadri dell’impianto siano adesso obbligati a riconoscere alcuni dettagli del disastro di Fukushima. Spaziando dal totale occultamento al pubblico delle informazioni fino all’ignorare la reale minaccia portata alla salute pubblica, c’è stata un’autentica mancanza sia di onestà che di comunicazione nei confronti di molte istituzioni del settore sanitario ed i cittadini di tutto il pianeta.
Via via che emergono le informazioni, salteranno fuori – sia dal sistema di comunicazione di massa allineata che dagli addetti ufficiali – sempre maggiori verità relative al disastro. Una vera e propria fusione (Meltdown) della menzogna sul genocidio della civiltà umana.

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