venerdì 25 maggio 2012

Nequitiae Vortex

Dopo la crisi finanziaria del 2008 uno degli elementi oggetto d’attenzione da parte dei media specializzati è il cosiddetto Shadow Banking System (il sistema bancario ombra – SBS). Come suggerisce il suo nome, questo termine raggruppa una serie di istituzioni e di pratiche basate sull’utilizzo di derivati finanziari che si collocano al di fuori dalla regolamentazione e dell’attenzione pubblica. Proprio quest’assenza di regolamentazione ha facilitato la rapida espansione del suddetto segmento dei mercati finanziari globali, segmento che, durante suo apice alla fine del 2011, è passato da un volume di attività di poco inferiore a 20.000 miliardi di dollari a un volume di 60.000 miliardi di dollari..
A dispetto del volume di transazioni, delle attività in gioco e dei rischi sistemici che si corrono, lo SBS ha continuato a ricevere un’attenzione marginale da parte dei media che si rivolgono al grande pubblico. Per comprendere questo sistema, è utile effettuare un paragone con il sistema bancario commerciale. Infatti, il finanziamento del sistema bancario tradizionale è, in teoria, il frutto dell’insieme dei depositi dei risparmiatori che costituiscono l’oggetto dei prestiti alle imprese e agli individui.
Lo SBS funziona in modo differente. Per finanziarsi, una Shadow Bank emette dei titoli e delle cambiali a breve termine (la durata varia da un giorno a un mese) che vengono successivamente investiti in prodotti finanziari strutturati a lungo termine come gli Asset Backed Securities (ABS ) o i Collateral Debt Obligations (CDO). Il margine di profitto di questo modello bancario deriva direttamente dalla differenza tra il costo del finanziamento nei mercati di credito a breve temine e il rendimento superiore fornito dai prodotti finanziari strutturati.
La principale differenza tra le attività del sistema bancario tradizionale e quelle dello SBS è l’assenza di regolamentazione che riguarda il secondo. Le restrizioni in termini di riserve di capitale che obbligano una banca a mantenere, per ogni prestito effettuato, una parte dell’ammontare del prestito, non sono valide nel caso dei mercati finanziari a breve termine nei quali avvengono le transazioni dello SBS. Nel loro tentativo di aumentare i livelli dell’effetto leva per aumentare i profitti, le principali banche statunitensi ed europee sono entrate in una forte competizione con Hedge Funds e Private Equity Funds per raccogliere i finanziamenti in quei mercati. È così che delle banche come BNP PARIBAS o Dexia hanno potuto ampliare in maniera significativa i loro conti di bilancio senza doversi preoccupare di raccogliere i depositi dei risparmiatori.
Il problema è che queste banche non dichiarano questo tipo di transazione nei loro bilanci. Infatti, per raccogliere delle risorse nei mercati finanziari a breve termine attraverso l’emissione di titoli, le banche hanno proceduto alla creazione di entità legali parallele come gli Special Investment Vehicules (SIV) o i Conduits. Sebbene i benefici ottenuti dai SIV finiscano per essere registrati nel bilancio contabile delle banche, gli attivi e i passivi e, dunque, il rischio di finanziamento affrontato da queste entità speciali sono contabilizzati separatamente.
Dal punto di vista dei mercati, l’esistenza di questa relazione implicita tra le banche e queste entità speciali comporta una riduzione dei costi dei finanziamenti dei SIV e permettono di aumentare i profitti contabili delle banche e parallelamente di ridurre il profilo di rischio grazie alla contabilizzazione separata.
L’illusione dell’effetto leva illimitato e di un aumento permanente dei profitti si è conclusa nel 2007con un incremento di volatilità nei mercati dei prodotti finanziari strutturati. La prima protagonista nota del collasso dell SBS è stata la Hedge Fund High-Grade Structured Credit Streategies (HGSCS) amministrata da Bear Stearns. . A fine giugno 2007, Bear Stearns si è visto costretto a correre in soccorso della HGSCS registrando una perdita di 3,2 miliardi di dollari.
Questo schema di annunci di perdite, di congelamento dell’accesso ai mercati di finanziamento a breve termine e di integrazione nei conti di bilancio delle banche responsabili con le conseguenti perdite significative, si è ripetuto nel caso della BNP PARIBAS ad agosto 2007: il crollo in questi due ultimi casi ha portato alla scomparsa di queste istituzioni finanziarie.
Dopo un periodo di declino successivo, lo SBS ha iniziato a recuperare la sua preponderanza nelle strategie di finanziamento del settore bancario. È necessario, dunque, comprendere la strategia di questo segmento dei mercati finanziari che continua a essere uno degli anelli deboli del sistema.
In buona parte, grazie all’assenza di regolamentazione, le entità che operano su questi segmenti possono raggiungere livelli di effetto leva significativi che non potrebbero essere ottenuti altrimenti. Tuttavia, l’effetto leva è associato a un’alta vulnerabilità rispetto alle variazioni legate alle condizioni di finanziamento dei mercati a breve termine che, nella maggior parte dei casi, è implicato in posizioni complesse che associano bassa liquidità e impegni a lungo termine, non facili da trasformare rapidamente in liquidità. È così che un problema di liquidità può dare luogo molto rapidamente a un problema di solvibilità, che si traduce, in ultima analisi, nella sopravvivenza stessa dell’entità in questione.
È dunque possibile che la recente riduzione dell’effetto leva delle banche europee e statunitensi non rifletta una riduzione reale del rischio sistemico in quanto le attività più rischiose e instabili avvengono ora fuori dal controllo degli enti regolatori.
Nel complesso, questa serie di rischi associati allo SBS forniscono un’immagine estremamente preoccupante delle implicazioni che potrebbe avere un’espansione incontrollata del settore. La crisi del 2008 ha dimostrato che in caso di instabilità, le operazioni che avvengono nell’ombra finiscono per essere assunte, nella maggior parte dei casi, da entità finanziarie considerate too big to fail e che a loro volta sono salvate con i soldi pubblici. Nella misura in cui la stabilità di un sistema finanziario risiede nelle garanzie pubbliche offerte dallo Stato, è sua responsabilità assicurare le condizioni affinché le queste garanzie non debbano essere utilizzate. Ignorando lo SBS, le autorità vengono meno non soltanto a questa loro responsabilità ma spianano la strada, a ritmo accelerato, a nuovi e sempre più grandi salvataggi finanziari facendo ricorso al denaro pubblico.

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