giovedì 5 luglio 2012

Bestemmia di Uomo -2 Nanochip Molecolare

Struttura di RNA e DNA

È necessario ora illustrare sommariamente la composizione e la struttura del RNA. Il nucleotide è la terna formata da acido fosforico + ribosio + base azotata, con emissione di acqua (H2O) fra una connessione (detta esterificazione) e l'altra. Infatti ogni OH si combina con H a formare una molecola d’acqua che viene eliminata. Nella figura l’acido fosforico è in giallo, il ribosio (lo zucchero) in rosso e una base azotata in verde.
Il RNA (RiboNucleic Acid it. acido ribonucleico) è una sequenza di nucleotidi, dove i ribosi si uniscono tra loro secondo il legame difosfoesterico  3'5', cioè il ribosio usa la posizione 3' per unirsi attraverso il gruppo fosforico al successivo ribosio nella posizione 5'. Si dice che l’RNA polimerizza 3’5’ creando la sua catena. La risultante struttura primaria degli acidi nucleici del RNA inizia col 5’ terminale e finisce col 3’ terminale.

Il DNA (DesoxyriboNucleic Acid it. acido deossiribonucleico) è una sequenza di nucleotidi simile al RNA dove lo zucchero è costituito dal deossiribosio e le basi azotate sono le stesse del RNA fuorché l’Uracile che è sostituito dalla Timina. Inoltre la sequenza nucleotidica del DNA si combina secondo certe regole con un’altra sequenza nucleotidica del DNA a formare una struttura a doppia elica con un centro comune, simile a una scala dove ogni piolo è costituito da due nucleotidi (mezzi-pioli) legati fra loro tramite le basi azotate. Il DNA contiene il codice genetico dell’essere vivente, cioè le istruzioni per formare, mantenere e gestire il corpo fisico. 

Idrolisi alcalina
Rientrano sotto il generico nome di idrolisi (leggasi idròlisi o idrolìsi) diverse reazioni chimiche in cui una molecola viene scissa in due o più parti per effetto di una molecola di acqua. In soluzione alcalina diluita (cioè con degli appositi elementi appartenenti alla categoria dei sali che vengono sciolti in acqua) si verifica l’idrolisi alcalina, per cui gli ioni presenti in posizione 2’ attaccano il Fosforo che lega i nucleotidi, sciogliendo il legame col nucleotide successivo e interrompendo così la catena RNA. Si formano esteri ciclici 2’3’, cioè il Fosforo si collega sia alla posizione 3’ che alla 2' del ribosio. Poi questi esteri ciclici vengono idrolizzati (scissi) dagli alcali in una miscela di nucleotidi 2’ e 3’. Questa operazione è impossibile nel deossiribosio (che è lo zucchero del DNA) in quanto manca l’ossidrile in 2’, cioè l’O che reagisce. La parola deossiribosio infatti è composta da de=senza, ossi=Ossigeno, ribosio, quindi ribosio senza Ossigeno. idrolisi alcalina ribosio - deossiribosio.

La macchina di Turing
Alain Turing
Alan Turing è stato il primo a formulare in linguaggio logico-matematico
il modello fondamentale di automa a stati finiti da impiegare come sistema d’elaborazione, definito macchina di Turing.
Tutti i sistemi informatici attuali sono implementazioni della macchina
di Turing secondo l’architettura ideata da John Von Neumann, che
sfrutta la tecnologia dei semiconduttori basati sul Silicio. Questo
significa che il cellulare, il navigatore satellitare e la playstation
funzionano secondo gli stessi principi del personal computer, ne
sono cioè isomorfi. Tutti infatti hanno una memoria per i dati, un
microprocessore per l’elaborazione e sono predisposti per ricevere
informazioni dall’esterno (p.e. tastiere) e per fornirla (p.e. schermi).
John von Neumann
La necessità di sistemi di calcolo più veloci e dalle dimensioni più ridotte richiede la continua miniaturizzazione dei sistemi informatici; da qui la ricerca d’implementazioni alternative a quella di Von Neumann.

Il nanocomputer molecolare
Il professor Ehud Shapiro del Weizmann Institute of Science ha guidato un gruppo di scienziati nella produzione di un nanocomputer molecolare, cioè un’implementazione della macchina di Turing secondo un modello biologico in cui input, output e software sono realizzati tramite molecole di DNA, e la stringa di simboli processata è la sequenza del DNA. Le componenti molecolari del nanocomputer biologico sono immerse in una soluzione acquosa con sali essenziali dove interagiscono liberamente; una goccia ne può contenere un trilione, in grado di effettuare 330x109 operazioni al secondo (cioè oltre 100.000 volte il PC attualmente più veloce) con un consumo energetico un milione di volte inferiore a un PC. Nella macchina di Turing si elabora una stringa di simboli: ad ogni ciclo è consumato un simbolo e sono eseguite le istruzioni di programma ad esso associate, così qui due enzimi agiscono sulle basi del DNA (le lettere chimiche del codice genetico) iniziale e restituiscono il DNA modificatoIl funzionamento è il seguente: le molecole di DNA si presentano con una doppia elica asimmetrica, cioè una è più lunga dell’altra. Quando nella soluzione salina viene introdotta una molecola, essa cerca la molecola con la quale l’estremità asimmetrica può legarsi. Una volta stabilito il legame tramite un processo d’ibridazione, interviene l’enzima, nello specifico il Fok-I, che si lega alla molecola risultante e la taglia in un punto specifico, generando una nuova molecola da elaborare. Inizia allora il secondo ciclo, per cui la nuova molecola cerca una molecola a essa complementare e vi si lega tramite ibridazione, quindi un enzima genera una nuova molecola da elaborare, tagliandola. Il processo termina quando la molecola di DNA è irriducibile ed essa è quindi il risultato del processo di elaborazione. In realtà i calcolatori a componenti molecolari sono sempre esistiti, perché come afferma lo stesso Shapiro: “Gran parte di quel che accade all’interno delle cellule sono procedimenti di calcolo.” Il difficile è sempre stato piegare le cellule al proprio volere e fare in modo che eseguissero operazioni prestabilite. I ricercatori riuscendo in questo hanno reso teoricamente possibile a un’installazione del NWO pilotare da remoto le cellule come si fa con normali computers. 
Secondo Shapiro, si potrebbero impiegare nanocomputer molecolari per la diagnosi di malattie e il rilascio di farmaci, ma è ovvio il possibile rilascio di sostanze per gli scopi più diversi. È possibile interpretare come input dei marker, sequenze genetiche anomale associate a date patologie. Il marker non è propriamente una molecola di DNA, ma di RNA messaggero: si tratta di una sequenza di basi che forniscono istruzioni per sintetizzare una proteina, è quindi adeguato come input per un software molecolare. In sintesi, l’RNA si legherebbe a un software molecolare e darebbe inizio alla sequenza elaborativa, che porterebbe a generare in output una molecola di DNA, con la base per produrre farmaci antisenso, un particolare tipo di farmaco in grado di legare la molecola di RNA e rallentare la sintesi della proteina. Sistemi di diagnosi simili sono già in uso, ma in questo caso si ipotizza la possibilità di iniettare i nanocomputer direttamente nel sangue ( o mediante irrorazione da scie chimice) del paziente, grazie al quale sarebbero  spinti in ogni parte del corpo, processando ogni singola molecola cancerosa e distruggendola selettivamente ( o in alterbnativa creando cellule cancerogene che inducono alla morte dell'ospite). Un altro aspetto innovativo è l’assoluta autonomia dei nanocomputer, in quanto agiscono indipendentemente dall’intervento dell’uomo. Inoltre, per loro stessa natura, potrebbero un giorno autoprogrammarsi. È rimarchevole allora non aver preso in considerazione modalità per la loro disattivazione o espulsione, essendo in effetti incontrollabili e automodificabili. È sempre indispensabile un pulsante d’accensione/spegnimento per un banale computer: figuriamoci per una situazione del genere! È palese quindi la ricerca di un interfacciamento tra il DNA umano e l’elettronica, che è silicea, con la creazione di un sistema ibrido DNA-Silicio che utilizzi la tecnologia migliore a seconda del problema. C’è da credere che l’establishment politico-militare saprà usare questi risultati per forme di controllo e modifica genetiche.

Fine Parte Seconda- Continua

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