lunedì 11 giugno 2012

Falso Picco


Dichiarazione della Corte dei Conti USA: il petrolio estraibile in Colorado Utah e Wyoming «equivale a circa tutte le riserve mondiali di petrolio».
La Formazione del Fiume Verde – un insieme di 1.000 piedi di rocce sedimentarie che giace al di sotto di parte di Colorado, Utah e Wyoming – contiene il più grosso giacimento al mondo di petrolio roccioso. Il Dipartimento di Geologia degli USA calcola che la Formazione del Fiume Verde contenga circa 3 trilioni [3.000 miliardi] di barili di petrolio. Elemento centrale di questa valutazione è il fatto che almeno la metà di questi 3.000 miliardi di barili di petrolio sono estraibili. È un quantitativo praticamente equivalente al totale delle riserve petrolifere mondiali note.
La Carbon Currency non è un’idea nuova, ed ha radici profonde nella tecnocrazia... Il più importante scienziato tecnocarico era M. King Hubbert, un giovane geologo che successivamente (tra il 1948 ed il 1956) avrebbe inventato la famosa teoria del Picco della produzione del Petrolio, nota anche come la Hubbert Peak Theory. Hubbert sosteneva che la scoperta di nuove risorse energetiche e la loro produzione sarebbe stata superata dai consumi e questo avrebbe causato un disastro sociale ed economico. L’assurdità paradossale dell’esaurimento del petrolio è stata ribadita nei cinquant’anni scorsi da tutti i mezzi di comunicazione allineati e, parzialmente, anche dalla cosiddetta stampa alternativa. Ora, questa colossale scoperta, può finalmente mettere a tacere la propaganda dell’elite globalizzatrice.
Ci sono differenti interpretazioni – tuttora in corso –sull’estraibilità del petrolio, ma la cosa migliore è aprire il sito per lo sfruttamento commerciale e stare a vedere cosa accade.
Formazione Fiume Verde
Questa colossale scoperta è solo una di una lunga serie. Ultimamente si sono avute scoperte significative sia negli USA che all’estero – ed al largo anche – fino attorno alla Costa d’Avorio. Molte di queste scoperte vengono solo accennate dalla stampa ufficiale allineata, che sembra interessata a garantire che la popolazione continui a pensare che il petrolio stia finendo. Scarsità di petrolio e concetti correlati sono utilizzati per controllare la gente e venduti dall’elite globalizzatrice per spaventare le persone ed indurle a rinunciare al proprio potere a favore del cosiddetto nuovo ordine mondiale. Fortunatamente, grazie ad Internet, l’intera buffonata verde è stata smascherata per quello che è: propaganda finalizzata a vantaggio dell’elite che vuole realizzare il nuovo ordine mondiale. L’idea consiste nel controllare le persone a livello economico attraverso le banche centrali, militarmente attraverso la guerra al terrore ed in qualsiasi altro modo per tramite della propaganda ambientalista. Il concetto è che, se viene accettata la scarsità del petrolio o i suoi prodotti quali – l’anidride carbonica – siano dichiarati velenosi, allora la vita delle persone sarà facilmente imprigionabile ed organizzabile a piacere dall’elite.
Per l’elite ogni problema diventa un’idea fissa per una soluzione internazionale. Non sorprende che l’ideatore del Picco del Petrolio – M. King Hubbert – diffondesse la propria idea e fosse sempre lui la spinta tecnocratica: il concetto secondo il quale scienziati ed intellettuali dovrebbero guidare la società nelle proprie aree di competenza. Il fatto che la teoria del Picco del Petrolio sia stata «scoperta» da M. King Hubbert, dovrebbe quindi far suonare il campanello d’allarme: ecco un amicone che crede negli ordini impartiti dall’alto dai cervelloni che sanno cosa sia meglio. Tradizione platonica quella del confidare nella guida dei re filosofi.
E Hubbert non solo credeva nei re filosofi, ma creò anche quella crisi che avrebbe portato in primo piano questi re. Ogni volta che viene scritto un articolo sul tema, i sostenitori del Picco del Petrolio si tuffano a voler specificare che cosa di fatto significhi. Dunque, andiamo a vedere la definizione che ne da Wikipedia:

il Picco del Petrolio indica quel momento in cui, nella progressione temporale, si raggiungerà la massima estrazione del petrolio, dopo la quale il tasso di produzione entrerà nella fase di declino terminale.

Ma Picco del Petrolio, nel contesto nel quale Hubbert voleva fosse usato, NON doveva significare che il mondo fosse in pericolo di una scarsità imminente, ma solo che non si sarebbe potuto ancora estrarre più petrolio di quanto non fosse già stato prodotto – cioè che il mondo aveva raggiunto il massimo di produzione. Da un punto di vista economico, è un modo ridicolo di vedere la questione. L’economia ci dimostra chiaramente che nell’era moderna, liberi di agire, gli esseri umani quando stanno per esaurire una risorsa, ne trovano sempre una nuova. Solo quando alla gente si impedisce di farlo, allora non si riesce a produrre quanto necessario. In effetti le persone hanno una qual certa riluttanza a restarsene sedute a casa loro a patire la fame nel buio. Thomas Malthus, scrittore a cavallo fra il ‘700 e ‘800, scoprì la cosa quando predisse che, stando a numerosi indicatori, la popolazione britannica avrebbe esaurito presto le scorte alimentari. Ed infatti... non accadde. Trovandosi davanti la possibilità della carestia, i Britannici fecero quello che fanno degli abitanti fruttando quella normali risorse che hannoa disposizione: piantarono più cibo.
Come ha evidenziato di recente uno dei fratelli Forbes, non c’è un posto negli USA dove si stia esaurendo il petrolio, o qualsiasi forma di energia. Il petrolio roccioso, il petrolio ed il gas naturale sono presenti negli Stati Uniti continentali e nel Canada più che nel medio-oriente. Naturalmente dato che il petrolio è energia fossile è un’energia utilizzabile non tanto alla svelta.
Leroy Fletcher Prouty Jr., Colonello della United States Air Force, nel suo video: «Le origini del petrolio», ci spiega diverse cose. Il compianto Colonnello, degnissima persona ed autore di due libri – «La Squadra segreta» e «JFK: la CIA, il Vietnam ed il complotto per assassinare John F. Kennedy» –, e che è stato anche consulente del regista Oliver Stone per il film: «JFK», ci dice che la definizione di combustibile fossile fu ideata alla fine dell’800 da menti eccelse al servizio di David Rockefeller per garantire che la gente credesse che ce ne fosse scarsità. L’intuizione giunse loro da una conferenza tenuta in Europa alla fine del 1800, nella quale fu dimostrato che la vita avesse una composizione simile a quella del petrolio. Dunque, così decisero, il petrolio aveva dei precursori biologici precisi.
Vedete? Se si crede a Prouty, anche la terminologia riguardante il petrolio è sospetta. Ma c’è di più, infatti un numero crescente di persone crede che il petrolio sia abiotico, sia cioè l’effetto di meccanismi geologici, il che spiegherebbe perchè le pompe continuino ad estrarne.
Il petrolio è fatto di idrocarburi, ritrovati anche su altri pianeti: su una luna di Giove per esempio, dove di certo non è vissuto nessun dinosauro. E se mai il petrolio dovesse scarseggiare, ma non avverrà, c’è una lista di sostituti in attesa. La fusione fredda non è che uno dei sostituti altamente praticabili.
Dunque, c’è un sacco di petrolio al mondo... probabilmente migliaia e migliaia di miliardi di barili, alcuni al largo, altri sepolti in posti dove molti governi, tipo quello americano, non lasceranno trivellare.
Perciò, abbiamo una definizione alternativa a quella di oro nero... eccola:

Petrolio: merce descritta dalle elite con inganno, grazie al quale diffondere falsamente la notizia della scarsità supportata dalle opinioni di autorevoli scienziati, con lo scopo di far dirigere il mondo dalla tecnocrazia dei re filosofi.

Puoi continuare a credere a questa balla, ma nell’era di internet, è sempre meno possibile.

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