lunedì 4 giugno 2012

Scacchiera Siriana

Era Robert Ford il consigliere politico aggiunto all’Ambasciata di Bagdad ai tempi in cui gli squadroni della morte iniziarono con i primi sanguinosi massacri, contrassegno della loro collusione con gli insorgenti. Ford mantenne l’incarico dal 2004 al 2006, lavorando a stretto contatto con Negroponte. Fu pesantemente coinvolto anche nell’organizzazione stessa degli squadroni e nel mantenimento delle relazioni anche con altre finalità, fra le quali ulteriori future prolungate campagne di terrorismo.
Ford fu descritto da Negroponte come «persona infaticabile... uno che non si fa problemi a mettersi mimetica ed elmetto ed uscire dalla Zona Verde per incontrarsi con un contatto». In poche parole, Ford agiva come un uomo sul campo per la formazione degli squadroni della morte. Michael Hirsh e John Barry di Newsweek, tentando di riassumere il piano relativo agli squadroni della morte, hanno scritto 2005:
"Stando a colloqui avuti con militari dentro la questione, [una]... proposta del Pentagono consiste nell’inviare squadre di Forze Speciali per consigliare, appoggiare e possibilmente addestrare delle squadre di iracheni, più plausibilmente combattenti Curdi Peshmerga e milizia Sciita, al fine di attaccare i rivoltosi Sunniti ed i loro simpatizzanti, anche attraverso la frontiera in Siria. Rimane poco chiaro però se si sarebbe trattato di una politica di assassini o di cosiddette operazioni «a strappo», nelle quali i bersagli – gli avversari – vengono spediti in strutture segrete per essere interrogati. L’idea predominante è che mentre le Forze Speciali USA guidano le operazioni – ad esempio in Siria – le attività in Iraq vengano portate avanti da forze paramilitari irachene." «Non è neppure chiaro chi risulterà responsabile di un simile programma, se il Pentagono o la CIA. Operazioni occulte di questo tipo sono state tradizionalmente condotte dalla CIA quale braccio armato dell’amministrazione al governo, con le fonti ufficiali autorizzate a negare ogni coinvolgimento».

Benchè questi articoli siano incentrati attorno alla questione degli squadroni della morte in Iraq, è importante sottolineare che già dal 2005 si ammetteva l’esistenza di piani per creare, finanziare e rendere operativi degli squadroni della morte in Siria.
Generale David Petraeus
Ad ogni modo, Ford e Negroponte non sono gli unici funzionari USA di alto livello coinvolti nello sviluppo degli squadroni. L’attuale direttore della CIA, Generale David Petraeus, costituì e successivamente assunse il comando dell’MNSTC (Multi-National Security Transition Command Iraq), volto ad addestrare ed equipaggiare esercito, polizia e forze di sicurezza irachene. Quando nle 2004 Negroponte fu nominato ambasciatore, Petraeus assunse in prima persona il comando dell’MNSTC.
In realtà, l’MNSTC non si occupava solo dell’addestramento delle forze irachene, ma anche della costituzione degli squadroni della morte. In effetti, era un’autentica strategia antisommossa finalizzata all opzione Salvador impiegata in Iraq dal Pentagono e plausibilmente dalla CIA.
Benchè Petraeus sia ora Direttore della CIA, le sue connessioni con il mondo militare sono senza dubbio intatte. Infatti sono relazioni di un tipo tale che non viene modificato dal passare da un incarico all’altro. Analogamente, la nomina di Robert Ford nel 2009 ad ambasciatore in Siria non è altro che l’inserimento – nel panorama siriano – dell’ennesima fonte di destabilizzazione.
L’attuale azione di Ford in Siria ha esattamente il medesimo scopo che ebbe in Iraq solo pochi anni prima. Solo che questa volta sembra che Ford abbia nell’affare un ruolo più centrale. Non c’è dubbio che molti Siriani siano consapevoli, se non delle azioni più sinistre di Ford, almeno del suo ruolo strumentale nel fomentare ribellioni violente e reazioni negative da parte dell’opinione pubblica occidentale nei confronti del governo. È per questo motivo che il convoglio di Ford fu attaccato da Siriani filogovernativi quando si diresse in città per incontrarsi con i suoi fedeli terroristi. Naturalmente, scorrazzando liberamente per il Paese ha attirato su di sè una bella quantità di attenzione dai media internazionali «incontrandosi coi contestatori» e trasformando – nella testa di quel credulone del pubblico occidentale – i terroristi in martiri.

Ovviamente, dove è scritto «incontrarsi coi contestatori» si deve leggere «istigare al terrorismo». La stampa allineata ufficiale, ad ogni modo, descrive come un eroico atto di solidarietà col «popolo» il giro di Ford volto al promuovere il terrore. Dopo una serie di questi giri, il regime di Assad alla fine gli impose delle restrizioni territoriali, chiedendogli di non uscire dai confini di Damasco. Ma Ford violò palesemente tali restrizioni, ed incominciò a viaggiare sfrontatamente per tutta la Siria, incontrandosi coi suoi fratelli terroristi.
Ovviamente non dimentichiamoci che lo stesso Petraeus, in qualità di direttore CIA, connessione diretta e comun denominatore fra i militari USA ed i contatti NATO, ha anche uno dei ruoli primari in questa «opzione Salvador» che ha ora preso forma in Siria. La strategia degli squadroni della morte è decisamente inutile senza il coinvolgimento almeno di una fra le due istituzioni: NATO o CIA. Ma è un compito relativamente facile da realizzare poichè sopra di esse il potere si fonde in un tutt’uno a costituire il medesimo governo ombra.
Nondimeno, c’è un’altra figura chiave nella destabilizzazione della Siria sulla quale dovremmo incentrare la nostra attenzione dato il suo potenziale ruolo negli sviluppi iniziali degli squadroni della morte: il generale Robert Mood, generale norvegese che è ora il capo della United Nations Supervision Mission In Syria (UNSMIS), ruolo importante non foss’altro per le sue connessioni con le azioni di destabilizzazione siriane.

Robert Mood
Ironicamente, Mood ha delle pesanti connessioni con la NATO, l’organizzazione che (grazie alle nazioni che la compongono) è responsabile dell’inizio della destabilizzazione siriana.

Dunque, stando così le cose, ci ritroviamo con la NATO inviata in Siria per osservare e riferire sulla azioni della NATO, cioè degli squadroni della morte. Quindi si può già prevedere quali saranno le osservazioni che saranno riferite al pubblico nei prossimi giorni (o settimane ).

È degno di nota che il General Mood sia in possesso di un Master’s Degree in Military Studies dall’U.S. Marine Corps University e che abbia frequentato nel proprio Paese il Norwegian Army Staff College ed a Roma il North Atlantic Treaty Organization (NATO) Defense College. Un vero cittadino del mondo.
Dal 2008 al 2011, Mood era Comandante in Capo dell’United Nations Truce Supervision Organization (UNTSO), un’organizzazione il cui scopo ufficiale è quello di fornire una struttura militare di comando per le funzioni ONU di mantenimento della pace nel Medio-oriente. Mood è stato anche Operations Officer del Norwegian Battalion dell’UNIFL (United Nations Interim Force In Lebanon) durante gli anni ’80.
Ad ogni modo, è indubbiamente interessante che Mood, nella sua posizione di Comandante in Capo dell’UNTSO, supervisionò vari gruppi di «osservatori» ONU, alcuni dei quali erano (e tutt’ora sono),posizionati in Siria. Uno di questi gruppi di osservatori, denominato OGG (Observer Group Golan), è stato diviso in due sottosezioni, una delle quali ha quartier generale a Damasco (OGG-Damascus). Altri avamposti UNTSO si trovano in Israele, Libano (ai confini con la Siria), ed Egitto.
Dunque la posizione di Mood gli attribuisce in Siria un coinvolgimento diretto insieme a Robert Ford e, presumibilmente, con David Petraeus per tramite dei suoi rappresentanti sul posto. Tenendo ciò in mente, c’è da chiedersi quale ruolo potrà avere Mood nella costituzione degli squadroni della morte attualmente messi a punto.

È proprio a questo che allude Webster Tarpley in una intervista con la PressTV quando dichiara:
«Qualsiasi analisi dovrebbe partire dagli squadroni della morte e dal ruolo del diplomatico americano John Dimitri Negroponte a Bagdad; poi da quello di Robert Ford a Damasco. Inoltrei chiederei al capo della missione ONU di supervisione in Siria, Generale Robert Mood, se si trovava a Damasco fra il 2009 ed il 2011, che cosa ha saputo della formazione degli squadroni della morte. Questa sarebbe una domanda veramente interessante».
Il fatto che i ribelli in Siria siano sostanzialmente dei pupazzi NATO/angloamerico/arabi significa che nessuno che abbia anche solo una minima comprensione degli eventi che sono in atto nella regione, può metterne in dubbio l’impegno profuso nella destabilizzazione del Paese. Benchè occorra maggior tempo per fare alla Siria quello che le medesime forze hanno portato a termine in Libia, lo schema è esattamente il medesimo.
Ed è un dato di fatto che molti dei partecipanti che hanno preso parte alla eliminazione del regime di Gheddafi sono ora coinvolte nella distruzione del governo di Assad. Gli stessi terroristi di al-Qaeda saltati fuori in Libia si sono ora spostati in Siria per la seconda tornata dell’avanzata imperiale volta a istituire un governo fantoccio e a ridurre gli standards di vita di un’intera nazione. Belhaj, l’infame capo dei ribelli libici, ora è passato a condurre operazioni in Siria. Naturalmente, tutte queste forze operano con il diretto aiuto degli anglo-americani e di quell’esercito mondiale de facto che si chiama NATO.
È stato anche riferito da Thierry Meyssan di Voltaire Network che agenti francesi operativi in qualità di elementi degli squadroni della morte sono stati catturati dal governo siriano all’inizio delle rivolte. Allora, improvvisamente, la stampa occidentale allineata ha riferito degli eventi quali proteste pacifiche come reazione spontanea e naturale di ribellione dal basso contro l’oppressivo regime siriano.
Nell’esaminare scritti e comportamenti dell’élite mondiale, è decisamente chiaro che la Siria sia l’ultimo gradino prima del lancio della guerra all’Iran.
È praticamente certo che il regime di Assad debba essere rimpiazzato da un governo fantoccio più favorevole alle potenze imperialiste anglo-americane o, proprio al minimo, un governo che sia incapace di resistere loro. Se da una parte la Siria è durata più a lungo della Libia e dell’Egitto, è poco probabile che riesca a resistere oltre, soprattutto dopo l’accettazione di osservatori ONU all’interno dei propri confini e dato il sempre maggior crescente sentimento favorevole alla guerra da parte dei governi occidentali.
Se viene dichiarata guerra all’Iran, che sia dalle potenze occidentali o da Israele, è probabile ne scaturisca la Terza Guerra Mondiale. Mentre non c’è dubbio che gli Stati Uniti e quindi il resto della NATO seguiranno le orme di quel cane sciolto nel medio-oriente che è Israele, la Russia si schiererà probabilmente dalla parte opposta. Cina ed India seguiranno presumibilmente la Russia. Uno scontro diretto fra queste potenze mondiali è in grado di produrre più distruzioni delle due precedenti guerre mondiali messe insieme.

Benchè non siano gli architetti di tale guerra mondiale, è importante che

- Negroponte
- Ford
- Petraeus
- Mood

vengano ricordati quali api operaie che resero possibile tutto questo.

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