sabato 7 luglio 2012

Bestemmia di Uomo -3 Panspermia

Leslie Eleazar Orgel nato a Londra il 12 Gennaio 1927, si laurea in Chimica inorganica all'università di Oxford. Si perfeziona all'università di Chicago e al Caltech, dove si suppone abbia studiato con Linus Pauling ma trascorrendo
molto tempo con Max Delbruck, James Watson e Alexander Rich. Orgel dice che al tempo in cui ha lasciato il Caltech, era preso dalla biologia molecolare, ma fino al 1964 non ha mai abbandonato la chimica inorganica. Dopo l'esperienza al Caltech, torna in Inghilterra al dipartimento di chimica dell'università di Cambridge, contribuendo alla sviluppo della teoria LFT che descrive i legami chimici nei metalli. Il suo testo del 1961 An Introduction to Transition-Metal Chemistry: The Ligand Field Theory è considerato un classico. Orgel torna in USA nel 1964 quando diventa assistente all'istituto Salk ed è anche professore aggiunto al dipartimento di chimica e biochimica all'università californiana di San Diego. Grazie alla sua preparazione ha passato anche molti anni lavorando al programma di esobiologia della NASA sul probabile aspetto delle forme di vita in altri pianeti e ha contribuito a progettare gli strumenti del programma di atterraggio marziano del Viking per la ricerca di vita su Marte. Egli è noto come l'autore della teoria sull'origine della vita, secondo la quale un RNA esogeno alla Terra ha dato origine al DNA quale lo conosciamo, essendo il DNA troppo complesso per essere il primo contenitore dell'informazione genetica. Insieme al premio Nobel Francis Crick ha ipotizzato che la vita sulla Terra provenga da un'intelligenza extraterrestre, un processo noto come panspermia.

Modifica genetica
Quanto segue vuol essere una proposta per un eventuale lavoro teorico/sperimentale di
verifica e approfondimento da parte di un esperto del campo, tipo un biochimico, un biologo molecolare o un genetista. Nelle scie chimiche riscontriamo prevalentemente idrossido di Bario, Alluminio, materiale organico e Silicio, che svolgerebbero le operazioni di modifica del RNA con creazione di un aggancio esterno e di modifica del DNA con innesto di Si. Analizzando la parte dell’agroglifo di Chilbolton che riguarda un presunto DNA anomalo, si nota il filamento a sinistra che presenta 6 coppie per giro, diversamente da un filamento standard che ne presenta 10. La rappresentazione spaziale di tale filamento si giustifica se esso è polimerizzato in 2’5' diversamente dal normale 3’5’. Il DNA non può esistere in tale forma perché il suo zucchero (deossiribosio) manca dell’O in posizione 2’ necessario per procedere all’idrolisi alcalina e quindi per ottenere il legame 2’5’. Il filamento è quindi un RNA alternativo al 3’5’, che chiamerò RNA2’5’. Delle ricerche (pubblicate) mostrano che un RNA2’5’ formerà una doppia spirale ma tende a rimanere a filamento singolo. Altre ricerche investigano l’uso di RNA2’5’ come agente antivirale. Ricordo che gli esperimenti sull’origine della vita condotti da Leslie Orgel negli anni 80 indicarono che l’RNA polimerizza sovente in due forme differenti, vale a dire 2’5’ e 3’5’, e non esistono certezze sul motivo per cui la forma 3’5’ sembra prevalere. Il RNA2’5' potrebbe rappresentare un’alternativa all’RNA3’5’ o al DNA esistente sulla Terra. Gli acidi nucleici 2’5’ sono menzionati raramente nella letteratura e da nessuna parte è riportato che formano una spirale a filamento singolo con 6 basi per giro.


Catena RNA2'5'-Si
La logica alla base dell’intervento genetico è quella di fornire un aggancio esterno alla genetica, per cui occorre un RNA, perché esso può polimerizzare sia in forma 2’5’ che 3’5’ e quindi è in grado di fornire un’entrata/uscita. Il suo zucchero (il ribosio) ha cioè due mani disponibili in corrispondenza del Carbonio in posizione 2’ e 3’, diversamente dal DNA che dispone del solo Carbonio in 3’. Nel RNA il Carbonio in 3’ è quello esterno alla struttura e per questo candidato a fungere da link, mentre il Carbonio in 2’ garantirà la struttura del filamento. Occorre quindi idrolizzare alcalinamente il RNA, mentre il DNA può mantenersi, originandosi così una struttura ibrida formata da un filamento di DNA normale e uno di RNA modificato, che è quanto si riscontra nell’agroglifo di Chilbolton. L’idrossido di Bario BA(OH)2 opera l'idrolisi alcalina della catena RNA ottenendo appunto un RNA2'5', dopodiché rimane il Bario in forma pura non assimilabile dall'organismo che viene espulso. L'Alluminio reagisce con l'acqua della reazione idrolitica, fornendo Idrogeno che si combina col gruppo OH in posizione 3' lasciando scoperto il C in 3’. Ora al C3' un enzima apposito (il materiale genetico rinvenuto nelle scie chimiche) fissa il Silicio in un legame SiC al carburo di Silicio o carborundum e un ulteriore Idrogeno completa la valenza del Si rendendolo stabile. Il risultato è C3'-Si-H. In pratica il C2' serve alla polimerizzazione, mentre il C3' serve a un eventuale collegamento esterno in tre modalità differenti: 
1 si può adescare H avendo a disposizione Si con 3 legami; 
2 si può usare Si così com'è in quanto ha valenza 4 (in figura sono evidenziate le possibili ulteriori valenze);
3 si può attuare una vulcanizzazione perossidica a temperatura ambiente (quella del corpo umano!), dove l’Alluminio svolge la funzione di catalizzatore metallico come sostituto di Stagno o Platino, tra il SiH del RNA e un polimero siliconico. 
Probabilmente si possono usare più modalità contemporaneamente per collegare una strumentazione esterna (nanorobot, computers, interfacce), trasmettere/ricevere tramite il Silicio (onde radio, localizzazione satellitare), caricare informazione genetica con un viron (per modificare il DNA normale o intervenire geneticamente in qualsivoglia maniera, come prospettato nel nanocomputer molecolare di Shapiro dove si può associare informazione genetica al RNA). È da tener presente che già un RNA generico, per sua natura instabile a causa del doppio ossidrile in C2’ e in C3’, può: 
-funzionare bene quando esegue gli ordini del DNA senza variazioni; 
-interpretare gli ordini del DNA in maniera errata (cioè incontrollata); causare la rottura della catena stessa dell’RNA e quindi autodistruggersi, aprendosi nei suoi filamenti. 
Se ne deduce la possibilità d’uso come arma biologica già in forma non modificata, e l’intervento esposto rende bene l’idea del possibile uso da parte di un’élite scientifico-militare. L'argomento non è stato trattato, ma anche i cibi OGM potrebbero giocare un ruolo non secondario nel programmare il DNA con istruzioni note solo agli artefici.


Catena DNA con idrossido

Per quanto riguarda il DNA, l’idrossido di Bario BA(OH)2 denatura il DNA (cioè separa i due filamenti) e depolimerizza la singola catena (cioè la interrompe) idrolizzando (cioè acquisendo atomi di H che si combinano con la sua doppia valenza OH, generando acqua). A seguito della denaturazione (la separazione dei filamenti), uno dei filamenti può accoppiarsi col RNA modificato. L’azione dell’idrossido può essere fatale per il DNA e questo sembra non auspicabile per i manipolatori, ma comunque si gioca coi grandi numeri e l’importante è che si abbia un qualche risultato. Tutto questo non è fatto in laboratorio con campioni certi, dosaggi certi e controllando minuziosamente la reazione, ma è fatto sul campo tramite le scie chimiche dove tanti sono i fattori difficilmente controllabili che intervengono. Pur tuttavia vi sono delle condizioni necessarie da soddisfare. L’idrossido di Bario è un ossidante talmente potente che, a contatto con DNA/RNA, tende a distruggerli. Porto a esempio un altro potente ossidante, il perossido d’Idrogeno comunemente chiamato acqua ossigenata. Questa nelle tecniche cosmetiche tricologiche aggredisce la cheratina del capello rendendolo biondo, mentre molto diluito serve come disinfettante. Così l’idrossido di Bario viene grandemente rarefatto quando precipita al suolo a seguito d’irrorazione con scia chimica e il suo effetto è diluito in modo tale che può agire sul RNA e magari risparmiare il DNA, oppure distruggere malauguratamente il DNA senza provocare la morte istantanea dell’organismo. Il suo è cioè un effetto incisivo ma blando quanto basta. 


Il problema si pone nei riguardi dell’Alluminio perché esso, diversamente dal Bario, si accumula nell’organismo, e lo sottolinea il verificarsi di sindromi ad esso collegate. Non tutti gli acidi nucleici subiscono l'inserzione di Si, che forse non è necessaria o auspicabile; questo viene fatto convenientemente dall'enzima. Ipoteticamente la struttura in esame DNA/RNA2’5’-Si si riprodurrebbe attraverso una fase di duplicazione nella quale i due filamenti si dividono. 

Il filamento DNA in un processo di trascrizione crea un filamento RNA uguale a se stesso, cioè un RNA normale che può essere successivamente manipolato. Il filamento RNA2’5’-Si secondo un processo di trascrizione inversa, si accoppia con un filamento DNA fornendogli la propria informazione, contrariamente a quanto succede nella trascrizione dove è il DNA a fornire l’informazione per la creazione di un nuovo filamento. Il risultato è di nuovo la struttura DNA/RNA2’5’-Si.


Morgellons

La sindrome di Morgellons si prefigura come una mutazione causata dalle sostanze che compongono le scie chimiche, nelle quali si ritrovano silicone e polietilene. Sappiamo che il Morgellons è contenuto nei liquidi organici, negli orifizi e nei follicoli e penetra regolarmente in tutto l'organismo.
Sintomi debilitanti includono sindrome da affaticamento cronico (CFS), fibromialgia, dolori diffusi, problemi di memoria e concentrazione. La maggior parte delle vittime ha disturbi come formicolii, punture e morsi sulla pelle, con lesioni che non guariscono, associate a strutture molto strane a forma di filamenti fibrosi rossi e blu, con presenza di granuli e macchie scure. Seguono immagini della lesione labiale di un bambino.
Le fibre sono filamentose, ramificate e lisce. Possiedono un elevato livello di autofluorescenza, non sono derivati tessili e bruciano a temperature di almeno 1.700 gradi. Al microscopio elettronico le fibre non hanno cellule eucariotiche né membrana cellulare, non apparendo quindi organiche. Dato che il Morgellons non è un parassita, è una macchina ed esistono dati convincenti i quali indicano che il Morgellons è associato alla tecnologia delle nanomacchine sotto forma di nanostrutture. La National Science Foundation (NSF) definisce nanofibra una struttura con dimensione inferiore a 100nanometri. Jeff Rense ha pubblicato e diffuso alcune interessanti ricerche basate su analisi scientifiche spettroscopiche condotte nell’ottobre 2006 sotto l'egida della tossicologa Hildegarde Staninger dell'Integrative Health International di Lakewood in California (USA). Le analisi istologiche hanno rivelato la presenza di tubicini di vetro e di silicone in pazienti in cui non erano mai state impiantate protesi al silicone, i cui effetti nocivi sono stati scientificamente dimostrati. Il Morgellons è anche collegato alla presenza di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene, usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche. La ricercatrice precisa che tali materiali sono usati dall’industria delle nanobiotecnologie per incapsulare i viron, ossia virus geneticamente modificati, da 1 a 150 volte più piccoli dei virus. I risultati delineano il Morgellons come un'invasione del tessuto umano a opera di una nanotecnologia finalizzata alla comunicazione sotto forma di nanotubi, nanocavi, nanostrumenti dotati di sensori in grado di assemblarsi da soli e di replicarsi. Inoltre queste nanomacchine veicolano frammenti geneticamente modificati di DNA e di RNA, proprio come i nanocomputers di Shapiro, e proliferano in ambiente alcalino alimentandosi tramite l'energia bioelettrica dell'organismo e altre fonti non identificate. Alcune di queste nanomacchine contengono al loro interno delle batterie. Le nanomacchine sono costruite per ricevere specifiche microonde, segnali EMF, ELF e onde radio, perfette per il controllo mentale, per cui ciascuna persona-sistema sarebbe in grado di comunicare con gli altri pazienti, rendendola un componente di un’enorme intelligenza artificiale. Il Morgellons sembra quindi un processo per ricostruire gli uomini, generando una specie differente: una creatura cibernetica, sia uomo sia macchina. Gli studi della Staninger avvalorano una correlazione tra Morgellons e scie chimiche, con le quali oltre al Silicio vengono anche diffusi polimeri ed agenti biologici talora modificati geneticamente, forse veicolati dal RNA opportunamente modificato (RNA2'5'-Si).


Fine Terza Parte- Continua


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