lunedì 23 luglio 2012

Bestemmia di Uomo -9 Contrastanti Scie Chimiche

Antiossidanti
La modalità ibridatoria delle scie chimiche è possibile grazie all’ossidazione, per cui assumere sostanze antiossidanti può rivelarsi una valida contromisura. Denham Harman ha avanzato per primo nel 1956 la teoria dei radicali liberi (Reactive Oxygen Species ROS), molecole instabili a base di Ossigeno pronte a reagire con altre molecole in quanto aventi un elettrone disponibile (spaiato). Alcuni radicali liberi sono: anione superossido O2-, idrossile OH-, ossido nitrico NO-, diossido di Azoto NO2-, Ossigeno singoletto O2 +. Il radicale libero prodotto in maggiore quantità è l'anione superossido O2 che reagisce con il perossido di Idrogeno e forma il pericoloso e potente radicale ossidrile OH-, più potente di O2.  Ricordo che l’idrossido di Bario già citato come componente delle scie chimiche è dotato di un doppio radicale ossidrile OH-. La produzione di radicali liberi dipende da una serie di fattori ormai noti: radiazioni UV, inquinamento, tabacco, infezioni, sostanze chimiche e altro. Inoltre nei mitocondri delle cellule l'Ossigeno è utilizzato per produrre energia, ma non tutto l’Ossigeno introdotto viene consumato. Il 5% va a formare molecole che contengono uno o più atomi di Ossigeno, i radicali liberi appunto. I radicali liberi si formano, in condizioni normali di salute, in chi pratica sport o fa sforzi muscolari perché aumenta il consumo di Ossigeno e quindi la produzione di radicali liberi, in chi è sottoposto a stress psico-fisico, in chi è esposto ad inquinamento, in chi abusa di alcool, in chi non segue un regime alimentare bilanciato e in chi è sottoposto a terapie ormonali. Essi col passare degli anni si accumulano e svolgono una potente azione ossidante dannosa per quasi tutti i costituenti dell'organismo, diventando responsabili di tutte le malattie degenerative, dell’invecchiamento e forse anche del cancro. Quasi tutte le patologie presentano valori anomali di radicali liberi che si evidenziano nel diabete mellito, nell’ipertensione, nel morbo di Parkinson, nell’aterosclerosi, nell’Alzheimer, nell’artrite reumatoide, in patologie allergiche e flogistiche. I radicali liberi vengono tamponati efficacemente quando si è giovani ma invecchiando l'azione di eliminazione si fa meno efficace. Inoltre un organismo stressato non riesce a neutralizzare l’eccessivo livello di radicali liberi che sono liberi di attaccare e danneggiare irreversibilmente le cellule. Il danno cellulare inizia a livello della membrana con un’alterazione degli scambi cellulari tra interno ed esterno della cellula: all’interno viene alterata la produzione di ATP che è fonte di energia per la cellula e si può arrivare all’alterazione del DNA, con effetti mutageni fino al tumore. Tutti gli esseri viventi comprese le piante sono aggredite dai radicali liberi. Le piante difendono i cromosomi e i loro DNA con le vitamine e flavonoidi contenuti in frutti, fiori, semi e foglie, mentre gli appartenenti al mondo animale con gli antiossidanti endogeni e con quelli esogeni (ingeriti con l'alimentazione o con integrazione di antiossidanti). L’azione antiossidante spegne l’Ossigeno singoletto, intrappola il radicale perossido, inibisce l’ossidazione del DNA, inibisce la perossidazione lipidica e inibisce l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL). Il sistema antiossidante endogeno comprende efficaci meccanismi di difesa: enzimatici e non enzimatici. Tra i primi abbiamo superossidodismutasi, glutationoperossidasi, glutationotranferasi, catalasi e altri, mentre tra i secondi vitamina C, vitamina E, carotenoidi, polifenoli, antocianine e altri. Riguardo gli antiossidanti esogeni, una dieta antiossidante deve essere ricca di frutta e verdura cruda e fresca, povera di grassi saturi e di grassi idrogenati, fonti molto ricche di radicali liberi. È essenziale mangiare il più possibile crudo, perché la cottura riduce o distrugge il potere antiossidante. È stata stabilita una misura del potere antiossidante dei vegetali istituendo un’unità di misura cui è stato dato il nome di ORAC (Oxigen Radical Absorbance Capacity). Alcuni esempi sono: albicocche (3) = 172 unità, melone (3 fette) = 197 unità, cavolfiore cotto (1 tazza) = 400 unità, pera (1) = 222 unità, pesca (1) = 248 unità, banana (1) = 223 unità, mela (1) = 301 unità, peperone (1) = 529 unità, susina (1) = 626 unità, succo d’arancia (1 bicchiere) = 1142 unità, patata arrosto (1) = 575 unità, succo di pompelmo (1 bicchiere) = 1274 unità, fragole (1 tazza) = 1170 unità. Per mantenersi in forma, ogni persona dovrebbe introdurre una quantità di antiossidanti pari a 5000 unità al giorno. Esistono numerose sostanze antiossidanti di origine vegetale (flavonoidi del Gingko, polifenoli del cioccolato, vitamine, ecc.) o di sintesi ma non esiste un solo prodotto che riduca in modo significativo il danno prodotto dall’accumulo dei radicali liberi, per cui è meglio ricorrere ad una miscela di antiossidanti. Distinguiamo antiossidanti di membrana (come vitamina A, vitamina E, betacarotene, licopene), mobili (come vitamina C, ubidecarenone), enzimatici (come Zinco, Selenio, acido lipoico, l-cisteina) e vasoprotettori (come resveratrolo, bioflavonoidi, picnogenolo). Esiste una cospicua letteratura sull’efficacia clinica della co assunzione di trattamenti antiossidanti in molte patologie degenerative. Se la produzione di radicali liberi è superiore a quella fisiologica si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo. Lo stress ossidativo non esibisce una propria sintomatologia, pertanto si dovrebbe fare una valutazione dello stress ossidativo in tutti i soggetti sottoposti ad interventi terapeutici o a rischio per il loro stile di vita. Una serie di test biochimici permettono di valutare il reale stato delle nostre difese fisiologiche e di segnalare lo stress ossidativo, gli squilibri e tendenze verso gli stati patologici. La finalità della determinazione quantitativa del livello di radicali liberi è quella di monitorare lo stress ossidativo e l’efficacia dell’eventuale trattamento antiossidante. L'analisi dello stress ossidativo si può operare col D-Roms test tramite il prelievo di una goccia di sangue capillare, la sua veloce centrifugazione in minicentrifuga, l'aggiunta di un adatto liquido cromogeno (rivelatore di H2O2) e lettura spettrofotometrica del livello di radicali liberi in unità Caratelli 1 U = 0,08 mg di H2O2//dl. Il valore di riferimento è 250-300 U.CARR, mentre il valore di soglia border line è 300-320 U.CARR; si ha lieve stress ossidativo con 320-340 U.CARR, stress ossidativo con 340-400 U.CARR, forte stress ossidativo con 400-500 U.CARR, fortissimo stress ossidativo con più di 500 U.CARR.  


Ubidecarenone (Coenzima Q10, Ubiquinone, Ubichinone)Si trova in cereali, soia, noci, vegetali, spinaci, pesce, sardine, oli vegetali, germe di grano e viene sintetizzato nelle nostre cellule dagli alimenti, ma con l'invecchiamento questa sintesi diminuisce. Vi sono indizi in letteratura per ritenere che possa essere utile in varie patologie. Nel cancro si è rilevato che le persone affette da tumore hanno livelli estremamente bassi di Q10; nel diabete di tipo I e II sembra stimolare le cellule beta del pancreas migliorandone la funzione; nelle patologie gengivali deficit di coenzima Q10 sono stati spesso riscontrati in pazienti affetti da patologie gengivali; nella distrofia muscolare; nella fase iniziale del Parkinson; negli sportivi per accelerare il recupero dei muscoli affaticati o danneggiati; nell‘ emicrania in quanto sembra diminuire del 40% il numero degli attacchi; nel trattamento topico in associazione ad altri antiossidanti, per contrastare e ritardare l'invecchiamento della pelle.


Acido Lipoico (Acido Tiottico)
Si trova nelle foglie delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido lipoico rimane la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore). Le sue caratteristiche sono d’essere un antiossidante universale in quanto mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi che in quelli lipidici; ha un ampio spettro d’azione in quanto attivo contro numerose specie radicali; possiede un’alta assorbibilità; mantiene il potere antiossidante in entrambe le forme anche se la forma ridotta (acido diidrossi lipoico) è più attiva; rafforza l’azione delle altre molecole antiossidanti; migliora il controllo del gluscosio; migliora la funzionalità nervosa; riduce il rischio di comparsa della cataratta; esercita un’azione protettiva sul fegato; ha un’azione topica su calvizie androgenetiche, infiammazioni, psoriasi, acne, invecchiamento cutaneo. Il nostro organismo è in grado di sintetizzare l’acido lipoico ma nel corpo umano si trova in quantità abbastanza ridotte e tale capacità diminuisce dopo i 50 anni. Sussistono problemi di biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli alimenti in quanto esso è presente in forma complessata con la lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile. Tutto ciò gioca a favore dell’assunzione di acido alfa lipoico tramite integrazione.


Resveratrolo
Presenta attività antiossidante, antiaggregante, ipolipidemizzante, antitumorale, antinfiammatorio e ormono  simile e si trova nel Polygonum cuspidatum, nelle arachidi, nell’uva e nel vino. Antiossidante a doppio meccanismo d’azione: come chelante chela gli ioni ferro e rame che catalizzano la formazione delle specie radicaliche dell’ossigeno, e come radical scavenger trasforma il radicale in una specie stabile.


Licopene
Composto formato solo da Idrogeno e Carbonio appartenente al gruppo dei carotenoidi. In natura si trova sotto forma strutturale di isomeri di tipo “trans”, è solubile nei lipidi ed è insolubile in acqua. Il Licopene è il principale responsabile del colore rosso del pomodoro maturo e di altri pigmenti, per esempio del cocomero, albicocca, pompelmo rosa, uva e papaia. Il suo contenuto nella frutta e verdura fresca varia da un minimo di 5 mg/kg (nelle varietà gialle) a un max di 50 mg/kg (nei pomodori più maturi). Il riscaldamento, porta alla formazione di isomeri di tipo “cis”, dando luogo ad una maggiore biodisponibilità. Essendo il licopene una sostanza lipofila, il suo assorbimento è correlato alla presenza di grassi nella dieta. Esso previene l’invecchiamento cellulare, è preventivo dei danni ossidativi del SNC che spesso sono causa dell’instaurarsi di patologie neurologiche quali l’Alzheimer e il morbo di Parkinson; svolge azione preventiva sui danni causati dall’eccessiva esposizione ai raggi UV quali l’invecchiamento cutaneo e alcune forme di tumori epiteliali. Sembra avere una certa capacità preventiva su alcune forme di tumore inibendo la crescita e la proliferazione delle cellule cancerogene, soprattutto al distretto mammario e alla prostata e ha un’azione antiaterosclerotica in quanto sembra inibire la sintesi del colesterolo inibendo l’ HMG-CoA(idrossimetil-glutaryl coenzima) reduttasi. 


Curcuma e Curcumina
La Curcuma è una pianta originaria dell’India che appartiene alla stessa famiglia dello Zenzero. La droga utilizzata è costituita dal rizoma. L’utilizzo principale della radice di Curcuma è come spezia nel “curry”. Esiste una vasta letteratura scientifica recente sulle proprietà antiossidanti dei curcuminoidi, in particolare sulla loro azione nei confronti delle alterazioni proteiche caratteristiche del morbo di Alzheimer. In letteratura sono riportate attività nella dispepsia, nella prevenzione della calcolosi biliare (azione coleretica), nell'ipercolesterolemia, nella flogosi, nell'ulcera peptica, nell'osteoartrite, nell'artrite reumatoide, nell'uveite, nella scabbia, nell'HIV, nel cancro della pelle (uso topico) e dell'intestino e del seno, e infine nella sindrome del colon irritabile. Trova qui una conferma la diceria secondo la quale un infuso a base di radice di Zenzero (con la quale si produce la famosa bevanda Ginger) aiuterebbe contro le scie chimiche, perlomeno nei riguardi dell’Alzheimer che sembra legato alla presenza di Alluminio. Picnogenolo (Procianidine Oligomere da Corteccia di Pino) Le procianidine sono catechine oligomere presenti in alcuni alimenti quali vino rosso, vite, cacao, mirtilli, mele ed in alcuni supplementi alimentari. In particolare sono denominati picnogenoli gli estratti acquosi di corteccia di pino da cui si ottengono estratti a composizione costante, facilmente standardizzabili. L’azione antiossidante del picnogenolo è probabilmente alla base dei suoi utilizzi nella terapia dell'insufficienza venosa cronica (CVI) che si manifesta con vene varicose, ulcere cutanee e prurito (sostenuti da un’ampia letteratura). Agisce anche su diabete (azione ipoglicemizzante), su ipercolesterolemia, su dismenorrea, su aggregabilità sanguigna e su retinopatia diabetica (evidenza scientifica ancora controversa).


Melatonina
La concentrazione segue un ritmo circadiano con valore massimo notturno con due picchi:uno all’inizio della notte, l’altro 3/4 ore più tardi. L'emivita nel sangue è di circa 35/50 minuti. Come antiossidante antinvecchiamento blocca i radicali liberi donando loro elettroni, inibisce la perossidazione di fosfolipidi di membrana e delle LDL, stimola gli antiossidanti endogeni, protegge la ghiandola pineale  dall’invecchiamento, normalizza i livelli di Zinco, regolarizza i ritmi circadiani, agisce sul sonno, esercita azione immunoriequilibrante aumentando i linfociti T, riducendo gli effetti collaterali di immunoterapie e regolando la funzionalità del timo, ha azione ipotermizzante. Tra le indicazioni terapeutiche è preventivo dell'invecchiamento psico-fisico, fa da supporto e coadiuvante nelle terapie antitumorali ed è utile nei disordini dei ritmi circadiani e del sonno.

Betacarotene
Il betacarotene è il pigmento colorato della frutta e della verdura che agisce sulle piante per
difenderle dai raggi solari. Precursori della vitamina A sono i carotenoidi (betacarotene, licopene, luteina, ecc.), un gruppo di pigmenti di colore rosso, arancio e giallo presenti nel mondo vegetale (frutta e verdura), e il retinolo che si trova nelle carni degli animali erbivori. L'enzima carotenasi, presente nel fegato, scinde il betacarotene in due molecole di vitamina A. In quanto sostanza liposolubile, la vitamina A ha bisogno di sali biliari per essere portata in soluzione ed assorbita dalla mucosa gastrointestinale. Una ridotta produzione biliare o uno svuotamento della colecisti non sincrono con il processo digestivo (discinesie biliari) possono ridurre l’assorbimento di vitamina A. In funzione antiossidante i carotenoidi, in sinergia con la vitamina E ed il Selenio, prevengono la perossidazione lipidica delle membrane cellulari inibendo i radicali perossili; impediscono l'ossidazione della vitamina C e agiscono in sinergia con le vitamine del complesso B, la E, il Calcio ed il Fosforo; promuovono la nutrizione e la resistenza della cute e delle membrane mucose, specialmente degli occhi, intestino e polmoni. La necessità giornaliera dell'adulto è di circa 1 mg. La carenza di vitamina A comporta difficoltà visive crepuscolari, secchezza e ruvidità della pelle, perdita di appetito, scarsa resistenza alle infezioni. L’eccesso di vitamina A viene accumulato nel fegato e risulta tossico (oltre 10 volte i livelli raccomandati), potendo comportare vomito, diarrea, vertigini, debolezza, dimagrimento, ipercalcemia, ingrossamento del fegato e della milza, ipertensione endocranica. 

Legami e dipendenze
La parola “legame” si ritrova sorprendentemente un po’ ovunque col medesimo significato, che però sfugge alla coscienza comune. Basti pensare che “religione” significa “re-ligo” cioè “re-lego” e infatti la religione è un sistema per legare coscienze a un insieme di credenze delle quali si fa depositaria la figura del sacerdote, l’unico a poter intrattenere rapporti diretti con Dio e al quale il fedele (cioè chi deve credere senza farsi troppe domande) si deve rivolgere come tramite. Occorre stare attenti a non creare legami con fatti, luoghi, oggetti o persone, se essi non sono utili per noi. La regola base è di non crearsi aspettative nei riguardi di chicchessia e non attendersi riconoscimenti per ciò che si fa, ma fare unicamente ciò che ci si sente di fare per il piacere di farlo o per uno scopo eminentemente personale, in modo che ciò che si fa abbia un compimento in se stesso e non si debba cercarvi un significato all'esterno. Limitare la creazione di legami e dipendenze (che sono sempre canali energetici che funzionano come i vasi comunicanti) permetterà nuovamente un risparmio energetico vitale che ancora porterà a un reimpiego dell'energia disponibile con un eventuale aumento della consapevolezza personale.

Lo zaino
Già in Controllo e manipolazione mentale è stato trattato l'argomento delle egregore. Tutti gli esseri umani, indistintamente e continuamente creano egregore, anche se il numero e la consistenza egregorica variano a seconda del livello evolutivo e dell'intensità dell'atto di volontà, e ciascuno ha la responsabilità di ciò che crea, anche se in modo inconsapevole. Le egregore rimangono collegate all'uomo che le ha create, il quale se le porta dietro a mo' di zaino e le mantiene, per cui la qualità di vita della persona dipende grandemente dalla qualità delle proprie egregore. Se non si è consapevoli di questo, è probabile che si condurrà una vita insoddisfacente senza capirne il motivo. Se invece si è consapevoli, si ha la possibilità di cambiare in meglio non facendosi trascinare e poi divorare da esse, mantenendo un atteggiamento distaccato per ciò che la nostra consapevolezza ci suggerisce essere poco importante. Il risparmio di energia attenzionale (e quindi vitale) ci permetterà un migliore utilizzo per noi stessi, aumentando così la consapevolezza personale e innescando in tal modo un circolo virtuoso. 


Io non sono tutto lì
Quando nel normale stato di veglia si assiste a un fatto, ci si identifica con esso e ci si perde nella realtà di quanto osservato, perdendo di vista se stessi, ci si dimentica cioè per un tempo più o meno lungo che noi si è altro da quanto osservato. Taluni vivono l'intera vita passando da una cosa all'altra, continuamente cercando qualcosa senza mai trovarlo, frustrati ed esauriti. Il motivo è che si cerca all'esterno ciò che è solo all'interno, cioè si cerca se stessi nel mondo di fuori. Occorre allora di tanto in tanto ricordarsi di se stessi, per cui mentre si assiste al fatto, contemporaneamente ci si osserva mentre si assiste, cosicché ci si vede dentro da fuori, e soprattutto ci si rende conto che una parte di sé è fisica-materiale e partecipa del destino delle cose materiali, mentre una parte di sé ne è al di fuori ed è reale anch'essa. Questo meccanismo noto in ambito psicologico è chiamato appercezione, e riguardo a quanto visto con L'uomo ontologico, si può dire che la triade (la parte fuori che non è materiale) può stare nel corpo (la parte dentro che è materiale) ma anche no.


Gossip mentale
E' utile imparare a bloccare il chiacchiericcio interno della Mente, che normalmente è un caleidoscopio dove s'alternano pensieri e opinioni perlopiù senza capo né coda. Ogni pensiero consuma energia attenzionale per la sua elaborazione, e se non vi è un'utilità e un risultato dato dal pensiero (se cioè non si concentra l’attenzione per un qualche scopo preciso), è stata sprecata energia preziosa. Anche qui il risparmio di energia attenzionale ci permetterà di creare un pensiero quando ne abbiamo bisogno, potremo concentrarvi l'attenzione finché è necessario, e infine lo termineremo ottenendo un risultato utile. Anche qui s'innescherà un circolo virtuoso che farà aumentare la consapevolezza personale.

Autostima
Molti soffrono di scarsa autostima, cioè si valutano poco, per cui non si amano e non si rispettano. Ricordo allora che per amare qualcuno occorre prima amare se stessi, perché se noi stessi non ci piacciamo è difficile che piacciamo a qualcun altro. Se ci valutiamo poco, perdiamo occasioni per dimostrare il nostro valore e metterci alla prova, cosicché non viviamo e non impariamo, sprecando così la vita e rimanendo nell'ignoranza nell'insufficienza. Inoltre si rimane vibrazionalmente bassi e quindi preda di qualunque parassita, e c'è il rischio di non accorgersene in quanto convinti che "tanto è la mia sfiga". Iniziamo invece a pensare che siamo degni di vivere in questo mondo, altrimenti l'universo ci avrebbe già giustiziati (come amava dire lo scrittore Philip Dick) e scopriremo poco alla volta aspetti di noi stessi che non sospettavamo: rimarremo piacevolmente sorpresi! L'autostima aumenterà e con essa il livello coscienziale. Anche qui s'innescherà un circolo virtuoso che farà aumentare la consapevolezza personale.


Presente!
Infine è utile mettersi sempre in discussione e in prima persona, dicendo sempre la verità, per non crearsi motivi per coprirsi tramite bugie, precursori dei sensi di colpa e della schizofrenia dilagante della moderna società, che dice una cosa, ne pensa un'altra e ne fa una terza, perdendo di vista il proprio inconscio che mai mente e gettandosi nelle braccia dei venditori di fumo e degli spacciatori di mezze verità. Il dire sempre coscientemente la verità che inconsciamente riteniamo tale, ci permette cioè un collegamento costante tra l'inconscio e il conscio rendendoci aderenti alla realtà esteriore. In pratica la verità ci fa essere costantemente al cospetto di noi stessi. Gesù-Cristo disse: "La verità vi renderà liberi", sottintendendo che non siamo liberi come crediamo.


Fine parte 9 -Continua

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