mercoledì 17 aprile 2013

Scie Chimiche e Smart Dust

Ormai dovrebbe essere chiaro che il fenomeno delle scie chimiche non solo è reale ma rappresentano l'utilizzo avanzato di una tecnologia, detta smart dust- polvere intelligente- che in combinazione con i sistemi haarp sono la struttura basilare per una serie di processi di valenza militare quali:
- modifica climatica
- vettori di virus e patologie (filamenti di Morgellons sono la reazione umana a tali innesti).
-strumenti di scansione e rilevazione in profondità di strutture artificiali nelle profondità della terra e del mare
- spargimento di una griglia di miriadi di sensori per il controllo globale delle persone.

Il progetto “smart dust” (polvere intelligente) è stato finanziato dall'agenzia militare statunitense D.A.R.P.A., nell'ambito del progetto "Guerre Stellari" lanciato da l presidente Ronald Regan nel lontano 1983 ma che è diventato il progetto militare di più grande successo della storia umana.
Il problema è che NESSUNO avrebbe dovuto sapere che questo progetto é stato un successo per un motivo molto semplice: gli esiti di questo progetto sono andati ben oltre le aspettative e le ottimistiche previsioni iniziali.
Dovevano costituire un efficace sistema antimissile contro un attacco nucleare della ormai ex Unione Sovietica. Ma in realtà è diventato uno strumento non solo in grado di distruggere i missili nemici a soli 10 secondi dal lancio, ma anche e soprattutto un arma capace, tramite sollevamento della ionosfera, di modificare il clima ( fenomeno amplificato dalle scie chimiche), di generare terremoti, di effettuare una tomografia terrestre fino a profondità di 10 km, di colpire in nemico con il clima ( uragani o siccità sul territorio nemico senza dichiarare una guerra), di controllare un'intera popolazione in tutti i loro spostamenti e soprattutto influenzare le loro menti: un sogno mefitico dei dittatori diventato realtà.
Nell'ambito di queste armi polivalenti, le scie chimiche non sono altro che irrorazione di metalli pesanti (nocive e mortali per i biomi - sopratutto umani) e sopratutto di miliardi di tonnellate di particelle di questa polvere intelligente: micro/nano sensori con elementi di computer miniaturizzati in grado di cooperare tra loro in maniera coerente e coordinata.
Le particelle di polvere intelligente sono usate per tracciare mappe meteorologiche ed i test avviati nel 1993 e portati avanti fino ai giorni nostri in modalità sempre crescente, aiuta a definire il numero ottimale di granelli necessari per costruire carte meteo tridimensionali che siano precise ed economiche.
La possibilità di utilizzare questa polvere di sensori dell'ordine non solo di micron ma anche di nano-metri (tecnologia di miniaturizzazione portata alle estreme conseguenze) consente di creare "reti formate da granelli di polvere intelligente" a scopi strategici: riconoscimento e monitoraggio del passaggio di mezzi militari, o semplicemente di controllo degli esseri umani.
Esperimenti condotti e portati a termine con successo - prima guerra del Golfo: 1990/91 ne sono il primo esempio di impiego operativo 

“Un'invisibile armata di silicio sta raccogliendo informazioni sulla terra ed i suoi abitanti”. 
Così comincia un  inquietante dossier pubblicato sulla rivista scientifica  New Scientist (vol. 179 issue 2409 - 23 August 2003) dal titolo  "March of the motes", ovvero "Marcia dei granelli".All'interno del quale si legge: 
“Nel cuore della rete di granelli di polvere intelligente si trova un software rivoluzionario. Ogni granello ha il suo sistema operativo simile al software Windows installato sulla maggior parte dei computer, o a Unix, che gira su molti server della Rete, ma il sistema operativo della polvere intelligente funziona su microprocessori che hanno bisogno davvero di una memoria esigua. Se l'ultima versione di Windows contiene oltre 100 megabyte di memoria, il sistema operativo della polvere intelligente usufruisce di appena 8 kilobyte. […]‘L'abbiamo chiamato TinyOS’ (piccolo sistema operativo, n.d.t), afferma Pister. TinyOS è ciò che ha trasformato il sogno (sic) della polvere intelligente in realtà. Parte del lavoro del sistema operativo consiste nell’impiego efficiente delle sue risorse hardware. In un granello, tali risorse sono i vari sensori ad esso attaccati, il collegamento radio agli altri granelli ed il rifornimento di energia. TinyOS deve operare, consumando poca energia: in fin dei conti un granello con batterie esaurite non è nient’altro che un briciolo di polvere. Il software realizza ciò ‘dormendo’ per la maggior parte del tempo. Quando è a riposo, tutto l'hardware è in standby, eccetto i sensori. TinyOS si riattiva una volta al secondo: impiega circa cinquanta microsecondi, raccogliendo dati dai sensori, ed altri dieci millisecondi, scambiando dati con i granelli vicini. ‘Da una prospettiva umana, si ottiene essenzialmente una risposta in tempo reale, tuttavia i granelli sono a riposo per il 99 per cento del tempo’, annota Pister”.
La restante parte dell'articolo spiega come i granuli di smart dust comunichino tra loro per piccoli "salti": le informazioni transitano da una sferula alla serie di sferule circostanti, quindi, di salto in salto, la comunicazione si propaga, come in uno sciame di api. Poiché la dissipazione di potenza in una trasmissione dipende dal quadrato della distanza, in tal modo si minimizza la potenza di emissione per le comunicazioni all'interno della rete di granelli. Così i microsensori possono continuare ad essere attivi per anni. Il sistema di comunicazione sfrutta le nocive postazioni wireless che i governi stanno diffondendo massicciamente sul territorio, con il pretesto di ridurre ildigital divide.

La polvere intelligente inoltre è programmabile anche attraverso la stessa rete radiomobile o wifi distribuita tra gli stati. La gestione può avvenire anche da remoto con un segnale radio digitale che comanda i granelli più vicini: questi, per mezzo del procedimento per "salti" sopra descritto, istruiscono a loro volta gli altri granuli della rete.

A circa 10 anni di distanza dalla pubblicazione dell'articolo, si è pressoché certi che questi sensori, sempre più microscopici ed efficienti, oltre che economici, possono ormai essere alimentati tramite diverse fonti di energia disponibili, come l’energia solare, le radiazioni elettromagnetiche generate dagli elettrodomestici nonché dalle antenne radio base e dagli apparati wifi e, sopratutto, l'energia termica, la bioenergia energia del corpo umano. Si consideri che i reali obiettivi nell'uso di questa tecnologia, sono appunto gli esseri umani, la cui bioelettricità fornirebbe l'energia necessaria ai nano-sensori  Essi erano già citati nel documento governativo del 1995 "Owning the weather in 2025" ed in quel contesto si prospettava la creazione di una griglia di controllo globale per mezzo della distribuzione capillare di nano-sensori  il cui scopo è colonizzare gli organismi viventi. I filamenti polimerici dispersi dagli aerei chimici sono collegati a questa tecnologia di matrice militare, il morbo di Morgellons ne è un’atroce conseguenza. Quest'ultimo infatti è la manifestazione di organismi "sani" che reagiscono ed espellono questi polimeri dal corpo, mentre gli altri organismi che possono comparire come sani, in realtà sono affetti dagli stessi filamenti.






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