lunedì 23 settembre 2013

NCIS, Alto Tradimento

Prima della sparatoria nella base navale di Washington DC, il Capo di Stato Maggiore e il Maresciallo così detto 'Provost' ( l'ufficiale nelle forze armate che si occupa della polizia militare NdT) stavano progettando e preparandosi ad arrestare Obama per tradimento. I motivi sono l'avvio di una guerra contro gli Stati Uniti con un attacco sotto falsa bandiera pianificata a Washington DC per l'anniversario del 9/11 mediante una detonazione nucleare.

Negli Stati Uniti l'Ufficio del maresciallo Provost ha l'autorità di arrestare il presidente. Se il presidente viola i termini del suo lavoro o commette un atto che è dannoso per gli Stati Uniti egli può essere ritenuto responsabile, arrestato, imprigionato, ecc, a seconda della profondità della violazione, da parte del maresciallo.

Se viene stato stabilito che il presidente degli Stati Uniti ha commesso un tradimento in maniera inequivocabile a tutti, il presidente del Joint Chiefs of Staff convoca una riunione segreta (in questo caso si era deciso di tenerla a Washington nella Navy Yard, ovvero dove ci fu la sparatoria) per ottenere un voto del Joint Chiefs of Staff. Il  Maresciallo generale 'Provost' dell'Esercito e dei Marines è solitamente presente. Ricordate che un ufficiale militare presta il giuramento per fare una cosa e una cosa soltanto - "....... per sostenere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, stranieri o nazionali." Il compito di una tale riunione così delicata è appunto determinare sopra ad ogni ragionevole dubbio che il nemico interno sia il presidente degli Stati Uniti, a causa del suo tradimento, e che quindi vada arrestato.

Una volta che i capi di stato maggiore hanno determinato oltre ogni ragionevole dubbio che il presidente ha commesso un tradimento,  un convoglio di 10-12 alti ufficiali (13 quelli che sono morti al Navy Yard) partirà dal Pentagono, accompagnato da una grande contingenza di Polizia Militare (Marescialli 'Provost', agenti dell'NCIS) e tutte le armi a disposizioni per introdursi all'interno Casa Bianca, con la forza se necessario, e procedere alla sua identificazione mettendolo sotto arresto. Successivamente, il presidente del Joint Chiefs of Staff avviserà il presidente della Camera, il Presidente del Senato, il procuratore generale e il Segretario di Stato delle azioni intercorse. La risposta di Obama alla minaccia di arresto è stato un attacco coordinato contro gli agenti dell'NCIS che avevano scoperto il piano tramato da Obama con il tentativo di inscenare contro Washington un attacco sotto falsa bandiera. 

Vi siete chiesti perché non tutti i nomi e il rango di coloro che sono stati uccisi, durante l'assalto al complesso militare della marina Americana,  sono stati rilasciati? La Casa Bianca (Obama) ha ordinato di censurare il loro nome e rango poiché sarebbe stato come sollevare svariati campanelli d'allarme a Washington DC.

Il 28 settembre 2009  History Channel ha trasmesso un film intitolato "Il giorno dopo il disastro". L'intero film è incentrato su Washington DC vittima di una detonazione nucleare. Il film contiene anche uno spezzone di Obama che parla di questa fantomatica detonazioni nucleare negli Stati Uniti  "Un terrorista con un'arma nucleare potrebbe scatenare distruzione di massa", afferma Obama. L'anno scorso PRESS Core scrisse un articolo intitolato "I COG preparando e pianificano una detonazione nucleare sotto falsa bandiera a Washington DC." Successivamente si ebbero notizie che il 30 settembre 2012 era il giorno in cui nel documentario  "Il Giorno dopo il Disastro " avveniva il disastro nucleare. Il pianificato attacco sotto falsa bandiera di Obama per il 30 Settembre 2012 venne scongiurato dopo che il pubblico venne messo al corrente del falso attentato sin dal 18 agosto 2012.

L'anniversario dell'Undici Settembre con l'avvenimento dell'attacco sotto falsa bandiera di Obama è stato sventato quando il Capo di Stato Maggiore e gli Ufficiali del Maresciallo della Navy Yard di Washington DC hanno affrontato Obama e minacciato di arrestarlo per tradimento a causa della pianificazione di far esplodere una o più testate nucleari nella capitale della nazione, Washington DC.

L'UE Times del 27 giugno 2013 riporta "Obama ha Richiesto 15.000 soldati russi per un disastro imminente". In questa storia si sostiene che Obama abbia "richiesto almeno 15.000 soldati russi addestrati in caso di catastrofe e in funzioni di "controllo delle folle" [cioè antisommossa] per essere pre-posizionati in attesa di rispondere alle richieste della FEMA Regione III, nel corso di un disastro non specificato ma "imminente". Nella Federal Emergency Management Agency (FEMA) Region III vengono incluse località come il Delaware, Washington, DC (formalmente il Distretto di Columbia), Maryland, Pennsylvania, Virginia e le aree della West Virginia .
Secondo questo rapporto, questa richiesta senza precedenti è stata fatta direttamente al ministro Vladimir Puchkov dalla US Department of Homeland Security (DHS) del Direttore Janet Napolitano (ora in pensione) che ha detto che queste truppe russe avrebbero lavorato "direttamente e congiuntamente" con la Federal Emergency Management Agency ( FEMA), con la finalità di garantire la continuità del governo degli Stati Uniti in caso di catastrofi naturali o guerre.
Questa relazione è stata verificata. Le origini di questo rapporto possono essere letto sul sito del ministero della Federazione russa per gli Affari di Protezione Civile, Emergenze ed Eliminazione delle conseguenze dei disastri naturali - o a livello internazionale come l''EMERCOM della Russia - "Il Ministero russo per le Situazioni di emergenza  e gli Stati Uniti Federal Emergency Management Agency (FEMA) stanno per scambiarsi esperti in funzione di cooperazione congiunte per operazioni di soccorso in grandi catastrofi."

Queste informazioni sono state fornite da un protocollo proveniente dalla quarta riunione della Commissione bilaterale di lavoro sulle situazioni di emergenza del Gruppo presidenziale USA-Russia  e la diciassettesima Riunione del comitato misto di cooperazione USA-Russia in situazioni di emergenza, che ha avuto luogo a Washington il 25 giugno.

Mappe FEMA
"Inoltre, le parti hanno approvato una cooperazione Russa - Americana in questo settore nel 2013-2014, che prevede lo scambio di esperienze anche nel monitoraggio e la previsione delle situazioni di emergenza, la formazione dei soccorritori e la fornitura di un'adeguata sicurezza in occasione di eventi di massa." - Fonte. L'Ex capo del Dipartimento di Homeland Security, Janet Napolitano,  ha raccontato alla ABC News il 27 agosto 2013, che  "Un serio massiccio attacco informatico è in arrivo sul suolo americano. Inoltre anche un disastro naturale - del calibro di cui la nazione non ha mai visto - è probabile che sia previsto  " L'unico modo in cui chiunque potrebbe sapere che c'è "un disastro naturale - del calibro di cui la nazione non ha mai visto - in arrivo verso il territorio americano" è se sei una di quelle persone che lo sta pianificando ed ha intenzione di attuarlo.
"Inoltre ci si dovrà preparare per la crescente probabilità di eventi più frequenti nel tempo - correlati ad eventi naturali gravi causati dai cambiamenti climatici-  e si dovrà continuare a sviluppare la capacità di rispondere a potenziali disastri nelle regioni più remote del paese che si verificano anche contemporaneamente."
"Avrete bisogno di una bottiglia di Advil più grande," ha scherzato la Napolitano.
La Napolitano accenna a ciò che il governo degli Stati Uniti (Obama) utilizza per la modificazione del clima con la loro arma di distruzione di massa chiamata HAARP.
Non credi che il governo degli Stati Uniti stia progettando di far esplodere una bomba nucleare a Washington DC? L'hanno già pianificato. Lo scenario è contenuto nel rapporto segreto della FEMA / DHS  che tratta l'esplosione di un ordigno nucleare a Washington D.C

A questo LINK potrete trovare le mappe delle detonazione nucleare, i  grafici e le stime di mortalità. NCR è l'acronimo di National Capital Region.(Capitale della Nazione).

Perché altrimenti il segretario del Department of Homeland Security, Janet Napolitano, avrebbe dato improvvisamente le dimissioni (annunciate il 12 luglio 2013) e deciso di lasciare Washington DC per la California? Perchè mentre la Napolitano era a capo del Department of Homeland Security ha preparato e si è preparata per un grande evento a Washington DC. In maniera molto saggia scelse di abbandonare il "luogo dell'attacco agli Stati Uniti" prima che si verificasse

Le dimissioni di Janet Napolitano come segretario del Department of Homeland Security divennero esecutive il 7 Settembre 2013 - a soli 4 giorni prima del previsto anniversario dell'undici Settembre e giusto quattro giorni prima dell'annunciata esplosione del dispositivo nucleare sotto falsa bandiera. Poco prima di lasciare il suo posto, alla Dyess Air Force Base venne riferito che alcune testate nucleari furono trasferite verso la East Coast in uno spostamento segreto che non ha lasciato alcuna traccia elettronica o cartacea. Il comandante della  Dyess Air Force ha autorizzato ignoti a trasferire testate nucleari in un luogo sconosciuto sulla costa orientale degli Stati Uniti, dove le testate sarebbero poi potute essere ritirare e potenzialmente utilizzate.

La Definizione giuridica per una cospirazione è un accordo tra due o più persone di impegnarsi congiuntamente in un'azione illecita o penale oppure in un atto che è innocente di per sé, ma diventa illegale se fatto da una combinazione particolare di protagonisti.

Una cospirazione è codificata come reato. Una cospirazione non è finzione, un'invenzione o fare credere che qualcosa sia reale oppure una teoria. Una cospirazione è un reato perseguibile in cui - due o più persone si impegnano congiuntamente a un atto illecito o penale. L'evidenza mostra che Obama, il DHS, la FEMA e altre agenzie degli Stati Uniti stanno attivamente cospirando per imporre la guerra contro gli Stati Uniti attraverso un attacco di tipo False Flag ( falsa bandiera ), cioè un atto illegale o criminale.

giovedì 12 settembre 2013

Ustica: 33 anni dopo

Da Gianni Lannes riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Una strage (impunita) di guerra in tempo di pace. Lo scrittore Leonardo Sciascia diceva che "l'Italia è una Paese senza verità". Impossibile dargli torto. Dopo 33 anni una strage senza giustizia di 81 civili (compresi i bambini) non fa più notizia nel Belpaese con scarsa o nulla memoria sociale; a mio avviso, tuttavia, è pur sempre di scottante attualità perché riguarda tutti noi. 
Il pretesto? Nucleare: alla voce Comitato Nazionale Energia Nucleare (CNEN).
Il segreto dei segreti
Il 19 marzo 1980 il quotidiano New York Herald Tribune riferisce di “un accordo italo-iracheno: Roma vende a Baghdad materiale radioattivo in cambio di consistenti forniture di petrolio; inoltre il governo iracheno si è impegnato a comprare una decina di navi da guerra di fabbricazione italiana”. Ovviamente c’è il beneplacito del presidente Carter ed il via libera del primo ministro Francesco Cossiga. A maggio si riunisce a Roma una Commissione italo-irachena, formata dal ministro del Commercio estero Enrico Manca (psi), dal ministro omologo iracheno Hassan Alì e dal sottosegretario del petrolio Abdul Munim Alwan Samarai. Il governo iracheno chiede armi e tecnologia nucleare in cambio di petrolio. Il primo contratto stipulato, in cui figura la Snia Techint e l’Ansaldo, ha un importo di 50 milioni di dollari. Al contempo, il Governo francese fornisce all’Iraq l’uranio arricchito che trasporta a Tuwaitha a bordo di un Airbus 300.
Dunque, il movente, ovvero il conferimento ad un Paese mediorientale di tecnologia strategica, o meglio atomica; un'azione da impedire a tutti i costi. Il DC9 Itavia era stato utilizzato segretamente dallo Stato italiano per il trasferimento di componenti nucleari in Iraq (prima tappa da Bologna a Palermo, a bordo di un volo insospettabile, ma non per il Mossad). I contratti miliardari sono passati tutti attraverso la filiale USA della BNL di Atlanta. 

Una fonte non scandagliata a fondo. Gli atti giudiziari di ben due Procure (Reggio Calabria e Matera) che indagavano sull'affondamernto delle navi dei veleni, imbattutesi per caso nell'abbattimento del Dc9 Itavia.
Il governo sionista di Tel Aviv (soprattutto Begin) non vede di buon occhio la situazione e si prepara a sabotare con ogni mezzo l’impresa. Infatti, il 27 giugno 1980, a scopo puramente dimostrativo, dopo aver già realizzato qualche attentato intimidatorio da parte del Mossad, avvertimenti ed ultimatum al governo italiano, i velivoli israeliani camuffati da mig abbattono il Dc 9 Itavia, decollato da Bologna con destinazione Palermo. 
E’ un segnale forte contro l’Italia. 
Due piloti italiani, gli ufficiali Naldini e Nutarelli - in seguito assi delle frecce tricolori morti nell’inverosimile “incidente” di Ramstein, una settimana prima di essere interrogati dal giudice Priore sulla strage di Ustica - quella sera intercettarono gli aerei da guerra della Stelle di Davide che avevano bucato la difesa aerea italiana. A Naldini e Nutarelliviene prontamente ordinato qualche minuto prima del momento fatale di tornare alla base di Grosseto. Alle 81 vittime diretta del volo IH 870 bisogna aggiungere altre 20 persone, "suicidate" dai servizi di intelligence perché sapevano troppo.

Nella Repubblica degli omissis, i depistaggi classici sono imbastiti mediante distrazioni provvidenziali, ritardi clamorosi o errori giudiziari. Cossiga docet. Appare inverosimile: i magistrati della Procura della Repubblica di Reggio Calabria (Neri) e di Matera (Pace) che indagavano insieme su un centro dell'Enea in Basilicata (Trisaia) entrarono +casualmente in possesso di informazioni interessanti sulla strage di Ustica, e le trasmisero ai giudici competenti, ma senza esito.

La verità, però, non si può uccidere e prima o poi salta fuori. Accadde il 27 giugno 1980. A Bologna 81 persone salgono a bordo dell’aeroplano civile diretto a Palermo: 64 passeggeri adulti, 11 ragazzi tra i dodici e i due anni, due bambini di età inferiore ai ventiquattro mesi e 4 uomini d’equipaggio. Il velivolo decolla alle 20.08 e sparisce dai tracciati radar alle 20.59.
«L’incidente al Dc 9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento. Il Dc 9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto». Sono le parole con le quali il giudice Rosario Priore - alternatosi ai colleghi Aldo Guarino, Giorgio Santacroce e Vittorio Bucarelli - ha chiuso il 31 agosto 1999, la più lunga istruttoria della storia giudiziaria italiana. Caccia non identificati, radar che vedono e non vedono, un buco nero di segreti, omissioni, depistaggi e menzogne a caratura istituzionale con coperture di livello internazionale.
Quella sera andò così. Due caccia Phantom F-4 - regalati dagli Usa ad un potente alleato - entrarono nel Tirreno posizionandosi tra Ponza e Ustica, in attesa del bersaglio, esattamente nel punto - non rilevabile dai radar - in cui avevano verificato un’ampia zona d’ombra nella difesa aerea italiana. Sembrava una missione impossibile, ma si erano preparati per mesi a quella che giudicavano un “atto di vitale autodifesa”. I missili si allontanarono nel vuoto e colpirono l’aereo civile italiano. I due caccia di Israele - modificati e riforniti in volo - assistiti da un velivolo Sig-int, allora si divisero e uno di essi attraversò la costa tirrenica della Calabria per fare rientro nella terra promessa. Per la cronaca per tutta la primavera dell'anno 1980 i velivoli bellici di Israele si erano esercitati a bucare la difesa tricolore, per scovare i numerosi punti deboli. L'anno successivo gli israeliani replicarono con il bombardamernto in Iraq del complesso nucleare di Osirak, un'altra impresa considerata - a torto - logisticamente impossibile. Ma in questo caso se ne vantarono pubblicamente. Capaci di azioni criminali impensabili e tecnicamente giudicate impossibili. A missione compiuta il premier Begin fu colto da un infarto.

Un documento ufficiale dello Stato italiano
Il muro di gomma sembra impenetrabile. L’orecchio di Echelon Usa dalla base di San Vito dei Normanni (Brindisi) ha registrato tutto, istante per istante, alla stregua di Shape, un organismo Nato, di stanza a Bruxelles, ma il Pentagono non collabora. Oggi sono note cause, dinamica e scenario internazionale di matrice bellica. Mancano all’appello solo gli autori materiali della strage e i loro mandanti ben protetti. Perché questa verità era così inconfessabile da richiedere il silenzio, l’omertà, l’occultamento delle prove?

Missili in fondo al Tirreno: filmati ma non recuperati
Il 22 maggio 1988 il sommergibile Nautile esplora il Mar Tirreno alla ricerca del Dc9 Itavia. Alle 11,58 le telecamere inquadrano una forma particolare. Uno dei due operatori dell’Ifremer scandisce in francese la parola “misil”. Alle 13,53 s’intravede un’altra classica forma di missile. Le ricerche della società di Tolone vengono sospese tre giorni dopo. L’ingegner Jean Roux, dirigente della sezione recuperi dell’Ifremer, subisce uno stop inspiegabile dall’ingegner Massimo Blasi, capo della commissione dei periti del Tribunale di Roma. I due missili non vengono raccolti neppure durante la seconda operazione di recupero affidata a una società inglese. Forse, perché la Stella di Davide è intoccabile? Trascorrono tre anni prima che i periti di parte abbiano la possibilità di visionare i nastri dell’operazione Ifremer. Secondo un primo tentativo di identificazione di tratta di un “Matra R 530 di fabbricazione francese” e di uno “Shafrir israeliano”. I dati tecnici parlano chiaro. Quel Matra è “lungo 3,28 metri, ha un diametro di 26 centimetri con ingombro alare di 110, pesa 110 chilogrammi: è munito di una testata a frammentazione e può colpire il bersaglio a 3 km di distanza con la guida a raggi infrarossi e a 15 km con la guida radar semiattiva”. L’altro missile è “lungo 2,5 metri, 16 centimetri di diametro e 52 di apertura alare, pesa 93 kg e ha una gittata di 5 km”. Entrambi i missili erano in dotazione ai caccia di Israele, in particolare: Mirage III, Kfir, F4, A4, F15, F16.Uno di quei missili è stato lanciato contro il Dc9.

Le ultime scoperte dei periti di parte civile hanno confermato senza ombra di dubbio che il Dc 9 è stato abbattuto da un missile. La prova è costituita da 31 sferule d’acciaio (diametro 3 millimetri) trovate in un foro vicino all’attacco del flap con la fusoliera. La loro presenza può essere spiegata con l’esplosione vicino alla parte anteriore dell’aereo della testa a frammentazione di un missile. La requisitoria del giudice Priore parla di una operazione militare condotta da Paesi alleati -americani, francesi, inglesi e libici - della quale gli italiani sono stati testimoni diretti. Nei tracciati radar si vede addirittura un elicottero decollato dal mare, presumibilmente da una portaerei, giungere nella zona del disastro prima che arrivassero, con deliberato ritardo, i soccorsi. Che cosa si è voluto insabbiare con tanto accanimento? Il ruolo attivo di Israele? «E’ una questione di dignità nazionale - argomenta Daria Bonfietti che ha perso il fratello Alberto - Un’altra Ustica può ripetersi in qualsiasi momento».
Le 5.600 pagine di requisitoria del giudice Priore parlano di una operazione militare condotta da Paesi alleati della quale gli italiani sono stati testimoni diretti. Nei tracciati radar si vede addirittura un elicottero decollato dal mare, presumibilmente da una portaerei, giungere nella zona del disastro prima che arrivassero, con deliberato ritardo, i soccorsi. A poca distanza dal luogo di ammaraggio dell'aereo civile staziona l'unità militare italiana Vittorio Veneto che però non presta alcun soccorso. L'ultima testimonianza è di un ufficiale di macchina da me scovato ed intervistato che ho prontamente segnalato - unitamente ad altri tre testimoni degli eventi (tre ex militari dell'Aeronautica militare, perseguitati dall'Arma azzurra) ai magistrati titolari dell’inchiesta presso la Procura della Repubblica di Roma (Maria Monteleone ed Erminio Amelio).



indumenti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870 (fonte: Museo per la memoria di Ustica a Bologna)
In fondo al Tirreno, c’erano due missili (uno di fabbricazione israeliana e l’altro francese, ma in dotazione entrambi all'aviazione di Gerusalemme). Ecco le coordinate: 39°43′0″N 12°55′0″E.
Il missile non era ad impatto; era a risonanza: perché se il missile fosse stato ad impatto dell'aereo non avremmmo più traccia, neanche una scheggia.
Il Dc 9 Itavia aveva a bordo 81 passeggeri, tra cui 64 adulti, 11 bambini tra i due e i dodici anni,, due bambini di età inferiore ai 24 mesi, oltre ai 4 membri d'equipaggio.

Dopo 33 anni l'abbattimento di questo aereo civile non ha nessun colpevole. Alla tragedia umana di uno Stato criminale - di vari Governi e dell'Aeronautica Militare tricolore - che non ha voluto fornire una spiegazione, preferendo la fedeltà al segreto NATO. Nel 2003 il Governo italiano ha siglato con Israele un trattato di cooperazione militare, ratificato nel 2005 con la legge 94 dal Parlamento italiano ("opposizione" inclusa con il beneplacvito del presidente della Repubblica). I magistrati italiani per quanto determinati sono andati a sbattere una seconda volta contro il muro di gomma. La beffa finale: da alcuni anni le forze armate di Tel Aviv svolgono esercitazioni militari in Italia e con l'Italia nel quadro di alleanze del Patto atlantico.

Post scriptum
Qualche anno fa - accompagnato alla Procura della Repubblica di Roma da due poliziotti della scorta della Polizia di Stato - ho riferito, o meglio verbalizzato ai magistrati Amelio e Monteleone quanto avevo scoperto indagando per dieci anni sulla strage di Ustica. Ed ho indicato loro alcuni testimoni (ex militari) mai interrogati dall'autorità giudiziaria. Uno di essi (un ex ufficiale della Marina Militare) ha dichiarato che il 27 giugno 1980 era in corso un'imponente esercitazione aeronavale della NATO nel Mar Tirreno. E che l'unità su cui era imbarcato, la Vittorio Veneto non ha prestato alcun soccorso, pur essendo vicina al luogo di impatto del velivolo civile, ma ricevette l'ordine di far rientro a La Spezia. Due di questi ex militari, già appartenenti all'Aeronautica Militare sono stati minacciati, ed uno di essi ha subito addirittura un trattamento sanitario obbligatorio messo in atto dall'Arma Azzurra. Secondo la testimonianza di un ex barba finta - agli atti giudiziari - già segretario di alcuni ministri della Difesa, nell'ottobre dell'anno 1980, l'allora responsabile di quel dicastero ricevette dai servizi nostrani di intelligence una relazione dettagliata sulla strage. A suo dire, quel prezioso documento non è mai stato reso di dominio pubblico, né tantomeno fornito alla magistratura inquirente. Ho prontamente nesso al corrente della situazione l'amica Daria Bonfietti. I magistrati Amelio e Monteleone due anni anni fa mi hanno invitato a non far trapelare nulla. Ma dopo così tanto tempo, mi sento in obbligo di mettere al corrente anche l'opinione pubblica. L'Italia è un Paese a sovranità inesistente: bisogna prenderne atto. L'Azione del potere giudiziario non può nulla.

Chi tocca i segreti NATO muore: è già toccato a tanti, per esempio al presidente Aldo Moro.

mercoledì 11 settembre 2013

11 Settembre 2001: Dodici anni dopo

Dopo tanto tempo, finalmente inizia ad emergere le responsabilità materiale dell'attentato che ha colpito l'america ed il mondo 12 anni fa. Credo che sia venuto il momento di iniziare a guardare all'abisso e scoprire gli orrori che il proprio governo (quello USA ndt) ha portato alla morte migliaia di persone in maniera senziente per il puro potere in complicità con servizi di altre nazioni cosiddette "alleate". Di seguito un estratto di uno studio di qualche mese fa di Laurent Guyenot che il sito Rete Voltare ha pubblicato circa 3 mesi fa.

Mentre il ruolo di Israele nella destabilizzazione del mondo dopo l'11 settembre è sempre più evidente, l'idea che le fazioni del Likud, aiutati dai loro alleati si siano infiltrati nell'apparato di Stato americano e siano i responsabili dell'operazione false flag dell'11 settembre è sempre più difficile da reprimere, e alcuni individui hanno il coraggio di dichiararlo pubblicamente. Francesco Cossiga, Presidente di Italia tra il 1985 e il 1992, ha dichiarato il 30 novembre 2007 al quotidiano Corriere della Sera : "Siamo portati a credere che Bin Laden abbia confessato l'attacco del 11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York - 'In realtà gli Stati Uniti e i servizi segreti europei sanno bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla CIA e dal Mossad al fine di dare la colpa ai paesi arabi del terrorismo e quindi di attaccare l'Iraq e l'Afghanistan." Alan Sabrosky, ex professore di War College dell'esercito americano e l' Accademia Militare degli Stati Uniti , non ha esitato a proclamare la sua convinzione che l'11 settembre è una "classica operazione orchestrata dal Mossad" eseguita con complicità all'interno del governo degli Stati Uniti. Le sue idee e la sua voce vengono trasmessi con forza da alcuni siti dei veterani della US Army, disgustati dalla guerra che li ha obbligati a mentire in nome dell'11 settembre o in nome delle - mai trovate -armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

Gli argomenti a favore dell'ipotesi Mossad non sono solo la reputazione di essere il servizio segreto più potente del mondo. Un rapporto della scuola US Army di Studi Militari avanzati (citato dal Washington Times , alla vigilia dell'11 Settembre), li descrive (gli agenti del Mossad) come "Arguti, astuti e intelligenti. In grado di effettuare un attacco contro le forze americane e di farlo passare per un atto commesso da parte palestinese / araba ." Il coinvolgimento del Mossad, insieme ad altre unità di elite israeliane, è reso evidente da una serie di fatti poco noti che andremo a sviscerare.


Israeliani Danzanti

Sappiamo per esempio che le uniche persone arrestate lo stesso giorno in connessione con gli attentati terroristici dell'11 settembre sono israeliani. L'informazione è stata riportata il giorno dopo dal giornalista Paulo Lima su The Record il giornale di Bergen County nel New Jersey, secondo fonti della polizia. Subito dopo il primo impatto sulla Torre Nord, tre individui sono stati visti da diversi testimoni sul tetto di un furgone parcheggiato al Liberty State Park di Jersey City, "esultare" ( celebrare ) ,"saltare di gioia" (saltando su e giù ), e fotografarsi con le torri gemelle in fuoco sullo sfondo. Hanno poi spostato il loro furgone su un'altra strada a Jersey City, dove altri testimoni li hanno visti intenti nelle medesime celebrazioni ostentate. La polizia ha immediatamente emesso un avviso BOLO ( tenere-gli-occhi-aperti ): "Veicolo possibilmente correlato all'attacco terroristico a New York. Un Chevrolet 2000, furgone bianco con targa New Jersey e un segno 'Urban Moving Systems' sul retro, è stato visto al Liberty State Park, Jersey City, NJ, al momento del primo impatto del jet di linea nel WTC. Tre individui con furgone sono stati visti festeggiare dopo il primo impatto e l'esplosione che ne seguì. "Il furgone è stato fermato dalla polizia poche ore dopo, con a bordo cinque giovani israeliani: Sivan e Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Ellner e Omer Marmari. Fisicamente costretti ad uscire dal veicolo e inchiodati a terra, l'autista, Sivan Kurzberg, ha lanciato questa strana frase: "Noi siamo israeliani. Non siamo noi il tuo problema. I vostri problemi sono i nostri problemi. I palestinesi sono il problema." Fonti della polizia hanno informato Paulo Lima che erano convinti del coinvolgimento degli attacchi israeliani nella mattina: "C'erano le mappe della città nel furgone con alcuni dei punti evidenziati. Sembrava che sapessero [...] sapevano cosa sarebbe successo quando erano al Liberty State Park." Abbiamo anche trovato su di loro vari passaporti di varie nazionalità, quasi 6000 dollari in contanti e biglietti aperti per l'estero. I fratelli Kurzberg stati formalmente identificati come agenti del Mossad. I cinque israeliani lavorato ufficialmente per una società in movimento denominato Urban Moving Systems, i cui dipendenti erano per lo più israeliani. Il 14 settembre, dopo aver ricevuto una visita della polizia, l'imprenditore, Dominik Otto Suter [Propietario del 'Urban Moving System'], ha lasciato il paese per Tel Aviv.

Le informazioni divulgate dalla cronaca, confermate dal rapporto della polizia, sono state rilevate da siti di indagine come il Wayne Madsen Report (14 settembre 2005) e Counterpunch (7 febbraio 2007) . Inoltre è stato segnalato in alcuni grandi media in maniera da minimizzare il loro campo di azione: il New York Times (21 novembre 2001) ha omesso di menzionare la nazionalità delle persone, proprio come Fox News e l'agenzia Associated Press. The Washington Post (23 novembre 2001), ha detto che erano israeliani, ma è passata sotto silenzio la loro apparente preveggenza degli eventi di quel giorno. Tuttavia, The Forward (15 marzo 2002), la rivista della comunità ebraica di New York, ha rivelato, secondo una fonte anonima di intelligence degli Stati Uniti, che la Urban Moving Systems era un antenna sotto copertura del Mossad (che non gli impedisce di ricevere un prestito federale di 498.750 dollari, come risulta dai registri delle tasse.

L'FBI effettua un'indagine su questa materia contenuta in un rapporto di 579 pagine, parzialmente declassificato nel 2005 (sarà completamente declassificato solo nel 2035). Il giornalista freelance Hisham Hamza ha analizzato in dettaglio nel suo libro "Israele e l'11 settembre": Il giornalista mostra una serie di elementi schiaccianti. In primo luogo, le foto scattate da questi giovani israeliani in realtà li mostrano in atteggiamenti di festa prima della Torre Nord in fiamme: "Si sorrisero, si abbracciarono e si presero per mano in segno di ringraziamento." Per spiegare questo, le parti interessate hanno dichiarato di essere semplicemente felici "che gli Stati Uniti devono ora adottare misure per fermare il terrorismo nel mondo" (anche se, a questo punto, la maggioranza delle persone pensava ad un incidente, piuttosto che un atto di terrorismo). Almeno un testimone li ha visto posizionati alle 8:00, prima che il velivolo uno colpisse la prima torre, mentre altri certificano che stavano già prendendo le immagini cinque minuti più tardi, e tutto questo viene confermato dalle loro foto. Un ex dipendente presso l'FBI ha confermato l'atmosfera fanaticamente pro-israeliana e anti-americana che regnava nella società. "I cinque israeliani sono stati arrestati e sono in contatto con un'altra società di movimento terra chiamato Classic Traslochi internazionali. Quattro dipendenti sono stati intervistati separatamente per i loro legami con i dieci nuovi sospetti dirottatori. Uno di loro aveva chiamato "un individuo in Sud America con rapporti reali con i militanti islamici in Medio Oriente." Infine "un cane poliziotto ha dato un risultato positivo per la presenza di tracce di esplosivi in un veicolo."

Come nota Hamza, le conclusioni del rapporto raccontano che l'FBI informa la polizia locale che dal lato loro "l'FBI non ha più alcun interesse a indagare i prigionieri e dovrebbe avviare le procedure di 'adeguata immigrazione." Una lettera del Dipartimento federale di immigrazione e naturalizzazione, infatti, mostra come la direzione del FBI ha raccomandato la chiusura dell'inchiesta, il 24 settembre 2001.Tuttavia, i cinque israeliani trascorsero 71 giorni in carcere a Brooklyn, nel corso dei quale si sono rifiutati di parlare e non si è riuscito più volte ad utilizzare il test della macchina della verità. Poi sono stati rimpatriati con l'unica accusa della violazione del visto.
Omer Marmari, Oded Ellner e Yaron Shmuel, tre dei cinque "israeliani " sono invitati a testimoniare in un procedimento israeliano quando tornarono nel novembre 2001.Hanno tutti negato di essere membri del Mossad, uno di loro ha detto candidamente: "Il nostro obiettivo era quello di registrare l'evento. "
Dobbiamo infine menzionare un dettaglio importante di questo caso, che può fornire una spiegazione aggiuntiva per il comportamento esuberante di questi giovani Israeliani: i testimoni nelle loro chiamate alla polizia, hanno riferito che le persone viste esultare di gioia sui tetti del loro furgone sembravano "arabi" o " palestinesi". In particolare, poco dopo il crollo delle torri, una telefonata anonima alla polizia di Jersey City, riferita lo stesso giorno dalla NBC News ha raccontato come "un furgone bianco con due o tre persone al suo interno, sembrava popolato da palestinesi ed è stato visto girare intorno ad un edificio ", uno di loro "era vestito con mix di cose, aveva una divisa da 'sceicco'. [...] E' vestito come un arabo." Tutte le indicazioni confermano che questi individui erano proprio i cinque israeliani arrestati in seguito. Due ipotesi vengono alla mente: o questi signori sono effettivamente impegnati in una messa in scena per apparire come arabi / palestinesi, o il testimone o i testimoni che li hanno descritti come tali erano complici. Come nell'altro caso, è chiaro che il loro obiettivo era quello di creare confusione nei media che erano stati avvistati che dei musulmani hanno gioito per gli attacchi, con la loro presenza sul posto degli attacchi. L'informazione è stata effettivamente trasmessa su alcune radio a mezzogiorno, e dalla NBC News , nel pomeriggio. Personalmente io preferisco la seconda ipotesi (complici informatori, piuttosto che un vero travestimento arabo), perché il rapporto della polizia non indica abbigliamento esotico trovato nel furgone e anche perché l'informatore citato, che sottolinea questo particolare del vestito, sembra aver voluto ingannare la polizia circa la posizione esatta del furgone. E' stato fermato perché la polizia, invece che solo questo luogo, barrò tutti i ponti e sotterranei tra New Jersey e New York. Ma la cosa importante è questa: se gli israeliani non fossero stati chiamati in giudizio, nel tardo pomeriggio, la storia probabilmente sarebbe finita sui giornali.

Ehud Barak, l'ex capo dell'intelligence militare israeliana (Sayeret Matkal) è stato il primo ministro dal luglio 1999 al marzo 2001.Sostituito da Ariel Sharon, si è trasferito negli Stati Uniti come consulente per Electronic Data Systems e SCP Partners, una società schermo del Mossad specializzata in problemi di sicurezza con i suoi partner. Inoltre collabora con avanzate società metallurgiche come la Holdings Metallurg che aveva notoriamente la capacità di produrre la tanto citata nano-termite. SCP Partners aveva un ufficio a dieci chilometri da Urban Moving Systems. Un'ora dopo la disintegrazione delle torri, Ehud Barak era sul set di BBC World per descrivere bin Laden indicandolo come il primo sospettato (Bollyn, Solving 9-11, pag. 278-280).

200 Spie esperti di Esplosivo

Poche persone, anche tra i ricercatori della verità sull'11 Settembre, conoscono la storia degli "israeliani danzanti" (siamo ancora in attesa, per esempio, che l'Associazione Riaprire 11/9 ne parli sul suo sito francese, stranamente non ne fa menzione ma è molto informato su tutti altri aspetti del caso). Pochi sanno, inoltre, che al momento degli attacchi, la polizia federale degli Stati Uniti erano impegnati smantellare la più grande rete di spionaggio israeliana mai identificato sul Territorio Americano. Nel marzo 2001, il Centro Nazionale di controspionaggio (NCIC) ha pubblicato questo messaggio sul suo sito: "Durante le ultime sei settimane, i dipendenti di uffici federali situati negli Stati Uniti, hanno riferito attività sospette relative a persone fisiche come gli studenti stranieri nella vendita o la consegna di opere d'arte." Il NCIC indica che queste persone sono cittadini di Israele. "Addirittura si racconta che molti di questi studenti stranieri sono andati anche alle abitazioni private di funzionari federali con il pretesto di vendere oggetti d'arte . "
In estate, la Drug Enforcement Agency (DEA) ha compilato un rapporto che sarà rivelato al pubblico dal Washington Post il 23 Novembre 2001 e al mondo, con la rivista The World il 14 MARZO 2002, prima di essere reso completamente accessibile dalla rivista francese Intelligence Online . Questo rapporto elenca 140 israeliani arrestati da marzo 2001. Età compresa tra i 20 ei 30 anni e organizzato in squadre di 4-8 membri, che hanno visitato almeno "36 siti sensibili del Dipartimento della Difesa" . Molti di loro sono stati identificati come membri del Mossad e Aman (intelligence militare israeliana ), e sei erano in possesso di telefoni pagati da un ex vice console israeliano. Sessanta arresti sono avvenuti dopo l'11 settembre, portando a 200 il numero di spie israeliane arrestate. Tutti sono stati poi rilasciati.

Michael Chertoff, un cittadino israeliano, il figlio di un rabbino ortodosso e un pioniere del Mossad, a capo della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia nel 2001, e come tale è stato responsabile per la conservazione e la distruzione di tutti i dati che riguardano l'11 Settembre - le telecamere del Pentagono con travi a vista del World Trade Center. E' anche a lui che gli "israeliani danzanti" devono il loro rimpatrio discreto. Nel 2003, è stato nominato a capo del nuovo Dipartimento per la sicurezza incaricato del contro-terrorismo sul territorio degli Stati Uniti, che gli permette di controllare il dissenso, pur continuando a limitare l'accesso ai file del 11 settembre attraverso il diritto Sensitive Information Security Act.
Il rapporto della DEA ha concluso che "la natura del comportamento degli individui [...] ci porta a credere che gli avvenimenti sono forse legati ad una attività di intelligence ." Ma la natura delle informazioni raccolte è sconosciuto. Può essere che lo spionaggio sia stata una copertura secondaria - un indumento intimo - di questi studenti d'arte israeliani, considerando l'addestramento militare ricevuto da alcuni di loro, ad esempio le demolizioni, gli esplosivi, l'esperienza con ordigni, l'esperienza nello smaltimento bombe, capacità di intercettare il segnale elettronico, tutto questo secondo il rapporto della DEA. Uno degli ufficiali arrestati, Peer Segalovitz, "ha riconosciuto che egli era in grado di far esplodere edifici, ponti, automobili e tutto quello che voleva ." Perché questi agenti israeliani avrebbero dovuto distogliere l'attenzione dalla loro vera missione in una campagna di spionaggio? Come mai le loro attività si sono allargate così tanto andando a ad intaccare la rete della DEA, la Drug Enforcement Agency? La risposta a questa domanda è suggerito da un legame inquietante, tra questa rete di persone e gli attacchi dell'11 settembre.

Secondo il rapporto della DEA, "La comunità di Hollywood in Florida sembra essere il punto focale di questi individui ." In realtà, più di trenta falsi studenti spia israeliani sono stati arrestati poco prima dell'11 settembre ed hanno vissuto vicino alla città di Hollywood, in Florida, dove sono stati appositamente raggruppati 15 dei 19 dirottatori presunti islamisti (9 a Hollywood altri 6 dei dintorni). Uno di loro, Hanan Serfaty, tramite cui sono passati almeno un centinaio di migliaia di dollari in tre mesi, aveva preso in affitto altri due appartamenti di Hollywood vicino all'appartamento e la casella postale da Mohamed Atta, che verrà presentato come il capo della banda di sequestratori. Qual è stato il rapporto tra "spie israeliane" e "terroristi islamici"? Le spiegazioni dei media sono imbarazzanti ed allineate come versioni. Ascoltate per esempio David Pujadas introducendo l'articolo su 'Intelligence Online' del 5 marzo 2002 su France 2: "Una rete israeliana è stata smantellata negli Stati Uniti, in particolare in Florida: una delle sue missioni è stato quello di monitorare gli uomini di Al Qaeda (questo era prima dell'11 settembre). Alcune fonti vanno anche oltre: essi indicano che il Mossad non avrebbe fornito tutte le informazioni in suo possesso." Questa spiegazione eufemistica è un esempio per limitare i danni. Da Israele emerge solo una leggera contaminazione, dal momento che non possiamo ragionevolmente incolpare un servizio di spionaggio che non condivide le informazioni. Al massimo Israele può essere accusato di "lasciare che accada", di garantire l'impunità. Questo spiega, a mio parere, le spie sotto copertura dei finti studenti israeliani, esperti di attacchi effettivamente in un'ottica di False Flag. In realtà, gli studenti volontariamente hanno coperto in maniera grossolana le loro azioni e questo è stato fatto per attirare l'attenzione delle forze USA sulla copertura secondaria (fittizia). L'obbiettivo era usare questo alibi per la loro vicinanza ai presunti terroristi.

La verità è probabilmente che non stavano spiando i terroristi, ma li hanno manipolati, li hanno finanziati, e probabilmente li hanno eliminato poco prima dell'11 settembre. Un articolo del New York Times del 18 febbraio 2009 ha stabilito che la Ali al-Jarrah, cugino di un terrorista sospetta volo 93, Ziad al-Jarrah, è stato per 25 anni una spia del Mossad, infiltrato nella resistenza palestinese e di Hezbollah nel 1983. Egli è attualmente in carcere in Libano. Ricordiamo inoltre che Mohamed Atta in Florida era un falso. Il vero Mohamed Atta, che ha chiamato suo padre dopo gli attacchi (come da ultimo confermato alla rivista tedesca Bild am Sonntagalla fine del 2002), è descritto dalla sua famiglia come riservate, molto credente e aveva paura di volare. Gli avevano rubato il passaporto nel 1999, mentre studiava architettura ad Amburgo. Il falso Mohamed Atta in Florida viveva con una spogliarellista, ha mangiato carne di maiale, amava le auto veloci, i casinò e la cocaina. Come riportato dal South Florida Sun-Sentinel , il 16 settembre alla voce "Azioni sospette che non hanno logica" ("Il comportamento dei sospettati non si giustificano"), seguito da molti quotidiani nazionali, questo Atta viene raccontato come un ubriacone, drogato e risulta aver pagato diverse prostitute nelle settimane e nei giorni prima degli attentati dell'11 settembre. Tutti e quattro gli attentatori suicidi hanno avuto un comportamento simile incompatibile con la preparazione islamica per la morte.

Il New York Network

Secondo il rinnegato Victor Ostrovsky (ex agente Mossad), il Mossad ha la sua efficacia nella sua rete internazionale Sayanim ("collaboratori"), il termine ebraico che descrive gli ebrei che vivono fuori da Israele e che sono pronti ad eseguire su richiesta azioni illegali, senza necessariamente conoscere il loro scopo. Si contano a migliaia negli Stati Uniti, in particolare a New York, dove si concentra la comunità ebraica degli Stati Uniti. Larry Silverstein, l'affittuario delle Torri Gemelle nel mese di aprile del 2001, appare come l'archetipo dell'11 settembre. Egli è un membro di spicco della Federazione UJA di Filantropia ebraica di New York, la più grande raccolta di fondi degli Stati Uniti per Israele (dopo il governo degli Stati Uniti, che paga tre miliardi di aiuti annuali a Israele). Silverstein è stato anche al momento degli attacchi, l'intimo amico di Ariel Sharon e Benjamin Netanyahu, con il quale si intrattiene in conversazione ogni Domenica, secondo il quotidiano israeliano Haaretz . Il compagno di Silverstein nel contratto di locazione del WTC era al piano seminterrato del centro commerciale, Frank Lowy, un altro sionista "filantropo" vicino ad Ehud Barak ed Ehud Olmert, ex membro della Haganah. Il capo della New York Port Authority, che ha privatizzato il WTC in concessione del contratto di locazione per Silverstein e Lowy è Lewis Eisenberg, membro della Federazione United Jewish Appeal ed ex vice presidente dell'AIPAC. Silverstein, Lowy, e Eisenberg erano indubbiamente tre uomini chiave nella pianificazione degli attacchi contro le Torri Gemelle.


Il Fortunato Larry! Ogni mattina, senza eccezione, Larry Silverstein ha fatto colazione sul 'Windows on the World' in cima alla torre nord del WTC. Fino alla mattina del 11 settembre, dove casualmente aveva un appuntamento presso il suo dermatologo.

Altri membri della rete di base a New York possono essere identificati. Secondo il rapporto del NIST, il Boeing che si è incassato nella torre Nord "ha fatto un taglio di oltre la metà della larghezza del palazzo dal 93° al 99° piano. Tutti questi piani erano occupati da Marsh & McLennan, una compagnia di assicurazione internazionale che occupa anche il 100 ° piano." L'amministratore delegato di Marsh & McLennan è Jeffrey Greenberg, membro di una ricca famiglia ebraica che ha contribuito fortemente alla campagna di George W. Bush. Greenberg ed è stato anche tra gli assicuratori delle torri gemelle. Il 24 luglio 2001, avevano preso la precauzione di rinegoziare i loro contratti con i concorrenti che dovevano indennizzare Silverstein e Lowy. E come è piccolo il mondo dei neocon, proprio nel novembre 2000, il Consiglio di Amministrazione di Marsh & McLennan accoglie Paul Bremer, Presidente della Commissione Nazionale sul terrorismo , al momento degli attacchi, e nominato nel 2003 come capo della Coalizione Provvisoria Authority (CPA).


Paul Bremer è presente l'11 settembre 2001 sul set di NBC, calmo e rilassato, mentre 400 dipendenti della sua azienda sono mancanti (alla fine, 295 dipendenti e più di 60 dipendenti del gruppo saranno conteggiati ufficialmente tra le vittime).

Complicità verranno cercate anche in aeroporti e compagnie aeree coinvolte negli attacchi. Entrambi gli aeroporti da cui partirono i voli AA11, UA175 e UA93 (Logan Airport di Boston e Newark nei pressi di New York) hanno subappaltato le loro società di sicurezza 'International Consultants on Targeted Security (ICTS)' a società con capitale in Israele guidato da Menachem Atzmon, un tesoriere del Likud. Una approfondita indagine sarebbe certamente in grado di trovare e confermare altre complicitò. Si deve ad esempio essere interessati a Zim Israel compagnia di navigazione , che effettua buona parte delle spedizioni israeliane, nell'ordine del 48% dello Stato ebraico (noto per essere occasionalmente utilizzato come copertura per il servizio segreto israeliano). La società antenna-unienne, ad esempio, lasciò i suoi uffici del WTC, con i suoi 200 dipendenti il 4 Settembre 2001, una settimana prima degli attentati "è come se fosse stato un atto di Divino [averci fatto abbandonare le torri, una settimana prima dell'attentato] [ 19 ] ", dice l'amministratore delegato Shaul Cohen-Mintz.

E' il petrolio, stupido!

Tutti questi fatti danno un nuovo significato alle parole di un membro della Commissione dell'11 settembre Bob Graham, citato in una intervista con PBS nel dicembre del 2002, "Abbiamo la prova che i governi stranieri furono coinvolti nel facilitare le attività di alcuni dei terroristi negli Stati Uniti." Graham, ovviamente, si riferiva all'Arabia Saudita. Perché la famiglia Saudita avrebbe contribuito a finanziare Osama bin Laden, nonostante gli avessero revocato la nazionalità Saudita ed aver messo una taglia sulla sua testa dopo gli attentati realizzati sul proprio territorio ? La risposta di Graham, datata luglio 2011, è "[La famiglia Saudita] aveva paura della minaccia di Osama di fomentare disordini sociali contro la monarchia, guidati da Al-Qaeda." La famiglia Saudita avrebbe aiutato Bin Laden temendo la sua minaccia di fomentare rivolte" . Questa teoria ridicola (Graham, è evidentemente a corto di argomenti) ha un solo obiettivo: sviare i sospetti da quel governo che emerge continuamente con prove ed indizi ed è l'unico"governo straniero", i cui legami con i presunti terroristi sono dimostrati ripetutamente. Ci viene da sorridere a leggere il riassunto del libro La guerra dopo (2003), l'anti saudita Laurent Murawiec disse che "Il potere reale [saudita] è riuscito nel corso degli anni ad infiltrarsi con agenti di influenza nei più alti livelli del governo degli Stati Uniti per organizzare un efficace lobby intellettuale che ora controlla diverse delle università più prestigiose del paese. "
Afferma inoltre che la pista saudita è stata soffocata a causa dell'amicizia tra la famiglia Bush e quella Saudita. Graham e i suoi amici usano i neoconservatori come George W. Bush come parafulmine per tutte le colpe. In effetti la strategia ha pagato in quanto il movimento 9/11 Truth, nel suo complesso, è schiacciato contro di lui e vieta di pronunciare il nome di Israele o di considerarlo coinvolto nella vicenda.. Riconosciamo l'arte di Machiavelli: fare il lavoro sporco per un altro, e poi portare la folla contro di lui.

Come ho dimostrato altrove, un termine più appropriato per i "neo-conservatori" sarebbe "machiavello-sionista". Michael Ledeen dà evidenza in un articolo nella rivista ebraica mondiale: {7 Giugno 1999, in cui difende la tesi che Machiavelli provenisse da una "segretamente ebreo", come al tempo erano migliaia di famiglie nominalmente convertiti al cattolicesimo minacciate di sfratto (principalmente marrani dalla penisola iberica). "Ascoltate e sentirete la sua filosofia politica ebraica" 

Il giorno in cui, sotto la pressione dell'opinione pubblica, i media mainstream saranno costretti ad abbandonare la teoria ufficiale, il movimento controcorrente per gli eventi dell'11 Settembre sarà già stato completamente infiltrato e gli slogan dell'11/9 sono che è stato un lavoro interno. Le menti delle persone quindi sono già pronte per uno sfogo contro Bush, Cheney e gli altri, mentre i neoconservatori rimangono al di là della portata di qualsiasi giustizia. E se il giorno delle grandi rivelazioni, i media sionisti non fossero riusciti a tenere fuori dalla portata Israele, lo stato ebraico sarà sempre in grado di giocare la carta Chomsky: è stata l'America che me[Israele] l'ha fatto fare[11/9]. Noam Chomsky, che normalmente è legato alla sinistra del trotskista Irving Kristol ha virato verso la destra estrema per formare il movimento neoconservatore, anzi egli continua inesorabilmente con l'argomento trito e ritrito che Israele sta semplicemente portando avanti la volontà degli Stati Uniti, che sarebbe il 51° stato USA e il gendarme nel Medio Oriente.
Secondo Chomsky e figure pubblicizzate dal radicale statunitense di sinistra come Michael Moore, la destabilizzazione del Medio Oriente sarebbe la volontà di Washington prima di quella di Tel Aviv. La guerra in Iraq? Per l'olio: "Certo che era per le risorse energetiche dell'Iraq. La questione non si pone." Segno dei tempi che cambiano, anche Chomsky si è unito al coro di Alan Greenspan, capo della Federal Reserve, che nel suo libro L'età della turbolenza (2007) fa finta di concedere una rivelazione dicendo ciò che tutti sanno: "una delle principali sfide nella guerra in Iraq era per il petrolio nella regione."

"Personalmente credo che ci sia una profonda connessione tra gli eventi dell'11 settembre e il picco del petrolio, ma non è qualcosa che posso provare",afferma  Richard Heinberg già, specialista in esaurimento di energia nel Documentario {Oil, Smoke and Mirrors}.

A questo bisogna rispondere con James Petras ( sionismo, militarismo e il declino del potere degli Stati Uniti ), Stephen Sniegoski ( La Cabala trasparente ) e Jonathan Cook ( Israele e scontro di civiltà ): "Big Oil non solo non ha incoraggiato invasioni, ma non è riuscito nemmeno a controllare un singolo pozzo di petrolio, nonostante la presenza di 160.000 soldati americani, 127.000 mercenari pagati dal Pentagono e il Dipartimento di Stato e un governo di fantocci corrotti." No, il petrolio non spiega la guerra in Iraq, né spiega la guerra in Afghanistan, né spiega l'assalto alla Siria da mercenari per interposta persona, ne fornisce ulteriori giustificazioni per la guerra pianificata contro l'Iran. E non è certamente la lobby del petrolio che ha il potere di imporre il "grande tabù" alla sfera dei media mainstream (da Marianne a Echoes, per il caso della Francia).

La Cultura israeliana del terrorismo di tipo false flag

Un promemoria è necessario qui per collocare meglio 11 settembre nella storia. Gli Stati americani hanno una lunga storia nella produzione di falsi pretesti per la guerra. Potremmo tornare indietro al 1845 con la guerra espansionistica contro il Messico, innescato da provocazioni statunitensi sulla zona contesa al confine con il Texas (il fiume Nueces in Messico, il Rio Grande come i texani) fino agli scontri per dare al presidente James Polk (un texano), la possibilità di dichiarare che i messicani hanno pagato con il sangue versato dagli 'americani contro i messicani sul suolo americano'. "Dopo la guerra, un membro dal nome di Abraham Lincoln è stato riconosciuto dal Congresso come artefice delle falsità che portarono al casus belli. Da allora in poi, tutte le guerre combattute dagli Stati Uniti sono state fatte sotto falsi pretesti: l'esplosione della USS Maine nella guerra contro la Spagna a Cuba, l'affondamento del Lusitania per l'ingresso nella prima guerra mondiale Mondiale, Pearl Harbor per la seconda e il Golfo di Tonchino nella guerra del Vietnam del Nord. Tuttavia, solo l'esplosione della USS Maine, che ha causato alcuni morti, finisce per essere considerato una false flag.
Il transatlantico RMS Lusitania è stato silurato il 7 MAGGIO 1915 dai tedeschi, operando in una zona di guerra. Questo è lo slogan ricordato del Lusitania che il presidente Woodrow Wilson poi usò per mobilitare l'opinione pubblica a favore dell'entrata degli Stati Uniti in guerra. Il fatto che solo un siluro era sufficiente per affondare la nave in quindici minuti solleva questioni. Nel suo articolo, il Colonnello Edward House, consigliere di Wilson, riporta una conversazione avuta poco prima il ministro degli Esteri britannico Edward Grey (poi nel 1919 ambasciatore negli Stati Uniti). "Che cosa accadrebbe se gli americani si trovassero davanti ai tedeschi che affondano la loro nave con a bordo passeggeri americani ?»Chiese Grey. Casa risposto: "Penso che un fuoco di indignazione attraverserebbe  gli Stati Uniti e che sarebbe sufficiente a farci entrare in guerra"

Tuttavia, è un dato di fatto che Israele ha un passato pieno attacchi e false flag . Un susseguirsi di eventi del genere nel mondo, seguendo sempre lo stesso schema, dovrebbe essere facilmente ricollegabile ad Israele, pur essendo una delle nazioni più giovani del mondo moderno. La piega terroristica è stata presa anche prima della creazione di Israele, con il bombardamento del King David Hotel, il quartier generale delle autorità britanniche a Gerusalemme. Il 22 Luglio 1946 mattina, sei terroristi dell'Irgun (la milizia terroristica comandata da Menachem Begin, futuro Primo Ministro), vestiti come arabi sono stati visti entrare nell'edificio e depositare intorno al pilastro centrale della costruzione 225 kg di tritolo nascosto in bidoni del latte, mentre altri diffondono l'esplosivo. I miliziani dell'Irgun si disposero lungo le strade di accesso alla struttura per evitare l'arrivo di veicoli di emergenza. Quando un ufficiale britannico che si mostrò sospettoso, scoppiò uno scontro a fuoco che degenerò nell'esplosione dell'hotel. Molti membri del commando fuggirono lanciando ulteriori esplosivi. L'esplosione uccise 91 persone, per lo più britannici, ma anche 15 ebrei.

Lo schema è stato ripetuto in Egitto durante l'estate del 1954, con l'Operazione Susannah , il cui scopo era quello di invitare al ritiro britannico dal Canale di Suez richiesto dal colonnello Gamal Abdul Nasser con il supporto del presidente Eisenhower. Questo evento è ben noto ed è conosciuto come la "Lavon Affair", dal nome del primo ministro israeliano che era responsabile dell'attacco. Gli attacchi di bandiera falsa israeliana più famosi e più dannosi riguardano la nave americana NSA USS Liberty. L'8 giugno 1967 al largo delle coste di Egitto, due giorni prima della fine della guerra dei sei giorni, si vidi già attuare una profonda collaborazione tra Israele e gli Stati Uniti, l'amministrazione Johnson aveva coperto e forse anche incoraggiato questo crimine contro i propri ingegneri e soldati. Ho citato questi due casi in un precedente articolo e non tornerò più a parlarne.
Nel 1986, il Mossad ha tentato di far credere che una serie di ordini di terrorismo fossero stati trasmessi dalla Libia a varie ambasciate libiche di tutto il mondo. Secondo l'ex Victor Ostrovsky (agente ex Mossad), il servizio segreto Israeliano ha utilizzato un sistema di comunicazione speciale chiamato "cavallo di Troia", istituito da un commando all'interno del territorio nemico. Il sistema agisce come stazione di rilancio per le false trasmissioni inviate da una nave israeliana e immediatamente ristampato su una frequenza utilizzata dallo Stato libico. Come il Mossad aveva sperato, la NSA catturate e decifrate le trasmissioni, furuono interpretate come prova che i libici sostenevano il terrorismo; rapporti che il Mossad opportunamente confermò. Israele si basava sulla promessa di Reagan di attuare ritorsioni contro qualsiasi paese colto nell'atto di sostenere il terrorismo. Gli americani caddero nella trappola e si trascinarono dietro gli inglesi e i tedeschi. Il 14 aprile 1986, centosessanta aerei americani hanno lanciato oltre sessanta tonnellate di bombe sulla Libia, mirando principalmente aeroporti e basi militari. Tra le vittime civili della parte libica, di cui una era la figlia adottiva di Gheddafi, di quattro anni. La missione falli' per un accordo per il rilascio di americani tenuti in ostaggio in Libano.
Isser Harel, fondatore del servizio segreto israeliano, avrebbe previsto il cristiano sionista Michael Evans nel 1980, che avrebbe affermato che il terrorismo islamico alla fine avrebbe colpito gli Stati Uniti. "Nella teologia islamica, il simbolo fallico è molto importante. Il tuo più grande simbolo fallico è l'edificio più alto di New York e sarà il simbolo fallico che colpiranno. Nel riferire l'intervista in una intervista del 2004, Evans, autore di "Le Profezie americane, il terrorismo, il Medio Oriente e il destino inevitabile della nazione",Le menti razionali vedranno che 11 settembre è maturato 30 anni prima nel profondo stato di Israele.
La capacità di gestione del Mossad, al momento può essere ulteriormente illustrata da due storie analizzate da Thomas Gordon. Il 17 aprile 1986 una giovane irlandese di nome Ann-Marie Murphy aveva a bordo, a sua insaputa, 1,5 chili di Semtex su un volo da Londra a Tel Aviv. Il suo fidanzato, un pakistano di nome Nezar Hindawi, è stato arrestato mentre cercava di fuggire verso l'ambasciata siriana. Entrambi sono stati effettivamente 'gestiti' dal Mossad che ottiene quindi il risultato desiderato: il governo della Thatcher rompe le relazioni diplomatiche con la Siria. 

Nel gennaio 1987, al palestinese Ismail Sowan, una talpa del Mossad infiltrato nell'OLP a Londra, viene dato da qualcuno rimasto ignoto, presumibilmente inviate dai suoi capi dell'OLP, due valigie piene di armi ed esplosivi . Ismail racconta che nei contatti con il Mossad, fu invitato a compiere un viaggio a Tel Aviv e al suo ritorno venne denunciato a Scotland Yard come un sospetto in un progetto di attentato islamista a Londra. Ismail fu prelevato al suo ritorno a Heathrow e addebitato sulla base delle armi trovate a casa sua. Risultato: il Mossad fece un favore al governo Thatcher .
Dopo l'attentato del 26 febbraio 1993 contro il World Trade Center, l'FBI ha arrestato il palestinese Ahmed Ajaj e lo ha identificato come terrorista legato ad Hamas, ma il giornale israeliano Kol Ha'ir mostra che Ajaj non era mai stato coinvolto con Hamas o l'OLP. Secondo il giornalista Robert Friedman, autore di un articolo su The Village Voice il 3 agosto 1993, Ajaj era in realtà un piccolo truffatore arrestato nel 1988 per dollari di stampo illecito, condannato a due anni e mezzo di carcere e rilasciato dopo un anno, grazie al suo accordo con il Mossad, per il quale si era infiltrato in alcuni gruppi palestinesi. Dopo il suo rilascio, Ajaj subisce un arresto e viene brevemente imprigionato di nuovo, questa volta per aver cercato di contrabbandare armi a Fatah in Cisgiordania. Fu quindi con l'attentato al WTC nel 1993 che vennero messe in pratiche le medesime tattiche utilizzate dagli Israeliani nel 2001: essere responsabili di atti terroristici ma far ricadere le colpe sui Palestinesi.

L'attacco contro l'ambasciata israeliana a Buenos Aires nel 1992, che ha causato 29 morti e 242 feriti, è stato immediatamente attribuito a Hezbollah con kamikaze che hanno usato un camion bomba. Ma il giudice incaricato delle indagini ha rivelato le pressioni di Stati americani e dei delegati israeliani al fine di manipolare e costruire prove false oltre alle innumerevoli  false testimonianze. L'obbiettivo era despistare le indagini ed indirizzarle sul caso del camion-bomba, mentre i fatti indicavano che l'esplosione venne dall'interno dell'edificio. Quando la Corte Suprema argentina ha accolto questa tesi, il portavoce dell'ambasciata israeliana ha accusato i giudici di antisemitismo.
E 'interessante ricordare ciò che è stato scritto da Philip Zelikow con John Deutch nel dicembre 1998 in un articolo su Affari Esteri dal titolo "terrorismo catastrofico". L'idea era di immaginarsi, già nel 1993, un attacco con una bomba nucleare evocando una nuova Pearl Harbour. "Tale atto di 'terrorismo catastrofico' che avrebbe ucciso migliaia o decine di migliaia di persone e influenzato le vita di centinaia di migliaia, forse milioni di persone, sarebbe stato un punto di non ritorno nella storia degli Stati Uniti . Essa avrebbe causato perdite umane e materiali senza precedenti in tempo di pace e avrebbe certamente pregiudicato il senso di sicurezza dell'America all'interno dei suoi confini, in un modo simile al test atomico sovietico nel 1949, o forse peggio. [...]. Come Pearl Harbor, questo evento avrebbe diviso la nostra storia tra un prima e un dopo. Gli Stati Uniti, in un caso del genere, potrebbero rispondere con misure draconiane, ridurre le libertà individuali, consentendo un maggiore controllo dei cittadini, la detenzione di sospetti e di uso della forza letale. "

Il 12 gennaio 2000, secondo gli indiani del settimanale The Week, gli ufficiali delle Informazioni indiane (servizio segreto) hanno arrestato all'aeroporto di Calcutta undici predicatori islamisti che stavano preparando per imbarcarsi su un volo per il Bangladesh. Erano sospettati di appartenere ad Al-Qaeda e di voler dirottare l'aereo. Si sono presentati come afghani che sono rimasti in Iran prima di trascorrere due mesi in India a predicare l'Islam. Ma si scoprì che tutti avevano passaporti israeliani. L'ufficiale dei servizi segreti indiani ha detto a La settimana che Tel Aviv "esercitò forti pressioni" su Delhi per assicurare il loro rilascio.

Il 12 ottobre 2000, nelle ultime settimane del periodo di Clinton, al cacciatorpediniere USS Cole , in rotta verso il Golfo Persico, fu ordinato, dal suo porto di partenza di Norfolk, un rifornimento nel porto di Aden in Yemen , una procedura insolita dal momento che questi distruttori sono generalmente riforniti da una petroliera in mare della Marina. Il capitano della nave ha espresso la sua sorpresa e preoccupazione: la USS Cole era stata recentemente rifornita con un pieno all'ingresso del Canale di Suez, e lo Yemen è una zona ostile. La USS Cole stava attraccando, ed era in manovra quando è stato avvicinato da un gommone a quanto pare per la rimozione dei rifiuti, che esplose contro lo scafo, uccidendo 17 marinai e ferendone 50. I due "attentatori suicidi" a guidare la barca perirono in questo "suicidio". L'attentato è stato subito attribuito ad Al-Qaeda, anche se Bin Laden sostenne che non furono i talebani e ha negato che il loro "padrone di casa" potesse essere coinvolto. L'accusa ha dato agli Stati Uniti un pretesto per costringere il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh a cooperare nella lotta contro l'islamismo anti-imperialista, con la pretesa di avviare tre campi paramilitari sul suo territorio. In cima a quello, a poche settimane prima delle elezioni, l'attacco è stato l'evento 'a Sorpresa' di ottobre che ha portato Bush al potere.
John O'Neill era a capo delle indagini in Yemen. Agente dell'FBI per 20 anni, con esperienza specialistica nel contro-terrorismo, aveva indagato nel 1993 il bombardamento al WTC. La sua squadra arrivò a sospettare che Israele avesse sparato un missile da un sottomarino: il buco era davvero indicativo e inspiegabile in relazione alla versione ufficiale che vedeva l'uso di alcune bombe sul famigerato gommone. I sospetti sono stati condivisi anche dal presidente Saleh, che ha parlato in un'intervista a Newsweek, della possibilità che "l'attacco fu causato da Israele , cercando di usarci per farci del male -Yemen." O'Neill e la sua squadra hanno subito l'ostilità degli Stati Uniti tramite Ambasciatore Barbara Bodine. Era proibito immergersi per ispezionare il danno. Infine, approfittando del loro ritorno a New York per il Ringraziamento, Bodine rifiutò, al loro ritorno, il visto per l'ingresso in Yemen. All'equipaggio della Cole fu ordinato di non parlare dell'attacco alla Naval Criminal Investigative Service(NCIS). Nel luglio 2001, O'Neill si dimise dal FBI. Si vide subito offrire una posizione come capo della sicurezza al WTC. Il suo corpo è stato trovato tra le macerie del WTC dopo la sua scomparsa di due giorni.
Da dove viene la lista di falsi disegni islamici legati al terrorismo sionista? Il "New York Times" e altri giornali hanno riferito che il 19 settembre 2005, due agenti delle forze speciali britanniche (SAS) sono stati arrestati dopo aver forzato un posto di bloccoin una macchina piena di armi, munizioni, esplosivi e detonatori , guidando  travestiti da arabi. Si sospetta che stavano progettando di commettere attacchi violenti nel centro di Bassora, nel corso di un evento religioso, per fomentare conflitti tra sciiti e sunniti. La sera stessa, una unità SAS liberò i due agenti distruggendo il carcere con una dozzina di carri armati assistiti da elicotteri. Il Capitano Masters , incaricato delle indagini di questa vicenda imbarazzante, è morto a Bassora il 15 ottobre.

giovedì 5 settembre 2013

La Posta in gioco

Da Sergio Di Cori Modigliani riceviamo e volentieri pubblichiamo. Uno sguardo acuto sui motivi dello scontro mediorientale.

La messinscena per la guerra mondiale, dai più data per scontata, potrebbe fornire degli esiti imprevisti. Con la particolarità, questa sì davvero unica, che i risultati non verranno neppure presi in considerazione, dato che non se ne parla. E’, per l’appunto, ciò che i due contendenti vogliono: seguitare a trattare nel più ampio riserbo e nella discrezione più assoluta, approfittando del fatto che i media mondiali parlano d’altro, cioè di missili, terrorismo, guerra totale, ecc.

Tutti ingredienti, questi, sapientemente orchestrati, per spaventare le persone, e spingerle a credere che Assad è un totale criminale oppure un coccolone vittima degli americani criminali, a seconda dello schieramento vecchio stampo ormai obsoleto (quello della precedente guerra fredda, tanto per capirsi). E' questo ciò che penso su questo argomento. Da specificare, nel caso non fosse chiaro, che i due contendenti sono Usa/Ue da una parte e Russia/Cina dall’altra.

Ma la posta in gioco non è la Syria. Quella è davvero un’ottima arma di distrazione.

C'è da credere che neppure ne parleranno quando si vedranno in 20 a San Pietroburgo.
La stampa mondiale ci racconterà come siano tutti asserragliati dentro uno stanzone, tenendoci con il fiato sospeso, per decidere se faranno la guerra mondiale oppure no. Il tutto, offerto con la spezia dei diritti civili e dell’etica. Come se a qualcuno interessasse la sorte di quei poveri civili innocenti. Ne hanno uccisi 112.000 negli ultimi due anni nella generale indifferenza e adesso, secondo voi, si vanno tutti a impelagare in una costosissima e micidiale guerra planetaria (dagli esiti incerti) per 356 anonime vittime?Semplicemente ridicolo.

La posta in gioco è un’altra, e ben più corposa.

Si chiama: fonti di energia e soldi. Oppure, se volete, danaro. Per essere più precisi: Energy & Money. O meglio, per essere definitivi: il controllo energetico e monetario del pianeta Terra.
L’incontro decisivo non sarà quello ufficiale (diranno che parlano della Syria) bensì quello che si terrà a parte. Sarà ristretto. Ci saranno, verosimilmente, Obama, Putin, Hollande, Cameron, Abe e i due cinesi che contano. Fine degli invitati. Noi italiani, va da sé, al palo. Insieme a tutti gli altri, in attesa che i veri big prendano una decisione. Di che cosa discuteranno?
Dell’argomento del giorno (per loro). Fondamentale per tutti noi, dato che la nostra sopravvivenza dipende dalle scelte che faranno. Parleranno del world coin, ovvero: la moneta planetaria. E di shalegas.
Su questi punti sono tutti in disaccordo, almeno dal 2008, per questo, forse, si finisce in guerra.
Il mondo globale presuppone una regolamentazione rispettata da tutti, nonchè l’applicazione e il rispetto di alcuni standard. Da almeno tre anni e mezzo Usa-zonaeuro-Cina si stanno letteralmente scannando per razionalizzare i mercati ed evitare crisi insostenibili. Ma hanno punti di vista diversi. E’ per questo che c’è la crisi economica. Alla quale si accompagna una “guerra energetica” che è un concetto completamente diverso da quello che i media hanno diffuso, facendoci credere che siamo dentro una “crisi delle fonti di energia”. Non è vero. Non soltanto non c’è nessuna crisi energetica, ma in questo momento c’è una massiccia e massiva sovrapproduzione energetica e, per tenere alti i prezzi al consumatore, si attuano specifiche politiche di spreco per giustificare i costi.
La fase attuale dello scontro è iniziata quattro anni fa, quando la Cina ha cominciato a sostenere che il dollaro non doveva essere la moneta di scambio per eccellenza e, contemporaneamente, ha cominciato a combattere la diffusione (quantomeno in tutto il sud est asiatico) delle energie rinnovabili aumentando a dismisura la propria produzione di carbone fossile, l’agente più inquinante che esista. La vera e propria dichiarazione di guerra è avvenuta proprio il giorno della rielezione di Obama, nel novembre del 2012, quando a Teheran, la Cina, l'India, il Brasile, l’Iran e la Russia hanno firmato un accordo comune che consente la compravendita planetaria di energia a “moneta libera”, ovvero “non contro-dollaro”. Il primo atto è stato un potente acquisto di petrolio da parte della Cina all’Iran pagato in rubli. Si è associata subito dopo l’India che ha accettato pagamenti internazionali in “yuan” cinesi. E infine hanno convinto anche i brasiliani. Il fine era combattere e battere gli Usa eliminando il dollaro. Gli Usa si sono trovati isolati non potendo contare sull’appoggio dell’Europa e su una alleanza forte con l’euro, in conseguenza della debolezza strutturale della nostra moneta, non avendo dietro una banca centrale autentica che stampa moneta. E così ha cominciato a premere furiosamente con la BCE per un cambio di politica monetaria e per una visione post-keynesiana da applicare a tutto il continente. Contemporaneamente, l’amministrazione Obama ha accelerato in maniera incredibile il cambio della propria politica energetica dichiarando ufficialmente “la fine dell’era del carbone e l’inizio della fine dei fossili inquinanti”, portando al 46% l’uso interno del cosiddetto “shalegas” e dando incentivi per le energie rinnovabili, coinvolgendo le industrie petrolifere texane e convincendole alla riconversione industriale totale verso l’eolico, il solare e l’idrogeno, entro il 2035. A luglio del 2013 il governo ha messo a disposizione un fondo di 7 miliardi di dollari per il passaggio in tre stati (Arkansas, Oklahoma e Tennessee) dai carburanti fossili al solare e per un 22% all'idrogeno facendo gestire il tutto a una fondazione dove hanno un importante quota la Texaco, la Mobil e la Exxon. Non appena rieletto, Obama si è precipitato in Birmania e poi è andato in Tailandia, Vietnam e Indonesia, tirando la volata al Giappone in funzione anti-cinese e consentendo al Sol Levante di strappare dopo 25 anni ai cinesi il mercato locale. Era un chiaro segnale geo-politico che l’Europa non ha né saputo né voluto leggere, insistendo nella propria ferrea alleanza con la Russia che insiste nel voler produrre carbone, acciaio e petrolio (di cui è ricchissima). Per tutto l’inverno si è scatenata una micidiale bagarre tra le potenze mondiali che contano, facendo pagare subito le nazioni più fragili, India e Brasile in testa. Un mese e mezzo fa è crollata la rupia con disastrose conseguenze per l’economia indiana e poi è toccato al Brasile. Entrambe le nazioni hanno capito l’antifona cominciando a prendere le distanze dall’idea di avere come moneta internazionale lo yuan e il rublo. L’Europa, la quale oltre a non avere una politica comune, a non avere una banca centrale che stampa moneta, non ha neppure una strategia di politica industriale energetica, ha fatto finta di niente, come se non stesse accadendo nulla. Gli Usa, per impedire che in Sud America si cementasse l’asse Brasile/Argentina ha lanciato lo “shalegas” di cui l’Argentina è il secondo paese produttore al mondo chiudendo un accordo con quella nazione per mettere a disposizione know how e tirando su industrie estrattive locali controllate dal Banco de la Nacion di Buenos Aires, creando così lavoro e occupazione locale. Non solo. Di fatto, ha appoggiato l’Argentina presso il Fondo Monetario Internazionale nella propria guerra contro l’Europa, salvando il paese sudamericano da un possibile default, attraverso una inedita e nuova alleanza in funzione anti-cinese e anti-russa. Un mese e mezzo fa i primi vagiti della guerra in atto, di cui lo schiaffo kazako al nostro governo era stato uno dei segni più chiari perché Putin aveva bisogno di fare la voce grossa nel cuore del Mediterraneo. Immediata la replica Usa. Mentre in Italia esplodeva la questione, gli Usa hanno risposto piazzando una trappola nella quale il nostro governo è caduto come una peracotta: hanno evidentemente passato la soffiata ai nostri servizi segreti indicando dove poter arrestare un agente segreto della Cia condannato in Italia e ricercato dall’interpol. Lo stesso giorno in cui Alfano balbettava le sue scuse in parlamento si annunciava (al mattino) l’arresto dell’agente americano latitante a Panama, con enfasi nazionalistica davvero inusitata. La festa è durata 12 ore. Partono subito da Milano i giudici con le carte per andarselo a prendere. Ma quando arrivano lì (la sera) viene comunicato loro che l’agente segreto è in viaggio-premio verso Washington. I magistrati e i nostri servizi se ne ritornano a casa con la coda tra le gambe. Putin è avvisato: giù le mani dall’Italia.
Dunque di questo parleranno a San Pietroburgo: della moneta planetaria.
Gli Usa sono disposti a un compromesso realistico: affiancare al dollaro anche l’euro, a condizione però che la BCE si trasformi prima in banca centrale reale quindi in grado di battere moneta, emettere eurobonds, ecc. La Germania ha le elezioni e quindi si è chiamata fuori fino al 24 settembre -con un'ottima scusa comprensibile a tutti- e così la Francia ha colto l’occasione al volo per riprendere il controllo della gestione della politica europea: è finita invitata al tavolo giusto, unica nazione dell’euro che ci rappresenta tutti.
Parleranno dello shalegas, dell’idrogeno, di come andare a gestire l’inizio della fine dell’era del petrolio e del carbon fossile, il che comporta un monumentale riassesto planetario del gioco delle parti. Parleranno di colossi finanziari e forse perfino di Keynes. La Russia è debolissima in questo momento. La dichiarazione di Putin rilasciata alle ore 9.30 di mercoledì 4 settembre parla chiaro: “vogliamo una chiara prova presentata e documentata dall’Onu” ha detto e poi ha aggiunto “pur sostenendo il governo di Assad ci teniamo a precisare che la nostra fornitura di missili alla Syria è soltanto parziale: abbiamo consegnato loro soltanto alcune componenti, non tutte”. Da questi fatti, in maniera diplomaticamente davvero molto elegante, sembra che i russi abbiano deciso di gettare acqua sul fuoco, abbandonando Assad al suo triste destino. Lo hanno scaricato. Il che consente –nel caso le cose si dovessero mettere male, non si sa mai- di salvarsi dal cataclisma planetario perché se dei missili francesi abbattono missili siriani, ebbene, non saranno missili russi (non sono operativi) bensì missili siriani (vecchie cerbottane inutili) e quindi la Russia non è obbligata a rispondere. E salva la faccia.
Di questo parleranno.
E noi non sapremo mai che cosa si sono detti.
Lo capiremo strada facendo.
Le guerre, dai tempi di Troia, si combattono sempre e soprattutto per le fonti di energia.
La oscena guerra d'Iraq, un vero e proprio atto criminale allestito da una banda di delinquenti, l'hanno combattuta per il petrolio. E' stato un atto unilaterale di un gruppo di malfattori sostenuti dai colossi finanziari che hanno riportato il pianeta indietro di almeno 50 anni, perchè era una guerra "vecchia", di altri tempi. Per non parlare del milione di morti innocenti che ha provocato tra il 2003 e il 2010. La prima guerra mondiale fu provocata per decidere chi in Europa avrebbe avuto il controllo del più grosso bacino minerario continentale, quello della Ruhr, conteso da francesi e tedeschi. Il milione di italiani morto al fronte neppure l'ha mai saputo.
Se scoppierà una guerra furibonda mondiale, sarà anche questa volta per l'energia.
Ma non sarà una guerra per il petrolio. Anzi.
Sarà la prima guerra mondiale che inaugura la civiltà (si fa per dire) post-moderna che sta mandando in pensione proprio il petrolio, insieme al carbone. Non è vero che il mondo ha bisogno sempre di più di petrolio: è falso. Ne ha bisogno sempre di meno.
Per questo motivo le grandi potenze si scontrano.
Di tutto ciò avremmo dovuto discutere in Italia tutti i giorni per capire, comprendere, dibattere, confrontarci, parlando di politica economica europea, di energia, di approvvigionamento delle fonti, di rinnovabili, di strategie europee. Macchè. In compenso se ne parla nel resto del continente (meno male) così come, in Europa, è chiaro a tutti che per la strategia euro-atlantica, in questo momento, è fondamentale eliminare per sempre dalla scena politica attiva il più forte alleato e amico di Putin e dei petrolieri ex sovietici nel Mediterraneo, quel Silvio Berlusconi che forse non ha capito affatto come si stanno mettendo le cose per lui in campo internazionale.
L’aspetto tragico, davvero tragico (e qui ritorniamo alle nostre mestizie locali) consiste nel fatto che secondo me non lo ha capito neppure il PD, vittima della putrefazione ormai incorporata del PCI e della DC, per non aver voluto fare i conti con la propria storia e con la Storia. A costo di far affondare la nazione. Come sta facendo. Dal G20 sarà chiaro a tutti quale decisione è stata presa a San Pietroburgo.

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