martedì 5 luglio 2016

Brexit Paradigma

Dopo qualche settimana che la nebbia inizia a diradarsi delle confusioni mediatiche, possiamo finalmente parlare di quello che è stato il Brexit.
Nessuno sembra capire le conseguenze della decisione britannica di lasciare l’Unione europea. I commentatori, che interpretano la politica politicante e hanno perso da tempo la conoscenza delle questioni internazionali, si sono focalizzati sugli elementi di una campagna assurda: da un lato gli avversari di un’immigrazione senza controlli e dall’altra gli jettatori che minacciavano il Regno Unito dei peggiori tormenti.
In realtà, la posta in gioco di questa decisione non ha alcun rapporto con questi temi. Il divario tra la realtà e il discorso politico-mediatico illustra la malattia di cui soffrono le élites occidentali: la loro incompetenza.

Quando il velo si strappa davanti ai nostri occhi, le nostre élites non riescono a capire la situazione meglio del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, quando non prevedeva le conseguenze della caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989: la dissoluzione dell’URSS nel dicembre 1991, poi del Consiglio per la mutua assistenza economica (Comecon) e del Patto di Varsavia sei mesi più tardi, e poi ancora i tentativi di smantellare la Russia stessa che quasi si trovava a perdere la Cecenia.

In un futuro assai prossimo assisteremo in modo identico alla dissoluzione dell’Unione Europea e della NATO, e - se non staranno abbastanza attenti - allo smantellamento degli Stati Uniti.

Quali interessi dietro il Brexit?

A differenza delle spacconate di Nigel Farage, l’UKIP non è all’origine del referendum che ha appena vinto. Questa decisione è stata imposta a David Cameron da membri del partito conservatore.

Per loro, la politica di Londra deve essere un adattamento pragmatico al mondo che cambia. Questa “nazione di bottegai”, come la definiva Napoleone, osserva che gli Stati Uniti non sono più né la più grande economia del mondo, né la prima potenza militare. Non hanno dunque più motivo di essere i loro partner privilegiati. Proprio come Margaret Thatcher non ha esitato a distruggere l’industria britannica per trasformare il suo paese in un centro finanziario globale, allo stesso modo questi conservatori non hanno esitato ad aprire la via all’indipendenza della Scozia e dell’Irlanda del Nord, e quindi alla perdita del petrolio del Mare del Nord, per fare della City il primo centro finanziario off shore dello yuan.

La campagna per il Brexit è stata ampiamente sostenuta dalla Gentry e da Buckingham Palace che hanno mobilitato la stampa popolare per fare appello a ritornare all'indipendenza.

Contrariamente a quanto spiega la stampa europea, la separazione dei britannici dalla UE non si farà affatto lentamente, perché l’Unione europea crollerà più velocemente rispetto al tempo necessario alle trattative burocratiche per la loro uscita. Gli stati del Comecon non hanno avuto da negoziare la loro uscita perché il Comecon ha smesso di funzionare una volta iniziato il movimento centrifugo. Gli Stati membri della UE che si aggrappano ai rami e continuano a salvare quel che resta dell’Unione non riusciranno ad adattarsi alla nuova situazione con il rischio di sperimentare le convulsioni dolorose dei primi anni della nuova Russia: caduta vertiginosa del livello di vita e della speranza di vita.
Per le centinaia di migliaia di dipendenti pubblici, funzionari eletti e collaboratori europei che perderanno inevitabilmente il loro posto di lavoro e per le élite nazionali che sono parimenti dipendenti da questo sistema, vi è un urgente bisogno di riformare le istituzioni per salvarle. Tutti credono a torto che il Brexit apra una breccia in cui gli euro scettici andranno a introdursi. Ora, il Brexit è solo una risposta al declino degli Stati Uniti.

Il Pentagono, che prepara il vertice della NATO a Varsavia, non ha capito che non era più in grado di imporre ai suoi alleati di sviluppare il loro bilancio della Difesa e di sostenere le sue avventure militari. Il dominio di Washington nel mondo è terminato.

Quel che abbiamo è un cambiamento d’epoca.

La caduta del blocco sovietico è stata dapprima la morte di una visione del mondo. I sovietici e i loro alleati volevano costruire una società solidale in cui si mettessero quante più cose possibili in comune. Hanno avuto una burocrazia titanica e dei dirigenti necrotizzati. Il Muro di Berlino non è stato abbattuto da anti-comunisti, ma da una coalizione di giovani comunisti e di Chiese luterane. Intendevano rifondare l’ideale comunista liberato dalla tutela sovietica, dalla polizia politica e dalla burocrazia. Sono stati traditi dalle loro élites che, dopo aver servito gli interessi dei sovietici si sono precipitate con tanto ardore a servire quelli degli statunitensi. Gli elettori del Brexit più impegnati cercano in primo luogo di riguadagnare la loro sovranità nazionale e di far pagare ai leader dell’Europa occidentale l’arroganza di cui hanno dato ampia prova con l’imposizione del Trattato di Lisbona dopo il rifiuto popolare della Costituzione europea (2004- 07). Potrebbero anche essere delusi da ciò che seguirà.

Il Brexit segna la fine della dominazione ideologica degli Stati Uniti, quella della democrazia al ribasso delle "quattro libertà". Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 1941, il presidente Roosevelt le aveva definite come (1) la libertà di parola e di espressione, (2) la libertà di ciascuno di adorare Dio come vuole, (3) la libertà dal bisogno, (4) la libertà dalla paura (di un’aggressione straniera). Se gli inglesi risaliranno alle loro tradizioni, gli europei continentali ritroveranno gli interrogativi delle rivoluzioni francese e russa sulla legittimità del potere, e rovesceranno le loro istituzioni a rischio di veder risorgere il conflitto franco-tedesco.

Il Brexit segna altresì la fine del dominio militare-economico degli Stati Uniti laddove la NATO e l’UE sono solo due facce di un unico pezzo, benché la costruzione della politica estera e di sicurezza comune abbia richiesto più tempo per la sua messa in opera rispetto al libero scambio. 

Attualmente, i sindacati francesi rifiutano il disegno di legge sul lavoro che è stato redatto dal governo Valls sulla base di un rapporto dell’Unione Europea, a sua volta ispirato dalle istruzioni del Dipartimento di Stato USA. Se la mobilitazione della CGT ha permesso ai francesi di scoprire il ruolo dell’UE in questo caso, non hanno ancora colto in cosa consista l’articolazione UE-USA. Hanno capito che invertendo le norme e mettendo i contratti aziendali al di sopra dei contratti di settore, il governo rimetteva in realtà in questione la preminenza della Legge sul contratto, ma ignorano la strategia di Joseph Korbel e dei suoi due figli, la sua figlia naturale democratica Madeleine Albright e la sua figlia adottiva repubblicana Condoleezza Rice. Il professor Korbel affermava che per dominare il mondo, era sufficiente che Washington imponesse una riscrittura delle relazioni internazionali secondo termini giuridici anglosassoni. In effetti, nel porre il contratto al di sopra della Legge, il diritto anglosassone privilegia nel lungo periodo i ricchi e i potenti in rapporto ai poveri e ai miserabili.

È probabile che i francesi, gli olandesi, i danesi e altri ancora cercheranno di rompere con l’Unione europea. Dovranno per tutto ciò affrontare la loro classe dirigente. Se la durata di questa lotta è imprevedibile, il risultato non lascia più dubbi. In ogni caso, nello sconvolgimento incombente, i lavoratori francesi saranno difficilmente manipolabili, a differenza dei loro omologhi inglesi, oggi disorganizzati.

Il primo ministro David Cameron ha usato l’argomento delle vacanze estive per rimettere le sue dimissioni a ottobre. Il suo successore, può quindi preparare il cambiamento per applicarlo immediatamente al suo arrivo a Downing Street. Il Regno Unito non aspetterà la sua uscita definitiva dalla UE per gestire la propria politica. A cominciare dal dissociarsi dalle sanzioni prese contro la Russia e la Siria.

A differenza di quel che scrive la stampa europea, la City di Londra non è direttamente influenzata dal Brexit. Dato il suo status speciale di Stato indipendente sotto l’autorità della Corona, non ha mai fatto parte dell’Unione europea. Certo, non potrà più ospitare le sedi sociali di certe aziende che ripiegheranno verso l’Unione, ma al contrario potrà utilizzare la sovranità di Londra per sviluppare il mercato dello yuan. Già ad aprile, ha ottenuto i privilegi necessari firmando un accordo con la Banca centrale della Cina. Inoltre, dovrebbe sviluppare le sue attività di paradiso fiscale per gli europei.

Se il Brexit disorganizzerà temporaneamente l’economia britannica in attesa di nuove regole, è probabile che il Regno Unito - o almeno l’Inghilterra – si riorganizzerà rapidamente ottenendo il massimo profitto. La domanda è se chi ha concepito questo terremoto avrà la saggezza di far arrivare dei benefici al proprio popolo: il Brexit è un ritorno alla sovranità nazionale, non garantisce la sovranità popolare.

Il panorama internazionale può evolvere in modi molto diversi a seconda delle reazioni che seguiranno. Anche se questo dovesse andare male per alcune persone, è sempre meglio attenersi alla realtà come fanno i britannici, anziché persistere a stare in un sogno fino a quando questo non va in pezzi. Per questo il Brexit è il nuovo paradigma Britannico del 21° secolo.

martedì 28 giugno 2016

Anaconda Flop

Carri armati tedeschi attraversano la Polonia in lungo e in largo, no, non è una scena della II Guerra mondiale, è la realtà di oggi. L'esercitazione dal gioioso nome "Anaconda", come anche le precedenti missioni NATO in Europa, hanno lo scopo di preparare i Paesi membri alla guerra.

L'esercitazione "Anaconda", che vede la partecipazione di 30 mila soldati e si svolge ad un mese dal vertice NATO a Varsavia, sembra più che altro una bella provocazione alla Russia. Perché bisognerebbe prepararsi ad una guerra contro Mosca? Gli Stati Uniti sono stati informati che la guerra fredda è finita? La NATO è veramente pericolosa; nel corso della dimostrazione di forza ha mostrato piuttosto cigolii e gemiti nelle grandi manovre.
L’occidente dimostra che Putin avrebbe gioco facile con esso. Ci sono case vecchie, le cui travi sono così storte e traballanti che gli architetti si chiedono vedendole perché non sono crollate da tempo. Questo stato si chiama Instabilità statica. A volte solo la carta da parati tiene su la casa. Della NATO, la presunta più potente alleanza nella storia del mondo, si può dire la stessa cosa con le sue maggiori esercitazioni militari dalla fine della guerra fredda. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha avvertito su “minacce di guerra e propaganda di guerra” evidenziate da tale grande esercitazione con decine di migliaia di soldati della NATO in Europa orientale, al confine della Russia. Ma se i militari del Cremlino avrebbero effettivamente percepito tali esercitazioni come minacciose, sarebbe molto gentile da parte loro. I suoni che la NATO ha emesso con le grandi manovre Anaconda in Polonia, erano più che altro gemiti e cigolii. La promessa dell’Alleanza di mutua assistenza politica e militare è estremamente fragile. Ma quando l’attuazione della promessa diventa dubbia, la NATO ancora vive o la sua struttura dietro la carta da parati politica è morta da tempo?
Visto da un elicottero, il paesaggio nel nord-est della Polonia è idilliaco, con le barche a vela sui Laghi Masuri che tracciano piccole linee sull’acqua e le casette lungo le rive. Ma i soldati a bordo dell’elicottero Blackhawk vedono qualcosa di diverso: problemi. Un terreno difficile. Fiumi che devono essere superati. Paludi in cui i veicoli ruotati rimarrebbero bloccati. Il Generale Ben Hodges, comandante delle forze di terra statunitensi in Europa, fa clic sul pulsante della radio di bordo e scorre la cartina del territorio sorvolato. “La geografia non è solo un vantaggio per i difensori“, dice. Anche così i polacchi chiedono ai loro partner della NATO la sicurezza che, in caso di emergenza, correranno in aiuto. Ma i limiti alla solidarietà già si presentano nella fase di pianificazione dell’esercitazione. Anaconda non è ufficialmente una manovra della NATO, ma polacca. Anche se 25000 uomini provenienti da 22 Paesi della NATO vi hanno preso parte, “alcuni Paesi come Germania e Francia trovavano provocatorio nei confronti della Russia chiamarla esercitazione della NATO“, dice Hodges sopra il rumore del rotore. E non è strano? Alza le spalle, il generale. “I russi confrontano la manovra con l’Operazione Barbarossa“, dice, cioè all’attacco della Wehrmacht all’Unione Sovietica nel 1941. A quanto pare, Hodges, alzando le spalle indica che i politici sono troppo impressionati dalla propaganda di Mosca. Il governo polacco vuole che le manovre siano intese come risposta ai grandi interventi dell’esercito russo. Nell'ultimo anno ha manovrato in esercitazioni d’attacco con 95000 soldati ai confine con la NATO, secondo l’alleanza. Esercitazioni d’attacco contro i tre Stati baltici furono svolte in precedenza, denominate esercitazioni Zapad. Con un budget per la difesa pari a circa il 4,5 per cento del prodotto interno lordo, il governo russo spende più del doppio delle tasse versate alle forze armate dai Paesi europei della NATO.

Gli elicotteri Blackhawk atterrano a Wegorzewo, piccola cittadina a meno di venti chilometri a sud dell’enclave russa di Kaliningrad. Nel cortile di una caserma polacca, la 4.ta Divisione di fanteria di Fort Carson, Colorado, ha tirato su tende sferiche ad alto contenuto tecnologico. Le cupole diventano ocra sotto il sole estivo, proprio come gli Humvee nel parcheggio. Il camuffamento desertico spicca sui prati dell’Europa centrale come un bersaglio. “Non dovremmo semplicemente ridipingerlo?” scherza un ufficiale… nella tenda principale, i soldati si affollano intorno a quattro lunghi tavoli pieni di PC.
 Il combattimento si svolge principalmente sullo schermo. “Ma se la corrente viene a mancare o si viene hackerati“, dice un addetto stampa, “saremo ancora qui comunque“. Ha davanti un tavolo da gioco con gettoni da poker rossi e blu, tutti etichettati. Mostrano la situazione tattica, che sembra questa: i “bothniani” (come chiamano l’esercito russo) ha invaso la Polonia da nord e vuole prendersi le riserve di petrolio del Paese. Sono sostenuti da truppe irregolari provenienti dal sud (che sarebbe la Bielorussia), così come dalla “guerra dell’informazione” (cioè la propaganda del Cremlino). Già 100000 persone fuggono verso sud, su quelle stesse strade che le forze della NATO dovrebbero utilizzare per avanzare verso nord. Il grafico con i gettoni da poker è chiaramente fittizio. In realtà mostra una striscia di terra, che gli strateghi considerano la parte attualmente più vulnerabile della NATO, una striscia larga circa 120 km lungo il confine polacco-lituano e confinante con Kaliningrad a nord e la Bielorussia a sud. Dovrebbero inviare tutte le forze e i rifornimenti necessari per difendere i Paesi baltici attraverso questo corridoio, il “gap di Suwalki”, come lo chiama la NATO. Per arrivarci, gli alleati avevano al massimo 36-60 ore prima che le truppe russe occupassero le capitali estone e lettone Tallinn e Riga. Questo era il risultato di una simulazione elaborata dal famoso think tank degli Stati Uniti RAND. I soldati sono qui per aiutare l’esercito polacco a distruggere le postazioni di artiglieria nemica. I computer utilizzano tracce radar dei proiettili per individuare l’artiglieria nemica e inoltrare i dati agli obici, che poi effettuano il tiro di controbatteria. Idealmente, radar e obici sono interconnessi tramite una linea digitale. Ma nel caso delle unità statunitensi e polacche, non lo sono. I polacchi devono dare agli statunitensi le coordinate della postazione nemica telefonicamente o via mail, e a loro volta, devono inserire i dati nel computer manualmente. Al completamento, la posizione dell’avversario potrebbe essere cambiata e la NATO sparerebbe a vuoto.
Le email di Hodges segnalano il problema dei bocchettoni per i serbatoi. Sebbene le cisterne statunitensi possano certamente riempire i serbatoi di carburante polacchi, canadesi e lituani, ma non quelli tedeschi, francesi, inglesi, italiani o ungheresi. Quindi servono degli adattatori. L’esercito degli Stati Uniti ne possiede 36, e un furiere riferisce ad Hodges che gli altri Paesi non ne hanno, ad eccezione della Francia. Ma ciò che preoccupa di più Hodges è la tecnologia delle comunicazioni: “Né radio né e-mail sono sicuri, suppongo che tutto ciò che scrivo sul mio Blackberry venga intercettato“. Quelli che a Mosca intercettano queste e-mail nelle ultime settimane, potrebbero trovare difficile credere all’accerchiamento della Russia da parte dell’aggressore imperiale NATO.

L’Alleanza occidentale, quindi, effettua da quasi venti anni missioni congiunte all’estero senza sapere come far muovere le truppe. Rimane un’alleanza di isole nazionali e tecniche, ed è quindi già strutturalmente svantaggiata di fronte alla potenza militare centralmente organizzata della Russia.
L’articolo 5 del trattato NATO che afferma che “l’aggressione armata ad una o più (parti) in Europa o Nord America sarà considerata un aggressione contro tutti“, fu scritto 67 anni fa, da politici di un’altra generazione, con altre esperienze in un altro mondo. È questo l’aiuto che i politici oggi giurano di portare? Il governo federale ha finalmente accettato d’inviare 400 soldati in Polonia per Anaconda, ma non sarebbero truppe combattenti, solo genieri. Non un’azione pericolosa, solo utile per le foto. Presso il villaggio di Chemno sulla Vistola, il 130.mo Battaglione corazzato genieri di Minden posizionava 30 veicoli anfibi gettaponti, ciascuno grande il doppio di un camion, su un fiume largo 350 metri. Dopo circa mezz’ora il ponte era percorribile, e il presidente della Polonia vi fece una corsa speciale sopra, trovando parole di apprezzamento. Ma per quanto impressionante fosse lo spettacolo tecnico, fu l’unico dato dalla NATO. Non c’è un altro ponte del genere in Europa. E per inviare i necessari veicoli anfibi pesanti in Polonia, la Bundeswehr ha dovuto prendere in prestito dei pianali dalle ferrovie ceche. Le ferrovie tedesche non ne hanno abbastanza. Lo stato maggiore deve rompersi la testa sulla pianificazione per via della mole di scartoffie necessarie prima che qualsiasi cosa in verde oliva possa andare ad est. Le truppe statunitensi per prima cosa hanno dovuto fare passare i loro equipaggiamenti dalla dogana; quindi era necessario che tutti i convogli avessero i permessi di transito nei Paesi e nelle regioni. No c’è Schengen per le truppe della NATO. Ancora un altro svantaggio rispetto alla Federazione Russa. Lo stato maggiore del Generale Hodges si consola al pensiero che, alla fine, era solo una manovra. Tutto verrebbe eseguito più velocemente e con decisione “se la merda colpisse il ventilatore”, come uno dei suoi collaboratori la mette. È una possibilità. L’altra, se la manovra ha attraversato tali disavventure, quali follie subirebbe l’alleanza in caso di prove reali?
Se Putin ha osservato da vicino questi ultimi giorni, sa che forse solo una minima, piccola spinta, basterebbe a distruggere la fiducia in sé della NATO. Un'esercitazione che è stata un gigantesco flop!

lunedì 27 giugno 2016

Appello Disperato

Per anni Washington ha usato la scusa della “minaccia iraniana” per istallare il suo sistema antimissile, famoso, in Europa orientale. Poi, dopo la riabilitazione di Teheran, è stato costretto a cambiare la favola e, infine, con il colpo di stato fomentato in Ucraina ha permesso di rivelare il vero obbiettivo di questi dispositivi antimissile: la Russia. I fatti del caso sono enormi e ben documentati, anche se i media occidentali, proprietà dei miliardari apolidi affiliati al partito della guerra atlantista, hanno vomitato la loro propaganda per designare il responsabile di tutti i nostri mali, il super-cattivo Putin. Ma la realtà di oggi è che sono gli Stati Uniti a minacciare la Russia dal territorio europeo con missili ora operativi e capaci di un primo attacco nucleare. In un video sorprendente, Vladimir Putin, ha fatto un appello quasi disperato ad un gruppo di “giornalisti” internazionali, dicendo loro in sostanza: “Ma smettete di mentire, dite la verità ai vostri popoli sul pericolo imminente che ci minaccia tutti”!“Svegliatevi”

Durante una recente discussione con i rappresentanti dei vari media, Putin ha lanciato questo appello unico. Il capo dello Stato russo ha iniziato facendo chiarezza sulla falsa minaccia iraniana ormai divenuta bugia stantia. Poi, in poche frasi, ha spiegato con dettagli la minaccia che viene dagli Stati Uniti sul mondo intero col dispiegamento del loro scudo missilistico, famoso, in Europa, un sistema introdotto come difensivo, ma in realtà fortemente offensivo e puntato contro la Russia.

“Il loro sistema è ora operativo e i missili hanno un raggio di 500 km”, ha detto Putin. “La nuova generazione di missili ha un raggio di azione di 1.000 chilometri e anche più e da quel momento sarà una minaccia diretta contro la Russia e il suo deterrente nucleare”. Facendo riferimento al falso pretesto della minaccia iraniana e alla campagna di demonizzazione della Russia, il Presidente russo ha continuato:     “Questo è per dirvi che tali assurdità vengono raccontate ai vostri popoli. E quello che mi preoccupa così tanto è che essi non possono quindi percepire il pericolo imminente. Come si può non capire che il mondo viene spinto in una direzione irreversibile (dagli USA), e allo stesso modo far finta che non succede nulla. Non so cosa fare per convincervi (svegliatevi)”.

“Io non so cosa fare per convincervi.” Il tono è vicino alla supplica, con accenni quasi disperati, in questa informativa presidenziale di un pericolo di una guerra nucleare. Preoccupato dalla cecità dei popoli manipolati dalla propaganda giornalistica occidentale, i quali vengono indotti a pensare che in realtà non c’è altro da fare che prepararsi ad una guerra, forse nucleare.

Il cambiamento di tono, di umore, di atmosfera riguardo allo stesso tema è un colpo di scena.
E’ vero che, osservando il lento aumento del bellicismo degli Stati Uniti nei confronti della Russia – rafforzato dal colpevole codismo di un’Europa-zombie -, l’impressione generale è infatti quella di un meccanico pazzo che va fuori controllo o che perde l’uso della ragione.

Un’architettura mortale il cui asse centrale si chiama NATO. Ma con la fine della Guerra Fredda, la NATO dovrebbe logicamente essere stata dissolta come lo è stato il Patto di Varsavia. Al contrario, gli Stati Uniti hanno accelerato, come non mai, l’allargamento europeo di questa organizzazione controllando assolutamente tutte le strutture e le missioni. Al punto che la NATO ha ora inserito 22 dei 28 paesi membri dell’Unione Europea, ed ha sostituito de facto il progetto di difesa comune europeo in una funzione di presidio strategico dell’impero degli Stati Uniti sul vecchio continente. Con la complicità di una élite europea corrotta /o cieca, gli Stati Uniti hanno scavato trincee in tutta l’Europa orientale, hanno fomentato una guerra, schierato le truppe con attrezzature pesanti e soprattutto lanciamissili in grado di colpire in qualsiasi momento la Russia con testate nucleari.

Leggendo tra le righe la dichiarazione di Putin, si può anche azzardare che lui faccia un appello agli europei a cambiare rotta. Così, quando dice: “Come si fa a non capire che il mondo viene spinto in una direzione irreversibile”, avrebbe potuto dire: “Di fronte alla crescente minaccia di un primo attacco nucleare contro il mio paese , che cosa volete che io faccia se non decidere in un giorno di prendere l’iniziativa e annientare le istallazioni degli Stati Uniti”? E non è questo che ciò che esattamente gli USA cercano? Spingere Putin ad essere colui che sferra il primo colpo, questo farebbe gridare all'orrore e sarebbe lo sdoganamento alla replica. Non è questo uno scenario che hanno attentamente pianificato? In tutti questi anni, però, abbiamo scoperto che nelle relazioni internazionali, il motivo era il bellicismo isterico a ridosso dei confini russi e il disprezzo per la vita da parte degli Stati Uniti e dei loro zelanti-zombie. Ciò che lascia relativamente fiduciosi fino ad oggi, è stata la calma e il sangue freddo del leader russo in questo caso. Resta l’urgenza di uscire dalla trappola degli Stati Uniti e incoraggiare, laddove la democrazia lo consente ancora, partiti o politici a sostenere un’Europa che voglia liberarsi e rendersi indipendente dalla NATO e dalla “tutela” degli USA, che diventano la principale minaccia contro la pace nel mondo di oggi.

In provincia di Rakka , mentre l’esercito arabo siriano avanzava nei villaggi controllati da Daesh e dai suoi alleati, i “liberatori” della Siria hanno usato gas sarin, o più precisamente la sua versione più pericolosa del gas VX, contro i soldati di Assad.

Facciamo fronte comune all'appello disperato della Russia.

mercoledì 15 giugno 2016

Sacrificio Elettorale

Sono passati pochi giorni dal massacro della discoteca gay Pulse di Orlando, in Florida, e già molti elementi della propaganda dei media main-stream hanno deviato l'attenzione generale da una serie innumerevoli di discrasie e "buchi" della narrazione ufficiale da far sorgere molti sospetti.
I primi allarmi che "qualcuno" stava sparando sono di circa mezzanotte, mentre l'intervento delle forze dell'ordine c'è stato verso le 2 del mattino. Come mai questo strano ritardo? L'omicida Omar Siddiqui Mateen  non era solo, dato che diverse testimonianze subito dopo l'eccidio, successivamente ritrattate, avevano parlato della presenza di almeno altri due attentatori.
Il massacro ad Orlando è stato a quanto pare un tipico attacco "Fals Flag", attacco sotto falsa bandiera orchestrato da elementi interni all'amministrazione Obama per favorire il candidato Democratico  Hillary Clinton presso la comunità LGBT contro il suo avversario repubblicano.

L'attenzione del popolo americano però viene distolta da quello che si sta rivelando uno dei più grandi crimini di stato mai perpetrati negli Stati Uniti. 
Le 49 Vittime del Massacro "False Flag" di Orlando

Questo assalto alla discoteca Pulse è stato  in realtà orchestrato dalla più grande compagnia di sicurezza privata del mondo denominata G4S. L'evento sarebbe stato ancora più devastante se non fosse stato sventato da due ufficiali di Polizia Locale fuori servizio, Scott Smith e Jeffrey Backhaus, che arrivati ​​al luogo del massacro prima del previsto, hanno iniziato a sparare sulla Squadra G4S  guidata da Omar Siddiqui Mateen.

Solo grazie al lavoro dell'Intelligence Russa della SVR che hanno tenuto sotto controllo tutte le comunicazioni elettroniche in Florida negli ultimi 3 mesi, a seguito di dislocamento di alcune migliaia di terroristi che si stavano addestrando per andare in Siria, ha consentito di tracciare i movimenti delle squadre di questa compagnia anglo-amaricana (con entrature anche nel Mossad e SHin-Bet Israeliano) e ricostruire correttamente l'accaduto.

Senza il loro supporto, che hanno avuto modo di pubblicare verso i diversi canali dei blog alternativi, lo sforzo di propaganda dell'amministrazione Obama per nascondere la verità di questa strage avrebbe avuto effetto massimo: incolpare chi parla contro i diversi e giustificare l'abolizione del secondo emendamento per togliere le armi al popolo americano (e quindi un attacco frontale contro Trump).

Secondo la narrazione dei media mainstream, l'attacco sarebbe iniziato poco dopo le 02:00 del 12 giugno. Il rapporto dell' intelligence SVR ha invece notato che, attraverso le loro intercettazioni elettroniche, l'assalto era in realtà iniziato oltre 2 ore prima, poco prima di mezzanotte in data 11 giugno e, come verificato dai numerosi account Twitter, pubblicato dalle vittime  intorno a quell'ora.

Ancora peggio è la bugia sulla linea temporale e spaziale degli accadimenti.

Secondo questo rapporto, i poliziotti fuori servizio che hanno effettivamente iniziato il loro scontro a fuoco con i membri  di questo gruppo della G4S, lo hanno fatto a poco più di un isolato di distanza dalla Pulse Night Club, e non intorno alla discoteca. e i media statunitensi incredibilmente hanno descritto gli elementi di questa squadra come vittime civili che stavano per essere messi in sicurezza , quando, in realtà, essi sono stati feriti diversi operatori G4S (tra cui un cecchino ) per essere quindi riportati indietro alla Pulse Night Club per essere posti sotto custodia .

Sono state raccolte inoltre  diverse testimonianze di molti sopravvissuti che hanno riferito di aver visto numerosi uomini vestiti di nero (probabilmente dello stesso gruppo G4S) che hanno partecipano a questa strage usando armi automatiche. Il governo degli Stati Uniti sta cercando di oscurare queste anomalie, anche rimuovendo i video sui social, per alterare la percezione degli accadimenti presso l'opinione pubblica.

Infine, essendo stato abbandonato dalla propria squadra, presa in fallo dai poliziotti locali, e resosi conto di essere diventato una pedina sacrificabile, Omar Mateen ha capito che doveva trasformare questa strage in qualcosa di diverso: ha chiamato il 911 ( come il nostro 113) ed ha dichiarato che ha fatto la strage in nome di Allah e per conto dell'ISIS. Di fatto depotenziando enormemente lo scopo principale per cui era stata realizzata e consentendo al candidato Repubblicano alla presidenza USA Donald Trump, di contrattaccare l'amministrazione Obama sul tema del terrorismo, invece che sull'odio di genere e sull'uso delle armi.

Il governo di Obama sta  furiosamente tentando di cambiare la narrazione di questa strage "False Flag" ritraendo il leader della squadra G4S  Omar Mateen come un omosessuale, al fine di cambiare la genesi dell'attacco da un attacco di terrorismo islamico a un crimine d'odio, ma ormai questa operazione non riuscirà facilmente, dato che la dissonanza cognitiva relativa al presente massacro sta portando a scoprire la verità scioccante di questo evento più velocemente di quanto si possa credere alle bugie ufficiali. Il tutto per un Sacrificio umano in pieno scontro Elettorale. Anche questo è un segno di decadimento dell'impero americano.



venerdì 10 giugno 2016

Rituali Malefici

Dal Giuliano Carrisi, riceviamo e volentieri Pubblichiamo

La cerimonia di apertura di un tunnel alla base del San Gottardo in Svizzera è stata un un oscuro, inquietante, rituale satanico e vi hanno partecipato le persone più potenti d’Europa.
Ecco uno sguardo a un’altra celebrazione delle élite occulte.

Misura oltre 57 km ed è costato oltre 11 miliardi di euro, la galleria alla base del San Gottardo è il progetto di tunnel più lungo e più costoso della storia del mondo. Il tunnel passa attraverso le Alpi svizzere e ci sono voluti 17 anni per completarlo; si dice che sia un simbolo di unificazione europea in un contesto di crescente nazionalismo e chiusura delle frontiere.

Per festeggiare l’inaugurazione di questo tunnel, una cerimonia elaborata è stata presentata davanti a dignitari europei come il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente Francois Hollande della Francia e il primo ministro italiano Matteo Renzi. Mentre la maggior parte degli ospiti si aspettava una cerimonia celebrativa, hanno dovuto invece assistere ad uno spettacolo inquietante orchestrato dal regista tedesco Volker Hesse, dove un uomo vestito come una capra ha presieduto uno strano rituale.

Come nelle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Londra del 2012, l’elite occulta si diverte mettendo a pieno schermo le sue agenda e filosofia simbolica, scenari drammatici che ricordano i drammi messi in scena nei rituali delle società segrete. Inoltre, non c’è modo migliore per mostrare il potere puro e semplice che mettere il “bollino di approvazione degli Illuminati” su enormi mega-progetti come le Olimpiadi o le grandi costruzioni.

Ecco parte dello spettacolo.

La cerimonia inizia con i lavoratori vestiti di arancione che camminano lentamente al ritmo di un tamburo militare. C’è qualcosa di molto “Nuovo Ordine Mondiale” in questa rappresentazione militarista della forza lavoro. Mentre i tamburi accelerano il ritmo, i lavoratori diventano più eccitati, ballano e saltano.
Poi, le cose si fanno strane. Un treno porta un gruppo di giovani vestiti in biancheria intima bianca.

Questi uomini e donne vestiti di bianco rappresentano le masse che affolleranno i treni.
Per qualche ragione, la cerimonia diventa stranamente sessuale come le persone vestite di bianco cominciano a toccarsi l’un l’altra.

Dopo aver ritratto gli operai come soldati zombie, la cerimonia ritrae la popolazione generale, come un gruppo di persone lascive che sembrano essere estremamente suggestionabili.

Poi, da quel treno è un angelo caduto demoniaco, un Lucifero con l’aspetto da bambino.










Questa scena ha lo scopo di “onorare” i lavoratori che sono morti durante la costruzione del tunnel. Perché un Lucifero bambino che piange mentre sopra di loro?
Da questo punto in poi, l’evento si trasforma in una cerimonia satanica totale.

Un uomo vestito come una capra diventa il maestro di cerimonia mentre tutti gli altri gli rendono omaggio.
Che cosa ha a che fare con la costruzione di un tunnel? I mass media, provano a spiegare questa cerimonia dicendo che ci sono capre di montagna delle Alpi … il che spiega la capra-uomo. Ma perché questa capra-uomo in una posizione di potere? Perché la gente si inchina davanti a lui?


Gli uomini stanno piedi in una strana processione mentre tengono crani cornuti come se fossero manufatti religiosi inestimabili.

Donne vestite di bianco tengono piccole corna sulla testa come per dire “Accettiamo la capra-uomo come il nostro dio”.

Per tutto il tempo, la capra-uomo corre s OGNI Parte divenendo sempre più eccitata.


La seconda parte della cerimonia si svolge al di fuori e segue la stessa narrativa di base. Zombie lavoratori vanno per primi, seguiti da persone in mutande, per accogliere Satana stesso.






Per qualche ragione i lavoratori si tolgono le tute e si mettono in formazione militare.

I giovani in mutande, guardando gli invitati con aria molto confusa. Questo è come l’elite percepisce le masse.
Ancora una volta, la cerimonia ritrae la morte dei lavoratori in una modalità piuttosto inquietante.

Tre operai appesi in aria, che appaiono morti.
I lavoratori sono sostituiti da tre fantasmi terrificanti.

I fantasmi galleggiano di fronte a un occhio che tutto vede gigante. E’ l’elite che celebra il sacrificio umano?

L’uomo-capra fa il suo ingresso, preceduto da persone che indossano veli bianchi … come la sposa prima di un matrimonio.

Mentre l’uomo capra gira intorno sul palco, urlando come posseduto da demoni, lo schermo gigante raffigura le immagini del suo volto che appare estremamente arrabbiato. Inoltre, vediamo tre scarabei fluttuanti. Satana vede i tre operai morti come semplici insetti?



Mentre persone vestite di bianco si inchinano all'uomo capra, un cerchio di occhi veglia su di loro, a conferma che questa è stata una grande, palese cerimonia satanica portato a voi dall’elite occulta.

Una donna drappeggia l’uomo-capra di bianco, come a dire “Ora sei il re del mondo”.

L’elite occulta si basa tutta sul potere e il simbolismo. La cerimonia di sopra mostra entrambi. Attraverso la cerimonia di apertura della galleria più profonda e più lunga del mondo, l’elite occulta dice al mondo che controlla le risorse e la forza lavoro del mondo. In altre parole, sono gli unici che possono fare questo tipo di progetti e questo è possibile perché controllano la politica, la finanza e gli affari. Inoltre, con la creazione di cerimonie apertamente occulte, l’elite dice al mondo: “Questo è ciò in cui crediamo, questo è ciò che pensiamo di voi e non c’è niente che tu possa fare al riguardo.”

La cerimonia di apertura alla base del San Gottardo ha trasformato una grande opera di ingegneria in una cerimonia religiosa dedicata a Baphomet, ridicolizzando in qualche modo ‘in ridicolo i lavoratori che hanno sacrificato la loro vita e le masse che viaggeranno attraverso il tunnel. Poi, le persone più potenti in Europa si sono alzati e hanno dato una standing ovation a questa cerimonia dedicata al vero dominatore delle élites occulte.

mercoledì 8 giugno 2016

Abisso Nucleare

Il dispiegamento nel mese di maggio del nuovo sistema missilistico americano in Europa orientale è un altro passo verso una guerra globale totale. Nonostante la propaganda occidentale demonizzi la Russia, la verità è che è la potenza militare russa che sta impedendo un cataclisma del genere.

Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO sono già in guerra con la Russia. Questa non è un’iperbole. È un fatto. Gli USA e i loro alleati stanno ammassando armi e truppe ai confini della Russia, e si stanno impegnando in attacchi simulati da diverse direzioni.

Il linguaggio orwelliano di “giochi di guerra” nei media occidentali serve a sminuire il fatto inquietante che le forze della NATO stanno preparando attacchi offensivi alla Russia.

I macchinari bellici da entrambe le parti sono pronti a partire. L’incontro della nave da guerra USA con i caccia russi lo scorso mese nel Mar Baltico è solo uno dei tanti incontri ravvicinati simili che avvengono quasi ogni settimana. Garantito, le armi attualmente non hanno ancora sparato. Ciononostante, le macchine da guerra sono pronte.

Di nuovo, i media occidentali cercano di normalizzare quella che è una situazione funestamente anormale. Per ordine di Washington, i paesi occidentali stanno cercando di bloccare la Russia con sanzioni economiche. Questo è solo un altro provocatorio atto di guerra.

Inoltre, i canali diplomatici tra Washington e Mosca sembrano assottigliati a livelli quasi nulli quanto quelli della precedente Guerra Fredda. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha apparentemente mantenuto una cordiale relazione lavorativa con la sua controparte americana John Kerry, ma a parte quel rapporto individuale la posizione bilaterale tra le due potenze è precipitata ai minimi storici.

Un’altra manifestazione della guerra è il conflitto per procura americano con la Russia in Siria e Ucraina. In superficie si potrebbe parlare di cessate il fuoco e soluzioni politiche, ma non ci si inganni; i mercenari jihadisti e il regime neonazista di Kiev sono risorse militari americane sempre pronte ad attaccare gli interessi geo strategici della Russia.

La mossa fatta da Washington  per attivare il suo sistema missilistico da tempo annunciato in Europa orientale è un altro atto d’aggressione facente parte di un’intera panoplia di azioni offensive. Gli USA e la NATO ufficialmente negano che il sistema Aegis abbia come bersaglio la Russia, e dichiarano ridicolmente che ha lo scopo di difendere l’Europa dai missili balistici iraniani o di qualche altro “stato canaglia”. Che chiarissima, ingannevole sciocchezza.

La Russia giustamente respinge le ciniche rassicurazioni di Washington e della NATO. Il Cremlino questa settimana ha detto che l’installazione del sistema missilistico americano è una minaccia diretta alla sicurezza della Russia. Mosca ha detto che prenderà contromisure per ripristinare l’equilibrio strategico della deterrenza nucleare. Non è stata una coincidenza che i rapporti ufficiali russi abbiano divulgato i dettagli di un nuovo missile balistico intercontinentale ipersonico che può penetrare qualsiasi scudo missilistico americano e trasportare una testata capace di distruggere un’area grande come il Texas o la Francia.

Questa non è un’irresponsabile bravata. È vitale che la Russia faccia sapere all'aggressiva Washington che qualsiasi mossa in una futura guerra sarà affrontata con forza uguale o maggiore. Ovviamente, l’esito sarebbe una guerra nucleare totale che potrebbe distruggere il pianeta come lo conosciamo. Ma l’unico modo di salvare la pace e il pianeta per la Russia è mostrare che ha la forza militare per affrontare ogni bellicosità americana.

L’aggiornamento della potenza militare russa sotto il governo del Presidente Vladimir Putin forse è l’unica cosa che sta ostacolando la spinta americana verso una guerra totale.

E affrontiamo questo fatto. Sono gli USA la fonte di bellicosità. Come mostra l’analista politico americano Randy Martin, la cosiddetta Dottrina Wolfowitz è la pietra di paragone della politica estera di Washington. La dottrina neoconservatrice dell’ex Sottosegretario del Dipartimento della Difesa Paul Wolfowitz, che ha servito nelle amministrazioni George W. Bush, è ben radicata nel pensiero strategico militare statunitense.

Dice Martin: “La visione del mondo di Wolfowitz in cui gli USA sono l’unica superpotenza del mondo e non tollerano alcun altro rivale al punto di andare in guerra contro di essi, viene insegnata nelle accademie militari americane. È la corrente di pensiero principale nelle forze armate americane”. Questo è ciò che motiva le bellicose politiche di Washington verso la Russia e la Cina, aggiunge Martin. “Gli USA hanno programmato di andare in guerra contro qualsiasi rivale globale che percepiscono, così da mantenere intatte le loro ingiustificate ambizioni egemoniche”.

L’analista dice che se non fosse stato per la potenza militare russa e cinese, i pianificatori di stato americani adesso sarebbero andati ulteriormente avanti con la prosecuzione delle loro azioni di guerra, con conseguenze catastrofiche per il mondo. Fa riflettere che, nonostante tutto il disprezzo per la Russia ad opera dei media occidentali, sia in realtà la Russia che sta salvando il mondo da un conflitto così catastrofico – un conflitto per il quale solo gli USA stanno spingendo.

Infatti, si asserisce che l’intervento della Russia in Siria può essersi basato in parte su questo calcolo molto più grande e serio. La Russia non solo stava proteggendo il paese mediorientale dalla guerra per il cambio di regime appoggiata dall’Occidente. Lo schieramento di Mosca dei suoi armamentari più moderni, inclusi i suoi missili da crociera lanciati da nave e il sistema di difesa antimissile S-400, può aver avuto lo scopo di dimostrare a Washington che è meglio pensarci due volte prima di perseguire un’agenda bellica più ampia.

Sappiamo poco a causa dell’intensa disinformazione occidentale, ma il nostro mondo sta affrontando l’abisso della guerra nucleare. La potenza militare della Russia ci sta tenendo alla larga da questo abisso.

Come possiamo superare questa tetra situazione prima di inciampare oltre l’orlo dell’abisso?

La Russia deve rimanere vigile e forte, determinata a non capitolare. L’anniversario della sconfitta della Germania Nazista del 9 Maggio scorso, è un opportuno promemoria dell’epica importanza della Russia nel contrasto delle aggressioni internazionali. La stessa aggressione fascista è di nuovo virulenta sotto forma delle ambizioni egemoniche americane, e proprio come contro il Terzo Reich è la forza d’animo russa che sta proteggendo il mondo dalla guerra totale.

L’analista politico Randy Martin non pensa che il pubblico americano stia avendo nella pratica un ruolo decisivo. In teoria sì, i cittadini americani devono chiamare i loro leader guerrafondai a rendere conto e devono eleggere un governo democratico – per un cambiamento. Ma, dice Martin, il pubblico americano è così privo di diritti, condizionato, abbattuto e oppresso da povertà e psicosi consumistica, che non vede come un movimento di massa negli USA possa mobilitarsi a questo punto della storia per abbattere la guerrafondaia élite dominante a Washington.

Forse tocca al popolo europeo intraprendere azioni decisive. Il crescente scontento popolare tra i leader europei a cui dà fastidio la linea americana di aggressione e sanzioni alla Russia potrebbe avere il potenziale per creare una spaccatura decisiva nel fronte USA-UE-NATO.

Quello che la gente deve capire in fretta è che Washington e i suoi vassalli europei al governo sono già in guerra con la Russia. Non c’è assolutamente alcuna giustificazione obiettiva per questa dinamica distruttiva, se non che gli USA stanno tentando di affermare in modo unilaterale la loro egemonia. Questa non è la politica di una democrazia rispettosa della legge; è la politica di una potenza fascista della stessa risma della Germania Nazista.

La guerra alla Russia viene mossa su basi completamente inventate di presunte annessioni, invasioni ed espansionismi russi. Questa è mera propaganda – di nuovo alla Germania Nazista.

La questione cruciale è questa: la Russia può resistere abbastanza a lungo contro l’aggressione comandata dagli USA fino a quando il popolo del mondo non si mobiliterà in un’azione politica per rovesciare il regime criminale che opera da Washington e attraverso le capitali europee? Bisogna dare qualcosa per cadere in un Abisso Nucleare

martedì 7 giugno 2016

Verso lo Scontro

I fatti parlano più delle parole, ed ora il Presidente degli stati Uniti Barak Obama ha agito, non si è limitato solo a parlare. La sua azione è stata il rifiuto di discutere con il Presidente russo Vladimir Putin sulle preoccupazioni della Russia riguardo al recente mutamento della strategia nucleare americana, un cambiamento così sbalorditivo che sta terrorizzando Putin ed il suo entourage

Domenica 5 giugno, la Reuters sottolineava che “La Russia asserisce che gli Stati Uniti rifiutano il dialogo sul sistema dei missili da difesa“, e riportava che “Gli Stati Uniti hanno rifiutato l’offerta russa di discutere il programma missilistico difensivo di Washington; il vice-Ministro della Difesa russo, Anatoly Antonov, avrebbe fatto riferimento all’iniziativa, nella giornata di domenica, definendola -molto pericolosa-“.

La preoccupazione della Russia è che, se il “Sistema di Difesa per Missili Balistici” (o “Sistema Anti-Missili Balistici”) che gli Stati Uniti stanno iniziando ad installare sui confini russi e nelle loro immediate vicinanze, dovesse funzionare, allora gli Stati Uniti sarebbero in grado di lanciare un attacco nucleare a sorpresa contro la Russia e questo sistema, a cui si lavora da decenni e che è tecnicamente conosciuto come “Sistema di Difesa Antimissile Aegis Ashore“, intercetterebbe i missili della rappresaglia nucleare russa, cosa questa che lascerebbe la popolazione russa senza nessuna possibilità di rivalsa, fatta eccezione per la contaminazione radioattiva di tutto l’emisfero settentrionale e l’inverno nucleare planetario, le conseguenze dell’aggressione americana nei confronti della Russia, conseguenze che, secondo alcuni strateghi occidentali, sarebbero un problema gestibile dagli Stati Uniti e varrebbero il prezzo della distruzione della Russia.

Questa dottrina, cioè che sia possibile vincere una guerra nucleare (che sembra stia ora sostituendo negli Stati Uniti la vecchia teoria, quella chiamata “M.A.D.”, Mutua Assured Destruction, Distruzione Reciproca Assicurata), aveva avuto la sua prima importante presentazione nel 2006, sulla prestigiosa pubblicazione americana Foreign Affairs con il titolo “La nascita del primato nucleare” ed invocava, da parte degli Stati Uniti, una strategia politica molto più aggressiva nei confronti della Russia, basata su una supposta superiorità tecnologica americana sui sistemi d’arma russi e su una ristretta finestra temporale in cui sfruttare questo vantaggio, prima che la Russia potesse recuperare il terreno perduto, mandando in fumo l’opportunità.

Paul Craig Roberts è stato il primo dei cronisti occidentali a scrivere, in modo costruttivo, delle preoccupazioni della Russia sul fatto che Barak Obama potesse essere un seguace di quella teoria. Uno dei primi articoli di Roberts sull’argomento è del 17 giugno 2014 e si intitolava “Washington suona i tamburi di guerra“, dove faceva notare che “La dottrina di guerra degli Stati Uniti è cambiata. Le armi nucleari americane non sono più relegate al ruolo di rappresaglia, ma sono state elevate al rango di forze da attacco nucleare preventivo”.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha cercato molte volte di sollevare la questione con il Presidente Obama, e la più recente di queste iniziative è stata una dichiarazione pubblica della sua preoccupazione, rilasciata il 27 maggio. Evidentemente, l’annuncio di Antonov del 5 giugno sul fatto che Obama rifiuti esplicitamente di discutere i timori di Putin sulla questione, va sulla scia dell’ultimo sforzo del Presidente russo.

Il fatto che queste iniziative del governo russo siano fatte tramite dichiarazioni pubbliche invece che con conversazioni private (come era stato il caso durante la crisi dei missili di Cuba nel 1962, quando la scarpa era sull’altro piede e il Presidente americano era preoccupato dall’installazione di missili nucleari a 90 miglia dal confine americano) suggerisce che il Sig. Obama, a differenza del Presidente americano John Fitzgerald Kennedy nel 1962, si rifiuta di comunicare con la Russia, ora che gli Stati Uniti si trovano potenzialmente nella posizione dell’aggressore.

La Russia sta facendo tutti i suoi preparativi nel caso ci fosse bisogno (a causa del sistema Aegis Ashore) di un attacco preventivo. Anche se persone molto bene informate sui fatti dicono che la Russia non attaccherà mai per prima . Forse il Presidente americano Obama sta procedendo sulla base di una simile assunzione, e questa potrebbe essere la ragione del suo rifiuto di discutere il problema con la controparte russa. Ma se il Obama vuole evitare un confronto nucleare, il non voler neanche discutere le preoccupazioni dell’avversario non è il modo migliore di farlo. Obama, rifiutandosi semplicemente di discutere la questione, sta perciò mandando segnali di tono contrario, che si sta preparando ad un attacco nucleare contro la Russia. In tal caso, il suo rifiuto è in sé stesso una risposta alla domanda di Putin, proprio come lo sarebbe sbattergli una porta in faccia. E’ una risposta comportamentale invece di una puramente verbale.

L’esperto di geostrategia John Elmer ha discusso il 30 maggio su quando verrà raggiunto il “punto di non ritorno”, cioè quando Putin deciderà che non esiste più ragionevole alternativa se non quella di lanciare – e allora dovrà farlo – la Terza Guerra Mondiale. 

venerdì 27 maggio 2016

Papa Apostata

A tre anni dall'elezione di papa Bergoglio, tutti sono d’accordo su un punto: egli rappresenta una rottura nella millenaria storia della Chiesa. Su questo c’è unanimità.
Molti però ignorano che la Chiesa - per la sua divina costituzione - non può avere rotture nella sua tradizione magistrale.Deve restare sempre fedele al «depositum fidei» ricevuto da Gesù e contenuto nella Sacra Scrittura: il Papa è servo della verità rivelata, non padrone. Non può mutarla o disporne a suo arbitrio, altrimenti decade dal papato. O sarebbe l’apostasia e la fine stessa della Chiesa Cattolica.
È proprio in mezzo a questo punto di sella - fra una rottura radicale, che pare continuamente vagheggiata, e la paura di compiere lo strappo ufficiale - che oggi si trova il pontificato di Bergoglio. La sua ambiguità, da Giano bifronte, ha indotto Newsweek a fare la celebre copertina: «Is the Pope Catholic?» (il Papa è cattolico?). Su nessun altro Pontefice si è mai potuta porre una domanda così inquietante.  Lo scopo di Francesco è purtroppo chiaro: egli favorisce la proposta dei cardinali liberal» cioè «un cambiamento di dottrina».
Però, al Sinodo, Bergoglio è finito in minoranza, com'era accaduto già a quello del 2014 e al Concistoro. Dunque ora la patata bollente è tutta nelle sue mani perché se nell'Esortazione post-sinodale sulla famiglia, che firmerà il 19 marzo, per tirare le conclusioni, volesse davvero sancire l’ufficiale cambiamento di dottrina - ovvero il tradimento del Vangelo - non potrebbe nascondersi dietro al mandato del Sinodo (che non c’è stato), ma dovrebbe metterci la sua sola firma e assumersi - davanti a Dio e agli uomini - la responsabilità personale di una rottura che può diventare un tragico scisma. Se non lo farà potrebbe esplodere la delusione dei suoi sostenitori modernisti. Che già sobbollono.
Nel corso dei mesi, in effetti, di fronte al Bergoglio che civetta con i nemici della Chiesa, fino a esaltare la Bonino e Napolitano, il Bergoglio che accantona l’insegnamento della Chiesa fissandosi solo sugli immigrati (fino a esaltare i «benefici» di un’«invasione araba dell’Europa»), il Bergoglio che arringa il Centro sociale Leoncavallo e disprezza il Family day - il popolo cristiano si è raffreddato con lui.
Si riconosce che «c’è stato un netto calo di fedeli alle udienze del 2015 rispetto al 2014. E anche il Giubileo non sta andando come previsto. Nella Chiesa Cattolica stanno aumentando di intensità due forze diametralmente opposte: gli innovatori, e chi chiede di tornare alla “sana tradizione”. Una caratteristica diffusa soprattutto tra i giovani sacerdoti.
In effetti con Bergoglio il vecchio modernismo cerca l’assalto finale alla Chiesa: l’ideologia postconciliare del ’68 si sta giocando tutto per appropriarsi della Chiesa e ridurla a cimitero «politically correct». E la resistenza più forte, a difesa della Chiesa di Cristo, viene proprio dai giovani cresciuti con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Se papa Bergoglio non ha fatto il «colpo» nei primi mesi di pontificato, è proprio per la presenza silenziosa e carismatica del «papa emerito», la cui autorevolezza ha frenato e intimidito lo spirito rivoluzionario.
Bergoglio ha scelto un’altra via.Si è scelto di picconare gradualmente e quotidianamente l’edificio sacro, anziché abbatterlo di colpo. Tuttavia i danni sono già enormi. Bergoglio, per esempio, ha sottratto alla Chiesa la sua missione di Kathécon, cioè di presenza che si oppone al dilagare del «mysteryum iniquitatis». Cioè all’Impero, all’ideologia anticristiana che ha deciso la cancellazione della legge naturale, della famiglia e della sacralità della vita (oltreché delle radici cristiane).
Fra gli applausi dei nemici di Cristo, Bergoglio ha accantonato la grandiosa opposizione di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II alla «dittatura del relativismo». Così ora la situazione sembra precipitare ogni giorno di più. C’è un impazzimento sempre più veloce delle società e degli individui.
Lo mostrano le vicende internazionali, ma anche le cronache di questi giorni, con tanti efferati delitti. E a quest’umanità precipitata in un abisso di follie, guerre, persecuzioni e atti di barbarie, la «nuova Chiesa» di Bergoglio si presenta con queste testuali parole affidate dal papa a Eugenio Scalfari: «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».
Se così fosse anche i più sanguinari tiranni sarebbero legittimati perché non fanno che perseguire la «propria idea» di bene. Nessuno potrebbe condannarli.
Se il Bene e il Male non sono oggettivi, tutto è lecito. È la notte del relativismo dove il Bene è quello che piace a me o ciò che uno Stato o un tiranno impongono. È solo la forza a decidere.
E non si può nemmeno più ricordare che incombe su tutti noi il giudizio divino. Infatti la «nuova Chiesa» di Bergoglio, si scaglia addirittura sulla Chiesa di sempre perché avrebbe «per lungo tempo trasmesso una fede impastata di paura. Che ruotava attorno al paradigma colpa/castigo». Così ora nessuno più griderà, come Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi, rivolto ai mafiosi: «Verrà un giorno in cui risponderete davanti al Giudice supremo» (anche Gesù aveva gridato: «Se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo». E ancora: «Guai a te Korazym! Guai a te, Cafarnao!»).
Al contrario la Chiesa di Bergoglio vuole eliminare la paura (cioè il timor di Dio) e tace al mondo la luce della Verità. Così l’umanità finisce nel baratro e «il papa non s’immischia». Del resto le quotidiane picconate di Bergoglio hanno preso di mira soprattutto la dottrina cattolica fondamentale: quella dei sacramenti che sono i pilastri della Chiesa. Quasi non c’è sacramento che non sia stato terremotato dai tanti «sperimentalismi dottrinali» vagheggiati da Bergoglio o dai suoi supporter che, se formalizzati, sarebbero per la Chiesa più devastanti di Lutero. Abbiamo per ora Lutero in affitto.
Il momento della verità sarà dunque l’ormai prossima Esortazione post-sinodale dove Bergoglio dovrà uscire dal guado. Se vuol essere Papa non può rinnegare la verità cattolica. Vale infatti ciò che Ratzinger scriveva anni fa sottolineando che il papa non può «imporre una propria opinione», deve «richiamare proprio il fatto che la Chiesa non può fare ciò che vuole e che anch’egli, anzi proprio lui, non ha facoltà di farlo: in materia di fede e di sacramenti, come circa i problemi fondamentali della morale», la Chiesa può solo «acconsentire alla volontà di Cristo». Se no si autodemolisce. Proprio come un Papa che ha abbandonato la propria Fede. Un Papa Apostata.

giovedì 26 maggio 2016

Giardino d'Infanzia

I ministri delle 28 nazioni NATO si sono incontrati a Brussels per un summit di due giorni, mentre veniva arruolata, come nuovo membro, il piccolo stato del Montenegro.
La NATO ha prevedibilmente discusso di Afganistan (una guerra che ha ignominiosamente perso), di Iraq (una guerra che il Pentagono ha ignominiosamente perso), di Libia (una nazione che la NATO ha trasformato in stato fallito, devastato dall’inferno delle milizie), di Siria (una nazione che la NATO, per mezzo della Turchia, vorrebbe invadere e che è già un inferno delle milizie).
Gli Afgani devono sentirsi rassicurati dal fatto che la missione NATO “Resolute Support”, più un “aiuto finanziario per le forze afgane”, assicurerà finalmente un perenne successo all'operazione “Enduring Freedom”.
I Libici devono sentirsi rassicurati dalle parole del segretario di figura della NATO Jens Stoltenberg, secondo cui:“dobbiamo essere pronti a sostenere in Libia il nuovo governo di Unità Nazionale”.
E poi c’è la ciliegina sulla torta NATO, descritta come “misure nei confronti della Russia”.
Stoltenberg ha doverosamente confermato, “Abbiamo già deciso di incrementare la nostra presenza avanzata nel settore orientale della nostra alleanza. I nostri strateghi militari hanno avanzato proposte (per dislocare) diversi battaglioni nelle differenti nazioni della regione. Non sono state ancora prese decisioni sui numeri e sulle località”.
Questi sedicenti “diversi battaglioni” non faranno perdere il sonno a nessun stratega russo. La vera “misura” è stata, la settimana scorsa, il dispiegamento in Romania del sistema Aegis Ashore, a cui ne seguirà un altro in Polonia nel 2018. A questo Mosca si era opposta con veemenza fin dai primi anni 2000. La spiegazione della NATO, secondo cui l’Aegis rappresenterebbe una difesa contro la “minaccia” dei missili balistici dell’Iran, non se la bevono neanche i bambini dell'asilo.
Ogni stratega russo sa che l’Aegis non è un sistema difensivo. Tutto questo cambia il gioco in maniera pericolosa, stiamo parlando della delocalizzazione della forza nucleare americana nell’Europa orientale. Non fa meraviglia che il Presidente russo Vladimir Putin abbia detto chiaro e tondo che la Russia risponderà “adeguatamente” ad ogni minaccia alla sua sicurezza.
Come volevasi dimostrare, l’inferno della Guerra Fredda 2.0 si è scatenato, ancora una volta.
Un ex vice comandante della NATO è andato su tutte le furie, e qualche testa un po’ più pensante si è chiesta quando mai Mosca, più prima che poi, ne avrebbe avuto abbastanza di tutti questi trucchetti e avrebbe incominciato a prepararsi per la guerra.
L’inutile Patriot
Sul fatto che nella Beltway [establishment politico di Washington DC, compresi uffici federali, lobbisti, consulenti e commentatori dei media, NdR], neoconservatori e neoliberali insieme, nessuno voglia una guerra calda con la Russia, ci si potrebbe quasi scrivere un libro. Quello che si vuole (rastrellare sempre più soldi per il Pentagono a parte) è alzare la posta ad un livello tale che Mosca, basandosi su un’analisi razionale dei costi-benefici, sia costretta a fare marcia indietro. Ma il prezzo del petrolio, alla fine del 2016, finirà inevitabilmente con l’aumentare e in questo scenario il perdente è Washington. Potremmo perciò aspettarci che la Fed, per cercare di invertire la tendenza, aumenti i tassi di interesse (ma i soldi continueranno ad andare tutti a Wall Street).
Confrontare l’attuale mobilitazione della NATO con quella pre-Seconda Guerra Mondiale o con quella della NATO stessa al tempo del Patto di Varsavia è fuorviante. La THAAD (Terminal High Altitude Area Defense, difesa d’area terminale ad alta quota NdT) e i missili Patriot sono inutili, secondo le stesse Forze di Difesa Israeliane (IDF), ecco perché hanno cercato di migliorarle con l’Iron Dome.
Intanto, questi nuovi “battaglioni” della NATO sono assolutamente insignificanti. La motivazione principale dietro tutte le mosse del Pentagono, guidato dal neo conservatore Ash Carter, continua ad essere quella di coinvolgere sempre più la Russia in Siria e in Ucraina (come se Mosca fosse attualmente implicata, o desiderasse esserlo, in un bel pantano ucraino); intrappolare la Russia in guerre per procura e svenarla a morte, privando lo stato russo del grosso degli introiti del settore petrolifero e del gas.
La Russia non vuole, e non ha bisogno, della guerra. Nonostante questo, la favola dell’“aggressione russa” non si ferma mai. Ed è per questo che è così illuminante ritornare su questo studio della Rand Corporation, che esamina che cosa succederebbe veramente in caso di guerra reale. La Rand, dopo una serie di simulazioni belliche effettuate nel 2015, aveva raggiunto una conclusione “univoca”: la Russia, se mai si dovesse arrivare ad una guerra vera e propria sul suolo europeo, è in grado di travolgere la NATO in appena 60 ore, se non meno.
La Rand Corporation è sostanzialmente un avamposto della CIA, una macchina da propaganda. Però non è propaganda affermare che gli Stati Baltici e l’Ucraina crollerebbero completamente in meno di tre giorni davanti all'esercito russo. In ogni caso, l’ipotesi che l’aggiunta della forza aerea della NATO e di qualche divisione corazzata possa fare una qualche differenza pratica è completamente falsa.
L’Aegis cambia i giochi nel senso che, in pratica, diventa un’area di lancio per la difesa missilistica americana. Pensate ai missili americani con un tempo di volo da Mosca veramente minimo, circa 30 minuti; per la nazione russa questa è una minaccia certa. Anche le forze armate russe sono state “univoche”: se si accertasse che la NATO, via Pentagono, fosse sul punto di fare qualcosa di stupido, ci sarebbe lo spazio per un attacco preventivo con gli Iskander-M dislocati in Transnistria, per distruggere i missili americani con le opportune armi di precisione.
Nel frattempo Mosca ha riscosso una straordinario successo – naturalmente non è ancora finita – in Siria. Così tutto quello che è rimasto al Pentagono, via NATO, è essenzialmente giocare la carta della tattica minacciosa. Sanno che la Russia è preparata alla guerra, certamente molto più preparata della NATO. Sanno che né Putin, né l’esercito russo indietreggeranno mai di fronte ad uno spauracchio da asilo infantile. E per quanto riguarda poi i toni conciliatori che il Cremlino ha sempre tenuto nei confronti di Washington, anche qui le cose potrebbero cambiare, e presto.
Dite ciao al mio S-500
L’esercito russo sta per iniziare i primi test sui prototipi del sistema di difesa antiaereo e antimissile S-500 Prometheus, conosciuto anche come 55R6M Triumfator M, in grado di distruggere ICBM, missili da crociera ipersonici ed aerei, anche oltre i  Mach 5 [5 volte la velocità del suono, NdR] e capace di localizzare ed attaccare simultaneamente fino a 10 testate di missili balistici in un raggio di 1300 km. Questo significa che l’S-500 può disintegrare i missili balistici prima che le loro testate rientrino nell'atmosfera.
Così, nel caso che la NATO cominci a menare il can per l’aia in puro stile Rand, l’S-500 azzererebbe completamente il potenziale aereo della NATO sopra gli Stati Baltici, mentre i missili anticarro Kornet di prima linea distruggerebbero tutte le forze corazzate della NATO. E non abbiamo neanche iniziato a prendere in considerazione l’inferno delle armi convenzionali.
Se le cose dovessero farsi serie, i missili anti-missile S-400, e sopratutto gli S-500 bloccherebbero tutti gli ICBM americani in arrivo, i missili cruise e gli aerei stealth [invisibili, NdR]. I droni da attacco verrebbero fermati dalle difese antidrone. L’S-500 manda praticamente nel bidone della spazzatura aerei come l’F-22 e il B-2.
In sostanza, la Russia, per quanto riguarda lo sviluppo dei missili ipersonici, è davanti agli Stati Uniti di almeno quattro generazioni, se si valuta la cosa in base all'evoluzione dei sistemi S-300, S-400 e S-500. Come ipotesi di lavoro potremmo chiamare il prossimo sistema, già sul tavolo dei progettisti, S-600. All'esercito americano, per sviluppare e mettere in produzione un nuovo sistema d’arma occorrerebbero almeno 10 anni, il che, in termini militari equivale ad una generazione. Ogni progettista del Pentagono in grado di pagarsi un fondo pensione, questo dovrebbe saperlo.
I missili russi (e cinesi) sono già in grado di mettere fuori uso i sistemi di guida satellitare degli ICBM nucleari e dei missili da crociera americani. Potrebbero anche neutralizzare gli allarmi precoci emessi da questa costellazione di satelliti. Il tempo di volo di un ICBM supersonico, lanciato per esempio da un sottomarino nucleare russo al largo della costa orientale americana, può essere inferiore ai 20 minuti. Per cui, un sistema di allarme precoce è assolutamente critico. Non contate sul fatto che gli inutili THAAD e i Patriot riescano a fare il loro lavoro. Ancora una volta, la tecnologia supersonica russa ha reso completamente obsoleto tutto il sistema di difesa antimissile, sia negli Stati Uniti che in Europa.
E allora, come mai Mosca è così preoccupata che il Pentagono possa dislocare il sistema Aegis così vicino ai confini della Russia? Una risposta plausibile potrebbe essere che Mosca è sempre preoccupata dal fatto che il complesso industriale-militare americano potrebbe sviluppare qualche sorta di missile anti-missile veramente efficace, anche se attualmente sono arretrati di almeno quattro generazioni.
Allo stesso tempo, gli strateghi del Pentagono hanno tutte le ragioni di essere preoccupati per quello che sanno, o che sospettano. Intanto l’esercito russo, in maniera molto asiatica, non scopre mai completamente le proprie carte. Bisogna ribadire ancora una volta il nocciolo della questione: l’S-500 è impenetrabile e permetterebbe alla Russia, per la prima volta nella storia, di lanciare il primo attacco nucleare, se mai decidesse di farlo, e di rimanere immune da rappresaglia.
Tutto il resto è solo un inutile bla-bla. Aspettatevi tuttavia che la narrativa ufficiale Pentagono/NATO rimanga la stessa. Dopo tutto, il complesso industriale-militare è un’Idra mangiasoldi e un nemico potente (il finto Califfato del Daesh non conta) è una vera e propria necessità.
La Teoria della Minaccia dice che la Russia deve accettare supinamente di farsi circondare dalla NATO, alla Russia non è permesso nessun tipo di risposta; in ogni caso, qualunque risposta verrà bollata come “aggressione russa”. Se la Russia si difende, questo viene “esposto” come una inaccettabile provocazione. E potrebbe anche fornire il pretesto per un attacco preventivo della NATO nei confronti della Russia.
E adesso lasciamo che gli strateghi del Pentagono/NATO se ne tornino diligentemente a giocare nel loro lussuoso giardino d’infanzia.

giovedì 19 maggio 2016

Amore

L'Amore.. è una parola difficile da spiegare...

Credo che l'amore sia qualcosa di veramente grande, la vera anima che rende viva la vita stessa, senza amore non esiste speranza e gioia.

Amore è l'antitesi dell'Odio, che domina la vita di tutti i giorni.

L'Amore è il motore che muove ogni cosa animata e non ed è capace di rendere vitale ciò che sta per morire..

L'Amore è la rugiada che bagna le piante all'alba, il sole che scioglie la neve, la pioggia che bagna i campi e li rende fecondi...

L'Amore è quell'essenza che fa battere il cuore dell'uomo e lo trasforma in un organo di carne...
L'Amore è il soffio divino che ci rende capaci di sentire oltre i cinque sensi...tutti, indistintamente ne sono capaci... tutti siamo stati creati per amare, non esiste uomo o, a maggior ragione, donna sulla terra capace di non riuscirci...

L'Amore è una potenzialità insita in noi, che cresce insieme alle nostre esperienze....
nessuno può decidere di non amare, perché anche quando pensiamo di non farlo, lo stiamo facendo...

La nostra vita vissuta con attenzione è già amore, ma esso è talmente vasto da comprendere tutto ciò che è visibile da occhio umano..

Si predilige in genere l'amore verso un'altra persona, uomo o donna, che sia... Quello è l'amore nostro, intimamente personale, che è capace di innalzarci fino al Cielo. Ma esiste una forma di Amore che trascende l'esperienza umana e che ti porta ad elevarti dalla miseria umana e da noi stessi...

L'Amore è meraviglioso, non è spiegabile, ma lo si può percepire se veramente lo si vuole....

L'Amore è la catarsi del peccatore che lo redime dalle ferite del peccato commesso..

L'Amore è fermarsi sul ciglio dell'autostrada e, scendendo dalla vettura, guardare il cielo stellato senza luna che ti fa sentire piccolo ed amato allo stesso tempo...

L'Amore è sentirsi ....nel vuoto in assenza di rumore....e percepire l'immensità di quello che è dentro di noi ed intorno a noi...

L'Amore è...senza aggettivi,....senza declinazioni.....Non lo si sente per quello che è, ma lo avvertiamo quando smettiamo di non ascoltare, di non vedere,..di non pensare...

L'Amore è la forma più bella di unione tra esseri senzienti, che ci fa piangere di gioia e di dolore allo stesso tempo...Unisce l'intero creato e ogni piccola nostra cellula in armonia, semplicità e bellezza....

Questo è...Amore


martedì 17 maggio 2016

America First!

Avevo iniziato a notare Donald Trump verso la fine di Settembre del 2015, dopo aver visto qualche suo intervento presso alcuni dibattiti televisivi del partito repubblicano (GOP: Grand Old Party come viene definito). All'inizio sembrava un'altro business man che entrava in politica per qualche interesse personale (l'italia ha anticipato molto dei trend moderni) cercando di ottenere visibilità per sostenere i suoi affari non sempre solidi. Ma un giorno ho visto qualcosa che mi ha lasciato completamente di stucco: la franchezza, l'approccio diretto ed il metodo, unito alla ferocia, nel demolire gli avversari.
Qualcosa non tornava nel suo modo di fare: diceva cosa che nessun candidato aveva mai osato dire, persino intaccare un incubo del mondo che ruota intorno all 11 settembre; l'attentato avvenuto sotto la presidenza Bush...
Attaccare a testa bassa la stessa dinastia Bush che ha disgregato l'America con guerre insensate e che ha mentito al suo popolo e al mondo su armi di distruzione di massa che non ci sono state "hanno mentito, sapendo di mentire"..
Attacchi diretti, indiretti e allusioni continue. Trump ha dimostrato di colpire dove fa più male al sistema di potere americano.
Ha distrutto la credibilità del competitore come il senatore Rubio facendo alludere ad una storia mai confermata in cui sembra che il candidato di origini cubane fosse un gay escort e che faceva festini ed orge in una nota discoteca di Miami Beach guidata da una Drag Queen famosa negli anni novanta.
Guarda caso la stessa discoteca coinvolta di un giro di spaccio di droga e di un noto cartello messicano di trafficanti con strani e oscuri legami con la famiglia Bush ( il fratello dell'ex presidente George, Jebb Bush, è stato governatore della Florida proprio durante le contestatissime elezioni presidenziali del 2000 in cui solo la mattina dell'11 Settembre del 2001 il New York Times aveva pubblicato un indagine approfondita nella quale si confermava che quelle elezioni le aveva vinte il candidato democratico Gore).
Ha spazzato via, dosando in maniera crescente attacchi diretti ( Ted Liar; Ted il bugiardo) ed indiretti al senatore Ted Cruz, alludendo ad uno strano coinvolgimento del padre del senatore Texano, esule cubano, nel giorno dell'assassinio di Kennedy del 22 Novembre 1963.
Insomma un personaggio sicuramente molto estroverso, ma certamente aiutato, ed anche parecchio, da settori occulti e potenti almeno di una parte dello stato profondo Americano. Non a caso il suo discorso di politica estera lo ha tenuto presso uno dei più esclusivi think tank della politica Americana gestito dai seguaci di Kissinger. E proprio lo stesso Kissinger ultimamente ha dato il suo "Endorsement" proprio al Magnate di New York.
Non è un caso.
Anzi è più di un indizio che qualcuno o qualcosa, sotto le spesse coltri del potere americano, abbia deciso di sferrare un attacco in pieno stile proprio contro l'attuale struttura di potere che si è attorcigliata intorno alla Casa Bianca di Obama, prendendola in ostaggio, con un gruppo di potere che passa con il nome di "neocon" o "Neo Conservatori"; gli stessi per intenderci che hanno distrutto l'area Mediorientale con le guerre multiple dirette ( Iraq ed Afganistan) ed  indirettamente con le primavere arabe ( Tunisia, Libia, Egitto) e con guerra per procura (Siria), tutte a favore dei loro mandanti: Israele ed il gruppo di potere Sionista che ha reso quello stato peggio del Sud Africa dell'apartheid
Per cosa poi? Utilizzando la potenza economica e militare Americana, hanno fatto fare il lavoro sporco agli USA, ma hanno lasciato il paese con macerie umani e materiali immense: i veterani di guerre lontane e dispendiose, abbandonati come semplice carne da cannone; infrastrutture obsolete e fatiscenti che hanno urgente bisogno di lavori di ammodernamento; sistema sociale collassato; economia guidata dagli equivalenti neocon politici su wall street ( Goldman Sachs in .primis) che hanno sventrato la finanza e abbattuto l'economia indebitando a dismisura verso il limite del collasso il paese; povertà diffusa e disoccupazione imperante.
La presidenza Obama, seguendo i dettami dei neo con e della fanatica Hilary Clinton, hanno distrutto oltre 50 anni di politica estera mediorientale messa in piedi proprio da Kissinger sotto Nixon.
Risultato? Discredito degli Usa e ottimi affare per Israele.
Per questo il potere economico primigenio Americano (raggruppati introno ai vecchi Wasp) hanno deciso che era venuto il momento di dire basta e hanno orchestrato la campagna di Trump come la lancia e l'ariete per sfondare verso la Casa Bianca e riprendere il paese riportandolo verso gli interessi Americani e non esteri, israeliani o cosa.
Non so se il magnate di New York ce la farà o meno; ma è il primo vero tentativo di spazzare i parassiti esogeni che hanno portato il mondo sull'orlo del baratro ed ancora possono farlo, in una insana logica messianica di Sansone e dei suoi Filistei.
Riportando gli interessi Americani al centro dell'Agenda politica estera ed interna, la presidenza Trump toglierebbe il terreno sotto i piedi delle guerre neo coloniali e, sopratutto, lascerebbe Israele solo contro i nemici che è riuscito a crearsi, a cominciare da Assad che ha un dente avvelenato contro di loro e gli farà pagare amaramente la loro ingerenza nel suo paese.
Per questo il nostro "Endorsment" lo facciamo proprio a Trump, sperando che tolga benzina sul fuoco della guerra che l'attuale presidenza sta alimentando fino alle estreme conseguenze.
L'Alternativa è mandare alla Casa Bianca una fanatica pronta a schiacciare il bottone nucleare proprio a favore dei Sionisti di Israele; e al momento è proprio una guerra quella che dobbiamo evitare di subire. Per questo gridiamo forte; "America First!".


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