mercoledì 4 maggio 2016

Civiltà Senza Cristo

"La stragrande maggioranza degli intellettuali conservatori ha una visione della vita laica. Essi non si rendono conto del disastro a cui l’ateismo ha portato in Occidente”. Questi conservatori a-religiosi credono che “l’America può sopravvivere alla morte di Dio e della religione”, ma  sbagliano. La religione di un popolo, la sua fede, crea la sua cultura, e la sua cultura crea la sua civiltà. E quando una fede muore, muore la cultura, muore la civiltà – e anche quel popolo comincia a morire"

Che la civiltà occidentale sia giunta al suo capolinea epocale – o nel suo vicolo cieco – , è sensazione comune anche fra gli atei: crisi terminale del capitalismo che non sa come uscirne avendo consumato tutta la valigia dei trucchi, degrado morale e dissociazione sociale, consunzione dell’individualismo edonista in nichilismo e voglia di morte. Le nuove “conquiste” e i “diritti” per cui si battono gli ultimi progressisti non hanno la forza di ottimismo delle vecchie “magnifiche sorti e progressive” della grandi loro ideologie: sono conquiste mortuarie e funebri, l’aborto, l’eutanasia, i “matrimoni” spettrali fra funerei invertiti.

Masse atomizzate e ormai disorientate di desideranti, consumatori insaziabili di prodotti-standard e i loro “dirigenti” e psico-poliziotti del progressismo. Rigettano con furia, con rabbia pazza, e perciò sospetta perché ne hanno terrore, è il risultato della deriva dell'Occidente senza Cristo. Oggi nessuna grande nazione dell’Occidente ha una natalità capace di scongiurare l’estinzione dei suoi nativi. Per la fine del secolo, altri popoli ed altre culture avranno in gran parte ripopolato il Vecchio Continente. L’Uomo Europeo pare destinato a finire come le 10 tribù perdute di Israele: superate in numero, assimilate e scomparse. E mentre i popoli europei, Russi, Tedeschi, Britannici, Baltici, calano in numero, la popolazione dell’Africa, stima l’ONU, raddoppierà in 34 anni, giungendo a due miliardi.
Come ha scritto G.K. Chesterton, quando gli uomini cessano di credere in Dio, non è che da allora non credono in nulla; è che credono a qualunque cosa.

Che cosa ha fatto la fede? Guariamo ai secoli passati.

Quando, dopo la caduta dell’impero romano, l’Occidente abbracciò il cristianesimo come fede superiore a tutte le altre – in quanto il suo fondatore era il Figlio di Dio – l’Occidente è andato avanti a creare la civiltà moderna, e poi è uscito alla conquista del mondo conosciuto.

Oggi però, con il cristianesimo morto in Europa, e lentamente morente in America, la cultura occidentale diventa sempre più corrotta e decadente, e la civiltà occidentale è visibilmente in declino. Tutti gli imperi dell’Occidente sono svaniti, e i figli dei popoli un tempo soggetti attraversano il Mediterraneo per ripopolare i paesi materni, i cui abitanti nativi invecchiano, calano e muoiono. Dal 1975, due sole nazioni europee hanno mantenuto un tasso di natalità sufficiente a tener vivi i loro popoli: l’Albania musulmana e l’Islanda. Date le popolazioni che rimpiccioliscono e le ondate di immigrati che arrivano dall'Africa e dal Medio Oriente, prima della fine del secolo si può prevedere un’Europa islamica.

Vladimir Putin, che ha visto da vicino la morte del marxismo-leninismo, sembra capire l’importanza cruciale del cristianesimo per la Madre Russia; cerca di far rivivere la Chiesa ortodossa e di iscrivere il suo codice morale nella legislazione della Russia.

E che dire dell’America, il “Paese di Dio”? Il cristianesimo è stato scomunicato dalle scuole e dalla vita pubblica da due generazioni; l’insegnamento del Vecchio e Nuovo Testamento rigettato per legge; e da allora abbiamo assistito a un declino sociale sorprendentemente ripido. Dagli anni ’60 l’America ha toccato nuovi record in fatto di aborti, delitti violenti, carcerazioni, consumo di stupefacenti. Lo Aids non è comparso che dopo gli anni ’80, ma centinaia di migliaia ne sono già morti, e milioni soffrono di questa e delle patologie connesse. Il 40 per cento delle nascite in Usa avvengono fuori dal matrimonio. Per gli ispanici, il tasso di nascite illegittime è oltre i 50%; per i neri, oltre il 70. Nelle scuole superiori americane i punteggi degli studenti scendono di anno in anno, e si avvicinano ai dati del Terzo Mondo. Il suicidio sta crescendo come causa di morte fra i bianchi di mezza età; e le visioni laiche non hanno risposta alla domanda: ‘perché non farlo?”.

Come ha scritto Samuel Johnson: “E’ piccolissima la parte di sofferenze del cuore umano che leggi e re possono curare”. Nessuna politica laica può curare la malattia dell’anima dell’Occidente: la perdita della fede, perdita che appare irrecuperabile

La diagnosi enunciata con tanta franca semplicità è proprio questa: la nostra civiltà è al capolinea perché ha rifiutato la fede. Quella cristiana, specificamente. L’odio irrazionale, sbavante, che il progressismo radicale vigente tributa a Vladimir Putin è il presentimento che la salvezza della civiltà richieda una “rettificazione”, l’adesione a un codice morale quotidiano, a dogmi esigenti fondati nella storia del popolo, la rinuncia all'edonismo microscopico e pullulante; la fine della vacanza dell’edonismo dozzinale e standard a cui le masse atomizzate europee si credono (son fatte credere) “liberate”, emancipate dai “dogmi e tabù”.

E’ comicamente sintomatica, per contro, l’adorazione che i progressisti terminali tributano a papa “Francesco”, come lo chiamano affettuosi: proprio mentre questo è impegnato freneticamente a diroccare l’edificio che ha creato la civiltà, la moralità civile, la cultura, i nobili costumi (la Cavalleria) oggi stracciati e calpestati, a smontare la Chiesa de-desacralizzandola, per farla diventare un’ausiliaria della religione generica adatta al governo unico mondiale – questi miscredenti smarriti aspettano da ‘Francesco’ una via d’uscita al capolinea in cui si sono cacciati. Son diventati clericali, ad ogni occasione citano le frasi di “Francesco”: ovviamente le più anticristiane, tipo “chi sono io per giudicare?”. Bevono da lui il loro nuovo catechismo, che li conferma nella “fede” laica. Spettacolo triste e mortuario anche anche questo.

Adesso l’Occidente abbraccia le fedi più nuove: egualitarismo, democratismo, capitalismo, femminismo, ambientalismo, mondialismo. Anche queste danno significato alle vite di milioni; ma anche queste sono sostituti inadeguati della fede che ha creato l’Occidente. Ciò, perché manca a loro la cosa che il cristianesimo ha dato all'uomo: una causa non solo per la quale vivere, e per la quale morire, ma un codice morale con cui vivere tutti i giorni – con la promessa che, termine di una vita vissuta secondo quel codice, viene la vita eterna.
L’Islam fornisce questa promessa. Il secolarismo, non ha niente da offrire che eguagli una simile speranza.

Ma nonostante tutto, in questi tempi, con “questa” Chiesa in dissoluzione, con un cattolicesimo che ha rinunciato alla missione e preti che insegnano la “pastorale ecumenica”, ci son giovani che vengono chiamati. 
Vengono scelti ad uno ad uno, ricevono chiamate attraverso incontri e messaggi che è impossibile raccontare, perché sono inequivocabilmente soprannaturali. Dopo aver risposto alla chiamata, all'incontro con una persona mai più incontrata, essi riscoprono tutto: intendo tutto il cattolicesimo. Tradizionale, tomistico, liturgico e gregoriano, quello abbandonato dalla Chiesa gerarchica.
La piccola Fede verrà travolta dalla persecuzione imperante. Ma percepisco e vedo che Cristo sta chiamando uno per uno quelli che la ricostruiranno, in un futuro molto prossimo.

Ci sarà una civiltà, anche nel domani che non vedrò, dopo la catastrofe. I cristiani saranno forti allora. Ci sarà un impero cristiano, come dicono alcune profezie – non una repubblica. Per gettare negli inferi la Civiltà senza Cristo una volta per tutte.



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